Se la scuola e l'università diventano peggio

DNAL’università sta entrando in rivolta, e con ottime ragioni. Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e, stranamente, neppure causato dai mutamenti climatici.

La scuola e l’università italiana sono a rischio perché il governo, di concerto tra il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, nell’arco di cinque anni vuole tagliare drasticamente e progressivamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori.

I tagli sono dell’ordine di 10 miliardi di euro, una cifra paragonabile all’entità degli aiuti inviati in Italia con il piano Marshall dal 1948 al 1952.

Leggendo le tabelle allegate al DL 112/08, ora convertito nella Legge 133/08, votata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale durante il mese di agosto (qui il testo di legge completo), si sobbalza leggendo l’entità dei tagli di fondi.

Per quanto riguarda l’Università, si concretizzano in 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, in 190 milioni per il 2010, in 316 milioni per il 2011, in 417 milioni per il 2012 e infine in 455 milioni per il 2013.

In un quinquennio verranno sottratti alla alta formazione e alla ricerca ben 1.441 milioni di euro.

Per la scuola le previsioni sono ancora peggiori: i tagli ammontano a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni per il 2010, a 2.538 milioni per il 2011 e a 3.188 milioni per il 2012.

Si tratta di una vera e propria catastrofe annunciata, destinata a colpire a morte un settore strategico chiave per lo sviluppo della nazione quale quello dell’insegnamento, compreso quello universitario, e della ricerca.

Specie in rete, parliamo spesso di progresso e di futuro ma mentre il prezzo della vita ogni anno cresce, il governo opera tagli progressivi all’istruzione: ma senza mezzi per andare avanti e per svilupparsi una nazione non ha futuro.



Commenti

Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.