Razzismo, storia di tre ragazzi normali in cerca di emozioni forti

immigratiIeri alla stazione di Nettuno, vicino Roma, un immigrato indiano è stato bruciato da tre ragazzi. Italianissimi.

Navtej Singh Sidhu, del Punjab, ora ha ustioni di terzo grado sul 41% del corpo. Dal suo letto nella rianimazione dell’ospedale Sant’Eugenio, a Roma, racconta come i tre ragazzi siano passati mentre lui dormiva, poi siano tornati indietro per spruzzargli la benzina sul corpo e verniciargli il viso di vernice grigia.

La cosa schifosa è che i tre hanno confessato di averlo fatto per provare un’emozione forte. E sono tre ragazzi “normali”, provenienti di famiglie normali, che in un giorno qualsiasi si annoiavano.

La notizia mi ha colpito non solo perché a rimetterci è stato un uomo indiano, ma perché temo che ci sia tutta una fascia di persone che ormai ha perso assolutamente il senso del limite, che si crede in diritto di “divertirsi” sulla pelle degli altri, che guarda alla vita di un immigrato come a qualcosa di cui disporre a piacere.

Ci stupiamo tanto, noi che stiamo qui, siamo “civili” e agiamo nella legalità, disposti all’accoglienza e tutta la bella storia. Ma sarà vero? Siamo davvero così democratici? Quanti di noi diranno “è stata solo una bravata”?

Sono certa che fra noi ci sono tante persone perbene e normali, nate e cresciute in famiglie normali, con mariti o mogli normali, per i quali la vita altrui, e specie quella di un immigrato di colore, tutto sommato non ha tanto valore. E che non esita a fare male, a provocare danno o dolore agli altri, se questo gli conviene. O anche solo per sfizio.

Come ho letto in un commento di uno dei blog più conosciuti dalla blogosfera, “la brutalità gratuita che mi piace tanto”.

Io però — che ci posso fare? — capisco queste persone e propongo una cosa. Propongo a tutti quelli e quelle in cerca di emozioni forti, che sia un divertimento o sia una passione o un flirt, e che se ne fregano se fanno male agli altri, di salire sul punto più alto di un palazzo molto, molto alto e buttarsi giù. L’ebbrezza sarebbe garantita, l’adrenalina scorrerebbe a fiumi, farebbero una cosa speciale e rimarrebbero bravi ragazzi e brave ragazze. Brutalità garantita e tutto.



Commenti

  1. Cara Orientalia, non posso condividere il qualunquismo della soluzione in chiusura che si da SEMPRE TUTTI per scontata. Qui la faccenda è molto seria e si dovrebbe pensare a come arginarla. Parliamo di una generazione intera o di rari casi, ma la cronaca ci sta portando alla ribalta troppi casi.
    Quello che sgomenta è che sono sempre ragazzi di buona famiglia, insospettabili o quasi.

    Bisogna sensibilizzare LE FAMIGLIE AL RECUPERO alla normalità di queste persone, assolutamente necessario per far rientrare la reazioni di questi giovani in una normalità di vita.

    Non tanto la violenza e la brutalità quanto il potere che da loro quando fanno violenza a qualche persona debole: come facciamo andare a scuola guida i nostri ragazzi prima di metterli sulla strada, dovremmo preoccuparci quanto siano in grado di gestire e valutare e di conseguenza dominare le proprie pulsioni.

    Che ne dici ?? mi sembra sia un argomento da sviluppare perchè se non recuperiamo questa parte di società la violenza ritornerà a ritorcersi contro di noi…
    ora è capitato a qualcun altro… ma la prossima volta ???

    ciao Renata

    Scritto da renata, 3 anni, 3 mesi fa


  2. Questi fatti di cronaca lasciano molto perplessi(come la violenza negli stadi o del branco ), indignano ma fanno anche riflettere. Forse non è solo noia ma anche incapacità di gestire i propri impulsi , di riconoscere le identità personali altrui, di incanalare la propria intelligenza, non nella devianza, ma verso interessi più "sani e proficui"… e il tutto rientra in un'emergenza educativa ad ampio raggio. Ciao :)

    Scritto da skip, 3 anni, 3 mesi fa


  3. Purtroppo non si sa più cosa vuol dire "avere fame". Il bruciore di stomaco dato dal digiuno forzato temprerebbe molto certe persone. Invece ci si abbuffa senza capire quanto sia bello poterlo fare. E vivere senza dubbi e paure non è un'emozione forte…

    Scritto da davidonzo, 3 anni, 3 mesi fa


  4. cara Renata, non è il mio lavoro, ma se vogliamo recuperarli, intanto, puniamoli per quello che hanno fatto. In modo netto e chiaro. Prima bisogna pagare per gli errori e per il male che coscientemente si fanno, ragazzi e adulti.

    Il recupero viene dopo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  5. skip, certo, concordo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  6. davidonzo, concordo anche con te, lo so.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  7. Visto la gravita dei fatti e la colorazione della mia pelle, se fossi legale mi comprerei una pistola.

