Perché non in silenzio?

A fronte di tutte le polemiche sulla sorte della povera Eluana, sinceramente io non ho capito perché la famiglia, o meglio il padre, se secondo lui si fa un favore alla figlia interrompendole l’alimentazione forzata (cosa di cui in linea generale dubito perché ho visto gli effetti disastranti della disidratazione, se pure negli animali), dicevo non ho capito perché non ha staccato lui stesso i vari macchinari che la tengono in vita.

Di casi così ne succedono ogni giorno nelle cliniche private (lo so da infermieri e da medici), e qualcuno anche negli ospedali. E sono circondati da silenzio. Oltre tutto, penso che si possa fare anche in modo che risulti un errore, un inciampo, non so.

Se l’unica cosa che sta a cuore al padre è il bene effettivo della figlia, e se identifica questo bene con l’interruzione di tutto quello che la mantiene in vita, mi chiedo perché non si è assunto, in tutta coscienza, la responsabilità di compiere quegli atti personalmente. Spegnere, staccare — o inciampare, sbagliarsi, commettere un errore fatale. Perché non si è assunto lui stesso quest’onere, invece di creare un caso mediatico?



Commenti

  1. Concordo Enrica, se uno crede fermamente in qualcosa è disposto anche ad andare in galera… Quindi in silenzio o no avrebbe potuto staccare le spine lui invece di farlo fare allo stato. Non voglio nemmeno pensare ad una possibile morte in diretta per disidratazione, l'idea mi fa rabbrividire…. Allora si che diventerebbe un fenomeno mediatico internazionale… Bell'esempio…

    Scritto da Luca, 3 anni, 5 mesi fa


  2. Non può staccare la spina, ed essendo una persona onesta non lo farebbe mai.
    Vuole solo che sua figlia, che non potrà mai risvegliarsi, abbia un trattamento dignitoso.

    Io mi chiedo, perchè in Italia le certezze scientifiche devono essere messa in dubbio da una favoletta che chiamano religione?
    E perchè in Italia si da credito ad un protettore di pedofili che parla di povertà mentre sta ricoperto d'oro anche a discapito della dignità umana?

    Scritto da davidonzo, 3 anni, 5 mesi fa


  3. Dignitosa la morte in diretta per fame e per sete? Se la religione ci insegna che questo non è dignitoso allora ben venga la religione…. Sul protettore di pedofili non entro nel merito perchè non è questo l'argomento di cui si parla…

    Scritto da Luca, 3 anni, 5 mesi fa


  4. Luca, sinceramente non vanno in galera tutti quelli che lo hanno fatto, e due di loro li conosco.

    E poi sì, se uno crede fermamente in un valore lo dovrebbe difendere, anche a costo di andarci in galera.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  5. davidonzo, ma allora cosa interessa davvero a questo padre, il suo ego o il supposto benessere della figlia? Questo è il primo punto.
    Se ti interessa sopra tutto tua figlia, fai quello che reputi necessario per tua figlia. Non per te stesso.

    Che, tra parentesi la figlia, non sentendo più niente, può tranquillamente continuare a stare come sta. O è più dignitoso che suo padre lasci decidere allo Stato?

    La religione non c'entra, non la tiriamo neanche in ballo per favore. Io ho parlato solo del benessere di un essere umano e della responsabilità personale, etica e morale, di un padre verso la figlia.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  6. ps davidonzo, e non tiriamo in ballo tutte le colpe della Chiesa o dei preti per screditare la mia domanda! Come tattica oratoria e politica è buona, ma con me non attacca:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  7. La si deve vivere una situazione del genere per capire certe cose… Non lo auguro a nessuno, ma credetemi se vi dico questo.

    Per il resto, la bolla mediatica sul caso non l'ha fatta il padre, ma i giornalai italiani e quel omuncolo tanto seguito da sollecitare una nota ministeriale che riesce anche a rivisitare una sentenza della corte di cassazione.

