L'ipocrisia della scienza

Sì o no, sì o no. Molto è già stato scritto sulla vicenda degli studiosi che hanno scritto al Rettore dell’Università La Sapienza di Roma chiedendo che il papa Benedetto XVI non parli all’Inaugurazione dell’Anno Accademico. Stamattina era stato deciso che giovedì parlasse; ora, con buon senso d’opportunità politica, il Papa ha deciso di annullare la visita.

Ho solo una considerazione da fare: se davvero solo gli scienziati laici e non macchiati da posizioni ideaologicamente contrarie alla scienza potessero ufficialmente parlare nell’università più affollata d’Europa, credo che gran parte degli illustri docenti italiani dovrebbe rimanere a casa. Mi chiedo infatti come sono arrivati alla cattedra, e con che titoli, con che qualifiche, con quale produzione scintifica, con quali esperienze estere e con che qualità di insegnamento. Con quali proposte di lavoro, con quali visioni del futuro, con quali obbiettivi e, persino, con quale etica di ricerca.

Basta vedere le tavole rotonde organizzate dalla Massoneria universale Grande oriente d’Italia: sono tutti professori ordinari. In verità ai convegni c’è anche qualche fratello giornalista.

Ora, se è vero che appartenere al Grande Oriente d’Italia non è reato — e, d’altronde, ognuno fa parte delle combriccole che vuole, può anche fare parte della combriccola dei blogger, perché no? — è anche vero che i concorsi si vincono per cooptazione (un concorso per cooptazione è una bella contraddizione in terminis) e i vincitori spesso hanno l’unico merito di essere appartenenti a una qualche potente combriccola o di essere le amanti di, le figlie di, le mogli di, i lacchè di.

Fare vincere qualcuno per l’appartenenza a una “famiglia” è una posizione ideologica che va ben aldilà dei meriti scientifici, anzi, è contro la scienza che ipotizza, prova, verifica, stabilisce, riproduce e, soprattutto, progredisce e apre la strada a nuove ricerche.

Ci sono altri meriti per diventare docente in Italia. Mi disse un preside italiano un po’ di anni fa, quando ero andata da lui a protestare perché mi avevano assegnato, erogato e mai dato dei fondi per una conferenza internazionale con i più bravi studiosi della disciplina, compreso un candidato al Nobel (conferenza che infatti non organizzai più):

Vedi, cara XY, il merito maggiore di un docente è l’affidabilità: stare zitto difronte a certe piccole anomalie, del tutto lecite, sia chiaro, anzi, farsene partecipe e garante. Prima di tutto nella gestione dei fondi.



Commenti

  1. Non è certo una questione riguardante la qualità dei docenti. E' un modo polemico e superficiale di non affrontare il focus principale della vicenda. Questa diatriba tra massoni e cattolici è trita e ritrita e i cattolici vedono complotti massonici persino nei Teletubbies o in Sailor Moon. Al di là dei docenti, al di là degli studenti, oggi è una giornata da segnare sul calendario perchè il papa ha ammesso la sconfitta, proprio in quella che considera una sua proprietà, salvo considerarsi capo di stato estero quando gli conviene (vedi le tasse). Era ora che qualcuno dicesse: di te, delle tue interferenze nella legislazione italiana, del tuo modo da ragionare medievale, da piccolo teologo che oggi condanna Harry Potter e il giorno dopo il rock satanico (sigh!), non ne vogliamo sentire piu' parola. Era ora che qualcuno ponesse una netta separazione fra cio' che è pubblico / stato e cio' che è chiesa, distinzione che ormai è andata perduta. Non ha senso che un capo religioso partecipi all'inaugurazione di un anno accademico, quando l'università in questione non è l'università pontificia. E non importa che nel 1300 sia stata fondata da un papa (per altro il simoniaco e tanto inviso a Dante Bonifacio VIII). Il problema è la laicità oggi, in campo scientifico e nel campo del quotidiano. Per non parlare del fatto che Veltroni e Mussi, pronti a farsi benedire, oggi si sono resi conti che la questione della laicità è molto piu' sentita di quanto non vogliano credere e che il loro progetto di rifondare la Democrazia Cristiana, esigendo pero' i voti pure dai laici, ha subito un duro smacco oggi. Anche se lo smacco piu' grosso lo ha ricevuto il papa. Dov'era previsto un contradditorio? E si è mai visto un laico presiedere a una solenne cerimonia religiosa? Se al prossimo concerto di Natale invitano Marilyn Manson pero' son disposto a rimangiarmi ogni singola parola! Inoltre mi chiedo come possa pretendere rispetto una persona che sputa fango e sentenze su cittadini italiani, che al contrario di lui pagano le tasse e hanno diritto di voto qui in Italia. Lui non ce l'ha e finalmente qualcuno gli ha comunicato che non siamo tutti proni di fronte a lui solo perchè si è autonominato rappresentante di chissà quale dio. Deviare la polemica su una discussione professori-massoneria mi pare forzato in questo caso.

