Tanti auguri Orientalia4All!

birthday cake

Oggi è il terzo compleanno di questo blog. Tre anni fa esatti, alle 15:56, postavo il mio primo articolo intitolato Orientalia: la mia presentazione e, insieme, la mia “dichiarazione programmatica”. Parlavo dell’essere un’orientalista, di vedere tutto con gli occhi di un’orientalista, cioè qualcuno che dell’Oriente si occupa professionalmente, e del grande Edward Said, che per primo ha criticato il termine Orientalismo, che è stato coniato dall’Occidente per nascondere la paura che abbiamo del diverso — proprio come gli uomini che amano una donna idealizzata per non amare, in realtà, nessuna donna:

Edward Said ha abbondantemente criticato il termine Orientalism come un’immagine dell’Oriente espressa da un intero sistema di pensiero e di studi, un’immagine sterotipata che è la proiezione occidentale dei nostri desiderata dell’Oriente (un Oriente più immaginato e temuto o idealizzato che reale — per esempio, la visione dell’India come terra di mistici, che è quanto più lontano dalla realtà che si possa immaginare), un po’ come lo schermo dietro cui si nasconde la nostra difficoltà ad accettare la diversità dell’Oriente e la nostra stessa percezione dell’Occidente. L’orientalismo per Said è stato anche una corrente di pensiero tipicamente colonialista, frutto del capitalismo e dell’espansione imperialista.

Insomma, un orientalista è come un uomo che sogna e che desidera, che muore dietro un certo tipo di donna che è per lui un’icona solo per nascondere un contatto reale con la donna, e quest’icona è uno schermo dietro cui nascondere la paura che ha di sé e il contatto con sé come maschio. La fantasia è migliore della realtà.. Ahi ahi, diventiamo pesanti (ooops, che lapsus! avevo scritto pensanti)…

Nel mio primo post c’era già in nuce tutto quello di cui avrei parlato. Mi ricordo benissimo che scrivevo, come al solito, in cucina, il sole entrava a fiotti dalla porta-finestra sul terrazzo, il rosmarino sul davanzale sorrideva e io scrivevo senza sapere neanche bene perché — infatti ero orgogliosa e felice di non avere mai letto un blog fino a quel momento, che mi pareva mi distogliesse solo dai miei interessi veri. Però mi sentivo molto isolata, qui a Milano, non avevo amici e fino ad allora ero vissuta nella turris eburnea dei miei libri, dei miei scritti, della mia famiglia e di amici, purtroppo, lontani — in India, in Nepal, in USA, in altre città d’Italia. E nella torre — impenetrabilis res sit conscientia — dei miei sogni: sogni in solitario, sogni lontani, anzi, lontanissimi anch’essi sia nel tempo, sia nello spazio.

Poi, un paio di ore dopo ho scritto il mio secondo post intitolato Crema per il viso, dove in realtà parlavo di tutt’altro: di un nordafricano un po’ guardone, che con la scusa di pulire (anzitempo) gli spogliatoi femminili della piscina Cozzi ci guardava con sommo gusto, del finto buonismo milanese che alle mie proteste — non voglio un uomo intorno mentre mi spoglio o mi rivesto — mi ha detto che a Milano non si fanno discriminazioni razziali.

Quando sono andata inviperita a protestare, dopo che ho sbattuto fuori l’indaffaratissimo simpaticone, la cassiera (che si è spacciata per “facente le veci del direttore” ah ah) prima mi è quasi saltata al collo (era una brunetta brutta, acida e malinconica, forse non molto amata) ha gracchiato per artoparlante un proclamo generale che sembrava il Duce in persona: negli spogliatoi era proibitissimo circolare nudi e quindi tutti potevano entrare. Poi ha citato il comma xy del regolamento comunale: ma come, tu povera scema non lo conosci? Infine mi ha detto che siamo a Milano, dove non si fanno discriminazioni razziali! Ahaha mi sono rotolata per terra dal ridere.

La mattina dopo ho parlato della faccenda al direttore (quasi irragiungibile, ovvio, l’ho raggiunto dopo oltre un’ora perché era sempre in riunione… ah! mi sembra il mio avvocato..) che prima ha provato a fare il duro, poi a dirmi che non capisco il regolamento, poi che la mia era una sensibilità eccessiva e altre amenità. Quando me l’ha messa giù che avrebbe-cambiato-le-cose-ma-certo-ci-voleva-del-tempo gli ho risposto che avrei scritto all’Assessore allo Sport e ai maggiori giornali. Quel punto ha cambiato tono, diventando mellifluo e strascicato, e mi ha pure dato il suo numero di cellulare, dichiarandosi “disponibilissimo”. A fare che? Ti illudi Direttore dei miei stivali perché non solo sei un idiota, un politicante di mezza tacca, un finto milanese — che è il massimo dell’imbecillità! — ma un vero mostro!

