God bless America: Bush istituisce il Giorno nazionale della preghiera

God bless AmericaTutti i primi giovedì di maggio in America si prega, o si dovrebbe, perché Bush ha istituito il Giorno giorno nazionale della preghiera.

Il gruppo di lavoro con cui Bush ha avuto la bella idea, il National Day of Prayer Task Force, è stato presieduto da Shirley Dobson. Questo allegra combriccola ha dei forti legami con l’organizzazione religiosa Focus on the Family, presieduta indovinate da chi? Dal marito di Shirley Dobson, il Dr. James Dobson.

Io non so voi, ma io ci vedo un inciucetto.

Oltre tutto, come ha ammesso il Web editor della rivista cristiana Worldmag, la giornata è rivolta ai cristiani. E i buddhisti, che in America sono un gruppo nutrito? E i musulmani? Va bene che già ci pensano da soli a prendersi degli spazi, ma parlo in linea teorica: hanno ben diritto anche loro. E gli induisti? Gli ebrei poi, già hanno un certo peso in America, ma hanno certamente diritto; e così via.

Infatti a qualcuno la decisione di Bush non è andata bene. Un’organizzazione anti-religiosa di Madison-Wisconsin, la Freedom From Religion Foundation, sta facendo causa a Bush con l’accusa che la decisione viola la proibizione, sancita dalla Costituzione, di sostenere la religione a livello governativo. La giornata della preghiera crea

un ambiente ostile per i non credenti, che sono portati a sentirsi come se fossero degli outsider politici.

Premesso che un governo laico dovrebbe rimanere laico, ferma fatta la libertà dei cittadini di professare la religione che vogliono, sia in pubblico sia in privato, se fossi stata il Freedom From Religion Foundation avrei fatto in modo diverso.

Considerando infatti che molti in America, specie nelle campagne e nei paesi, si professano credenti in Dio, patria e famiglia, almeno a livello teorico, e che quindi attaccarli potrebbe essere perdente — e, infatti, il gruppo pare abbia già perso una causa simile — io avrei chiesto l’istituzione di un Giorno per gli atei e gli agnostici. Avrei cioè sfidato Bush sul suo stesso piano: non avrebbe potuto dire di no.

E voi che avreste fatto? Che linea di attacco avreste scelto senza fare causa, che è sempre un rischio, anche nella civilissima America?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.