    Non chiedete al padre di Eluana cosa vuole, non chiedete come si sente Eluana. Il padre ha fatto la cosa giusta. Si è rivolto alla magistratura per avere delle risposte. No si è d'accordo? Lecito. Lo si vuole condannare? Denunciatelo. Ma basta di buttare benzina sul fuoco e puntare il dito sull'unica persona che vorrebbe silenzio sull'argomento.

    Scritto da davidonzo, 3 anni, 5 mesi fa


  8. perche' sarebbe bello vivere in uno stato di diritto, ogni tanto, senza dover eseguire in silenzio e di nascosto cio' che dovrebbe essere garantito dalla nostra costituzione. In questo caso la ragazza non avrebbe voluto vivere in queste condizioni, e il padre si batte da anni perche' questa sua volonta' sia rispettata.

    e il caso mediatico non la mica creato lui con una richiesta giusta e onesta. sarebbe come incolpare gli omosessuali che vogliono parita' di diritti come mitomani che cercano solo pubblicita' e clamore.

    saluti f.

    Scritto da f., 3 anni, 5 mesi fa


  9. Ragazzi credo che si stia facendo un poco di confusione: questa sfortunata ragazza non è in ventilazione artificiale e di conseguenza non è che staccando le apparecchiature muore, qui di apparecchiature non ce ne sono, è in nutrizione enterale e viene alimentata e idratata con un sondino nasogastrico, in altre parole mangia e beve come noi (pappette speciali ovviamente solo perché è incapace di masticare e deglutire) e se smette di mangiare e bere muore come morirebbe ognuno di nei.

    Nessuna spina da staccare dunque.

    Il fatto che di fatti analoghi ne succedono nelle cliniche private e meno (non si capisce bene perché poi dovrebbe succedere di più nelle cliniche private) negli ospedali pubblici è una leggenda. Io ho passato anni ed anni in varie terapie intensive e non è così che funziona perché farlo spontaneamente sarebbe considerato omicidio. Starei molto attento a dire che tuoi amici lo fanno, stai affermando che sono assassini! Anche nei paesi dove c'è l'eutanasia vanno seguiti protocolli specifici se no è omicidio.

    Quello che succede di solito in casi come questo è che a fronte per esempio di una polmonite, quasi inevitabile in condizioni ospedaliere del genere, il paziente non viene curato e lo si lascia morire serenamente.

    La disidratazione è certamente sgradevole, ma non dimentichiamo che un paziente decerebrato non sente nulla e, malgrado quello che si legge, di risvegli dopo anni non se ne sono mai visti.

    Qui esiste una ordinanza del giudice che solo un medico può eseguire, io personalmente non avrei alcuna remora morale a farlo visto che la povera Eluana è morta purtroppo molti anni fa.

    Quanto alla sofferenza si tratta di una fola nata solo dalla ignoranza di chi ne parla: un decerebrato non ha sensibilità, nel caso si avessero dubbi basta tenere il paziente pesantemente sedato.

    bob

    Scritto da Roberto Dadda, 3 anni, 5 mesi fa


  10. Perché Beppino con questa importante battaglia radicale sta cercando di dare a tutti i diritto ad un fine vita dignitoso…

    E' stato lo stesso anche per l'aborto, negli anni '70…. perché Adele Faccio ed Emma Bonino non son andate a risolvere i loro problemi in London oppure in Svizzera, invece di sollevare il caso mediatico ?!?!

    Scritto da Mackley, 3 anni, 5 mesi fa


  11. Enrica,

    perdonami, sai che nutro grande stima verso di te, ma credo che con questa incredibile superficialata di post tu stia prendendo un paio di abbagli di proporzione colossale.

