L'agenda dei cittadini e la democrazia

Dato che ho sempre pensato (e scritto) che Internet possa servire a costruire la democrazia, di “buon governo”, il potere della buona informazione anche se micro, fatta dai blog, e dei grandi media (su Internet, carta, TV, ecc.), ho parlato a lungo sin dal 2006 in India come uno dei 25 delegati giuristi della Comunità Europea in “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.“. Col motore di ricerca a fianco si possono trovare e leggere i post.

Ora vorrei associarmi all’idea di Luca De Biase di “un’agenda dei cittadini fatta dalla conversazione dei cittadini” (in questi ultimi giorni ha scritto diversi post, peccato non poterli linkare singolarmente). L’idea è che anche in piccolo l’informazione che emerge dal medium che stiamo costruendo in rete, coi nostri siti e i nostri blog, influisce sull’agenda politica del paese.

De Biase ha perfettamente ragione sul potere che riguarda i grandi media, e basta leggere il post di un grande giornalista, editorialista e critico di carta e TV americano, Jeff Jarvis, quando pochi giorni fa notava che la prima pagina del New York Times del 30 gennaio non riportava la vittoria di Hillary Clinton in Florida, e neanche la riportava con un articoletto interno, mentre era bella lì sulla prima dello Washington Post. E si chiedeva come mai.
Dubbio lecito, domanda più che lecita.

E’ cosa risaputa che i grandi media influenzano il parere dei cittadini e quindi i voti, e influenzano anche il comportamento dei politici. Se è vero che dietro a loro ci sono dei gruppi politici o economici, è anche vero che un buon giornalista o un gruppo di bravi giornalisti può fare molto per l’immagine dei politici, oppure quella di un certo potere politico o economico, in bene o in male. E la sensazione di stabilità o instabilità che traspare dalla notizie o dall’immagine dei media influenza le borse, i mercati e così via.

Questa agenda dei cittadini di De Biase fatta dalla conversazione dei cittadini sarebbe quindi fatta da tutti quelli di noi, blogger, che aderiscono. Un piccolo medium. Concordo pienamente quando dice che

Il nostro medium orizzontale influirà sull’agenda setting del paese trasformando in un punto di forza la sua coda lunga, che non è dispersione di idee ma ricchezza di idee.

Ho qualche domanda da rivolgere a De Biase, visto che si pone come punto aggregatore e catalizzatore di questa iniziativa. Un’agenda che, seppure senza alcuna organizzazione formale, di fatto c’è nel filo che lega i blog e che si può seguire con le discussioni, i video e i libri (ci mancano i commenti! sbrigati Ludovico..) che vanno per la maggiore fra i blogger di BlogBabel, che con 12.552 blog è più che rappresentativa della blogosfera italiana.

De Biase personalmente che agenda ha? E dell’agenda chi ne può far parte, gli alfa blogger o tutti i blogger? Ha citato per esempio il post di Ludovico sul ritardo (lievissimo, in realtà) dei mezzi pubblici milanesi come fonte di informazione. E’ un post carino, mi ha fatto sorridere pensando che a Roma i disservizi erano decuplicati, ma questa mi sembra un’informazione abbastanza banale e scontata per rientrare in un discorso politico più ampio in questa Italia così disastrata. E di post così ne escono spessisimo.

Penso quindi che abbia citato e linkato quel post per chiamare a raccolta, in realtà, Ludovico, che è conosciuto nella blogosfera, non per l’informazione in sé, altrimenti avrebbe potuto citare altri n altri post sull’argomento, e di certo alcuni pubblicati nello stesso giorno. Allora mi chiedo: chi sono questi blogger-cittadini, tutti i blogger o solo i nomi “che contano”?

Mi chiedo soprattutto, e chiedo a De Biase, a cosa mira, da dove parte e dove vuole arrivare. Lui personalmente che agenda politica ha, che cosa si propone di fare, perché se penso di aderire a qualcosa proposta da qualcuno, benché stimato, mi piace sapere come la pensa e cosa ha in mente. La sua agenda non sarà solo un’agenda di lamentele sui piccoli disservizi!

Fino ad ora ho capito più che altro il che e il come, cioè fare tutta l’informazione possibile nel miglior modo possibile; e lui la coordinerebbe (se non ho capito male). Ma qual’è lo scopo pratico di De Biase? Informazione, va bene, ma a livello politico? Perché non è un caso che questo coordinamento sia saltato fuori adesso, in questa crisi istituzionale.

Ho già scritto sulla possibilità che esista una informazione imparziale o no. Io credo di no, dato che siamo socialmente, storicamente, economicamente strutturati. E politicamente strutturati, anche quando non siamo strettamente partitici. Se De Biase si pone come punto aggregatore di questa agenda di tutti noi, intorno a chi ci aggreghiamo, con quale fine politico? Per chi?

Infine, la domanda vecchia come il mondo: cui prodest?
A chi sarebbe conveniente?

Mi piace sapere fino in fondo come stanno le cose. E mi scusi De Biase se io, come mi ha detto un giorno, e mi ha ripetuto al pranzo dei blogger Francesco, ho la qualità — o il difetto, dipende dai punti di vista — di mettere il dito nella piaga. O di essere molto curiosa, come un giorno mi ha detto un altro stimato amico. La situazione in Italia, in quanto a corruzione e degrado, è a livello di paese africano, senza scherzi; e bisogna andarci con i piedi di piombo, con la gente che c’è là fuori non si scherza.

Per la legge del Karman, inoltre, anche se quello che faremo, diremo, scriveremo influirà poco o niente, al momento, e un’agenda di 4 blogger non se la filerà nessuno, col tempo tutto conta, tutto è importante: e non sappiamo a cosa questa iniziativa possa portare o come possa influire a livello politico o a livello personale, quali reti e fili possa intessere in futuro, o nell’altra parte del globo. In fondo, non tutto è prevedibile. Ed è per questo che tutto quello che posso sapere, lo voglio sapere.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.