Ma il Governo ci ha pensato? Le conseguenze dei tagli alla scuola e all'università

Charlie Manas the BeautifulDicevo due giorni fa che l’università sta scendendo sul piede di guerra, e con ottime ragioni, per gli enormi tagli progressivi aprovati con la Legge 133/08 (ecco il testo). Mi chiedevo ieri se davvero i ministri Gelmini, Tremonti e il governo tutto hanno pensato all’enorme portata e alle conseguenze della legge.

L’istruzione, a tutti i livelli, e la ricerca, non sono dei beni di un partito o di una corrente politica ma di tutti, di uno stato. Sono di tutti, perché le scuole e le accademie pubbliche sono di tutti. I bambini che ci vanno sono figli di persone che si riconoscono nella destra, nella sinistra, nel centro, nella chiesa cattolica, sono figli di estracomunitari. L’istruzione e la ricerca sono il paradigma dell’andamento presente di uno stato e rappresentano lo sviluppo futuro.

Con questa legge, mentre il costo della vita progressivamente sale, in cinque anni, progressivamente, i soldi erogati per l’istruzione e la ricerca diminuiscono. Con quali conseguenze?

Intanto ne dico tre, enormi, che saltano subito all’occhio:

1) la prima è che non ci saranno soldi, che già sono molto pochi, per finanziari degli studi superiori sulle materie considerate inutili, andamento peraltro auspicato da tempo da diversi intellettualoni di destra e di sinistra: i soldi sono pochi, bisogna impiegarli bene, selettivamente, dare la priorità alla ricerca in discipline cosiddette utili: chimica, fisica e via dicendo.

E così, le materie inutili, cioè quelle che non portano direttamente o indirettamente degli utili, in parole povere soldi, verranno sempre più a morire: tutte le arti, le discipline storiche, l’archeologia, lo studio dell’Asia, le scienze sociologiche per compiere studi sull’immigrazione, per esempio, o le scienze musicali, che sono impiegate anche per la cura di vari disturbi neurologici e psicologici. Perché senza soldi non si allestisce neanche la recita dell’oratorio.

2) Prenderanno sempre più piede i finanziamenti privati sia per sostenere le cattedre universitarie che fanno comodo al donatore, sia per la ricerca, con enormi conseguenze etiche: le ditte farmaceutiche, per esempio, finanziano studi ed esami di laboratorio sui prodotti che vanno a smerciare, con cui fanno montagne di soldi, certo non sui prodotti che usano solo in pochi. Ci sono malattie non di massa, o non di moda, che verranno sempre più trascurate.

3) Ma le farmaceutiche, al momento attuale, non finanziano neanche le medicine per i nostri animali, perché non rendono certo l’investimento di denaro per la ricerca, la produzione e la distribuzione.

Per fare un esempio, per la mia adorata cana grande ho dovuto chiedere a un amico spagnolo di prendere una medicina impiegata con ottimi risultati, se pure non certi, in Spagna, come in Germania e in USA, ma che non viene più distribuita più in Italia per l’alto costo e la bassa resa.

Fino a ora i padroni, invece di curare i loro animali ammalati, dato che questa malattia colpisce quelli anziani, li hanno abbattuti. Anche perché quel medicinale è molto caro e funziona solo su una percentuale piuttosto bassa di animali, non più del 15-20%, e le conseguenze della malattia non sono assolutamente dolorose per l’animale, ma sono assai fastidiose: per il padrone.

Ora bisognerebbe aprire tutto un capitolo morale sul trattamento dei nostri fratelli animali, sulla cura e sul dovere, sulla reciprocità dell’amore, che non è il caso di aprire, ma sono certa che se ci fosse la possibilità di curare i cani affetti dalla malattia, trovando la medicina in commercio, magari migliorata, molti ci proverebbero. Il mio veterinario mi ha detto che prima, quando era distribuita nel nostro paese, molti ci provavano. Invece in Italia questa possibilità neanche c’è.

Ecco, questo è una delle conseguenze della ricerca finanziata da privati: le scelte etiche. La ricerca ha un’etica tutta a sé stante, è vero, ma non può prescindere da quello che è giusto e buono per una nazione e chi ne fa parte. Per gli umani, per gli animali, per le piante.

La legge Gelmini avrà come conseguenza anche questo, l’abbattimento della soglia dell’etica nella ricerca, come in tutti i campi messi in mano ai privati. Ed è una conseguenza terribile, che nessun paese è in grado di sopportare.



Commenti

  1. "Per le piante" ? PER LE PIANTE ? *PER LE PIANTE* ? Un'etica per le piante?

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  2. Sì certo, perché la difesa del nostro pianeta implica in primis le piante, e poi la terra, gli oceani, le rocce, tutto. C’è un modo etico di viverle e di usufruirne.

