Vittorio Sgarbi vs Beppe Grillo

Beppe GrilloStanotte, per puro caso, ho acceso la TV proprio quando Sgarbi stava tenendo il finale della sua ultima arringa anti-Grillo a Confronti di Gigi Moncalvo. Col suo solito tono un po’ volgare, che tende sempre a stupire e a sensazionalizzare anche le cose più banali, ha pontificato che Grillo è un uomo che ce l’ha con tutti, dalle persone dello spettacolo ai politici, e che cavalca l’onda del malcontento popolare. Verissimo, e allora?

Che Grillo è un prodotto dell’antipolitica di destra, di cui il più raffinato rappresentante (ha detto tipo sommo o più alto, una cosa così) è Berlusconi. Verissimo, anche se non so se Grillo sia di destra o di sinistra, ma non credo sia importante. Fa satira politica e di per sé la satira dovrebbe essere contro il Palazzo, ma non si sa mai.

Ma su di un punto concordo: Grillo fa spettacolo e, aggiungo io, non ha un programma politico. Voglio dire che non ha un programma propositivo generale credibile, critica e cavalca il malcontento che tutti abbiamo verso i partiti e verso i politici corrotti o corruttibili, verso le istituzioni marce, verso le ruberie di massa. Dice cose che anche la signora che fa la spesa al mercato coperto il lunedì mattina dice, che senti in qualunque bar, che leggi ovunque: ed è precisamente questa la sua forza, la banalità politica e sociale sbattuta in faccia e urlata in modo graffiante.

Ma per del resto, come quando due anni fa ha comprato la pagina dell’International Herald Tribune, credo che Grillo voglia fare spettacolo, voglia far parlare di sé in grande, con una scaletta di programma preciso e attuato da uno staff di collaboratori niente male. E c’è riuscito. Ha battuto la strada del malcontento diffuso e si è fatto un sacco di eccellente pubblicità. D’altronde, fa il moralizatore ma pare che nel 1988 la Cassazione lo abbia giudicato responsabile della morte di due adulti e del loro bambino di 9 anni a seguito di un incidente d’auto nel quale lui era alla guida e lo abbia condannato per omicidio colposo a un anno e tre mesi di carcere.

Come comico mi è sempre piaciuto, come politico è qualunquista e superficiale ma, certamente, sa fare spettacolo, sa toccare le corde giuste della gente e sa far parlare di sé, sa tenere concione più dei politici veri.

E’ così che va preso, senza dargli un peso specifico che non ha, senza giudicarlo come fosse un politico o un uomo di cultura. E’ un uomo di spettacolo, un eccellente uomo di spettacolo, secondo me. In questo, anche se a malincuore, concordo pienamente con Sgarbi.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.