L'Italia, l'Asia e la felicità collettiva e virale

mappamondoStanotte sono tornata dal Roma dove ho trascorso un’intera giornata, dalle 9 alle 19:30, al Ministero degli Affari Esteri. Fra le altre cose, ho partecipato al seminario IL “GRANDE GIOCO” NELL’ASIA MAIOR, basato sul volume al quale ho contribuito con il saggio Il Nepal da monarchia a stato federale, sugli sviluppi del 2007 che hanno visto la fine della dinastia Shah e l’entrata nel dibattito democratico di consistenti forze sociali, negate e marginalizzate dal potere per quasi 200 anni.

Durante il seminario ho notato che circolava un senso di positività collettiva e contagiosa, un sentimento molto costruttivo e pratico. Felicità era vedere il sottosegretario degli Esteri con delega all’Asia Stefania Craxi, l’inviato speciale per l’Unione Europea per la Birmania, Piero Fassino, l’ambasciatore e ministro plenipotenziario Francesco Maria Greco e altri importanti politici e diplomatici italiani insieme agli ambasciatori di Cina, Corea, Thailandia (forse altri, ma questi erano in prima fila e non si sono mai mossi), consoli e, soprattutto, generali, che si occupavano insieme a noi dei problemi dell’Asia con competenza ed estrema apertura mentale.

Circolava una bella energia e una voglia e una capacità di capire e costruire. Nel mondo, questo è il primo passo per una felicità collettiva: buona volontà e potere di operare, perché senza il potere la buona volontà non conta, che formano sinergie positive per un fine comune, un summum bonum alto: il superamento delle distanze fra le nazioni, cercando di risolvere i problemi che le creano.

Penso che un terreno di buoni rapporti, continuativi e di aiuto reciproco, fra nord e sud del mondo e fra Europa e Asia sia indispensabile, perché gli stati forti e ricchi hanno bisogno di quelli poveri e deboli tanto quanto questi ultimi hanno bisogno dei forti. E noi possiamo imparare dalla Cina, dall’India, dal Giappone e dall’esempio del Nepal metodi e/o valori per uscire dalla crisi, morale prima che economica, che attanaglia i paesi occidentali.

Perché il cuore del mondo può battere solo all’unisono, ogni suo minuscolo pezzo è vitale e non ci possiamo permettere che di conservarlo, preservarlo e migliorarlo il più possibile, chi nel piccolo chi nel grande, ciascuno a suo modo, lavorando tutti insieme.

Questo è il primo passo per la felicità collettiva.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.