    Enrica, te hai detto bene che si tratta di tre italiani, ma non sono affatto NORMALI, sono NORMALIZZATI, in un paese dopo noi gli immigrati(ribatto che non mi piace definirmi cosi) siamo stati il centro dello tsunami della sicurezza pubblica durante l'ultima spettacolare campagnia elettorale, e quelle ondate selvaggie hanno portato al potere il cavaliere dei maL(scusate che non riesco a pronunciare la erre)i, il quale manda in giro il suo fedelissimo generale nordico,sta volta niente scudo e spada,ma basto con i microfoni a seminare i semi dell'odio pronunciandolo pubblicamente.

    In un momento di crisi economica globale che stravolge anche Italia, da buon cavaliere è saggio di spostare l'attenzione dei sottomessi su altre cose,e meglio di farli scaricare l'ira sui piu deboli che tanto non importano quasi a nessuno(anche se ne frega a qualcuno,dopo una partita di calcio,tutti tornana tranquilli tranquillissimi).
    La xenofobia è ormai generalizzata,e gli autori xenofobi sono immuni.

    Presto ci sara in uscita un nuevo nuevo versione della "MEIN KAMPF".

    Scritto da Liu ZB, 3 anni, 3 mesi fa


  8. Ho iniziato il mio blog durante i giorni in cui qui a Rimini vivevamo una situazione simile. Allora ad essere bruciato fu un italiano, una persona che viveva al margine, ma italiano. Non scrissi nulla non ebbi il coraggio di aprire il mio blog su fatti così duri. Come allora oggi ritengo che il problema non sia il rispetto della vita di qualcuno in qualche modo "diverso" ma il rispetto della vita in se. Il senso di ciò che è vita al di fuori della nostra. Renata parla di recuperare certe devianze, giusto, ma per recuperarle bisogna riconoscerle e i ragazzi che a Rimini bruciarono il clochard erano come spesso accade non riconoscibili come "devianti" Uno di loro addirittura figlio di una famiglia impegnata nel volontariato sociale. E' la collettività tutta che ha perso l'orizzonte, non esistono innocenti. Sono i vertici i primi ad aver bisogno di "recupero". Ciò detto se non proprio il salto dall' ultimo piano…. almeno la manina aperta tenuta per qualche secondo vicina alla piastra ardente del focolare in modo che immaginino bene cosa sarebbe se vi venisse premuta sopra.

    Scritto da Vera, 3 anni, 3 mesi fa


  9. Liu, non mi sembra che gli italiani siano tutti così.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  10. Vera, io non li spingerei giù ma, dico la verità, non credo più ai recuperi anche perché spesso non c\'è da recuperare niente. Sono \"ragazzi perbene\", normali. Oltre tutto, a 18 anni sei in grado di guidare, vai in discoteca da un po\', voti, certamente fai l\'amore, quindi devi pagare per il male volontario che fai. Poi vediamo.

    Ho messo un finale paradossale ma se fai male a qualcuno volontariamente (non c\'è bisogno che lo bruci, basta molto meno) non meriti molto: certo non meriti l\'impegno di tutta una società per salvarti, aiutarti e recuperarti. Prima paghi; poi vediamo, se sei davvero pentito, cosa si può fare.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  11. Il sito Radicali.it sta pubblicando i messaggi inviati da numerose persone perbene e normali a Rita Bernardini, il deputato radicale che è andato a verificare la situazione dei rumeni in carcere. Sono gli stessi bravi ragazzi normali e perbene che attendevano i rumeni coi forconi in mano davanti alla questura, e che non sanno cosa significa "stato di diritto". Ho letto i loro messaggi, e ho ascoltato le loro urla. Poi ho consigliato a mia figlia di fare grande attenzione ai ragazzi normali e perbene.

    Scritto da Slack, 3 anni, 3 mesi fa


  12. slack, ho visto il sito. Io penso infatti che la distinzione di gente davvero perbene e non, purtroppo, è sempre più difficile, questo è il problema.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  13. non mi pare giusto mescolare il giudizio sulle reazioni emotive al ragionare intorno allo stato di diritto; per esser chiaro: non approvo le persone che vogliono linciare i delinquenti, ma il loro atteggiamento è una naturale, istintiva reazione di fronte all'orrore accaduto; certamente chi invece deve amministrare la giustizia deve rispettare rigorosamente le regole dello stato di diritto; certamente dobbiamo evitare il rischio che qualcuno, approfittando di fatti spiacevoli, ne faccia propaganda politica o, peggio ancora, intenda modificare lo stato di diritto con la scusa del "mali estremi, estremi rimedi"; ma le reazioni emotive della gente comune, sono assolutamente inevitabili; un conto è "la gente", un conto è lo stato di diritto; un vecchio pompiere m'ha raccontato che nei teatri c'è una specie di paratia che si cala in caso d'incendio dietro le quinte, che non serve a spegnere l'incendio, ma a evitare che il pubblico, nel panico, provochi disastri anche peggiori vedendo il fumo; è il fumo, che andrebbe evitato, restando in metafora.