    E avere un’etica verso le piante vuole dire anche difendere il patrimonio paesaggistico naturale e quindi, in Italia, il turismo.

    Ti ricordo che il turismo, oltre tutto, è la prima industria italiana, o la seconda dopo la moda.

    Come vedi l’etica ha grandi risvolti, anche molto pratici.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  3. ps L'etica è nostra nel modo di trattare, ricercare, studiare e usare le piante.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  4. Scusa Erica, ma tu parlavi di etica nella ricerca. Non vedo cosa c'entri la ricerca biologica sulle piante con il turismo o il paesaggio.

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  5. Etica della ricerca anche sulle piante, perché le piante sono un bene comune la cui gestione non può essere affidata a privati.

    E la ricerca sulle e per le piante (il loro uso) non può essere affidata solo a privati. Mi hai detto perché le piante c\’entrano con l\’etica, e ti ho risposto.

    L\’etica nella ricerca è una lente da cui non si può prescindere, anche applicata alle piante, a tutto il mondo in realtà.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  6. A me sembra un discorso un po’ "fumoso" ;-) che "in pratica" non si capisce che cosa voglia dire , ma sara’ sicuramente perche’ sono uno "scienziato scientista" ;-)

    ciao Dario

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  7. fumoso? etica applicata alla ricerca sulle piante e sull’uso delle piante (pensa alla farmacologia) è fumoso? beh, buon per te! Magari allora è il caso che ci si cominci a pensare.

    Ciao scienziato scientista;)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  8. No, fumoso e' il collegamento tra la ricerca farmacologica sulle piante e il paesaggio/turismo ;-)

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  9. p.s. lo mettero' in firma: "scienziato scientista, riduzionista estremo e razionalista militante" eheheh ;-)

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  10. quello era un esempio per dire che anche un governo che si preoccupa dell’impiego delle risorse pubbliche dovrebbe pensarci molto, molto di più prima di fare tagli alla ricerca.

    Perché l’etica coinvolge tutto il nostro scibile e tutto il vivibile, tutto, e ha delle conseguenze enormi anche sull’economia. Per es le piante sono collegate anche al turismo, non solo al loro impiego nel cibo, nella farmacologia, ecc.

    Se vuoi ti faccio tutti i passaggi del ragionamento ma, essendo tu uno scienziato scientista, è ehm probabile che questi passaggi possa farli da solo…:D

    ciao ciao

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  11. ps anche l'etica è una scienza, non di meno di quello che è la medicina: sono scienze ma umane! Quindi non esatte, non precisamente riproducibili, ecc. ecc.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  12. Beh, noi "scienziati scientisti" ci incacchiamo come dei ricci :-) da quando ci hanno rubato il termine "scienza" e affibbiato a delle "cose" che con il metodo scientifico non hanno nulla a che spartire ( "scienze della pace", mapperpiacere :-) )

    Comunque, a parte le questioni di etica della ricerca (che condivido quando si tratta di uomini, anche se a volte osserviamo dei paradossi, che condivido molto meno parlando di sperimentazione animale, e che non condivido per nulla parlando di vegetali (che come scienziato li voglio studiare e tagliuzzare come diavolo mi pare, senza che nessun "bioeticista" mi dica cosa posso o non posso fare))

    dicevo, sui finanziamenti alla ricerca, TUTTI i governi li hanno tagliati. Prodi ad esempio ha tagliato il budget della ricerca per finanziare non mi ricordo piu’ neanche quale categoria che protestava (autotrasportatori forse? boh)

    In ogni caso, prima di lamentarsi, la "casta" accademica dovrebbe guardare a cosa ha combinato in questi decenni. I soldi fino ad ora, sono sempre stati dati a pioggia a tutti, anche a chi non pubblica un lavoro scientifico da anni. Non c’e’ un minimo di competitivita’ tra le universita’, ed e’ noto che ci sono, scientificamente parlando, sedi di serie A e sedi di serie B (ma anche C o D), solo perche’ le assunzioni sono sempre avvenute per concorsi e non c’e’ mai una ricaduta negativa se uno assume un incapace perche’ tanto i soldi si danno a tutti. Un ricercatore che pubblica decine di articoli e’ equiparato e ha lo stesso stipendio di una testa di legno che non produce nulla.

    Riguardo al tuo accenno alle "lauree utili", ritengo che un paese che pretende di essere tecnologicamente avanzato, e vuole mantenere il benessere dei propri cittadini, abbia il dovere di pensare un po’ piu’ un la’ e preoccuparsi seriamente se i laureati in "scienze delle comunicazioni" sono 10 o 100 volte superiori a quelli in fisica, per non parlare di chi si laurea in psicologia o in quelle che un altro Blog "scienziato scientista" (non metto link perche’ non ti piacciono, prova a trovarlo ;-) ) ha chiamato "scienze della qualunque".
    L’italia non possiede risorse primarie e materie prime, e quando comperiamo farmaci, petrolio e quant’altro non possiamo "dare in cambio" il prodotto di qualche "comunicatore psicologo". Possiamo dare solo brevetti, trasformazione di prodotti, know how e cose del genere. Non penseremo mica di mantenere il nostro stile di vita producendo vestiti, cipolle di tropea e "immagine" ?

