Gli USA da soli sul clima: e l'Italia da che parte sta?

greenIn Kenya, nel 24-27 gennaio 2008, si terrà la Global Greens Conference, preceduta, sempre in gennaio, dagli incontri di Global Young Greens, giovani attivisti che lottano per lo sviluppo sostenibile, ecologia, giustizia sociale, democrazia di base e pace, e African Greens, il partito dei verdi in Sudafrica. Questi sono i partiti verdi in tutta l’Africa.

La conferenza di Nairobi sul clima conclusa circa un mese fa ha seguito l’accordo di massima della convenzione ONU del 3-4 dicembre 2007 tenutasi a Bali. Anche in Australia la nuova guida laburista del paese ha appena detto sì alla ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di Co2 per i paesi industrializzati. Una scelta storica che lascia gli Usa senza alleati nella battaglia contro il trattato del ’97 anche se hanno espresso la volonta’ di cercare di raggiungere un nuovo accordo.
Ma le campagne del Nobel per la Pace 2007 Al Gore non contano niente? Intanto, il sito con il suo video sul clima “An inconvenient Truthè stato crackato da spammer.

Qui leggete sull’Italia (tutto l’articolo da www.lavoce.info):

Il Dpef stima i costi per l’Italia della mancata applicazione del Protocollo di Kyoto fino a 2,56 miliardi di euro all’anno nel periodo 2008-2012. E’ un calcolo che presuppone la sostanziale immobilità del governo. Invece è molto probabile, e auspicabile, che le misure predisposte permettano di ridurre le emissioni di gas-serra e di rispettare gli impegni senza incorrere nelle penalità. Anche il ministro dell’Ambiente propone dati poco convincenti. Meglio applicare sempre il principio di precauzione, sia nel ridurre le emissioni, sia nel produrre numeri.

Non so perché, ma ho la vaga sensazione che l’Italia non prenderà una posizione concreta decisa, sarà un po’ carne un po’ pesce: allineata ufficialmente ai grandi della terra sul protocollo e immobile, di fatto, sull’implementazione dell’accordo.

Insomma, farà come per i DICO: tanto rumore per niente. Altrimenti cade il governo e questo governo in sella, come ripete spesso Prodi, ci vuole restare! (come tutti i governi e i politici di tutto il mondo, d’altronde)



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.