    Il primo dei due è il fatto di "staccare la spina". Eluana non è in ventilazione artificiale, ma solamente alimentata (ed idratata) esternamente. Il "togliere la spina" non sortirebbe alcun effetto, mentre il forzare la non alimentazione la porterebbe a morire letteralmente di fame.
    Credo sia molto più dignitosa una morte meno cruenta che non per patimenti di fame. Indipendentemente dal fatto che possa percepire o meno qualcosa rimane umanamente l'agonia dei familiari che la vedrebbero deperire lentamente. La morte per disidratazione è a tutti gli effetti paragonabile alla morte per dissanguamento, in quanto se non sufficientemente idratato il corpo non riesce ad idratare il sangue, quando il volume sanguigno circolante diminuisce ad un livello inferiore ai 3,5 litri si ha perdita di coscienza e morte.

    Il secondo passo che ti perdi bellamente è che il padre di Eluana non sta in alcun modo cercando _solo_ una via di uscita per Eluana: sta combattendo una guerra silenziosa e non violenta per tutte le persone che prima di lei e dopo di lei si scontreranno contro lo stesso problema.

    E, credo, in questi casi l'unico "Perchè non in silenzio?" divrebbe essere il silenzio di chi, senza sapere e con una fievolissima nozione di cosa sta accadendo scrive incitando un omicidio per fame per una persona speciale ed un padre speciale che stanno combattendo.

    IMHO, ovviamente.

    Con stima.

    M.

    Scritto da Matteo G.P. Flora, 3 anni, 5 mesi fa


  12. P.S: ovviamente il padre potrebbe, invece che "inciampare" sulla spina, mettersi di fronte alla figlia con un fucile a canne mozze e minacciare di morte chiunque (comprese le Forze di Polizia) volesse, nei DIVERSI GIORNI che impiegherebbe a morire, tentare di alimentarla. La storia ci insegna che probabilmente finirebbe con un colpo in testa da parte dei reparti speciali, ma potrebbe comunque provarci… Rimango dell'idea che non sarebbe una scelta intelligente e che, probabilmente, alla tua domanda "Perché non si è assunto lui stesso quest'onere, invece di creare un caso mediatico" puoi facilmente, una volta capito davvero come stanno le cose, rispondere abbastanza semplicemente, non credi?

    Scritto da Matteo G.P. Flora, 3 anni, 5 mesi fa


  13. Miei cari, ho detto, e con cognizione di causa, che cose così ne succedono spesso, se ne fanno spesso, di lasciar morire una persona, o di staccare la spina. Caro Roberto, anche io ho e avuto parenti in terapia intensiva, e sia come medici anestesisti, sia come pazienti. So quello di cui parlo. So di malati terminali e di malati insenzienti, me ne sono presa cura.

    Dico che morire di disadratazione è assolutamente bestiale. Dico che una persona che ci crede veramente che sia il bene sua figlia lo fa, e lo fa in tutti i modi. E lo fa da solo se necessario, non ha bisogno di nessuno. Specie se è solo un sondino, che quindi si sfila.

    Non vedo cosa ci sia di non dignitoso a stare in un letto, anche in una vita vegetativa o senza muoversi. Non dignitoso per chi? A lei non fa più male, e non capisce, e a nessuno lei fa male. Certo, dà fastidio, questo lo immagino. Ma non mi parlate di dignità. Non è certo più dignitoso lasciare decidere lo Stato e le istituzioni. Visto poi, oltre tutto, lo stato del nostro Stato e delle nostre istituzioni.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  14. La superficialità di questo post è imbarazzante.

    Scritto da emmyfinegold, 3 anni, 5 mesi fa


  15. emmyfinegold, la superficialità della tua frase lapidaria e giustizialista molto di più. In effetti ti mostri molto profonda, non c\'è che dire.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  16. Enrica stai affrontando con molta sicurezza problemi dei quali non conosci nemmeno il contorno!

    Sai dire che conosci il problema perché hai avuto parenti e amici che lavorano in terapia intensiva o che hai assistito parenti è un po' come se io dicessi che so tutto della guida di un aeroplano perché nella vita ho volato e volo moltissimo o che tu puoi giudicare l'operato di un chirurgo perché hai fatto la appendicectomia ed hai un amico chirurgo!

    Quella del sondino che si sfila è una idiozia, se un paziente è in ospedale secondo te quanto ci mettono a infilarne un altro?

