Il compleanno di Gandhi: gentile ma in tutta fermezza

GandhiIl 2 ottobre 1869, in un umile paese di pescatori del Gujarat, nasceva Gandhi.

Il suo pensiero e la sua idea, basati su una vita semplice e aderente alla verità, al nocciolo delle cose, costi quello che costi, sono validi allora e validissimi oggi, quando la corsa sfrenata al lusso, al potere e alla visibilità, con nuovi mezzi di sfruttamento e con nuovi metodi di manipolazione, rischia di distruggere il nostro stesso pianeta.

Gandhi è stato il pensatore che più mi ha influenzato nella vita, con la sua ricerca di coerenza assoluta e il suo sorriso aperto a tutti. Quando Luca ha chiesto quale pensiero, quale ricerca, quale biografia o visione ci hanno spinto a contribuire alla costruzione del futuro, ho pensato istintivamente a lui e in suo onore ho pubblicato questo pezzo su Ispirazione del Sole 24 Ore.

Mahatma Gandhi (1869–1948) ha cambiato il corso della storia di miliardi di indiani, e anche il mio. Padre dell’indipendenza dell’immensa nazione, Gandhi, come sospeso in una prodigiosa ambiguità fra il mistico e il pratico, ha fatto conoscere al mondo il concetto di Satyagraha, cioè il non compromesso, l’adesione assoluta — senza smarrimenti e senza svabature romantiche — a un principio ritenuto fermamente valido.

Il Satyagraha si attua mediante la disobbidienza civile alla legge, lo sciopero pacifico, la sospensione di ogni attività, l’arresto della vita della nazione. Ma non fu un concetto astratto: se ne ebbe la dimostrazione nella Marcia del sale, a Dandi, dove il 6 aprile 1930, violando la legge del monopolio britannico, Gandhi estrasse per primo il sale dal mare. Fu un’audacia che commosse e spinse come un fiume in piena l’India intera; e la ribellione non violenta si estese a macchia d’olio in ogni parte del paese.

L’Ahimsa o non-violenza e l’autodisciplina, la coerenza totale all’ideale del Satyagraha, cioè la resistenza passiva — i due cardini della lotta che guidò l’India contro il colonialismo — furono realizzati non attraverso un gelido controllo su se stesso, covando nell’animo il rancore, ma attraverso l’amore e, a livello etico, attraverso la reciproca tolleranza, un principio che fa sì che ognuno di noi accetti le differenze nel modo di pensare e di vivere dell’altro.

In Italia poi, ispirati da Gandhi, vennero Claudio Baglietto, morto di stenti in terra straniera per non obbedire al regime fascista, Aldo Capitini, cacciato da Giovani Gentile dalla Normale di Pisa per non aver firmato la sua aderenza al credo politico vincente e per un eccentrico vegeterianismo, e lo stesso Gentile, che nel 1930 aveva sì scritto la prefazione all’autobiografia di Gandhi, ma non immaginava certo il potere rivoluzionario delle idee del piccolo grande indiano.

Ecco, questo libretto, l’Autobiografia di Gandhi — Storia dei miei esperimenti con la verità, in edizione economica da 1000 Lire, ha cambiato profondamente la mia vita: una coerenza gentile, ma “in tutta fermezza”, ai propri ideali, alle proprie idee, a quello che si sa giusto, alla propria verità interiore, limando e cesellando la propria vita per togliere via tutto il superfluo. Lo comprai molti anni fa, lo comincia a leggere di malavoglia, solo per saperne un po’ di più su di un autore che studiavo, e poi lo lessi e lo rilessi tante altre volte. Mi sembrava che il Mahatman parlasse proprio a me. La vita e l’esempio di Gandhi e il suo stile asciutto e essenziale — stile di vita e di scrittura — che rispecchiava il suo modo di essere e vivere, sono, a parer mio, i più grandi ispiratori, creatori e innovatori di tutti i tempi. Sicuramente i miei.

E’ questo il più grande pensatore del secolo scorso, un ometto che osò far visita a Mussolini mezzo nudo e portando nelle sale sfarzose di Palazzo Venezia, si dice, il suo arcolaio e la sua capretta, un ometto per cui la lotta più faticosa di tutta la sua vita fu quella per mantenere il celibato — cosa che non gli riuscì mai — che imparò dai suoi stessi errori e dalle cadute con sempre rinnovata energia. Un grande uomo. Ha fatto conoscere all’Occidente un nuovo metodo di vita e di pensiero, l’assoluta aderenza a se stessi, “gentile ma con fermezza”. Ha rivoluzionato il modo stesso di pensare dell’Occidente: un modo che era valido nel periodo buio delle dittature — ed è tanto più valido oggi.



Commenti

  1. e bello questo testo anche io lo scielto per portarlo al esame

    Scritto da anas, 7 anni, 5 mesi fa


  2. bello sì, l'ho scritto io!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.