Il Tibet e il turismo della Cina

Olympic torchFra Cina e ex Tibet, premesso che:

mentre la conversazione fra i due rappresentanti del Dalai Lama che dal 4 al 7 maggio si sono incontrati informalmente con i funzionari cinesi per discutere sulla situazione tibetana nella città di Shenzhen pare sia andata benissimo, cioè entrambe le parti hanno “espresso chiaramente e sinceramente forti e divergenti punti di vista” sulla situazione del Tibet (che in <a href="termini diplomatici significa: non sono stati ridotti in spring roll per un pelo)

mentre il Partito dei verdi in Germania Francia e Taiwan ha ufficialmente preso posizione per sostenere la causa tibetana, e questo certissimamente farà smuovere il governo della Cina

mentre il presidente del Parlamento europeo Hans Gert Pöttering ha ufficialmente dichiarato che le autorità cinesi devono cominciare delle negoziazioni vere, a livello appropriato, con i rappresentanti del Dalai Lama, perché di fare ancora merenda insieme non è il caso dato che cinesi e tibetani mangiano cose troppo diverse.

Visto e considerato tutto questo:

la Cina sposta 8 stupa, cioè i monumenti in onore del Buddha, i suoi mausolei, dal cuore dell’ex Tibet a un altro posto della Cina, dietro a un forno crematorio!

La Cina ha dichiarato di averlo fatto perché i turisti non li gradivano.
Inutile dire che in tutto questo si percepisce in modo evidente, se pur diplomatico, una chiara volontà di venire incontro al popolo tibetano unito a un grande rispetto per la sua cultura e la sua fede.

Politicamente è un segnale forte e chiaro che la Cina vuole davvero cominciare a negoziare con il Tibet, mentre la fiaccola della discordia ha raggiunto il monte Everest.

In sunto: tutto come prima, niente cambia e il mondo rimane a guardare e si godrà le Olimpiadi in tutto relax.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.