Dal mondo sul Tibet

Tibetan protesterTibet a Dharamsala: Il governo tibetano in esilio fa sapere che i morti a Lhasa sarebbero 30.

Sui diritti umani dice:

Oltre 1.200.000 persone sono state uccise come diretta conseguenza dell’occupazione del Tibet. Oggigiorno è molto difficile incontrare una famiglia tibetana che non abbia almeno un suo membro ucciso o imprigionato dal regime cinese.

Cina: Intanto i media cinesi stanno sferrando un pesante attacco al Dalai Lama, accusandolo di incitare alla violenza e al terrore.

Italia: Lunedì 17 marzo a Roma ci sarà una fiaccolata silenziosa davanti all’ambasciata cinese. E’ l’iniziativa messa in campo da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro la repressione cinese e per incitare le parti al dialogo, associandosi al Dalai Lama.

Infatti Tenzin Gyatso si appella alle autorità cinesi perchè rispondano con il dialogo e una soluzione pacifica al profondo risentimento del popolo tibetano, occupato dal quasi 50 anni.

Sembra anche che ieri nelle sue preghiere il Dalai Lama abbia anche ricordato lo sciopero della fame e della sete condotto da Marco Pannella per il rispetto della parola data e per il Satyagraha Mondiale per la Pace, la resistenza non violenta, che è stato lanciato nei giorni scorsi.

Che Sua Santità, che è prima di tutto un capo religioso oltre che un capo politico, e per di più di una religione che aborrisce ogni forma di violenza, danno o turbamento a un essere vivente, si appelli al dialogo e alla pace, è giusto, fa il suo lavoro, compie la sua missione.

Ma che i tre maggiori sindacati si associno a un capo religioso e incitino al dialogo, mettendo in atto una folkloristica fiaccolata silenziosa, mi pare una bella ipocrisia: intanto sono associazioni di lavoratori, e quindi laiche, forse potrebbero far sentire la loro voce un po’ più forte e chiara; e poi il dialogo non toglie il fatto di una terra occupata e annessa con la forza e 1.200.000 di morti (senza contare quelli dispersi, torturati, messi in prigione senza giusta causa). Che dialogo ci può essere fra chi subisce e chi mette in atto questo tutto questo? Non è che per caso anche Cgil, Cisl e Uil vanno con i piedi di piombo per gli interessi economici che anche l’Italia ha in Cina?

Olimpiadi: Il vicepresidente tedesco dell’International Olympic Committee Thomas Bach dice che boicottare i Giochi olimpici sarebbe sbagliato. Ma guarda un po’.

Nel febbraio 2006 il presidente Jacques Rogge, durante di giochi olimpici invernali di Torino, si rifiutò di incontrare il Lama Palden Gyasto, che insieme a Sonam Wangdu e Tamding Choephel, avevano cominciato lo sciopero della fame per protestare contro l’assegnazione delle Olimpiadi 2008 a Beijng.

Per aver protestato contro l’occupazione del Tibet da parte della Cina, il lama Palden è stato messo in prigione e orrendamente torturato dall’età di 27 anni. E’ miracolosamente uscito di prigione all’età di 59: è stato in campo di concentramento 33 anni.



Commenti

Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.