E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

BrunettaCominciamo l’anno con una notizia davvero nuova, che porrà l’Italia in testa a tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l’economia italiana:

[il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l’implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell’offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l’e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

Insomma, Brunetta sta scoprendo l’acqua calda. Alla fine del 2006 ho partecipato come delegata della Comunità Europea alla conferenza “The role of the State in a liberalized economy“, sponsorizzata dalla Comunità Europea, organizzata dall’EPLC (European Public Law Center), dal Ministero della giustizia indiano e vari altri organismi nazionali e sovranazionali.
A Pune.

La conferenza verteva sull’ulteriore implementazione, cominciata in India nel 2004, specie nelle campagne e i paesi lontani dai grandi centri come Delhi, Mumbay o Bangalore, proprio dell’e-governance come mezzo di potenziamento economico, attuando la partecipazione politica e lo svolgimento della publbica amministrazione in modo efficiente.

Io ho parlato di Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens. Avevo promesso a una mia amica di mettere online le slide, ma non l’ho ancora fatto. Mi sembravano concetti già sorpassati, qui in Italia.

Mi sbagliavo, ancora non c’era il ministro Brunetta.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.