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  2. mi sfugge chi e quando abbia detto che per parlare alla Sapienza si debba essere docenti universitari, oltretutto assunti per meriti.

    Scritto da paolo beneforti, 6 anni, 3 mesi fa


  3. Terreno scivolosissimo Enrica, anche terminologicamente.
    Ad esempio, tu scrivi: "se davvero solo gli scienziati laici e non macchiati di posizioni ideaologicamente contrarie alla scienza potessero ufficialmente parlare nell’università…".
    Perché, esistono scienziati ideologicamente contrari alla scienza?
    Chi glielo fa fare? Sento l’urlo di dolore del macellaio vegetariano!
    E comunque si autoescludono così dall’attenzione della comunità scientifica, e dall’insegnamento. Se vogliono fare i profeti, fuori dalle università, please.

    Te lo dice uno che ha mollato un dottorato in Scienze Letterarie perché retto da docenti che osteggiavano l’uso di metodologie e dichiaravano che l’analisi letteraria "non era una scienza, ma una scommessa". Posizione legittima in tutti i contesti, tranne proprio quello del corso a cui mi ero iscritto.

    Scritto da Andrea Martines, 6 anni, 3 mesi fa


  4. Mai come in questo caso fare delle generalizzazioni puo' essere sbagliato. Se parliamo della "lettera dei 67", allora ti invito a verificare che si tratta di persone che hanno tenuto alto il nome della fisica italiana nel mondo. Poi si puo' o meno condividere la loro critica, ma va tenuto conto che si e' trattato solo di una critica. La lettera, rivolta al Rettore, stigmatizzava come inopportuna la visita del Papa durante l'inaugurazione dell'anno accademico. Si puo' essere d'accordo o meno. Io mi trovo d'accordo con questa critica ma le ragioni richiederebbero troppo spazio e allora mi fermo qui.

    Scritto da Asended, 6 anni, 3 mesi fa


  5. Ciao riporto qui per pigrizia ;-) un commento al post di Luca De Biase. Spero che non porti ulteriori polemiche inutili ma un dialogo costruttivo:

    sinceramente non capisco. Quando facevo il ricercatore (sono laureato in Scienze Biologiche) mi hanno insegnato che il motore della "verità" scientifica è il dubbio. Il dubbio deve essere sempre presente come unico faro che permette di capire come funzionano le cose. Quando la fisica classica non permetteva più di spiegare certi fenomeni si è aggiunta la fisica quantistica. Nessuno ha in mano la verità ma solo modelli che interpretano la realtà. Ora la chiesa cattolica si basa al contrario su un atto di fede cieca e obbediente al papa (nel caso dei protestanti questo è però messo in discussione, invitiamo anche i luterani?).

    Mi domando in cosa dovrebbe consistere un vero dialogo tra queste due posizioni? Non mi è chiaro. Gli scienziati dovrebbero accantonare il metodo scientifico? La chiesa dovrebbe avere più dubbi rischiando di diventare essa stessa eretica?

    Aggiungo anche per risponder a certe considerazioni di Ferrara, che la nostra specie, sottolineo specie animale e su questo non ci possono essere dubbi di sorta, è semplicemente un passaggio in una linea evolutiva che continua. Altri ominidi nostri cugini sono scomparsi. Ricordi che noi abbiamo il 98% del nostro DNA in comune con le scimmie.

    Probabilmente fra 1 milione di anni o prima se si interviene l’ingegneria genetica verremo soppiantati da una specie diversa o superiore. Questo è nell’ordine naturale delle cose. Alcune specie appaiono e altre migliorano o scompaiono tutto qui e questo da milioni di anni. Vedi anche dinosauri.

    Quindi quello che dice Ferrara sull’eugenetica è a dir poco ridicolo. La natura applica spietatamente le sue leggi da milioni di anni e purtroppo non c’è nessuna etica che tenga. Ogni giorno milioni di specie vengono annientate senza che nessuno se ne accorga. Le specie che sopravvivono sono solo quelle più adatte alla condizioni ambientali.

