Tibet, via di mezzo o lotta dura?

Dalai LamaE’ probabile che ci sarà un cambiamento deciso nella linea politica del Tibet, o quello che è rimasto, verso la Cina. Oggi è stato il secondo dei sei giorni di riunione dei 580 esuli tibetani, rappresentanti delle comunità all’estero, riuniti a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio. Sul suo sito ufficiale si può seguire l’incontro.

Per la prima volta anche il Dalai Lama, che non era presente per non influenzare i lavori, ha ammesso che la cosiddetta via di mezzo verso la Cina è fallita. Questo è un gioco di parole fra la via di mezzo propugnata dal Buddha, lontano dagli estremi della rinuncia ascetica e dei godimenti della vita, e la scelta politica di combattere per un Tibet libero, in seno alla Cina, ma non indipendente.

Il Dalai Lama si è seduto al tavolo delle trattative con Pechino per ben tre volte dopo la rivolta di marzo, ma il dialogo con Pechino e la strategia della moderazione, portata avanti dal 1988, sono rimasti senza esito. Allora non ha potuto fare altro che convocare l’assemblea di Dharmsala, affinché il suo popolo possa ridiscutere il piano di azione.

La Cina ha detto che il meeting di Dharamsala è senza senso, perché i partecipanti non rappresentano il popolo del Tibet (che sta in Cina e dubito che possa lasciare il paese per partecipare).

Proprio la ferma reazione cinese e lo stallo nelle trattative per l’autonomia del Tibet da Pechino ha spinto i giovani tibetani, soprattutto quelli aderenti al Tibetan Uprising, a criticare l’atteggiamento troppo morbido del 73nne premio Nobel per la pace.

Il meeting si concluderà il 22 novembre e se l’assemblea deciderà di seguire una linea di azione più decisa per arrivare all’indipendenza totale, al Dalai Lama non resterà che dimettersi. A quel punto il vero problema sarà: ci saranno nel mondo degli stati che appoggeranno ufficialmente il Tibet in esilio e faranno pressione sulla Cina? Perché, isolato politicamente com’è il Tibet, una lotta più decisa per l’indipendenza non potrà che portare a un altro bagno di sangue come quello di marzo.



Commenti

  1. Mala tempora currunt (ovvero, è il samsara bellezza)

    Scritto da jacktisana, 8 anni, 11 mesi fa


  2. jacktisana, qui e ora: forse sarà meglio applicare lo Zen piuttosto che la Via di mezzo. O no?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


  3. credimi, non c’è soluzione se non la via di mezzo.

    Le cose non sono proprio quello che sembra ;-)

    dimenticavo: le cose NON sono sempre quello che sembra ;-)

    Scritto da jacktisana, 8 anni, 11 mesi fa


  4. jacktisana, lo credo anch'io, in tutti i sensi, anche perché cambiare strategia politica sarebbe un suicidio, credo: a meno che il Tibet libero abbia, per puro miracolo, l'appoggio di tutti i maggiori paesi del mondo. Ne dubito ma vedremo se con Obama qualcosa cambia..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


  5. già, vedremo se Obama saprà affrancarsi dai "poteri" che l’hanno strafinanziato!

    Ovvero per fortuna esistono anche i miracoli ;-)

    Scritto da jacktisana, 8 anni, 11 mesi fa


  6. jacktisana,non è superman e non è isolato, c'è il Congresso e ci sono le altre nazioni, ma forse qualcosina farà, non so. Io ci spero.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


  7. anch'io, of course!

    Scritto da jacktisana, 8 anni, 11 mesi fa


  8. L-abito non fa monaco,punto e basta!

    Scritto da Liu ZB, 8 anni, 11 mesi fa


  9. Ma lui si sta comportando a livello politico molto bene. Fosse stato Hu Jintao avrebbe presieduto i lavori.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


  10. La via di mezzo non ha portato alcun concreto risultato positivo per la libertà del Tibet, al di fuori di una generica quanto vacua solidarietà.I giovani monaci sono giustamente in rivolta.

    Scritto da fabio, 8 anni, 11 mesi fa


  11. fabio, non solo solo i monaci e non si rivoltano: discutono sulla possibilità di prendere un diverso indirizzo strategico. Che è loro diritto e che il Dalai Lama, diversamente dai nostri politici, che starebbero lì, sempre presenti, col terrore di venire messi da parte, ha lasciato il campo libero.

    La mia personale opinione è che se nel Tibet cinese scegliessero la lotta per la totale indipendenza verrebbero quasi sterminati.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


  12. Sarebbe sicuramente uno sterminio. E' la solita storia dell'Occidente imbelle…

    Scritto da Fabio Conti, 8 anni, 11 mesi fa


  13. Anch'io penso che sarebbe uno sterminio.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 11 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.