Razzismo, ideologismo, femminismo e io mi sono stancata: io sono una donna!

Enrica GarzilliDavvero non ne posso più di un po’ di cosette. Le sto leggendo da giorni, e da giorni cerco di evitarle per non guastarmi tutta la giornata, ma quando è troppo è troppo.

Tutto è scoppiato con la storia di Rachida Dati, attuale ministro della Giustizia francese, di origine magrebina, che il 2 gennaio scorso ha dato alla luce una bella bimba, senza aver mai rivelato l’identità del padre, e dopo cinque giorni dal parto è tornata al lavoro.

Apriti cielo! Tutti a commentare e poi a criticare chi ha commentato. Qualcuno ha dichiarato che è una donna eccezionale e “molto, molto sexy” (come se per un ministro il quoziente di sexità fosse rilevante), intitolando il suo pezzo “Femminismo cretinismo“:

Oltre alle ovvie considerazioni sull’invidia, il razzismo politico (la Dati è di destra, le femministe di sinistra) e quant’altro, la cosa più impressionante di queste critiche è la volontà dittatoriale di certo pensiero di sinistra di volere con forza e spregio ricondurre tutti al livello più basso.

Come se il femminismo fosse di sinistra! E’ un movimento trasversale, che va al di là della connotazione politica. Soprattutto, giustamente, i gruppi femministi americani dicono che non basta essere donna per essere femminista. Bisogna lavorare attivamente per la difesa di certi diritti e l’imposizione di una effettiva parità. Bisogna unirsi e lavorare con le altre sorelle. Invece, specie qui in Italia, le donne, e direi anche molte signore blogger, fanno troppo spesso comunella con i maschietti, solo perché il potere è spesso uomo, e sono felicissime di dare addosso a un’altra donna. Anche quando con le loro sfortune e cretinerie non c’entra niente.

Qualcun’altra su Il Giornale ha inneggiato alla libertà, messa in pericolo dalla “la follia delle tante femministe” (sempre mosse, è ovvio, da invidia) che hanno criticato la signora Dati, e definisce il ministro “un grand’uomo”:

Basterebbe la sua gloriosa traiettoria di vita a dimostrare che è una grande donna, o un grand’uomo, o tutt’e due, se preferite.

Questo, detto poi da una donna, è veramente troppo! Quando leggo queste castronerie mi viene su un senso di repulsione: ma perché, è uguale dire “grande uomo” o “grande donna“? E’ uguale solo dire ministro! Anzi, il genere per fare il ministro è assolutamente irrilevante (eccetto che per diventare ministro). E mi viene ben più di un dubbio.

Quando avevo 22-23 anni un grande studioso di scienze orientali (di estrema destra, per intenderci, o non avrei dovuto neanche parlare con lui?), Pio Filippani-Ronconi, mi disse, pensando di farmi un grande complimento:

lei è un uomo di scienza.

E io mi mi sono ribellata: sono una donna e la scienza non è incompatibile con l’essere una donna fino in fondo, anche nelle cose più superficiali e culturali, tacchi alti (come dice il signore di Femminismo cretinismo) e tutto. La scienza è una categoria a sé, che non guarda al sesso. Quindi, per favore, lasciatemi il mio.

La questione di Rachida Dati non va banalizzata con il razzismo, ché nessuno ha mai detto che essendo di origine magrebina non poteva tornare al lavoro cinque giorni dopo il parto, o con il fatto di avere una figlia senza il padre, ché comunque è più che ovvio che a 43 anni è dovuta ricorrere a vari aiutini medici e di chi è il sacro sperma è assolutamente irrilevante (e per di più non ce ne frega niente), ma va ricondotta al fatto che è troppo ricca per avere solo lo stipendio di un ministro (francese, beninteso), per esempio, o al fatto che un ministro che torna al lavoro cinque giorni dopo aver partorito è un segnale sociale forte, che apre la strada a cose politicamente molto pericolose: per esempio, una discussione sulla validità delle leggi per il diritto alla maternità, con la scusa della crisi econimica.

Diciamocelo, questa signora ministro tornando al lavoro non ha fatto niente di speciale: ha solo fatto quello che, salute permettendo, fanno molte lavoratrici autonome di mia conoscenza, che siano sarte, avvocato, pittrici, contadine o cosa. E l’ha potuto fare perché ci scommetto che ha baby sitter e persone di servizio full time, cosa che, invece, non tutte le donne “normali” si possono permettere. Altro che eroismo e dedizione al lavoro!



Commenti

  1. che una persona di potere faccia un figlio partorendolo da un orecchio, oppure si faccia ricrescere i capelli col trapianto di pelle di culo di ornitorinco, oppure porti a spasso il cane la mattina presto, nudo con le chiappe dipinte a pois rosa, son tutti fatti loro di nessunissima importanza; il problema è quella schiera di opinionisti che la mattina la moglie li scaccia di casa e loro, non avendo nulla da fare, vanno a scrivere scemenze sui giornali, visto che c'è da riempire gli spazi vuoti lasciati dalle pubblicità; credo che una bella miniera, con pala e piccone, sarebbe una buona destinazione per costoro; pazienza, son nati con la camicia

    Scritto da diego, 5 anni, 2 mesi fa


  2. diego, quello che fa una persona di potere non è importante fino a un certo punto, perché la gente comune, la plebe come me e te, magari guarda a quella persona di potere e trae delle conclusioni, che possono essere sbagliate. Sociali o politiche.

