Addio Milano bella

Faccio la mia bella fila alle Poste di corso Venezia 42, quelle di fronte ai Giardini pubblici, così (mi dico) finisco subito e mangio un panino al sole. Ore 12:30, di solito le segretarie stanno in pausa e le poste sono quasi vuote.

Prendo il mio bel numerino, sono il 214. In realtà non avevo considerato che anche gli impiegati sono in pausa e ci sono solo 2 sportelli aperti ma va bene, tanto siamo in cinque.

Aspetto poco, ma sempre un po’. Zac, sul display appare il 214. Vado baldanzosa allo sportello e vedo una sciura che mi si affianca fulminea, diciamo che avevo l’alito caldo sul collo, ma io avevo il numero e chi se ne importa? Stavo nel giusto.

L’impiegata (quella bassettina, scura, con un po’ di baffi, chi conosce quelle poste lo sa) mi guarda e mi fa brusca:

Si scosti per favore.

E io: Ma… veramente… C’ho il numero e tocca a me… Lo mostro come un trofeo.

La baffettina: Non vede che il display sopra è spento? Ora servo la Signora.

Ma come spento che prima era acceso.

Sì ma ora è spento!

Come spento, toccava a me ed era acceso! Lei è entrata poco fa, molto dopo di me. Le faccio un po’ imbufalita ma educata, guardando la signora che mi sta addosso.

Il display adesso è spento e c’è prima la Signora. Mi fa con aria di sufficienza, come a dire “povera scema, ma non vedi?

Ma lei è entrata dopo di me! (e intanto la famosa Signora non mollava, stava davanti a me appiccicata e mi lanciava occhiate scocciatissime del tipo: ho fretta scansati)

Ora è spento e non ci faccia perdere tempo che stiamo lavorando. E si mette a chiacchierare, sì chiacchierare, con la famosa Signora, mentre la serve.

E’ pure incavolata! Virtù offesa! Ma non sa quanto sia imbufalita io! Aveva spento il display per servire prima di me una certa Giovanna, che evidentemente conosceva ed era entrata alle Poste proprio mentre mi alzavo per andare da Baffettina.

Non demordo, fumavo dal naso e sono andata tutta imbufalita con un diavolo per capello dal direttore che stava dietro (e che da prima faceva capolino ma si era guardato bene dall’intervenire). Lui paziente mentre compie l’operazione mi fa:

Non si preoccupi la servo io. E a bassa voce: Sa ogni tanto succede, che ci possiamo fare? Non si arrabbi — che oggi c’è il sole…

Ecco, che ci può fare lui che è il direttore dell’ufficio?

Allora io propongo come con gli onorevoli: si dovrebbe fare una legge speciale per cui l’impiegata se ne sta a casa, in prepensionamento con lo scivolo e tutte le agevolazioni possibili, tutto pagato come se lavorasse fino a che deve andare in pensione, ma senza dover lavorare, e al suo posto mettono qualcun altro. Così si contribuisce anche al problema della disoccupazione.

Ma che i cittadini devono pagarle lo stipendio e in più devono rodersi il fegato, questo è troppo. Meglio pagare e basta!



Commenti

  1. Ma un bel pugno in faccia no? :) Io odio la violenza… ma quando ce vò ce vò! :)

    Scritto da Mario, 4 anni, 3 mesi fa


  2. E' successo anche a me anche se in un altro ufficio postale milanese. Inizialmente sono rimasto zitto, poi mi sono incavolato. Ho detto a voce alta: "Poi dicono che noi napoletani facciamo i furbi e siamo imbroglioni! Mi chiami il Direttore!". Mi hanno servito dopo 10 secondi.

    Scritto da Cuore Analfabeta, 4 anni, 3 mesi fa


  3. Mario, allora quanti pugni dovrei dare! Mi farei male alle mani.. ;)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  4. Cuore Analfabeta, anche io mi sono incavolata.

    Sarebbe stato di restare lì, ferma, senza spostarmi dal mio benedetto posto (che per un secondo era già lampeggiato sul display.
    Ma, ci credi? La gente già protestava… !

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  5. p.s ma non a voce alta, discretamente.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  6. Dovevi trovare il pulsante per accendere. E poi dire: e ora non lo vede che è acceso? ma poi, ce l'hai fatta a mangiare al sole almeno?

    Scritto da valentina, 4 anni, 3 mesi fa


  7. eheh valentina il pulsante è dietro il bancone…:)
    Non ce l\'ho fatto perché alla fine era tardino e avevo un capitolo da consegnare.

    Tu tutto bene lì? Come va?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  8. In un paese civile (la svizzera) al terzo reclamo la signora sarebbe a pascolare le pecore (se la prende un pastore).

    In Italia il direttore non si può permettere di farle un rimprovero o di licenziarla.

    FIno a che non cambieranno queste cose sarà sempre così.

    ciao

    Scritto da wolly, 4 anni, 3 mesi fa


  9. penso wolly che il direttore lo possa fare benissimo, così mi è stato detto, è che non gli andava di assumersi la responsabilità. Sai, le antipatie e così via.. E poi qui chi se le asusme le responsabilità? Prendiamo pardon prendono tutti esempio dai politici. Ciao

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  10. Sai quante volte l'ho pensato, questo pensiero, uguale preciso. Di vigili, di impiegati, di tecnici comunali (ce n'è anche di validi, beninteso, che in genere lavorano per due).

    Pare che lavorare per un ente statale (le poste sono ancora Stato? Di certo lo erano, quando c'è entrata la signora coi baffi) ti paraculi a vita da ogni dovere, non c'è nessun controllo né rimedio, ogni tanto uno sciopero per farsi rinnovare il contratto e avere l'aumentino, il resto (cioè lavorare) sta solo al senso del dovere dell'individuo, e ad ogni disservizio la risposta è sempre quella: così stanno le cose, lo dice anche il direttore, lo diceva anche un mio conoscente, che lo misero a controllare l'efficienza di un ufficio senza il potere di licenziare nessuno e a furia di farsi ridere in faccia da chi usciva a far la spesa in orario di lavoro uscì pazzo (ma pazzo davvero, mica scherzo, ci finì dentro), lo sa anche quell'altro mio conoscente che lavorava all'Enel (che era Stato, allora) e contemporaneamente rubava la corrente per casa sua e dei parenti, allacciandosi abusivamente a una centralina, lo licenziarono secondo te? In verità sì, poi toccò reintegrarlo, al posto di prima, con lo stipendio di prima. Gli cambiarono solo sede, giusto per fargliela pesare un po', ma fece ricorso lui e lo rimisero sotto casa (gran cosa, a volte, i sindacati, eh?). Come vedi, ma già lo sapevi, c'è di peggio, di questi piccoli ma odiosi soprusi.

    Il disgusto, a spingerlo troppo in là, diventa qualunquismo. Lo so. E' che dall'altra parte c'è il lavoro vero, quello dei giorni nostri, quello che oggi ce l'hai, domani chissà e dopodomani macché, ed è lì che ci tocca nuotare.

    Scritto da stark, 4 anni, 3 mesi fa


  11. stark sì lo so che c'è di peggio, per carità, eppure uno s'arrabbia.. e ogni tanto nuoto male!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 3 mesi fa


  12. ce lol je suis tre conten de vous voire ou ce images cheri si vous ave tropuve ce testo reponde moi s v p nounou chaw

    Scritto da lol, 4 anni, 2 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.