Ratti di Delhi e ratti di Napoli

“La sinistra, Bassolino e lo scandalo dei rifiuti a Napoli in Campania, tra camorra e malgoverno”

Ieri sera al TG2 ho visto alcune immagini davvero impressionanti della spazzatura che circonda case, scuole, asili, ospedali, inonda angoli e crocicchi, strade, monumenti, ovunque, a Napoli, Caserta e dintorni. Le solite cause: cattiva amministrazione e gestione della cosa pubblica, camorra, menefreghismo sostanziale della politica o, forse, connivenza. Soprattutto, come dice la Cnn.com/Europe,

everybody is competent enough (to find a solution) but nobody is responsible (for actually carrying it out).

E intanto Bassolino — figuriamoci! — non se ne va e con una lettera a La Repubblica spiega perché: sta meglio lì, a combattere, piuttosto che a riposo a casa. Guarda un po’ che strano. E’ un vero combattente nato questo Bassolino.

La priorità oggi è dare soluzioni durature al problema. Se le mie dimissioni potessero servire a questo, non avrei la minima esitazione. Ma in questo momento sento il dovere di portare avanti con fermezza la battaglia di civiltà condivisa da tutti gli italiani onesti.

A dire la verità, capisco benissimo il problema spazzatura per chi ci vive, ma io la associo ad altro. Mi ricordo di quando ero bambina, quando si chiudevano i vari mercati rionali a Roma, e rimanevano cumuli enormi misti a frutta, scarti di verdura e cassette di legno, che d’estate esalavano miasmi fortissimi misti a mosche e mosconi, e i ratti che gironzolavano felici. E i bambini che a Centocelle che facevano il bagno nelle marrane fetide.

Ricordo anche il 1988 fa a Delhi, una sera infuocata poco prima del monsone. Ho visto un popolo di ratti che attraversava la strada per andare al quartiere musulmano, che era di una sporcizia inimmaginabile con le fogne a cielo aperto e i rigagnoli di sangue delle povere bestie sgozzate la sera fuori dei negozi. C’era un famoso ristorante di cucina Moghul, dove andavo spesso, considerato uno dei più eleganti della città, dove ogni tanto in sala facevano incursione dei topi grandi come gattini. Quando accadeva, le giovani signore velate urlavano e saltavano sulle poltroncine, scoprendo le caviglie piene di cerchi d’oro. Lungo i muri meno illuminati correvano veloci gli scarafaggi.

Ma quella sera era impressionante perché ho visto una specie di nube compatta che si muoveva, saranno stati migliaia di ratti, che avanzava a schiera a forma di freccia, a punta insomma. Si fermava anche quando passavano i camion. Sembravano molto intelligenti e cauti.

Poi oggi ho letto questo blog napoletano e ho visto il video del 30 novembre scorso, dove i politici dicono le stesse cose di oggi, e sinceramente mi rendo conto che a loro preferisco i miei innocui topi di Roma e di Delhi.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.