Sfiducia e fiducia e Beppe Grillo for president

Italian politiciansIeri sera, mentre piacevolmente mi avviavo a prepararmi per il letto, ho sentito tutti i primi commenti sulla caduta del governo Prodi, nonostante il suo discorso.

A me questo signore non è mai piaciuto, e ora vi spiego perché. L’ho scritto già in un commento a un post di un giornalista di sinistra, che lo appoggiava, e i suoi amichetti mi sono saltati addosso (è caporedattore, capite) con insulti e improperi — ah, la libertà di opinione e il senso democratico di certi giornalisti, talvolta, eh!

Prodi era ancora europarlamentare. Io insegnavo in una grande università del centro Italia e ancora mi illudevo che con un curriculum eccezionale, titoli di studio vari, anni di insegnamento e di ricerca all’estero, libri pubblicati, studenti adoranti, ecc., si potesse vincere un concorso, anche modesto. Poi ho cominciato a chiedermi: come mai è già qualche anno che sto qui e tutti fanno carriera, e io no? Mi stanno passando tutti avanti, anche le capre.

Un collega, professore associato da decenni, mi disse testualmente:

Dai, salta anche tu sul carro di Prodi che ci sarà da mangiare per tutti! Io diventerò ordinario e tu che fai? Gli stanno preparando il campo per farlo diventare il capo di tutto. Salta sul carro del vincitore che ce n’è per tutti.

Forse Prodi non c’entra niente, forse neanche lo sa, ma quando, dopo il mandato come presidente della Commissione Europea, è tornato in pompa magna, il collega, dopo decenni di inutili lotte per un meritato avanzamento di carriera, è diventato immediatamente professore prima straordinario, poi ordinario. Poco dopo ha sistemato all’università la figlia con concorso, e poi il figlio maggiore con concorso. Poi ha sistemato anche la moglie senza concorso (brava donna, ma non ce n’era e non ha neanche uno straccio di laurea, dove la piazzava?), con un ruolo piccolo ma di un certo prestigio. E pagato. Ora io non insegno più lì, però mi chiedo con ansia come sarà sistemato l’ultimo figlio, appena crescerà, visto che il governo Prodi è caduto.

Ripeto, forse Prodi con le trame del potere e degli inciuci universitari neanche c’entra. Forse. Ma io da allora non mi sono mai fidata né di lui, né dei suoi numerosi ministri.

E ora non so, vorrei fidarmi di chi vuole costruire qualcosa di diverso, come Montezemolo (di cui ho parlato con De Bortoli e Draghi qui e qui), qualcosa che sia autenticamente democratico: ma è arduo, mi giro intorno e non vedo nessuno dei politici che meriti questa mia fiducia. Parlare parlare e parlare, riforma elettorale prima o dopo, ma gira che ti rigira sono sempre gli stessi personaggi.

Al paese di mio padre dicevano: la merda più si rimescola più puzza (scusate il termine). Ecco, i nostri politici più si rimescolano e più puzzano (e scusate il paragone non intenzionale ma è solo per capirci).

E intanto Beppe Grillo sta preparando le liste civiche “per un Nuovo Rinascimento” (merita leggere il post). Ma perché, oltre che dei politici, non mi fido della chiamata a raccolta di questo showman che

Nel 1988 la Cassazione lo condannò definitivamente per omicidio colposo a un anno e tre mesi di carcere, poiché giudicato responsabile della morte di due adulti e del loro bambino di 8 anni a seguito di un incidente d’auto, avvenuto il 7 dicembre del 1981, nel quale lui era alla guida.

Lui sul suo blog mette il post per la costituzione delle liste civiche e dà il bollino di certificazione? Dal suo sito:

Le liste che aderiranno ai requisiti avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”.

Voglio dire, guidare causando la morte di due persone è senso civico? Ce lo ritroveremo politico bello e fatto?
Oppure, da Wikipedia:

Nel 2003 patteggiò una multa di quattromila euro al processo che lo vedeva imputato per diffamazione aggravata del premio Nobel Rita Levi Montalcini, che Grillo nel 2001 aveva apostrofato come “vecchia puttana”, insinuando che la scienziata torinese avesse ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica amica che materialmente le aveva comprato il premio; Grillo fece ricorso presso la Corte di Cassazione per quanto concerne il pagamento della liquidazione e delle spese legali.

No, non mi fido affatto di Beppe Grillo. Non mi fido affatto di uno così. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

(foto tratta da BBC News “Something rotten in the state of Italy“: un bel ritratto dell’Italia, da leggere)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.