    Visto che come sistema paese siamo in decadenza spinta, e la ricchezza prima di redistribuirla bisogna pure produrla, mi sembra doveroso che il sistema cerchi di rinnovare l’interesse verso quelle discipline che, per storia e necessita’, hanno un diretto effetto nella produzione di innovazione e di ricchezza.

    haaa, ci tengo a dire che con questo non intendo in qualche modo "difendere" questo governo (non sono andato neanche a votare). Il discorso e’ molto piu’ generale per ridurlo a "questo governo" o "il governo che c’era prima"..

    ciao Dario

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  13. Dario, non ho mai parlato di questo governo e quello che c\\\’era prima, anche perché il trend di tagliare i fondi c\\\’era stato già con i fondi del CNR, se ricordi, 10 anni fa circa. Non ne faccio una questione ideologica, ma di tagli così grossi davvero non se ne sono mai visti. E progressivi, quindi molto maggiori, dato l\\\’incremento del costo della vita.

    1) Il punto è che l\\\’uomo vive anche di cose belle: un quadro, una pittura, tutto insomma. E vive di tutto un sistema di rapporti che sono interrelati, non solo di petrolio per le comunicazioni. E gli studi sono anche interrelati, pensa all\\\’archeologia che si avvale della biologia, della storia, della paleontologia, dell\\\’architettura, delle ricostruzioni in CAD, ecc. ecc., e dimmi se è una materia umanistica.

    2) Il nostro stile di vita si mantiene, per esempio, anche con gli accordi economici con altri paesi, che per anni sono passati attraverso gli accordi per gli scavi archeologici in Asia (ho appena finito di lavorare/pubblicare proprio su questo e te lo dico a ragion veduta). La cosiddetta cultura dell\\\’uomo aiuta le relazioni internazionali, che permettono scambi economici e accordi. Per es quelli per il petrolio in Iran. Prima siamo andati lì come archeologi e restauratori, lo sapevi?

    3) Come scienziato dovresti sapere che se tagliuzzi a tuo piacere le piante, e quindi le estirpi o le modifichi in modo spropositato, i terreni franano o si impoveriscono, le colture si stravolgono, le culture si stravolgono (i mezzi e i modi di produzione e di sostentamento, le relazioni padroni-dipendenti e così via).

    Sarebbe bello, per uno scienziato, se la ricerca fosse pura e non avesse un\\\’etica, ma finiremmo in quattro e quattr\\\’otto. Deve averla, sic et simpliciter.

    E sai anche che l\\\’uomo vive anche di un passato, non solo di un futuro, perché ha bisogno di una identità, e questa è fatta anche dai manoscritti, dalle opere d\\\’arte, dall\\\’architettura, per esempio. Non si può pensare solo ai fondi per la ricerca \\\"tua\\\" o per l\\\’energia, non basta. C\\\’era qualcuno che ha detto che non di solo pane vive l\\\’uomo, ed è vero (non sono marxista quindi non ti dico chi è:)).

    Se poi mi dici che l\\\’università, specie italiana, è piena di imbecilli che producono poco o niente te ne dò atto. Io per anni sono stata sotto un Capo e poi direttore (che fu il più giovane ordinario d\\\’Italia) che non parlava inglese, e allora non si potevano organizzare incontri internazionali perché non lo voleva far sapere; che non ha mai prodotto un libro, ma solo articoli-rompicapo, meno di uno all\\\’anno, specie di giochi intellettuali, spesso di poca o nulla utilità per la disciplina (o per altre), difficilissimi da capire e fatti intenzionalmente così (insomma, difficili senza motivo); e che ha sempre temuto tutti quelli più bravi di lui e invece di cercarne la collaborazione, li cassava.

    Quanto ai progetti di ricerca, li presentava solo su cose antiche ma assolutamente inutili (per la disciplina intendo) e ormai sorpassate. Come se si volessero impiegare 250.000 Eu ministeriali per studiare come mai la terra è piatta. Gistamente il ministero ti cassa!

