Libération

Luca Barbareschi, attore, deputato e vicepresidente della Commissione trasporti e telecomunicazioni, ha fatto un’altra proposta di buon senso (da Adnkronos):

Per avere il via libera del Cda Rai alla terza serie di ‘Nebbie e delitti’, di cui e’ protagonista, ha dovuto rinunciare al suo cachet (circa 400 mila euro), in quanto la Rai non puo’ pagare esponenti politici. Ed ora Luca Barbareschi vuole che la regola applicata a lui valga anche per tutti gli altri parlamentari che continuano a lavorare “come giornalisti, medici, imprenditori, ingegneri, professori o con qualunque altro ruolo con soldi di aziende statali o parastatali”. Per Barbareschi “tutti i professionisti hanno diritto di lavorare e gli attori non sono figli di un Dio minore”. Dunque, “o tutti o nessuno”, sottolinea l’attore-parlamentare.

A parte che fra lo stipendio annuo di un medico che lavora in un ospedale pubblico e lo stipendio di un attore, per esempio, o di uno showman (penso ai milioni di euro presi da Celentano), c’è una certa qual differenza, mi chiedo come faranno personaggi come Sgarbi che, per ogni comparsata in TV, senza lavorare davvero, quindi, ma solo per discutere e divertirsi a lanciare invettive e insulti, dicono che percepisca gettoni di presenza di diverse migliaia di euro (oltre 10.000).
Ci saremo liberati di lui?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.