    Fermara gli aborti? Gli aborti si potrebbero fermare applicando una corretta politica anticoncezionale. Proponiamo ad esempio anticoncezzionali gratuiti a tutti i cittadini del pianeta terra: preservativi e pillole. Questo fermerebbe l’Aids e diminuirebbe la pressione demografica sulla terra. La specie umana potrebbe anche scomparire e non se ne accorgerebbe nessuno, se danneggiamo questo pianeta condanneremmo le altre specie a pagare i nostri peccati e non sarebbe etico.

    Ultima considerazione. Un giorno per mutazione naturale potrebbe nascere una nuova specie umana superiore in qualche caratteristica. Che faremmo allora? No fermi tutti Ferrara o la chiesa cattolica non vuole? Ti garantisco che non è fantascienza, questa cosa succede tutti i giorni ai batteri e ai nostri peggiori nemici i virus. Se qualcuno è interessato si vada a leggere i casi di tubercolosi antibiotico resistente.

    scusa la lunghezza ;-)

    Scritto da Roldano De Persio, 6 anni, 3 mesi fa


  6. Lenny Nero, tu hai focalizzato certi punti, io un altro, essenziale però: mi sono chiesta da che pulpito viene la predica.

    Non farlo parlare è Oscurantismo e, oltre tutto, ora appare come vittima. Politicamente non credo sia convenuto farlo.

    Buona giornata!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  7. paolo beneforti, infatti sfugge anche a me perché moltissimi docenti, quando ci studiavo io ma anche adesso, in realtà non insegnano e mandano i loro assistenti di vario tipo.

    Insegnare non è parlare?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  8. Asended, non parlavo di loro e volutamente non mi sono fermata a guardare chi fossero. Non so i loro nomi e non li voglio sapere. Immagino che siano degli intoccabili sotto tutti i punti di vista, anche scientifico, altrimenti non si sarebbero esposti così.

    Una cosa te l’assicuro: che sono certa che molti studiosi, che tengono alto il nome all’estero, quando sono arrivati erano nessuno, con pochissime pubblicazioni italiane di poco conto.

    Però quando sei ordinario sai meglio di me come funziona andare all’estero, come quando sei studente: nel primo caso è essenzialmente scambio favori, o conferenze internazionali (che ti pagano), nel secondo di solito paghi tu. E’ quando fai ricerca e sei nessuno che o ci arrivi per meriti o niente. Quando studi e ti si impedisce anche di pubblicare qui, perché non hai padrini.

    Ciao ciao

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  9. Roldano De Persio, grazie invece del tuo lungo e bel commento. Con molti punti giusti.

    Secondo me non fare parlare il Papa, o come lui qualsiasi altro capo di una chiesa, è stata la dimostrazione che gli scienziati, talvolta, dovrebbero semplicemente fare atto di tolleranza o di ascolto: lo ascolti, prendi nota e lo critichi. Altrimenti si usano gli stessi metodi che la Chiesa cattolica ha usato in passato: si cassa chi la pensa in modo diverso, anzi, gli si tappa la bocca. Non gli si permette neanche di parlare.
    Sarebbe stato un atto di democrazia.

    Oltre tutto *l’università non è dei 67* ma è fatta anche dai professori, bibliotecari, tecnici di laboratorio e gente che pulisce, idraulici, tecnici delle caldaie ecc. ecc. cattolici. O magari no. Che forse volevano ascoltarlo.

    L’università La Sapienza non *appartiene* a 67 o anche 1000 professori ma è un’università pubblica, pagata con i soldi dei contribuenti, e 67 persone non hanno il diritto di imporre chi può o non può parlare, anche a livello ufficiale. Siamo in democrazia, non nel Ventennio. E’ stata ascoltata una rappresentanza delle altre categorie?

    Mi potrai dire: loro hanno solo scritto una petizione, non hanno imposto. Beh, con tanto scalpore e clamore, l’uso della stampa così massivo, lo hanno fatto.

    Tu pensi che il papa abbia posizione ideologiche e poco scientifiche? Senz’altro ce l’ha! Ma lui fa il Papa della Chiesa cattolica! E’, diciamo, il suo lavoro.

    Ma anche questi 67 professori hanno espresso delle posizioni per niente laiche ma ideologiche, quindi già preconcette, tanto e quanto un capo di chiesa: un capo di una chiesa parla secondo i suoi parametri preconcetti e assiomatici: lasciamolo parlare, ascoltiamolo e critichiamolo.

