Il Sole 24 Ore festeggia Nòva con blogger e giornalisti

<img src="Nòva100 Party: Ferruccio De Bortoli, Luca De Biase, Bruce SterlingGiovedì 15 novembre, quando la CONSOB ha dato il via libera alla quotazione in borsa, Il Sole 24 Ore ha festeggiato i 100 primi numeri di Nòva. Luca de Biase ha invitato a Milano, alla sede del giornale, giornalisti, blogger e collaboratori di vario tipo alla testata, introducendo l’incontro. Ospite d’onore è stato il giornalista e scrittore Bruce Sterling; ha chiuso la mattina il direttore responsabile del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli.

Per prima cosa devo dire che la festa-conferenza, perché è di questo che si trattava, ha miracolosamente combinato due contraddizioni: è stata sia piacevole, sia interessante. Tutto molto ben organizzato, tanti spunti di riflessione, tutto easy going ma stylish, il cibo e il vino buoni: De Biase è stato un ottimo anfitrione.

Il setting: l’auditorium, nel bel palazzo progettato da Renzo Piano, era molto bello e luminoso, accogliente, non dava quell’impressione di clausura tipica degli spazi sotterranei, se pure grandi, ma era freddino e io, come la giornalista mia vicina, siamo state tutto il tempo, oltre due ore, ben avvolte nei nostri scialli.

A un certo punto, quando hanno cominciato a rivolgere le domande a Sterling, sono andata a cercare una toilette. Girovagando fra guardaroba incustoditi e porte di metallo, sibilline e grigie tutte uguali, sono incappata in un essere bizzarro in maglietta nera con una scritta originale, occhiali glamour e pochi capelli svolazzanti. Abbiamo avuto uno scambio di battute niente male, abbiamo riso e siamo andati insieme alla caccia al tesoro dei bagni. Quando al buffet mi sono avvicinata a lui mi sono presentata e, nel frattempo, ho preso delle tartine, dicendogli “Abbiamo riso insieme nel bagno”. Lui mi ha risposto in tono un po’ seccato “Ma sì lo so, mi ricordo”, e sembrava la pubblicità con George Clooney, quando lui pensa che lei gli si avvicini per chiedergli l’autografo e prende la penna e invece la donna voleva solo prendere qualcosa dietro di lui. Immagino che avrei dovuto riconoscere al volo quel geniaccio di Enrico Ghezzi.

Luca De Biase, nel suo solito e gradevolissimo understatement, ha presentato Nòva con dei grafici e ha detto, fra l’altro, un paio di cose molto interessanti, che apprezzo e condivido in pieno:

1) Nòva è una piattaforma, è un work in progress. Non è il giornale che decide in anticipo cosa dire e cosa pubblicare ma Nòva è fatto volta per volta da tutti, blogger e giornalisti, in piena libertà e totale rispetto per le idee.

2) La storia non è solo lo studio del passato, la storia è il futuro che deve ancora avvenire. E’ l’evoluzione futura. Nòva rappresenta questo, è la circolazione delle idee che formano il futuro.

In effetti è vero, in un certo senso scriviamo tutti la storia futura e sono molto orgogliosa di collaborare anche io, in tutta libertà, a Nòva, un progetto che si realizza ogni giovedì.

Bruce Sterling è stato presentato da De Biase come il paladino del futuro. Lui ha parlato, un po’ a braccio un po’ leggendo da un foglietto, sull’evoluzione e la tecnologia da qui a 30 anni, si è definito un visionario del futuro e ha insistito sulla notizia, che è diversa dalla cosa importante. Quello che fa notizia è interessante, non importante, e come il futuro ha un linguaggio nuovo, eccitante, magari apparentemente contraddittorio — come wireless cable. Ha parlato delle reazioni alla nuova tecnologia: prima si ignora, poi ci si ride, poi si combatte e alla fine chi l’ha inventata vince. Ha omaggiato Chris Anderson e parlato della coda lunga.

Chi sa se nella trascrizione del suo discorso, che verrà riproposto online, lasceranno il suo predicament: Sterling ha detto di essere nato come giornalista e di sapere che i giornalisti vanno a caccia della notizia facendo ricerca e scovando le fonti; i blogger, invece, si rifanno a altri e mettono solo i link. Usando i mezzi triti della retorica ciceroniana, per ben tre volte ha elencato un insieme di cose negative e l’ha associate ai blogger, concludendo: perché i blogger non sono giornalisti e non fanno ricerca ma scrivono un pezzo e linkano solo.
Insomma, i blogger non produrrebbero contenuti originali.

Devo dire che mentre Sterling parlava ho guardato bene in faccia De Biase e mi sembrava che neanche lui, che lo aveva presentato in modo entusiasta dicendo che è un autore di libri di fantascienza e un futurologo scrive la storia che non è ancora successa, sembrava proprio contento di questa affermazione ripetuta. Non so se fosse solo per un puro fatto stilistico.

In conclusione, a me Sterling è sembrato un ottimo oratore, anche se un tantinello troppo tronfio e aggressivo, per i miei gusti — un oratore che, come ogni americano che si rispetti sin dai tempi del liceo, è avvezzo a parlare in pubblico, sa affabulare la platea e dice in modo spiritoso un insieme di banalità ben messe, con qualche guizzo carino.