    Ha ragione Emy: questo problema non merita un approccio tanto evidentemente superficiale.

    bob

    Scritto da Roberto Dadda, 3 anni, 5 mesi fa


  17. Se uno vuole a tutti i costi una cosa per il bene delle figlia, che non sto a sindacare se lo sia o non lo sia, la fa, senza chiedere allo Stato e farne un tam tam mediatico. Perché la prima cosa dovrebbe essere il bene della figlia e non il caso intorno al bene della figlia. E dovrebbe avere i coraggio di fare lui stesso quello che magari tanti medici non si sentono di fare. (O magari sì, ma non è questo il punto del post, se se la sentono o no)

    Uno una cosa la fa e basta e si prende tutta la responsabilità morale, sociale, personale. Tante energie spese, ma se voleva fare del bene forse questo bene lo avrebbe già realizzato. Da solo, e in silenzio.

    Se pensassi davvero che una cosa è giusta e sacrosanta per chi amo non chiederei allo Stato di farla per me.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  18. non vedo perche' in una democrazia far rispettare un diritto scritto nella costituzione (in questo caso, il diritto al rifiuto delle pratiche mediche che non il soggetto non vuole) debba portare al carcere per un padre.

    quello che dici tu "Da solo, e in silenzio" altro non e' che la sconfitta dello stato di diritto, la negazione di quei diritti che dovrebbero essere assodati. e' come chiedere a una ragazza di abortire da sola, in silenzio, e senza creare un caso mediatico per la sua vicenda. e' come dire che due persone omosessuali possono benissimo amarsi a casa loro, in silenzio, senza rompere le palle per il riconoscimento di una qualche parita'.

    Il punto non e' chiedere allo Stato di fare qualcosa al posto suo perche' non se la sente, ma il riconoscere che ad Eluana spetta il diritto di decidere come vivere la sua vita, nel rispetto delle sue convinzioni e decisioni.

    per ultimo, quando dici "A lei non fa più male, e non capisce, e a nessuno lei fa male" ti scordi totalmente della volonta' e dei desideri di una persona. Siamo padroni del nostro corpo o cosa? Come le suore che chiedono di continuare ad accudirla, tanto lei non se ne accorge… che discorsi sono? dove e' finito il rispetto della volonta' del singolo per quanto riguarda i trattamenti che subisce il suo corpo?

    letto sempre volentieri il blog (orientalista anche io, grande madre cina), ma questo post e' davvero imbarazzante. saluti f.

    Scritto da f., 3 anni, 5 mesi fa


  19. Enrica stai riducendo il problema della eutanasia e dell'accanimento terapeutico a un discorso sovrasemplificato un poco da bar.

    Se fosse vero quello che dici tu dovremmo anche farci giustizia da soli.

    Sulle affermazioni mediche vedo che, saggiamente, non rispondi, sarebbe bene documentarsi prima di lanciare messaggi tanto assurdi.

    bob

    Scritto da Roberto Dadda, 3 anni, 5 mesi fa


  20. Personalmente trovo molto dolce e toccante il post di Matteo in risposta a questo.

    Lo posto perchè l\'ho letto per caso dai feed e non mi sembra ci sia un PingBack…

    Scritto da Xaia, 3 anni, 5 mesi fa


  21. caro f., post imbarazzante perché ho il coraggio di scrivere quello che metà Italia pensa, ma non si scrive nei blog (che sono considerati, fino a prova contraria, presumibilmente di sinistra)?

    In ogni caso, il punto che voglio affrontare è esattamente quello che ho affrontato, e non mi allargo a toccare altri punti della questione: legali, pratici, morali. Per esempio le conseguenze pratiche (ereditarie) della pratica dell\'eutanasia. Come scrivo a bob, sono state affrontate da persone più esperte di me e presumibilmente anche di te.

    Le cose potevano essere risolte senza ideologizzare o rendere mediatica una questione, se il bene era solo quello di Eluana. Come talvolta, e mi rivolgo anche a bob, già si risolve in cliniche e ospedali.