    Loro non lo hanno fatto parlare in base a preconcetti assiomatici. In base a qualcosa che lui ha detto, ma che non si sa se dirà ancora. E’ una posizione puramente ideologica. Oppure è una punizione, o una vendetta? E questo me lo chiami laicità della cultura?

    Magari se il Papa parla ad altri sorge il dubbio, il sacro dubbio di cui tu parli, che dica delle sciocchezze. (Anche se posso ipotizzare che avrebbe parlato solo di pace e collaborazione: e la collaborazione, nella ricerca, è indispensabile)

    Invece così il Papa è stato trasformato, e giustamente, in una vittima.

    Sulle tasse:

    1) E’ verissimo che il Vaticano non paga le tasse però le chiese consacrate, che sono anche patrimonio culturale italiano e molla turistica per le migliaia di turisti italiani e stranieri, sono restaurate a spese della chiesa. E il restauro serve anche ai laici, serve al paese. Serve al turismo.

    Non parlo quindi di carità, perché è giusto che la Chiesa si occupi di carità: parlo di un atto laico che dovrebbe interessare tutti, sia la Chiesa sia lo Stato, che con le chiese (inteso come chiese di pietra) guadagna.

    2) E non parliamo del Policlinico Gemelli, per esempio, che ha operato gratis centinaia di bambini afghani vittime di guerra, a tutto a risparmio dello Stato italiano.

    3) Vogliamo parlare delle meravigliose biblioteche tenute dalle diocesi, vaticano e ordini monastici? Io in una qui ci vado spesso, e pago 24 Eu l’anno! Sono davvero un luogo elettivo di ricerca e studio (almeno per i fondi librari che mi interessano), è un piacere lavorarci. Nelle pubbliche è un pianto..

    Insomma, anche se non paga le tasse il Vaticano penso che ci renda anche un bel servizio, in modo indiretto. Lasciamolo parlare, poi si critica.
    Questa è democrazia.

    Ciao!

    p.s. Sull’aborto: non è che il Papa parla e tuona e la gente cambia idea. Perché tanta paura delle parole?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  10. Un fatto: il 24/9/2007, all'estremo opposto ed in nome la libertà di parola e della ricchezza della diversità d'opinione, alla Columbia University New York hanno dato spazio a Ahmadinejad, Presidente dell'Iran. Un simile paragone è irriverente, ma necessario per rendersi conto della maturità culturale dell'Italia!

    Scritto da andrea, 6 anni, 3 mesi fa


  11. Gli americani danno più spazio alle libertà civili e costituzionali come la libertà di paarola.

    Grazie della notizia!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  12. C’è una sostanziale differenze rispetto all’incontro con Ahmadinejad.
    Là era previsto un agguerrito contraddittorio.
    Gli hanno persino riso in faccia (ci sono dei video a testimoniarlo) quando ha affermato che in Iran non esistono omosessuali (salvo impiccarne 25 il mese dopo, ma non vado OT).
    Ti immagini la stessa scena in presenza del papa?

    Per il Papa non era prevista una discussione, ma una lectio magistralis.
    Ora, a parte che non mi pare proprio che JR abbia problemi a trovare spazi di espressione (inoltre ieri il TG1 si è comportato peggio di un telegiornale di regime), quindi avrà sicuramente modo di piangere come martire in ogni dove, il punto della questione era la presenza inopportuna di un capo religioso ad un "evento" meramente laico.
    Passandoci pure sopra, si sarebbe potuto bilanciare lo squilibrio creando l’occasione per un dibattito.
    JR ha un’ottima retorica, ma i suoi avversari hanno ottimi argomenti contro le sue parole di fuoco che si caricano del solito errore di ritenere legittimo imporre per legge il proprio dio.
    Dato che una possibilità di dialogo era comunque preclusa, lo scontro era inevitabile.
    Giovanni Paolo II non esprimeva certo concetti differenti e JR era la sua ombra junghiana ed ispiratrice, ma i suoi modi toccavano il confine tra stato e chiesa, ma in poche occasioni le ha superate così sfacciatamente come ha fatto il suo successore.
    E come si suol dire, quando è troppo, è troppo.
    Per una volta che assaggiasse la sua stessa medicina, cioè l’intolleranza, la discriminazione, l’offesa cui quotidianamente sottopone intere categorie di cittadini.

