The Millionaire di Danny Boyle, ovvero, il cuore vince sempre

MillionarieIeri siamo andati al cinema a vedere The Millionaire all’Apollo Spazio Cinema. Molto, molto carino e non lungo, 120 minuti.

La trama è semplice. Jamal Malik, un ragazzo di 18 anni musulmano di infima provenienza sociale, gli slum di Mumbay, partecipa al gioco a premi televisivo Chi vuol esser milionario? con una fortuna sfacciata. Ogni domanda gli fa ricordare, in flashback, degli episodi della sua tragica infanzia: da quando, da bambino, la madre è stata uccisa in un’incursione nelle baracche, lui che riesce a farsi fare un autografo da un famoso divo di Bollywood grazie al fatto di essere ricorperto di escrementi, all’infanzia difficile col fratello maggiore che sin da bambino fa il ducetto, e così via. E di ogni domanda sa la risposta.

Ma ogni cosa, anche la più drammatica, con l’assoluta bontà e coerenza di Jamal si trasforma in un’occasione di crescita e, alla fine, gli porterà fortuna. Incluso l’orfanella come loro, Latika, che lui salva da bambina e che salverà definitivamente da grande.

L’amore, prima ostacolato, e i valori positivi trionfano sul male, sui cattivi e Jamal e Latika si ritroveranno, grazie alla sostanziale purezza del loro cuore, alla costanza e alla fiducia reciproca, insieme e ricchi. Lui vincerà i milioni di rupie dell’ultima domanda proprio grazie a lei.

La scena più carina è quella finale, quando tutti ballano lungo i binari del treno secondo lo stile dei film di Bollywood. Le scene potrebbero essere drammatiche ma non lo sono, hanno una leggerezza che fa dimenticare che non c’è stato l’intervallo fra il primo e il secondo tempo. Il finale è allegro.

Da vedere, specie durante le feste. Punteggio: **** (su 5)



Commenti

  1. "Il finale è allegro."

    E' inevitabile, no, in Bollywood? O quasi. Mi ricordo del mio preferito cinema indi', Fanaa, con quelli attori brillanti Amir Khan e Kajol. Mia moglie mi disse che la fine tragica rese il cinema meno commerciale. A me piacque anche Omkara, col marito di Kajol come l'eroe, ma anche questo cinema, basato sull'Otello di Shakespeare, falli' per la stessa causa. Credo che questa preferenza per la fine lieve deve risalire pur fino al dramma sanscrito, no?

    Pur stasera abbiamo provato a ottenere biglietti per il nuovo cinema con Amir Khan, Gajini, venuto ai teatri il venticinque, ma furono gia' tutti esauriti, e nel mercato nero se ne volevano trecento rupaye ciascuno.

    Scritto da Bos Indicus, 3 anni, 1 mese fa


  2. Farò un salto a vederlo :)

    Scritto da Beppe, 3 anni, 1 mese fa


  3. Il mercato nero per i biglietti del cinema? Questa è carina:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


  4. Beppe, sì merita.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


  5. Ps Bos: in effetti il lieto fine è assolutamente classico, come ben sia anche i drammi in sanscrito o pracrito hanno il lieto fine. Sakuntala insegna.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


  6. Visto oggi, e concordo. Mi è sembrato un bello spaccato della contemporaneità raccontato senza troppe pippe. Sottoscrivo il boh-consiglio e buon anno!

    Ps: Latika è carina da urlo, eh eh ;-)

    Scritto da alessandro, 3 anni, 1 mese fa


  7. alessandro, buon anno anche a te!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


  8. Veramente un bel film e concordo sul ballo finale, magnifico. Commovente e intelligente, senza pesare. Che chiedere di più ad un film?

    Scritto da Luca Conti, 3 anni fa


  9. Luca, sono contenta che ti sia piaciuto!:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni fa


  10. veramente il finale nn è tanto allegro perchè il fratello Salim muore ..!!!!

    Scritto da martinuzza 98, 2 anni, 3 mesi fa


  11. martinuzza, ma nel film era il cattivo! Il buono vince e il cattivo muore facendo una bella figura.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.