    Scritto da diego, 3 anni, 3 mesi fa


  14. diego, ma se non c'è il fumo probabilmente molta gente nega l'incendio: ci hai mai pensato?

    Ovviamente, comunque, lo stato di diritto, la ferocia popolare e i sentimenti personali sono cose ben diverse fra loro, sono tre livelli che spesso non hanno niente a che fare l'uno con l'altro. Dovremmo comunque aderire alle regole dello stato di diritto, nei fatti.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  15. Diego, le reazioni emotive della "gente" saranno pure inevitabili (per la verità non lo credo affatto), e tu scrivi che non le approvi, ma io non ho sentito una sola voce nelle televisioni che denunciasse tali reazioni come, appunto, riprovevoli.

    Si rischia pure, a far notare quanto feroci e primitivi siano certi comportamenti davanti alle questure, di essere additati come amici delle bestie che stuprano.

    Per rimanere nella tua metafora del fumo, purtroppo la nostra televisione non solo non cala la paratia del tuo amico pompiere, ma spesso e volentieri rinforza con poderosi candelotti fumogeni l'effetto panico. Leggiamo i giornali, siamo già all'Effetto Pitbull, ogni giorno ci saranno un paio di stupri, ancora per qualche giorno, poi niente più.

    Io non credo che quelle reazioni siano inevitabili, è vero invece che non si vogliono evitare, perchè cavalcarle è popolare, porta consenso e voti, ma non civilizzazione. La politica che ci ritroviamo e la "informazione" lisciano il pelo agli istinti più primitivi e contribuiscono ad instaurare un clima di giustificazione/attenuante, un clima sociale tacitamente assolutorio, che rende meno grave, quindi fattibile, bruciare vivo lo "straniero". Lo straniero bruciato è un feticcio risarcitorio collettivo offerto da quattro ragazzini squinternati sull'altare dei tg.

    Forse quei ragazzini non hanno visto i telegiornali, ma non escludo che abbiano ascoltato qualche commento di qualche genitore particolarmente perbene e normale, alla Gentilini, per dire. E non sono così rari, tutt'altro.

    Scritto da Slack, 3 anni, 3 mesi fa


  16. Enrica, italianissimo non e', ma umanissimo. Lo si, no? Hai passato qualche anno qui in India. "Gori, kutre", le simili parole in nell'indi devono essere conosciute anche a te, no? Non le senti quando cammini nelle strade? Non hai letto i giornali indiani recentemente, le storie di donne occidentali violentate da uomini in gruppi, uccise, eccetera? Indianissimo? No, solo umanissimo: purtroppo l'odio degli stranieri e una delle poche caratteristiche universali della razza umana. Perche' l'Italia, l'occidente, dovrebbe essere migliore?

    Scritto da Bos Indicus, 3 anni, 3 mesi fa


  17. Slack, non ho visto le televisioni ma ho letto molti giornali e ascoltato la radio in diversi canali e ti assicuro: lo sdegno, o lo schifo, sono stati detti a chiare lettere.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  18. Bos, certo, ma non mi consola sapendo che quello che hanno fatto loro lo fanno anche gli indiani contro gli occidentali, i cinesi contro i tibetani e i tibetani contro i cinesi, gli africani neri contro i bianchi o i bianchi contro gli africani e così via.

    E non mi trincero dietro i sentimenti universali. Ora erano solo ragazzi italiani, e l'ho detto.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  19. Certo, Enrica, ma cio' che avevi scritto dava l'impressione che lo vedessi come un problema specialmente occidentale– e la dava a persone che forse non sanno dall'esperienza diretta che il razzismo e' un peccato originario e universale che si trova ovunque nel mondo umano.

    Scritto da Bos Indicus, 3 anni, 3 mesi fa


  20. @Bos Indicus: il "razzismo" in India non è il razzismo che si conosce all'occidente. le parole "Gori" e "kute" rispettivamente Bianca e Cani, sono d'uso quotidiano. E' un complimento il primo e il secondo, non credo ci sia bisogno di spiegazioni. Scusa mi tanto ma dire Gori o Gore in India non ha lo stesso valore che di dire Negro qua in Italia. Tu per me hai visitato l'India, ma ti sei fermato/a alla mera superficialità, come del resto il 99.99% degli occidentali. So queste cose perché sono Indiano. Ah e poi cosi tanto discusso kutte è riferito al Governo, che fa tanto tribulare noi stranieri e credo che anche un Italiano sia d'accordo con questa affermazione, anche perché da come la vedo io che sia Rosso, Verde, Blu o Nero il governo, nessun Italiano è mai contento. In India c'è un altro tipo di Razzismo, le caste, che è un male irrimuovibile dalla mia società, almeno finché non ci sarà un parificazione dei Brahmin, Kshatriya ai provilegi dei shudra. Si è il contrario oggi il 33% dei posti pubblici è riservato a loro. Greetz The Maha_Kaal

    Scritto da The Maha_Kaal, 1 anno, 6 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.