    Per quanto riguarda le tasse, figuriamoci se mi riferisco alle chiese e a tutto cio’ che è pratimonio culturale di tutti!
    Parliamo di attività che rendono soldi, di patrimoni immobiliari che non sono luoghi di culto!
    E per le quali l’ICI non è pagata.
    Per non parlare di come si fregano con una gabola legislativa l’8 per mille anche di chi ai religiosi (di nessun tipo) non lo vuol dare.

    Inoltre se da una parte la protesta è sicuramente sgangherata e raffazzonata, comunque è rappresentativa di un’insofferenza diffusa verso la gerarchia ecclesiastica.
    E parlando pure da genetista medico (uno di quelli senza padri, padrini, amici e che prega non dio, ma che gli arrivi sempre uno straccio di stipendio), i temi toccati dal papa sfregano corde molto sensibili nel mondo scientifico.
    E se uno mi da un pugno, siccome viviamo nel mondo delle leggi di Newton e non a Qumran, io glielo rendo.

    Parlando poi e da cittadino laico e pure da omosessuale, se mi si permette, a sentire dire che ha vinto l’intolleranza, quando sono 31 anni che la vivo sulla mia pelle, mi ribalto dalle risate.

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  13. Lenny Nero, a me il fatto di inneggiare all’intolleranza, che sia contro il Papa che sia contro te omosessuale, mi fa rivoltare.

    Non scuso entrambe.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  14. Capisco bene il tuo punto di vista, ma di chi stiamo parlando? mi chiedo se si possa davvero gridare all'intolleranza quando si ha a che fare con un intollerante per definizione ed esibizione. Una semplice questione semantica che si traduce in devastanti conseguenze sul piano dell'educazione civica e su quello culturale. E tutte le veline di regime stanno facendo passare il lupo per cappuccetto rosso… Io non chiedo a nessuno di tapparsi la bocca, ma se costui mi discrimina come ti aspetti che reagisca? Che metta su le fascine di legna e gli metta l'accendino in mano? Valicato il limite del dialogo (è possibile un dialogo con chi si fa portatore di verità assolute e si dichiara infallibile?), scatta l'istinto di sopravvivenza. Visto che ogni giorno Jr ripete che bisogna difendere la vita, io difendo la mia. Figurati la mia: ateo, ricercatore e pure gay. Ogni parola pronunciata da quell'uomo è come un'ondata protonica. Perchè io devo tollerare e lui invece no?

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  15. forse non mi sono spiegato: tu dici "se davvero solo gli scienziati laici e non macchiati di posizioni ideaologicamente contrarie alla scienza potessero ufficialmente parlare nell'università…", come se questa fosse la posizione dei contestatori, il che è falso.

    Scritto da paolo beneforti, 6 anni, 3 mesi fa


  16. Paolo, io penso di aver capito benissimo e tu ti sei spiegato benissimo: all'università parlano, presenziano e danno conferenze molte persone che con la scienza hanno poco a che fare. Se non che, in qualche caso, percepiscono uno stipendio o un compenso.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  17. Lenny Nero, per un solo importante motivo: perché lui parte già da una certa posizione, di Papa, tu in quanto ateo, ricercatore e gay dovresti, ma dico dovresti, essere un tantinello più aperto.:)

    Anche se umanamente capisco che ti girino le scatole e che ti senta attaccato personalmente dal Papa. Cmq in USA ho una bella schiera di amici ultra-cattolici e gay: come si concilia la cosa? Non gliel’ho mai chiesto perché loro dicono che i migliori cattolici sono i gay, e viceversa. In effetti sono anche praticanti…

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  18. Sui gay cattolici mi sono già espresso ferocemente online all'epoca del ridicolo caso di Alberto Ruggin, ma non voglio andare troppo OT e credo di aver già rubato molto spazio qui sopra e non voglio essere invasivo in casa altrui. Ti dico solo questo: quella domanda non devi certo rivolgerla a me! Non sono io che ho problemi di contraddizione, spesso nevroticissima, tra quello che sono e una mia eventuale religione che mi richiede castità (cattolicesimo), o mi vuole morto (se per caso uno fosse rimasto al Levitico…). Io vivo serenamente e la mattina rendo conto a me stesso, non al mio Signore, al suo pastore in terra e a tutte le altre pecore che mi belano schifate intorno (gay e pure ateo…brrrr). Loro chissà…se sono felici così, felice pure io. Li contesto solo per il fatto che ingrossano le file di chi, di fatto, su di loro ci spara. Ma insomma, masochismo e sindrome di Stoccolma non sono certo una novità…

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  19. Lenny Nero, non sono preti i miei amici, semplicemente gay e cattolici.
    Cmq a Natale mi è venuto a trovare un carissimo amico per 18 giorni, gay, è andato da solo a visitare Roma (per 4 giorni) e Venezia (per due) e non ha mai avuto problemi, anzi, devo dire che a Roma ha pure stretto amicizia con un gruppo di straight. Voglio dire, non lo so ma dipende che ambiente uno frequenta, ma generalmente non vedo una grande discriminazione nella vita di ogni giorno.

