Dei blogger in Parlamento e dei blogger in BlogBabel

Italian flagHo il piacere di annunciare i risultati delle votazioni per eleggere i blogger che la blogosfera ha ritenuto degni di sedere sugli scranni del Parlamento italiano (o che ha voluto punire, chi sa). Come vedete i vincitori sono più di tre perché alcuni hanno avuto lo stesso numero di voti:

PRIMO con voti 9: Stefano Quintarelli
SECONDO con voti 6: Luca De Biase, Enrica Garzilli, Antonio Sofi e Gaspar Torriero
TERZO con voti 4: Alessandro Bonino e Mitì Vigliero.

Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato. Questo è stato solo un gioco, ma è stato preso più seriamente di quanto mi aspettassi. Avevo buttato la domanda lì, con solo un pizzico di curiosità, invece mi ha fatto molto piacere vedere che molti bravi blogger abbiano preso la questione con ponderazione, rispondendo con buone motivazioni. Anche perché non è lontano un futuro dove i blogger verranno candidati davvero al Parlamento.

Fra tutti voglio menzionare Mitì, Gaspar, Luca Conti, Wolly, nikink, Senza aggettivi, La Cuccia di ex-xxcz e Gattostanco.
Grazie a tutti gli altri che, magari con un sorriso, hanno espresso il loro pensiero, e a Maxime che per primo ha segnalato l’unico blogger che in quanto tale si candida alla Camera dei Deputati, Edoardo Colombo (questo è il suo blog).

Mi pare che con questa questa domanda, chi blogger portereste al Parlamento, sia stato toccato il polso dell’autorevolezza nella blogosfera indipendentemente dal posto raggiunto nelle varie classifiche. Qualche voto è stato dato per pura simpatia (è una mia impressione, perché nella testa degli altri non ci sono), ma in genere le motivazioni di tutte le nomine, anche quelle con meno voti, sono state ragionate, plausibili e di buon senso. Infatti mi ha stupito vedere che ci sono anche io.

Ho notato anche che quando si tratta di votare qualcuno, per una cosa seria come una carica politica, anche se in modo virtuale, le punte estreme sono state tagliate: i blogger aggressivi, i blogger markettari (non del marketing, eh!), quelli spudoratamente accatta-link, quelli so-tutto-io, i troller travestiti da opinionisti, non hanno riscosso molto successo.

Oltre tutto, si vede anche che l’autorevolezza non è basata sulle scemate divertenti, magari stralinkate, quanto piuttosto sui contenuti forniti, sulle conversazioni provocate, sui pensieri evocati, sulle opinoni ragionate. E sulla ponderatezza, che di teste calde capricciose e arroganti ce ne sono già troppe fra i nostri politici.

Penso che l’autorevolezza si basi anche sulla sincerità, perché chi scrive con sincerità, di qualsiasi argomento ma senza adulazioni posticce al lettore, scrive meglio. Ognuno vuole essere letto, è ovvio, altrimento scriveremmo un diario e lo metteremmo nel cassetto chiuso a chiave. Ognuno di noi, o quasi, ha piacere che ci sia un dialogo con i lettori, un feedback. Infatti, quasi tutti i blogger eletti o nominati sono fra quelli in grado di generare contenuti e magari qualche pensiero, qualche riflessione, qualche opinione.

Mi ha stupito molto, però, vedere che le donne hanno votato poco e sono poco rappresentate: in effetti fra gli “eletti” ci sono 5 uomini e 2 donne. Eppure di donne in gamba e conosciute nella blogosfera ce ne sono. Mi chiedo: come mai, se c’è da pensare a una carica politica, si pensa subito all’uomo? E’ forse la politica un affare da maschi?

Io la penso un po’ come Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace 2006), quello che nel 1976 ha fondato la prima banca dei poveri, la Grameen Bank: se una donna è in grado di gestire con profitto i soldi di una famiglia povera, facendoli bastare per tutti, tanto più sarà in grado di gestire i soldi dategli in prestito per fondare una piccola azienda. Per questo è probabile che una donna sia in grado di pensare meglio di uomo alla cosa pubblica, senza renderla una cosa privata: perché quasi sempre pensa al bene della famiglia e non del singolo.

Ancora qualche considerazione.
Ha perfettamente ragione Luca Conti, che è l’unico blogger che io conosca che effettivamente ricopre una carica politico-amministrativa (è consigliere comunale dei Verdi al Comune di Senigallia): democrazia non fa rima con meritocrazia e la bravura e la serietà di un blogger, nel suo lavoro e come blogger, non implica che sarebbe altrettanto bravo in Parlamento.
Io credo, e parlo per me, che se fossi davvero eletta sarei in grado di farmi valere, di farmi sentire e di far passare, con le giuste alleanze, qualcosa di positivo per tutti. E penso che ci siano altri blogger eletti che si sentono così. Molto spesso lo spirito e i valori sovvengono là dove la furbizia falla.

Sarà presunzione, sarà che la community dei blog non è certo la community del Parlamento, delle alleanze e delle spartizioni, ma l’istanza che è emersa dal voto è che la blogosfera è stanca e non ne può più della politica tradizionale fatta dai politici, e pensa che valga la pena di provare un cambiamento anche radicale. Di costruire qualcosa di etico con persone nuove, insomma. Perpetuare le caste non si può e peggio di così, anche, non si può. Almeno i blogger in questione sono tutti incensurati e questa è già una conquista, se pensiamo a qualche figuro che popola il nostro amato Parlamento.

La votazione è stata trasparente, quindi nessuno avrà da ridire, anche se le prime email velenosette sono arrivate sin da due giorni fa. Ma, che dire? Gioire per il successo di un’iniziativa altrui, per quanto piccola essa sia, non è molto usato fra gli uomini. E specie fra le donne, devo dire, almeno per quello che sto sperimentando in questa occasione.

Grazie ancora a tutti, quindi; e passiamo a BlogBabel.
Come avrete notato alcuni blog sono caduti precipitosamente nella classifica, infatti sono arrivate prestissimo (ben prima di colazione, infatti, diciamo all’alba) diverse mail allarmate. Il mistero è semplice: i cambiamenti di PageRank. Google fa così, senza che nessuno sappia perché, in base a quale algoritmo e quali coordinate: lo alza o lo abbassa a suo piacere. Questo onorevole blog, per esempio, qualche mese fa è passato da PageRank 6 a PageRank 5, con relativa caduta di 20-30 posti.

Ripeto quindi, a consolazione, le parole di un noto blogger di un secolo fa, un tale Alessando Manzoni:

Blogbabel è come la peste: a chi la tocca la tocca.

C’è il blog che si ammala, c’è quello che addirittura muore, c’è invece quello che dopo breve malattia risorge più forte e più bello di pria. Basta aspettare il prossimo giro di Google per vedere chi il flagello colpirà e chi assurgerà agli onori della blogosfera.

E proprio come il PageRank e BlogBabel, vedremo il prossimo anno chi si sarà conquistato e meritato la fiducia dei blogger elettori: ci saranno “candidature” per segnalare tutti i blogger, anche i meno conosciuti. Che forse hanno idee anche più innovative delle nostre. Speriamo solo che non coincida di nuovo con le elezioni vere.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.