    Se ne fa una questione legale o di battaglia ideologica non ci sto. In questo campo, come in altre sfere personalissime, credo che sia più che altro la coscienza che debba dettare legge, non i partiti o le chiese. E di coscienza ognuno ha la sua.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  22. Roberto, sto dicendo solo quello che ho detto, e non ho affrontato né affronto il problema dell'eutanasia, dell'accanimento terapeutico ecc.

    Perché allora si dovrebbero anche portare dati statistici validi sulle morti "premature" di persone in coma, o magari solo incapaci e immobili, che lasciano grandi eredità (problema che vari gruppi di indiani espatriati in USA hanno affrontato anni fa, intorno al 1997, con il caso Roop Kanwar). Mi sembra di scrivere in modo molto chiaro, *per chi è in bona fide*.

    Se uno parla di questo dovrebbe vedere anche quello che effettivamente succede nei paesi dove c'è uan qualche forma di eutanasia, dati e casi alla mano. E il problema magari lo potete affrontare tu e altri profondi, in tutta la sua complessità.

    Ti ricordo che la questione prima di essere legale è morale. E l'aspetto morale investe tutti, non solo i medici. Che anche loro non sono solo dei tecnici, come i ricercatori non sono solo ricercatori.

    E se un padre o una madre moralmente dice "questo è il bene di mia figlia e ci credo fermamente", non aspetta che sia una Corte e dirgli se lo è o no. Se ne assume tutta la responsabilità e lo fa e il modo lo trova. Più c'è chiasso e stampa e un presidente del Consiglio o un ministro che ci mettono bocca, meno possibilità ha di farlo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  23. Lo sapevo quando ho cominciato a risponderti che facevo male, sono un cretino perché do sempre credito alle persone.

    Come ti ho già detto una volta dovresti cercare di rispondere in un modo vagamente attinente a quello che ti si dice: esponi un ragionamento basato su considerazioni mediche assolutamente sconclusionate, qualcuno te le contesta, tu non prendi nemmeno in considerazione le contestazioni e poi vai avanti su un ragionamento che oramai non ha più le basi.

    Peraltro chiunque non sia d'accordo con te è per definizione in malafede.

    MA COME TI PERMETTI?

    Ti rendi conto della grave offesa che muovi solo perché invece di rispondere sei capace solo di tirare fuori fantasie vagamente allucinate come quella delle statistiche delle morti premature?

    Forse è più in malafede chi scrive un post come questo e poi afferma "non ho affrontato né affronto il problema dell'eutanasia, dell'accanimento terapeutico ecc.". Se non stai palando qui di eutanasia e di accanimento terapeutico di cosa mai stai parlando? Non pensare alla malafede lascia solo l'alternativa della stupidità e nel tuo caso non mi sembra applicabile.

    Ho sbagliato, ma non lo farò più, stai tranquilla, ho di meglio da fare che venire qui a farmi insultare…

    *PLONK*

    dadda

    Scritto da Roberto Dadda, 3 anni, 5 mesi fa


  24. non e' imbarazzante perche' hai il coraggio di scrivere cio' che meta' italia pensa (anche se fosse, che c'entra?), e' imbarazzante perche' affermi che le persone, per fare valere un diritto che le appartiene -in questo caso, il rifiuto delle pratiche mediche che non si condividono- dovrebbero farlo nell'oscurita', nel silenzio, nell'ipocrisia. Se un mio diritto e' esercitabile solo nel silenzio, che razza di diritto e'?

    Il padre chiede solo che sia riconosciuto ufficialmente il diritto della figlia di decidere del suo corpo. Avrebbe potuto benissimo far finire questa storia nel privato e nell'illegalita', non scordiamocelo. Chiede invece che sia applicata la legge e la nostra costituzione, e tu questo lo chiami "creare un caso mediatico"?

    再见,f.