    Più che essere gay o meno conta, mi pare, che posto hai e quanti soldi hai. Questa è la mia impressione. Come per le donne, idem. Solo che è difficile non fingersi donna, mentre è più facile fingersi non gay magari, per arrivare o per non avere problemi..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  20. ps. cmq non rubi niente e non sei invadente, voglio dire, questo spazio c'è apposta per la discussione! :)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  21. Le realtà discriminatorie hanno livelli di profondità molto vario, discorso troppo complesso da affrontare qui, ci vorrebbe un post apposito. Io per esempio la vivo molto liberamente, pur vivendo nella città dei cardinali Bagnasco e Bertone. Lo sanno al lavoro, ho piu' amici etero che gay (anche perchè per molti medici gay sono troppo esposto e vivono con la paura della propria ombra, anche se ce l'hanno tatuato in fronte con la vernice fosforescente. Loro per lo piu' son tutti fidanzati o sposati), e lo stesso vale per il mio ragazzo che lavora pure per un'università cattolica…e a quei piani alti i gay sovrabbondano. Spesso sono i gay che rovinano se stessi (a parte ovviamente situazioni in cui la discriminazione è forte e pure violenta), ma chi ha inculcato loro tutta quella paura, quel senso di colpa, quel senso di diversità vissuta come qualcosa di terribile? Capisci bene che anche non essendo scaltri come Poirot, ci vuole ben poco ad individuare il colpevole, che oggi giorno ha nome e cognome. E il colpevole a quel punto diventa sia il tuo carnefice, se glielo permetti, sia il tuo nemico. Quando poi JR ha praticamente affermato che i gay sono come le fantomatiche armi di distruzione di massa, bè…ti viene ancora voglia di essere cortese? Poi figurati, se hai i soldi e vivi in una grande città ti puoi permettere il lusso di dichiararti gay, cattolico e pure fascista e intanto farti solennemente i fatti tuoi (qualcuno ha detto D&G?). Ma appunto: se hai soldi e potere. Gli altri resistono.

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  22. "Le realtà discriminatorie hanno livelli di profondità molto vario" punto sacrosanto, verissimo. Io più che al Papa però darei molta della responsabilità alle famiglie, anzi, alle mamme. E poi ai gay stessi, quelli che si nascondono e magari sono sposati e poi la sera vanno a uomini, che ce ne sono parecchi.

    E’ tutta una cultura gay negata, che qui si esprime in modo "folcloristico" ma poco culturale, come invece in USA. Cioè in famiglia, università, scuole, anche club, ecc. Però appunto lo dico anche io: se hai soldi e potere le cose cambiano… Gay o non gay, grande città o no. Immagino però che esserlo in un paesino sia diverso, per quanto vedo che passa quasi tutto attraverso la famiglia di origine, anche lì.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  23. quindi che volevi dire? che il papa avrebbe dovuto poter parlare (cosa che non gli è stata impedita, per altro) perché all'Uni parlano cani e porci? ma la ragione per la quale si contestava la scelta di non far inaugurare l'anno acc. dal papa non ha niente a che vedere con il suo essere o meno qualificato a farlo.

    Scritto da paolo beneforti, 6 anni, 3 mesi fa


  24. Volevo dire paolo beneforti che è una ipocrisia parlare di chi è qualificato a parlare in nome della scienza e per difendere la scienza, quando chi lavora al servizio della scienza il più delle volte, e non come eccezione, di scienziato non ha niente e non è che sia diventato "scienziato" per esserlo veramente, ma per altri motivi. E’ una questione di merito.

    E poi, oltre tutto, l’università non è proprietà privata di 67 o 2000 ordinari: ma è un bene collettivo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  25. ripeto, nessuno ha detto che il papa non sarebbe stato qualificato. per altro, nessuno doveva parlare in difesa della scienza. inoltre, un docente entrato nell'Uni per raccomandazioni o altro non è per questo un incapace o impreparato. infine, nessuno ha impedito al Papa di parlare; era stata organizzata solo una legittima contestazione - autorizzata dal rettore. scusa eh, ma il tuo discorso non sta proprio in piedi.