A parte la chicca sui blogger che, in pratica, copierebbero solo la notizia — perché è questo che ha detto — Sterling ha dimenticato (o forse non sa) che i blog esprimono l’opinione sulla notizia, raramente vanno a caccia della notizia, oppure parlano di una cosa che interessa, che sa fare o di cui si intende l’autore o, come spesso succede, nel blog la notizia viene comunque scelta e presentata per mezzo di qualcosa di carino, di divertende o di utile.

Sterling ha dimenticato anche che molti giornalisti riprongono le notizie preparate dalle agenzie specializzate a fare la rassegna stampa da varie fonti, come la Reuters, l’ANSA e così via. Last but not least, ha voluto conquistare la platea , parlando in modo ironico e derogatorio dei blogger, per mettere in risalto la capacità dei giornalisti: ma ha dimenticato, o forse non era stato informato, non so, che proprio quella platea era composta anche da blogger, che collaborano a Nòva offrendo passione e competenza, anche quando nella vita si occupano di tutt’altro e non di scrittura, di parole e di notizie.

Per fortuna, ha concluso la mattina De Bortoli, uomo e parlatore pacato e affascinante, esattamente come lo ricordavo alla cena di Harvard offerta dalla Morgan Stanley, di cui Il Sole 24 Ore è cliente. Ha sottolineato che proprio quella mattina il giornale si sarebbe quotato liberamente in Borsa e si è capito benissimo che questa era una sua preoccupazione. Ma ha continuato in grande stile.
Per dirla con le sue parole, “l’esperienza di Nòva incrocia tre oggetti diversi”:

1) Nòva sostituisce in un certo senso il vecchio sussidiario e insegna a guardare al futuro senza paura; infatti “ora, rispetto al passato, siamo tutti intercomunicanti ma, allo stesso tempo, abbiamo tutti più paura del futuro. L’Europa, per esempio, litiga spesso sul futuro.” Citando Eco, che ha detto che i giornalisti sono degli storici del presente, un presente dilatato, Nòva è un sussidiario sul futuro, quelli che ci scrivono scrivono la storia del futuro;

2) poi ha espresso un concetto che mi è piaciuto molto: Nòva, ha detto De Bortoli, è una guida per la comprensione dei luoghi, pur stando fermi a leggere, è come un Baedecker, la famosa guida turistica, per andare in giro senza pregiudizi;

3) infine ha sottolineato la componente essenziale della mia vita, quella delle passioni e dei sogni. I giornalisti, ha detto, col tempo rischiano di diventare cinici, come lui talvolta si sente. Nòva è un posto pieno di sogni, di utopie e di profezie, con Nòva le letture non sono le solite di nera o di catastrofi ma ci consentono di sognare e di sentirsi liberi. “E’ come un’agenda Moleskine, quella usata da duecento anni da pensatori e artisti per evadere un po’ dalla quotidianità, specie per i giornalisti. Nòva rappresenta un’esperienza felice perché non c’è solo competenza, c’è passione e, specie nell’editoria, se una cosa si fa con passione c’è un risultato, e questo è un valore aggiunto. Questo è possibile perché c’è una comunità che scrive liberamente, noi tutti siamo liberi, specie i blogger.

Si è appellato al senso civico di quelli che scrivono, specie, appunto, i blogger, perché il direttore è responsabile a livello civile e penale (ma tutti lo sappiamo!), e ha insistito che Nòva è innovativa e dà voce al linguaggio del futuro. Soprattutto, fa ben sperare in una comunità che non ha paura del futuro e della globalità. “Al contrario dei giornali e delle accademie, Nòva ha avvicinato una comunità che condivide la passione, la speranza nel futuro e la curiosità“. Si è ridotto lo spazio fa il lettore e il giornalista, spazio di cui spesso i giornalisti si sono fatti vanto, e c’è una maggiore attenzione al pubblico e più rispetto per il lettore, in un continuo dialogo.

In effetti, questo è il vero valore aggiunto dei blogger e dei giornalisti delle pagine di Nòva: la passione e il dialogo. Luca ha centrato in pieno il progetto, un progetto che si fa sentire ogni giovedì un po’ di più, che per altre testate costituisce già un modello e che si sta sviluppando in tante iniziative come Nòva Review, Nòva100, NòvaLab. Un progetto vincente, che da due anni tanti collaborano a far vincere, ogni settimana.

Per festeggiare degnamente questo biennio De Biase ha lanciato delle nuove pagine, Nòva100 Ispirazione, il cui simbolo è Leonardo, l’uomo creatore e innovatore per eccellenza, artista, scienziato e pensatore a tutto tondo:

L’innovazione è essenzialmente chi la fa. Ma ogni innovatore conserva la memoria di un pensiero, di una ricerca, di una biografia, di una visione che lo ha spinto a contribuire alla costruzione del futuro. Ebbene: chi sono gli ispiratori del pensiero che alimenta i cercatori di innovazione che abitano le pagine di Nòva?

Ci troverete tutti quelli che hanno ispirato i collaboratori di Nòva: solo per citarne alcuni, Fernand Braudel, Fabrizio De André, Virginia Woolf, Kevin Roberts, Italo Calvino, Jorge Luis Borges, James Maxwell, Zaha Hadid, Ludovico Geymonat, Odisseo, Umberto Veronesi e Gandhi.
Una passeggiata fra pagine di cultura e di piacere in un futuro che è già storia.

(NB: Ho preso gli appunti a mano sulla stampa di una vecchia email messa sul mio computer poggiato sulle ginocchia, spero di averli letti bene: non leggo più bene neanche la mia calligrafia)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.