Il sesso in villetta del ministro Mara Carfagna

Mara CarfagnaMara Carfagna – una sorta di Angelina Jolie governativa – a livello istituzionale sta dando delle soddisfazioni.

Così il Foglio stamattina. Non lo leggo spesso ma ha dei pezzi veramente ben scritti, che merita leggere, come questo.

Sapete che mi sono occupata del ministro Carfagna, che vedete nella foto, sin da quando era stata appena nominata ministro per le Pari Opportunità, per il suo curriculum senz’altro qualificante (qui vedete anche un suo video) e le avevo predetto sin da subito un radioso futuro sulla scena politica. Avrebbe fatto parlare di sé.

La mia predizione è stata puntualmente confermata da varie dichiarazioni, come questa sulla prostituzione: chi vuole prostituirsi lo faccia pure ma

nelle case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri condomini. L’importante è che non ci sia sfruttamento e che le strade non siano un mercato del sesso a cielo aperto.

La ministro dice insomma che va combattuto lo sfruttamento della prostituzione ma la prostituzione in sé va bene, purché in case isolate. Non in quartieri a luci rosse perché degradano la città, dice, ma in queste famose case che, se sono proprio singole e isolate, a mio parere si chiamano villette.

E da qui nascono i miei dubbi e le mie domande. Immaginate una ragazza di colore, per esempio una di quelle che la sera tardi già tutte acconciate fanno la tratta Roma-Perugia a grappoli per andare a lavorare la notte, comprarsi una villetta isolata per battere, senza nessuno che la sfrutti e che regoli i traffici, che parli per lei dal commercialista (anche se non sanno neanche l’italiano, se non quello indispensabile alla professione) e che riscuota (perché è notorio che non ci sono racket).

1) Immaginiamo una persona così, autoprodotta e autogestita, nella villetta. Come pensa di fare in pratica la ministro? Ogni ragazza o ogni trans avrà un mutuo per comprarla questa villetta isolata oppure gli verrà assegnata dal comune?

2) E questi professionisti faranno tutto da soli, saranno delle piccole ditte autoprodotte. E allora pagheranno le tasse. Verranno controllati? In che modo, metteranno delle telecamere per contare le auto che vanno sulle strade di queste villette?

3) Non sarebbe meglio allora fare delle villette a schiera, una per ogni tipo di prestazione (che ne so, trans, prostituta regolare, prostituta sado-maso, prostituto, ecc.), in modo da sfruttare una sola strada e minimizzare i costi di gestione? Forse si potrebbe anche pensare a un villaggetto, come quelli residenziali alle porte di Milano.

Ci sarà da pensare e da lavorare anche per gli architetti, altro che. Nascerà una nuova branca dell’architettura: case isolate uso prostituzione.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto che entro agosto bisognerà discutere di una proposta di legge complessiva e definitiva sulla prostituzione. Chi sa se integra la brillante trovata della Carfagna sulle villette da prostituzione.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.