    Scritto da paolo beneforti, 6 anni, 3 mesi fa


  26. paolo beneforti, non si mette in dubbio la preparazione del Papa ma quella di tanti le cui qualifiche per parlare/insegnare non sono il merito.

    Certamente che un docente entrato per raccomandazione o altro non è per forza un impreparato: ma moltissime volte lo è.
    Non so che lavoro tu faccia ma se avessi insegnato all’università lo sapresti.
    Magari si fa il curriculum ben dopo che ha il posto. Quanto alla bravura, mah conosco il mio campo di studi e mi basta e avanza!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  27. Nessuno mette in discussione l’improbabile qualifica di molti docenti universitari.
    Nessuno è in disaccordo con te su questo punto.
    Il problema è che è lapalissiano.
    E soprattutto che nessuno ha contestato le qualità didattiche di Ratzinger, dui cui ammiro la prosa persino quando scrive di Harry Potter.
    Non vorrei suonasse offensivo per iscritto, lo dico serenamente e col sorriso, ma spostare il centro della questione sulla qualifica dei docenti, piuttosto che sul perchè qualcuno (docenti, studenti e loro sostenitori; per altro il documento dei 67 era stato firmato anche da altri 700 professori) non abbia gradito l’invito al papa in una specifica occasione implica mischiare due problematiche differenti e significa deviare l’attenzione dal problema centrale, nonchè creare confusione.

    Libero JR di parlare, liberi noi di contestarlo.
    Ma il fatto che molti docenti facciano semplicemente orrore, che cosa c’entra con le tematiche sollevate?
    E perchè non si parla anche di come tutti i mezzi di stampa si siano appiattiti sulla stessa linea editoriale, quasi a ripetere la medesima velina vaticana?
    Questo è normale?
    In mia umilissima opinion, eh…i dogmi li lascio a illo…

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  28. Non so dei giornali, so di me: il Papa doveva parlare. Ora è diventato, e giustamente, una vittima dell\’intolleranza.

    E poi il mio punto credo sia più sottile: se lui non può parlare perchè contro la scienza, quanti di quelli che parlano sono per la scienza? quanti fanno scienza?
    Questo è il mio punto. Mi pare solo un\’iprocrisia dogmatica, la stessa che tu combatti nel Papa come figura e personificazione di ipocrisia dogmatica.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  29. Trovo la considerazione forzata, ma ammettiamo sia così. ESSI interferiscono con le leggi dello stato tentando di imporre la loro ipocrisia dogmatica? ESSI ti mettono le mani nelle mutande, letteralmente e non? Inoltre se qualcuno finge di far scienza e scalda solo il posto, il Papa MAI farà scienza. Ah, certo, almeno che non sia in accordo coi suoi dogmi… Sono almeno tre differenze fondamentali. Inoltre perchè in un'università cattolica ogni docente e assistente deve firmare una liberatoria "da buon cristiano", filtrando le persone (anche se è mera forma ipocrita), e in un'università laica si devono aprire i cancelli a chi è nemico proprio dell'universalità di pensiero? In linea generale comunque potrei anche trovarmi d'accordo con quelli + "moderati" e rispettosi di me (non nego mica di avere idee piuttosto nette in merito). Di fatto, pero', un bello schiaffo di quelli che ti riportano a piu' miti consigli una volta ogni tanto ci sta pure. Li devono sempre ricevere solo cittadini ITALIANI, che non fanno magari gli scienziati e non si professano tali, ma magari non gradiscono di essere redarguiti dal capo di una religione che neanche è la loro? Insomma, un bello scappellotto per dirgli: almeno per un giorno TACI, visto che gli altri 364 sappiamo persino quante volte respiri al minuto. Visto che vogliamo avere una visione generale della faccenda, non fissiamoci sulle qualità degli scienziati, perchè il discorso va oltre e non riguarda solo il chi siano questi scienziati. Per altro già minacciati di epurazione, mancata conferma di nomine, etc, come ai tempi del PNF. E' accettabile questo? La logica del rispetto democratico è a senso unico? Esistono pseudo-intellettuali intoccabili come il Papa? Se criticare gli scienziati è accettabile, lo deve e puo' esserlo anche criticare il papa quando mette il piede in casa mia, specie nella mia camera da letto, o quando parla in nome dell'Indimostrabile Indimostrato. Inoltre definire vittima dell'intolleranza un intollerante è come far passare Hitler come un resistente vittima della resistenza. Se poi vogliamo giocare sugli ossimori, giochiamo pure. Capisco il tuo voler puntare il dito anche contro gli scienziati, ma così si perde di vista il momento (l'individuo) detonante. Infine, bisognerebbe distinguere tra chi si comporta da intollerante, in difesa della libertà di pensiero, e chi è intollerante in difesa di parole divine discese secondo lui dall'alto dei cieli. Mi vengono in mente certe discussioni che equiparano partigiani e fascisti, aggiungendo pure: eh, pero' pure i partigiani mica erano questi duri e puri… Già, solo che qualcuno combatteva per la libertà, qualcun'altro per la Repubblica di Salo'… A forza di operare sofismi e sottili differenze tutto si appiattisce e intanto ingabbiano il nostro corpo e rimettono il Sole a girare intorno alla Terra… Sono duemila anni che giocano a fare le vittime e visto che parliamo di qualifiche vorrei sapere quali siano gli elementi altamente qualificanti del curriculum del papato. Inoltre hai letto il discorso che avrebbe tenuto. Parla ogni due per tre di "verità". E poi chi è che rende il dialogo impraticabile? E' come voler parlare con una mucca e provare a instillarle il dubbio che forse gli indu' hanno torto…

