Le facce e i cuori del giornalismo e della blogosfera

Intanto, come ho letto su Pandemia, mi congratulo con Luca de Biase che, come ho detto più volte, è fra i pochi in rete che hanno autenticamente cervello, cultura e cuore. Trovare chi ha tutti tre insieme e allo stesso momento non è facile.

Inoltre, e lo posso testimoniare, non fa parte del gruppo di giornalisti che usa il suo giornale, e il relativo potere che ha in quanto responsabile di un settore, per “premiare” chi vuole lui: chi lo cita, chi gli lecca i piedi, chi gli è utile in qualche modo — dandogli dei piccoli pezzi da scrivere. E questa è una rarissima virtù, credetemi.
Questo non toglie né aggiunge niente alla sua capacità professionale ma chi, come me, è attento all’etica — nei fatti e non solo a parole — certamente lo apprezzerà.

Cambiando argomento: al contrario delle parole un po’ acide o un po’ arrabbiate, tipo queste, che leggo in giro sull’articolo di ieri del Corriere magazine (che parla anche di me — due righe nè!), io sono stata contenta. Anche io sono stata male interpretata, però sono contenta: non sono stati intervistati i soliti. Io non sono mai stata citata da un giornale come blogger, non ho mai fatto parte del gruppo: e invece a me il gruppo mi piace.

Non sono mai stata invitata da quelli che contano a feste e cocktail, cene e riunioni di vario genere, birrate e pizzate, presentazioni e conferenze di marketing o di nuove tecnologie, anche se ho aperto i primi e-journals che esistano su Internet (1995). Non ho mai scambiato link, non sono mai andata ai BarCamp per farmi vedere e farmi conoscere dalle blogstar, sperando in un linkuccio, come al LitCamp, non sono mai stata lì a passeggiare su e giù per farmi riprendere dalle TV private e così via. C’è anche chi fa tutto questo. Ma perché no? E c’è chi non ha niente da dire, o chi dice dice e non significa niente. C’è di tutto nella blogosfera, come c’è di tutto al mondo.

Ma, insomma, su Internet c’è posto per tutti! Basta non aprire il blog o i siti che non ci piacciono.

Intanto ringrazio il carinissimo Fullo, che ieri mi ha mandato in pdf l’articolo del Corriere al volo, almeno 7 ore prima che potessi uscire a comprare il Corriere magazine. Sono stata contenta di riconoscere nell’articolo alcuni che conosco, come Luca, citato prima, in pool position, Neri che l’ho un po’ tartassato ma il suo Macchianera non si può perdere, Granieri (con le piccole Tigra e Gaia:)), Enrica Garzilli, Cristian Conti con i cuccioli, Samuele che mannaggia a lui viene stupendo anche con una webcam, Antonio Sofi anche se ama la trippa alla fiorentina, Alessandro che è sempre piacevolissimo (nel blog:)), Giovy che racconta storielle dei suoi clienti esilaranti, Elena che è molto gentile e, in più, ha il dono dell’ubiquità, Marco che fa parte della truppa di Blogbabel, Luca che sono andata al suo BarCamp, Tony che mi ha sempre trattato dall’alto in basso (e sì che siamo quasi alti uguale, io 1.74 e tu? però ti perdono e metto il link a BlogItalia), Federico Fasce che ho conosciuto a Genova, se non erro.
Gli altri, come Catepol, vorrei conoscerli, e altri che mi piacciono (come blogger, come persone) non ci sono. Sarà per la prossima volta.

Per tutti quelli, e sono molti, che criticano quello che ha scritto il giornalista Stefano Landi: in effetti dalle sue parole sembra che io viva col blog e che venda le informazioni ai giornali! In realtà ho detto che spesso TV e radio ci copiano, senza citarci, mentre nel mondo dei blog è ancora buona norma citare la fonte, e che molti di noi collaborano con diversi giornali (e pure io).

Però vorrei aggiungere una cosa: i giornalisti non riportano “la storia” e non ricostruiscono la storia, quello lo fanno gli studiosi; i giornalisti creano la notizia. E’ quello il loro mestiere. E Landi, senza conoscere il mondo dei blog, c’è riuscito.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.