Di cani, di umani e altri animali

Charlie Manas the BeautifulFinalmente un atto di civiltà e di buon senso. Trenitalia, che aveva deciso che nei vagoni non si potessero portare i cani di peso superiore ai 6 chili, si è ricreduta. L’ordinanza è stata sospesa stamattina.

La grande questione era nata per il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.

Ora, io ho fatto per 10 anni su e giù per mezza Italia, per andare e tornare dall’università partendo da Milano, e veramente ho trovato molte persone più sporche della mia cana bianca. In compenso i vagoni sono puliti dal personale addetto in modo così superficiale che chiamarle pulizie è davvero uno scandalo. Svuotano i cestini, danno una spazzata in mezzo (ma solo alla prima corsa della stazione di partenza), nel corridoio, e via, tutto al volo.

Trenitalia dice di ricevere reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni. Le mie cane neanche si sentono, nessuno si è mai accorto della loro presenza nel vagone e sono più pulite dei jeans di molti viaggiatori.

In compenso nei vagoni (sia di prima classe sia di seconda) non si può studiare, scrivere o anche solo riposare perché tutti hanno il cellulare che squilla di continuo con la suoneria al massimo, quando l’ho detto al controllore di solito mi ha risposto che l’altoparlante già avverte tutti, o che dipende dalla buona educazione. E no, mio caro, ci sono delle regole? Falle rispettare!

I bagni, poi, sono un attentato alla salute pubblica, e lì le mie cane non sono mai entrate, lo giuro.

Davvero Trenitalia si preoccupa della “sicurezza, salubrità e igiene dei vagoni” a causa dei cani, come asserisce, o semplicemente se la prende con la presenza dei nostri amati fratelli per non assumersi la responsabilità del disservizio causato principalmente dai suoi dipendenti? Che non puliscono, non controllano, non segnalano i disservizi.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.