    Scritto da f., 3 anni, 5 mesi fa


  25. f, questo diritto non c'è e il diritto (nel senso di diritto legale) le appartiene ora, e appartiene non al diritto in genere ma al caso specifico. Non scordarlo.

    Si tratta di silenzio come pragmatismo e responsabilità personale, se tu ci credi ed è una situazione di coscienza: la cosa sarebbe probabilmente già avvenuta se fosse stata fatta in privato. Ora, certo, con i riflettori puntati e i ministri che si pronunciano, e il caso che è diventato ideologico, non è assolutamente più possibile. Mi chiedo come mai.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  26. Enrica i commenti che hai ricevuto a questo post, secondo me opportuno, danno bene il quadro della situazione che c'è in Italia. Una netta spaccatura tra favorevoli e contrari all'Eutanasia legalizzata. Un po' mi sorprende come tutto alla fine si giochi solo su un piano di diritti, doveri lasciando fuori il cuore, un "oltre" non provato ma probabile. Tu che ti occupi di religioni orientali sai benissimo cos'è il Dharma, interrompere noi il destino di una persona mi sembra oltremodo miope. Che ne sappiamo noi occidentali, presuntuosi e materialisti, di cosa quella vita in stato vegetativo può significare per il mondo, per i parenti, per lei stessa. Siamo così arroganti da poter dire noi quando una vita deve essere spezzata oppure no? Sul fatto poi che una persona debba scegliere se togliersi la vita oppure no, anche qui avrei molte cose da dire…. So già che anche qui si scateneranno le critiche, ma rimane un fatto oggettivo che abbiamo un 50% di probabilità che quella vita appesa ad un filo abbia un qualche significato che a noi sfugge, meschini e piccini come siamo…

    Scritto da Luca, 3 anni, 5 mesi fa


  27. Forse non riesco cogliere bene questo tuo post, perchè la risposta al tuo interrogativo appare ovvia.

    E' abbastanza evidente, credo, che il padre di Eluana ha sottoposto ai media il suo caso personale per, come dire, coscienza civile? Per dare una occasione di dibattito pubblico su una questione importante che interessa tutti i cittadini, sperando che il dibattito entri anche nel parlamento, e che si converta in norme e leggi.

    Ci potrebbero essere altre ragioni? Lo chiedo, davvero senza polemica.

    Ti chiedi "se l'unica cosa che sta a cuore al padre è il bene effettivo della figlia". Penso che al padre stiano a cuore, nell'ordine, l'affetto per la figlia ed il grado di civiltà del paese in cui vive. Mi sentirei di escludere che Eluana fosse in disaccordo col padre su questi temi.

    Quello che poi il padre farà in modo che accada ad Eluana, io immagino al di là delle notizie che si danno o che si possono dare, non sarà una brutale morte di sete, ma una eutanasia indolore in scienza e coscienza medica. Anche se poi non si 'potrà dire', perchè le attuali leggi ipocritamente non consentono quello che, tu stessa osservi, accade ogni giorno senza clamori, cioè l'eutanasia.

    Scritto da Slack, 3 anni, 5 mesi fa


  28. >Non vedo cosa ci sia di non dignitoso a stare in un letto, anche in una vita vegetativa o senza muoversi. Non dignitoso per chi? A lei non fa più male, e non capisce, e a nessuno lei fa male. Certo, dà fastidio, questo lo immagino. Ma non mi parlate di dignità. Non è certo più dignitoso lasciare decidere lo Stato e le istituzioni. Visto poi, oltre tutto, lo stato del nostro Stato e delle nostre istituzioni.

    a parte che mi chiedo come tu faccia a considerare accettabile una cosa del genere, non hai capito una cosa: per te può essere tranquilla, per il padre di eluana, e per eluana, che non avrebbe voluto una cosa del egenere, no.
    Dici che lei non sente niente e allora sticazzi lasciamola così: un po\', ecco, superficiale come opinione.
    ma cosa più importante, è che mi sembra ci sia un errore enorme alla base di questo discorso che fai:
    Non è che uno vuole deresponsabilizzarsi e buttare il peso sullo stato (cosa che secondo fa il padre di eluana)(??), questo è un punto di vista bizzarro: uno vuole che lo stato gli permetta di assumersi le sue responsabilità.
    Capito la differenza?
    saluti

