Richard Gere, mentre aspettiamo San Francisco

Ovunque nel mondo si sta facendo sentire sempre più forte un movimento di protesta dal basso — la gente, tutti noi — che obbliga anche i potenti della terra a cambiare strategie. Mentre quelli che protestano si stanno riunendo da stamattina presto a San Francisco, aspettando la fiaccola, George Bush rinnova l’appello alla Cina perché dia inizio a un dialogo con il Dalai Lama sullo status del Tibet e potrebbe non partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, l’8 agosto.

Il primo ministro britannico Gordon Brown, che il 20 marzo ha incontrato il Dalai Lama, ha già annunciato che non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi.

Nel video vediamo Richard Gere, che è buddhista da almeno 20 anni, che parla a favore dei tibetani, e alcune immagini dell’ex Tibet. Due notti fa altri 70 monaci del monastero di Ramoche, a Lhasa, sono stati portati via in una località sconosciuta dalle guardie della People’s Armed Police (PAP) e la Public Security Bureau (PSB).

Da una parte la più bieca repressione, dall’altra un movimento popolare che sta toccando i paesi occidentali. Sono certa che al passaggio della la fiaccola della discordia la protesta toccherà anche gli altri paesi.

Che dite, secondo voi riusciremo a fare qualcosa di concreto per sostenere la lotta dei tibetani? Riusciranno a ritornare liberi in un Tibet libero?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.