    Insomma, te ne dò atto. Ma non parlare di Scienze della comunicazione che proprio pochi giorni fa una signora mi ha detto che sono il *punto massimo della ricerca* moderna in Italia perché la comunicazione è sviluppo! E allora mi sono detta, siamo messi proprio male…

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  14. ps "scienze della pace" mi mancava, comunque. Ma dove l'hai scovato?? ahahahah!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  15. Googla e trovi dove fanno "scienze della pace" ;-)
    Comunque riguardo ai vegetali, io parlavo di tagliuzzarli *in laboratorio*, e non voglio, per dirla con un francesismo, avere "bioeticisti tra le balle" ;-)
    Gia’ rompono tra feti, cellule staminali etc. ci manca pure che si attacchino ai cloroplasti :-)

    (che poi "io" non sono io, che in realta’ risolvo equazioni differenziali stocastiche al computer e non entro in un laboratorio "vero" da quando ero studente ;-) )

    Scritto da Dario Bressanini, 9 anni, 4 mesi fa


  16. Dario, beh, tu ti sei fermato al mondo animale, io sono andata oltre. E' questione di limiti. Comunque ora cerco scienze della pace, poi ti dico.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  17. Dario, le scienze della pace sono quelle legate ai diritti umani, mi pare di capire. Tutte quelle inerenti all’ONU. Beh, sono scienze sociali. E poi c’è diritto dell’ONU e diritto comunitario, sempre legato al tema.

    Dici quello? O dici il famoso istituto?

    Allora, ora ti rivelo che un anno fa, o più, ho avuto a che ridire con il Mandir della Pace che mi ha copiato (la presidentessa) tutto un post, ne ha fatto un articolo e lo ha pubblicato col Vaticano e penso ci abbia anche preso soldi per il suo Mandir. Quando sento "la cultura della pace" o cose simili io rabbrividisco… Sotto c’è sempre la fregatura.

    Se cerchi Mandir della Pace qui sul mio blog lo vedi:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  18. Toc toc:) Ci sono anche io:)
    Io prima di preoccuparmi delle piante ( lo so lo so, ho capito Enrica:->) mi preoccuperei di sapere che i miei figli (o i miei nipoti se mi dice bene) costituiranno una minoranza etnica nel sistema scolastico (e non solo) della propria patria che appiattirà sempre di più le proprie usanze per favorire l’integrazione, annullandosi e aggrappandosi ai bisogni primordiali comuni (religione): rabbrividisco…
    Il tutto in una scuola pubblica che di pubblico, forse, manterrà solo il nome.
    Il valore legale del titolo di studio è andato.
    L’equiparazione dei titoli di studio privati è realtà.
    "Laureare l’esperienza" della Moratti (’tacci sua) è una fucina di laureati ignoranti ma iscritti ai vari sindacati (vedi confintesa per dirne una).
    Il finanziamento pubblico alle strutture private è una realtà.

    Perchè parliamo ancora di scuola pubblica?
    La stiamo affossando con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi e con quello più meschino: il taglio dei fondi o peggio, altro che Robin Hood tax… Taglio al pubblico per dare al privato.
    In altre parole, pago la nuova scuola che insegna quello che dico io a chi dico io.

    Enrica, le piante dovranno aspettare… Qui siamo sul precipizio

    Scritto da ArMyZ, 9 anni, 4 mesi fa


  19. Quando un popolo diventi piu ignorante è anke più manovrabile!!! Ovvio che il governo e i suoi ministri hanno pensato anzi molto bene!!!!

    Scritto da liu zb, 9 anni, 4 mesi fa


  20. Purtroppo Liu hai ragione!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


  21. Concordo con Stefano Zecchi, che ha scritto:

    "Prendiamo come esempio il paragone con la bistrattata colf. Se la baby sitter di mio figlio non è in grado di svolgere il suo compito bene come dico io, in cinque minuti la licenzio. Se lo svolge meglio di quanto pretendo io, la gratifico economicamente. Questa regola elementare in carrozzoni come l’Alitalia, l’università, le Asl è un mistero analogo allo Spirito Santo."

    Scritto da fabio conti, 9 anni, 4 mesi fa


  22. Amen

    Scritto da ArMyZ, 9 anni, 4 mesi fa


  23. Ma mi domando dove sono spariti gli italiani che protestano ,manifestano ogni due tre, se fossi in Cina sarei sceso in piazza TianAnMen. Dove è lo spirito dello Stato o forse in italia le manifestazioni si fanno solo per non fare le lezioni o i lavori?!! Fra un po ci sara la "rivolta" o la "festa" da parte degli studenti,stiamo a vedere come se la divertirano. Magari fare un sit in a Duomo x un giorno senza maniar senza bere sarebbe utile x far sentire il proprio malcontento e da una certa pressione alla Gelmini, kribio ma sn proprio fuori di testa, che festa è senza musica,bibite e chi sa che cosa.

    Scritto da liu zb, 9 anni, 4 mesi fa


  24. fabio conti: in teoria, in pratica alla colf devi dare almeno 15 gg di anticipo e se è brava dubito che la gratifichi..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 9 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.