La ragazza stuprata e il tunisino

La Repubblica titola:

Violentata ragazza di 15 anni: tunisino arrestato a Bologna

E il Corriere della sera:

Violenza sessuale: tunisino stupra ragazza di 15 anni a Bologna

Insomma, per i più grandi quotidiani italiani sembra più rilevante che il ragazzo sia tunisino (i giornali radio hanno detto “tunisino clandestino”) invece della violenza in sé. Vogliamo diminuirla? Vogliamo dare a questa nuova violenza delle connotazioni razziali?

Non ce l’ha. Questa è violenza sessuale e basta e chi la commette è un criminale, che sia tunisino o italiano. Capisco che in un titolo connotare un uomo della nazionalità fa più “colore”, ma diminuisce anche il fatto della violenza sessuale contro una donna, anzi, contro una ragazza minore.

E questo non va bene. Non si deve togliere l’enorme portata dell’atto criminale per spostarla sul fatto assolutamente irrilevante della nazionalità o dei documenti, in regola o no.

Un criminale è un criminale è un criminale: che sia tunisino, algerino, nero, giallo o italiano. Che abbia i documenti di soggiorno in regola o che sia clandestino. E come criminale va trattato e va presentato.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.