    Scritto da chiara, 3 anni, 5 mesi fa


  29. Slack, non me lo chiedo, l'ho messo come presupposto logico.

    Il padre ha fatto questa scelta, chi sono io per criticarla? Troppo personale, troppo di coscienza. Ma non ha raggiunto il risultato che voleva e quindi perché l'abbia fatta non so. Se pensassi che mia figlia sta male e deve essere liberata da una situazione indegna, io la libererei a ogni costo, non aspetterei il legislatore, lo Stato e nessuno. Mi assumerei l'onere di una cosa che già, appunto, esiste di fatto. Non la delegherei. Poi, in caso, tutte le battaglie, ma non sul corpo di mia figlia. Se davvero pensassi che è per il suo bene.
    Ovviamente questa sono io, e gli altri sono gli altri e ognuno agisce secondo quello che ritiene più opportuno.

    E non so se abbia smosso le coscienze, che rimangono delle proprie posizioni; forse la legislazione, non so, ma è da vedere in futuro. Per ora ha smosso solo la Corte con sentenze sul caso specifico.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  30. Luca, infatti purtroppo ne è stato un fatto ideologico e politico, mentre credo sia innanzi tutto morale.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 5 mesi fa


  31. Per ora ha smosso solo la Corte con sentenze sul caso specifico.

    e ti pare poco?

    comunque, per dire, io conosco un sacco di persone che invece capiscono il dolore e pensano che dovrebbe esserci libertà di scelta. Anche ad esempio cattolici, la pensano così. Quindi non è vero che "la gente comune" non capisce questa battaglia.

    ciao

    Scritto da chiara, 3 anni, 5 mesi fa


  32. l'ultima postilla poi scappo.

    il diritto c'e' ed e' scritto ben chiaro nella costituzione, ogni persona ha il diritto di rifiutare cure che non vuole e non condivide. Il processo e' stato cosi' lungo perche' il tribunale ha dovuto ricostruire la volonta' della ragazza basandosi sulle testimonianze di chi la conosceva. che un caso del genere non si fosse presentato in precedenza, non vuol dire che il diritto in questione sia meno valido.

    quello che tu chiami ideologia e caso mediatico, io lo chiamo coraggio civile. cosa che oggi non si trova facilmente. ciao f.

    Scritto da f., 3 anni, 5 mesi fa


  33. gli "altri" ne hanno fatto un caso ideologico e politico. il signor englaro chiede solo, uomo bizzarro che venga rispettato un suo diritto, che è un diritto di sua figlia e che è un diritto di tutti noi. farlo in silenzio? perché? se è un diritto negato perché restare in silenzio? come se rosa parks avesse deciso di ingoiare il rospo e si fosse alzata per far sedere l'uomo bianco. il signor englaro lotta anche per noi, questo deve essere chiaro a tutti.

    Scritto da chamberlain, 3 anni, 5 mesi fa


  34. chamberlain, perché se la priorità è tua figlia e quello credi sia il suo bene, o la sua volontà, farlo in silenzio, in prima persona, sarebbe stato semplicemente farlo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


  35. ma avrebbe significato fare un passo indietro rispetto alla propria convinzione: che quello di morire fosse un suo diritto. invece ha scelto, non a caso, non di incantenarsi davanti alla corte costituzionale, ma di usare gli strumenti che la legge gli metteva a disposizione. direi che l'esposizione mediatica è stata cercata da altri, quelli che poi mandano una circolare agli ospedali minacciando repressioni in caso di applicazione di una sentenza dello stato. un cortocircuito singolare, non trovi? e che non sarebbe mai emerso se beppino englaro avesse optato per il trasporto in svizzera di eluana.

