Arriva OpenSocial, il nuovo social network di Google

T-shirt privacyAspetto con ansia OpenSocial, il nuovo social network di Google che dovrebbe essere lanciato giovedì prossimo. Il Search Engine Journal prevede che scuoterà la popolarità di Facebook e 3 giorni fa ne ha parlato anche The New York Times. La particolarità di OpenSocial infatti è che le API (Application Programming Interface) saranno essere aperte a tutti, rompendo così il mondo chiuso dei social network. Six Apart infatti ne fa quasi una questione etica, in puro stile Joi.

Già esiste OpenSocialStuff di Google, dove gli hacker possono postare e condividere widget e creazioni, ma OpenSocial consiste di tre API che sono disegnate per permettere a chi sviluppa l’accesso ai dati comuni dei social network:

1. Informazioni personali o Profile Information (cioè i tuoi dati personali)
2. Informazioni sui tuoi amici (cioè le relazioni con gli altri membri di OpenSocial)
3. Attività (eventi, post, feed delle notizie, ecc.)

Il tutto, quindi, molto user friendly, nello stile di Google, e Open Source. Più social di così! Questo è quello che dice Google su OpenSocial:

The web is more interesting when you can build apps that easily interact with your friends and colleagues. But with the trend towards more social applications also comes a growing list of site-specific APIs that developers must learn.
OpenSocial provides a common set of APIs for social applications across multiple websites. With standard JavaScript and HTML, developers can create apps that access a social network’s friends and update feeds.
Many sites, one API
Common APIs mean you have less to learn to build for multiple websites. OpenSocial is currently being developed by Google in conjunction with members of the web community. The ultimate goal is for any social website to be able to implement the APIs and host 3rd party social applications. here are many websites implementing OpenSocial, including Engage.com, Friendster, hi5, Hyves, imeem, LinkedIn, MySpace, Ning, Oracle, Orkut, Plaxo, Salesforce.com, Six Apart, Tianji, Viadeo, and XING.

Il vantaggio di OpenSocial è che è costruito sulla tecnologia Google Gadget, così si può creare un’applicazione sociale “virale”, cioè in grado di raggiungere il massimo numero di utenti web, col minimo dei costi di server.

With the Google Gadget Editor and a simple key/value API, you can build a complete social app with no server at all. Of course, you can also host your application on your own servers if you prefer. In all cases, Google’s gadget caching technology can ease your bandwidth demands should your app suddenly become a worldwide success

.
La facilità con cui i dati personali, usando OpenSocial, verranno presi e rielaborati alla fonte mi spaventa. Devo farci ancora l’abitudine. Insomma, se ci tenete ancora un minimo alla vostra privacy e non avete nessuna intenzione di condividere i vostri dati con una persona e una macchina che li rielabori, non usate OpenSocial. Ma se siete nel grande network del mondo e vi sentite immersi nella storia, anzi, sul web fate la storia, accoglietelo con gioia!

Ieri invece mi ha scritto una mia affezionata lettrice, chiedendomi se potevamo scriverci tramite un nuovo social network. Io da tempo uso Facebook, che mi diverte e dove ho ritrovato dei vecchi amici di università, però ho fatto un giro sul social network che usa lei. Si chiama Disaboom. Non mi piace, più che per l’utente sembra pensato per gli inserzionisti che fanno pubblicità mirata ai portatori di handicap. Infatti nel primo posto del menu c’è la Salute, con le notizie sulle malattie più diffuse e un’immagine di un bell’uomo di mezza età in carrozzella. Più marketing di così.



Commenti

  1. Attenzione però che OpenSocial NON è un social network ma un set standard di API PER social networks per rendere qualunque applicazione in grado di funzionare sopra qualunque piattaforma (container) già esistente. :)

    In altri termini, ci sono ’n’ social network websites che utilizzeranno l’interfaccia di OpenSocial. :)

    Scritto da Folletto Malefico, 6 anni, 5 mesi fa


  2. Come dice Folletto Malefico, OpenSocial è un set di API. Io comunque ricordo di aver letto che per il 5 novembre è atteso il nuovo Social Network di Google, una sorta di Orkut 2.0 appartenente al progetto nome in codice Maka-Maka. Non ci resta che attendere e vedere se la data è corretta.

    Scritto da Lore, 6 anni, 5 mesi fa


  3. OpenSocial è a tutti gli affetti un set di API ma sarà anche un social network a sé, e ci sono altri social network (e non solo) che saranno in grado di utilizzare appunto le sue API. Almeno, stando a quanto letto. Cmq vedremo, la scadenza è vicina.:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 5 mesi fa


  4. Ma tutta 'sta voglia di socialità?

    Scritto da Spillolando, 6 anni, 5 mesi fa


  5. In tutta onestà Internet con i suoi fenomeni giornalieri comincia a stancare il pubblico. Di solito ogni prodotto ha una sua curva di popolarità. Gli uomini del marketing sanno che il loro compito più difficile è rallentare la fase di discesa di un prodotto fino a stabilizzarla su una percentuale di break even accettabile. Ecco Google e tutti gli altri attori di Internet ci stanno provando. Io personalmente di fronte al nuovo ennesimo social networking non posso fare altro che sbadigliare sonoramente e "cambiare canale".

    Scritto da jaco, 6 anni, 5 mesi fa


  6. Spillolando: sono soldi! ;)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 5 mesi fa


  7. jaco, in effetti anche io, e da tempo anche, ma con Google c’è una differenza: che avranno pensato a qualche diavoleria in più o qualche miglioramento dei social già esistenti. Io personalmente apprezzo molto le loro diavolerie, una ne pensano e cento ne fanno. Sono inesauribili e si vede che hanno fior fior di programmatori quadrati ma creativi all’interno (si dice così?).

    ciao jaco:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.