    E poi sì, in effetti, sui giornali c’è meno pubblicità e quindi lo spazio vuoto si dovrà pur riempire.:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 5 anni, 2 mesi fa


  3. Orientalia, spero che tu non mi consideri tra quelle che \"fanno comunella con i maschietti\". Vero, la proposta per un\’azione positiva a favore delle donne nei consigli di amministrazione viene da un uomo: ma vorrei che tutte noi donne la sostenessimo (anche perché, se venisse da una donna, non avrebbe nessuna possibilità di realizzarsi nell\’Italia di oggi). Dopotutto si tratta di \"normalizzare\" l\’idea che una donna possa fare il consigliere di amministrazione, o il ministro, o ricoprire un qualsiasi ruolo con responsabilità decisionali (al di fuori della famiglia, s\’intende).

    Come sostenere la proposta:

    Scritto da LivePaola, 5 anni, 2 mesi fa


  4. LivePaola, due cose che mi disturbano:

    1) c’è scritto chiaramente che nei commenti non si mettono link e URL. Ok si legge tutto sul tuo sito.

    2) Vero, la proposta per un’azione positiva a favore delle donne nei consigli di amministrazione viene da un uomo: ma vorrei che tutte noi donne la sostenessimo (anche perché, se venisse da una donna, non avrebbe nessuna possibilità di realizzarsi nell’Italia di oggi).

    Tu rendi conto di quello che scrivi, vero? Che tutte le lotte fatte da tante donne — ne ricordo una per tutta, Giorgiana Masi, uccisa da un proiettile alla schiena durante una manifestazione pacifica — non hanno cambiato e portato niente e non hanno cambiato neanche di un millimetro la mentalità?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 5 anni, 2 mesi fa


  5. Scusa per la URL, non lo faccio più. Le lotte fatte da tante donne di una, due e tre generazioni fa - hanno portato a tantissimi risultati nella società civile: è ovvio che è grazie a loro che abbiamo dei diritti (il divorzio, l'aborto), e non saremo mai abbastanza grate alle responsabili di queste conquiste (peraltro fragili, reversibili). Ma quando dal piano delle libertà e dei diritti umani si passa a quello di chi comanda, tanto per dire nella sfera dell'economia, o del potere, se non abbiamo schifo della parola, basta che tu faccia un giro ai piani alti di una qualunque grande azienda (italiana) per renderti conto che non è cambiato molto da quando c'era Marisa Bellisario, venticinque anni fa. Poi possiamo anche dire che la sfera dell'economia non ci interessa o che le aziende non ci piacciono: preferenza più che legittima. Non sta scritto da nessuna parte che sotto al soffitto di vetro non si possa star comode. Ma se abbiamo una possibilità di fare qualcosa di concreto per sfondarlo, questo soffitto, allora io voglio l'alleanza con donne, uomini, ermafroditi, marziani e chiunque altro pensa che ne valga la pena.

    Scritto da LivePaola, 5 anni, 2 mesi fa


  6. Molte cose sono cambiate nel rapporto donna-uomo-società, non mi pare corretto dire che le lotte del passato non hanno avuto effetti.
    Ad esempio in Spagna le donne maggiorenni oggi possono richiedere il passaporto e viaggiare all’estero anche DA SOLE, senza l’autorizzazione del marito o del padre. Capisco che possa sembrare una cosa da poco, ma non ci si è affatto arrivati gratis o comuque.

    Il punto mi pare che sia che siccome una certa corrente di pensiero e di lotta è terminata oggi si ritorna al passato, come la bicicletta di Mao.
    Siccome non c’è più l’angelo del ciclostile ritorna l’angelo del focolare, con poche attualizzazioni più che altro date dalla situazione economica.

    Non è che non ci sono state conquiste, è che non erano permanenti. Esattamente come capita nel lavoro, dal precariato al posto fisso e ora nuovamente il precariato.

    In Afghanistan negli anni ’60 le donne potevano indossare la minigonna…

    Scritto da Bubbo Bubboni, 5 anni, 2 mesi fa


  7. conigliazzo, il dibattito sarà vecchio per te. Ma tu, sento dalle parole e del tono, sei un uomo.

    E se ad alcune femministe piace mascolinizzarsi, a te che importa?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 5 anni, 2 mesi fa


  8. e che è ..E CHE è …SONO UN UOMO EMBè! abbiamo ancora invidia del pene……. cerchiamo di essere naturali, spontanei… tranquilli ..non sono il tipo che vuole imporre comportamenti.. ognuno é libero di essere quello che vuole e ciò mi sembra possibile in questa nostra società…. questo non significa che bisogna abbassare la guardia sul fronte dei diritti!

    Scritto da conigliazzo, 5 anni, 2 mesi fa


  9. Complimentoni per il post... E saluti da un antifemminista! ;)

    Scritto da Jan, 1 anno, 8 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.