Tutto quello che dici potrà essere usato contro di te

FacebookSono giorni e giorni che mi arrivano a tappeto delle email di Facebook con la pubblicità di eventi, travestite da inviti, come quello di un famoso Show che mi è arrivato, forse per sbaglio, con una media di un annuncio ogni due-tre ore per giorni e giorni. Che mi ha così infastidito che, se anche avessi voluto partecipare, mi è passata totolmente la voglia.

Intendiamoci, io uso Facebook da anni, mi piace, ma lo trovo sempre più invadente. Poi ieri ho letto questo sulla mancanza di privacy su Facebook e mi sono un po’ spaventata. Non ho controllato, ma ci sono ottime probabilità che sia vero.

D’altronde so con certezza che quando ho scritto su America e CBNR, le armi di distruzione di massa, i servizi informativi americani hanno cominciato a seguire questo blog. In realtà è un’operazione normale, scannerizzano a tappeto tutti i siti con delle parole chiave sospette e “USA”, “Falluja” e “CBNR” avevano fatto scattare l’allarme rosso.

Penso che a tutto questo ci sia solo un rimedio: chi ama la privacy non deve mostrare mai le proprie foto, non deve usare nessun Social Network, Twitter, forum e così via, non deve usare Internet come mezzo di comunicazione personale. Anche le mail criptate sono sempre decodificabili, se un governo ci si mette.

Durante la II Guerra mondiale in America fu chiamato a decodificare i segnali dei sommergibili nazisti e giapponesi il grande logico e filosofo Willard V. O. Quine, che ho avuto la fortuna di conoscere e di avere come ospite a un simposio che organizzai anni fa, a Harvard. Che ci riuscì. Ora, con i mezzi di analisi del linguaggio che abbiamo, la decodificazione è anche più facile.

Ma non usare il Web a livello sociale è una scelta che non mi sento di fare. Specie quando sono stata mesi a letto, immobile, mi sono resa conto che Internet mi ha aiutato a vivere, gli amici al di là dello schermo, alcuni dei quali sconosciuti, mi hanno dato una mano, mi hanno consolato e fatto compagnia, e gironzolando ho letto e visto tante cose di cui ero curiosa da tempo.

Quindi, penso che l’unica soluzione per avere un po’ di privacy e usare Internet a livello sociale sia stare attenti a quello che si dice e si scrive, perché tutto rimane. In teoria, per sempre. E tutto può essere usato contro di te. E questo è molto più pericoloso di qualche anonimo che lo mette in un Tumblr per fare il brillante.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.