    Scritto da Lenny Nero, 6 anni, 3 mesi fa


  30. Lenny Nero, non critico i 67: critico l’ipocrisia che fa puntare il dito in nome della scienza contro qualcuno, chi esso sia, mentre è tutta l’università che non gira (più?) basandosi sulla scienza.

    E poi, non li critico perché ognuno ha diritto di dire e fare e criticare, entro i limiti della legge: la cosa scandalosa è che si siano presi 67 persone per tutti!

    E poi cirtico gli studenti siano così manipolati che non protestano per le cose vere, importanti, ma per il Papa che viene. Che si può tranquillamente ignorare, come si può ignorare il discorso dei 67.
    Ma il sistema non si può e non si deve ignorare.
    Cmq, grazie della fascista o della qualunquista che mi dai fra le righe!:)

    ciao Lenny Nero

    p.s. Il Papa non viene eletto per il suo curriculum.
    I professori *dovrebbero" essere nominati perché hanno vinto un concorso in base al curriculum fatto di ricerca e insegnamento.

    Ho in mente un bel libro in cui racconto tutte le cose che ho visto in questi anni in Italia, scritto da me e da una prof di Milano: un libro divertente, un thriller, ma non so se gli universitari che si riconoscono fra le righe si divertiranno… ;)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


  31. Sai cos'è che non digerisco bho? è che il tuo discorso va bene sino a che il prossimo e le leggi sono rispettati. Ma il fatto è che troppo spesso le leggi in senso lato in queste combriccole, marciano al limite delle jus cogens ma mai contro la legge. Sarebbe da domandarsi come mai, ma si finirebbe a mio avviso con l'avere amare sorprese. L'appartenenza a "combriccole" è molto, molto, ampia purtroppo. La cosa migliore a mio avviso è applicare il "buon senso" ed il proprio senso di libertà che non è dire o fare ciò che si vuole ma cio che va detto o fatto. Ho notato molta confusione nella comprensione terminologica se non semantica dei significati delle parole più importanti dell'universo umano quali "libertà" o "laicità". Devo però darti assolutamente ragione nel dire che ciò potrebbe essere condizionato da sensi di appartenenza che denotano però un'inconsapevole perdita di libertà, giudizio e pensiero. Non è possibile che da soli " cervelli " lucidi scadino tanto. Ciao

    Scritto da counselingweb, 6 anni, 3 mesi fa


  32. Counselingweb (ma perché non metti il link al tuo bel blog?), il punto è che davvero queste combriccole, e diverse altre, non sono illegali: però si sa bene che agiscono in modo che la legge sia rispettata, a livello formale, ma di fatto aggirata.

    La legge, diceva un mio maestro penalista, è lo spirito della legge, non la forma: la forma si aggira, è lo spirito che si deve rispettare.

    Quanto al senso di appartenenza, credo che non sia per questo tipo di appartenenza che cervelli lucidi scadino tanto. Infatti in USA, per esempio, i massoni fanno altre cose (culturali, di charity, ecc.) ma non pilotano i posti.

    E’ l’opposto: qui si vuole appartenere per avere la forza di aggirare la legge. Non è che si aggira (attenzione, aggira e non infrange!) per il senso di appartenenza, è che si appartiene per aggirarla.
    E entrambe le cose, quello che fa più comodo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.