    Scritto da chamberlain, 3 anni, 4 mesi fa


  36. chamberlain, che dirti? io non avrei combattuto battaglie sul corpo di mia figlia: prima il suo bene, poi le battaglie, eventualmente.

    E poi mai e poi mai avrei demandato allo stato o agli altri una decisione di coscienza così pesante, non è giusto neanche per gli altri, sentenze o non sentenze.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 4 mesi fa


  37. può anche essere che il padre di eluana abbia voluto fare della sua vicenda il punto di partenza per una battaglia civile collettiva, che va oltre il suo specifico, drammatico, problema; è una scelta che io apprezzo, anche se capisco che altri, come chi organizza questo interessante blog, non apprezza, ritiene che il dramma è meglio rimanga circoscritto al privato; però senza rendere pubblico un problema, non ci si ragiona su, è come se antigone avesse voluto seppellire il fratello di nascosto, senza infrangere apertamente la legge di creonte; per me è giusto, per l'amica boh invece no; non condivido ma accetto sereno il suo punto di vista

    Scritto da diego, 3 anni, 4 mesi fa


  38. Diego, aldilà delle mie personali convinzioni, che non ho espresso, ho detto che se voleva davvero fare il bene di sua figlia, e se davvero era convinto che questo fosse lasciarla o farla morire, doveva fare da solo, senza demandare allo Stato.

    Non è che un dramma deve essere circoscritto al privato, è che il padre mi sembra incoerente. E non mi piace chi lotta sul corpo degli altri.

    Al primo posto il bene di tua figlia? Allora fai questo bene, contro tutto e contro tutti.

    Ma ovviamente sono cose esterne, dette da fuori, non so niente del suo dolore e non mi permetto di giudicare. Ma l'incoerenza mi pare lampante e mi fa porre delle domande, davvero molte.

    Come vedi, l'amica boh non parla di pubblico/privato. Il punto del post è diverso.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 4 mesi fa


  39. vorrei che molti avessere l'immagine impressa nella mente di come si presenta una persona dopo anni di sofferenze!!! Non è più come la mostrano le immagini!!! Non è più come le foto la ritraevano!!! Non sarebbe neanche riconoscibile, se dopo un anno qualcuno che non l'ha vista nel declino, la andasse a trovare!!! E' meglio ricordarla come un tempo e lasciarla andare. Proprio come vogliono tutte le persone più care a lei.

    Scritto da betta, 3 anni, 3 mesi fa


  40. io un'idea c el'ho, ma non creo proprio che una persona si debba lasciare morire di sete e fame perché è diventata più brutta.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  41. Non intendevo quanto uno sia brutto o meno. Non la lascieranno morire di inedia (anche se a volte con gli animali qualcuno lo fa e la gente non fa tutto questo clamore), le praticheranno dei farmaci per il dolore (anche se non lo sente) e la idrateranno, ma come in certi paesi più evoluti del nostro (che tanto ci vantiamo della nostra "libertà") la accompagneranno piano piano con la sua famiglia a uno stato di benessere assoluto. Quante persone terminali soffrono talmente tanto (le terapie non fanno più nulla perchè dosaggi superiori sarebbero letali) e vorrebbero che ci fosse qualcuno che dia loro un po' di tranquillità.

    Scritto da betta, 3 anni, 3 mesi fa


  42. verissmo, quante. E quante invece sono vecchi, danno fastidio, magari capiscono poco o niente e tutti sperano che se ne vadano. Specie se sono ricchi.
    Mi è capitato anche la'ltro ieris sera una signora ch parlava di sua madre vecchia, scocciatrice e ricca.

    Se non sente dolore e non dà fastidio a nessuno, perché eliminarla? Non è terminale, potrebbe stare così ancora per decine di anni. Pensa che ha anche le mestruazioni.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


  43. E sugli animali, non è vero che nessuno dice niente. Tutt'altro. Leggi qui e vedrai che ci sono io e migliaia di persone impegnate per loro.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 3 mesi fa


Scrivi il tuo commento

*

*


*


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.