Su Nòva giornalismo e democrazia: un'informazione imparziale è possibile?

Domani Nòva, l’inserto del Sole 24 Ore, dedicherà un bello spazio agli articoli sul giornalismo, fra cui quello di Enrica Garzilli su giornalismo online e democrazia, con un’intervista a Jacob Kaplan-Moss, uno degli sviluppatori leader di Django (il framework su Web per perfezionisti con delle scadenze) e Lead Developer del Lawrence Journal World, il pluripremiato quotidiano locale basato a Lawrence, nel Kansas.

Negli Stati Uniti c’è un grande dibattito sul fatto che il giornalismo online, nel quale l’informazione più precisa e particolareggiata possibile viene fornita in modo “imparziale”, esponendo i vari punti di vista, possa essere la strada per la vera democrazia. Non fa comunicazione, soggetta ai messaggi di vario tipo per i più svariati interessi; fa una corretta informazione, al servizio dell’utente/lettore.

Non credo che sia possibile una informazione del tutto imparziale, perché siamo esseri storicamente, socialmente, economicamente e culturalmente determinati. Per esempio, quando parliamo di povertà in un paese come il Nepal, che secondo The World Bank ha un indice di sviluppo umano e ranking (su 177 paesi) di 142 — quando quello dell’India è 128 e quello del Giappone 8 — parliamo della stessa povertà di Milano?

Oltre l’80% di un quinto della popolazione del paese ha un reddito medio annuo di $ 39.6, circa 30 Eu, la cifra che a Milano si spende per una pizza e una bibita.

Queste sono cifre che cambiano tutte le coordinate economiche e sociali, delle relazioni e delle prospettive dell’utente. Stravolgono il cervello dell’occidentale che fornisce questa informazione e del lettore che ne fruisce. Come possiamo ricevere questa informazione, contestualizzarla e rimanere del tutto imparziali?

L’imparzialità del’informazione non è possibile e forse non è neanche la strada giusta, è una mera utopia e una mistificazione; ma la trasparenza su chi fornisce questo dato e il suo contesto, la precisione e la pluralità dell’informazione — su di una notizia fornire i vari punti di vista — l’esattezza dei dati forniti, che sono alla base del giornalismo online d’innovazione, sono possibili e praticabili.

Anche il giornalismo cartaceo, che ha perso un po’ di obbiettività e credibilità per inseguire gli interessi degli editori o per fare propaganda politica o pubblicità, dovrebbe prendere esempio dal buon giornalismo d’innovazione. Oppure, perderà terreno; oppure, urlerà alla Grillo. Ma non sarà un buon giornalismo.

Il nuovo fornisce gli strumenti per migliorare il vecchio, il futuro dà i mezzi per ricostruire il presente.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.