Così, dopo quello che mi è capitato, in questo blog ho inventato la categoria Terroni e terronia. Da quel momento sono cominciate ad arrivare delle mail private di gente inviperita, incavolata, compiaciuta, che si congratulava con me, e così via. Così ho scoperto la cosa bella, la cosa vera del blog: il contatto continuo e costante con un popolo, piccolo o grande non importa, di lettori. Con una comunità! E’ questa la cosa meravigliosa, questo dialogo, questo scambio di opinioni, questo conoscersi anche di persona e trovare tanti amici: ho trovato degli amici, degli amici veri, con cui scambio idee e di cui so le vicende della vita, che mi informano di tante cose che spesso non so, che leggo volentieri, con i quali discuto e imparo, non solo dei pazienti lettori. Con i quali mi diverto. Si chiama rete di conoscenze. Si chiama popolo di blogger. Si chiama rete.

Il giorno dopo ho scritto il terzo post intitolato Edward Said, maschi e femmine, dove parlavo non solo di lui ma di Spengler e il suo Il tramonto dell’Occidente, il famoso Der Untergang des Abendlandes del 1919, e della passione, il filo conduttore della mia vita.

Mi chiedo dove finisce l’Occidente. Con l’ultimo MacDonald’s? Con l’ultima macchinetta per la Coca Cola nell’ultimo campo-base dell’Himalaya?
Io credo che il cambiamento profondo nella storia dell’uomo sia dato dalla combinazione dell’ingegneria genetica e la cibernetica (nel senso più ampio). E’ la mia passione e se non fossi un’orientalista sarei o una giardiniera o un ingegnere elettronico specializzato in robotica. Anche se basta guardarsi intorno e vedere che di robot ce ne sono tanti!:)
Ho detto “essere un’orientalista” e non “fare l’orientalista” perché essere orientalisti è un modo di essere, una visione complessiva del mondo e non solo un mestiere o una professione. Non smetto di esserlo quando dormo, o quando fumo o quando faccio all’amore..! [...]

Tramonto dell’occidente o tramonto delle relazioni maschio-femmina? Mi dovrò riciclare come robot? Spesso penso: magari…
Un amico ieri sera mi ha detto con stupore che ho delle bellissime mani “pratiche”, solide ma lunghe. A parte che mi ha fatto un sacco piacere sentirlo, mi chiedo perché fosse così stupìto.
Ieri sono andata alla Triennale (bellissima architettura fascista qui a Milano) a vedere l’Andy Wharol Show, una mostra antologica delle opere del grande Andy. Sapete cosa diceva? Che avrebbe voluto essere una macchina perché le macchine non soffrono.
A tutti quelli che programmano la loro vita come un computer, e a Boh che è stata per lungo tempo un computer: sotto tutti noi batte un cuore…!:) Boh è già entrata in punta di piedi nei vostri sogni…

Aprivo questo terzo post con “Hello world! Hello computer brothers and sisters!” perché già c’era chi mi scriveva, anche se non commentava in pubblico.
E per molto tempo nessuno lo avrebbe fatto. Da allora fino a ieri, in tre anni ho pubblicato 509 post (quasi 170 post l’anno) e ho scambiato 7317 commenti, una media di quasi 14 commenti e mezzo a post. L’antispam ha bloccato ben 329.357 messaggi di spam.

I post più commentati sono stati Milano, senzatetto, terroni e vucumprà con 459 commenti (poi bloccati), e non so quanti ne ho cancellati perché ingiuriosi; Tim Tutto relax Internet – parte I, che ha dato origine alla ben nota questione sulla scheda Tim ripresa da Punto Informatico e dai giornali, oltre che dai vari blog, con 267 commenti (bloccati); Questionario su Lapo Elkann (e la cocaina), con 189 commenti (bloccati); E’ tutto molto Zen, con 157 commenti (bloccati).

Voglio festeggiare questo mio compleanno brindando a noi, a me e a voi, perché il bello del blog è il dialogo, l’interazione, la relazione che c’è fra noi: io, la gente, i blogger.
Per me, senza di voi, non c’è blog.

Un grazie di cuore a chi mi segue e a chi mi legge per caso, agli amici e agli sconosciuti, ai blogger e a chi non scrive: grazie a tutti!



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.