Il giornalismo addormentato

Sapete la notizia del saccheggio e della distruzione, in Iraq, dei siti archeologici mesopotamici dei Sumeri e dei Babilonesi, che ho dato nel post di ieri mattina (o, meglio, ieri notte — perché era l’alba)?
Spiritual seeds mi ha segnalato che La Stampa ne parla stamattina.

Ma non erano i giornali che dovevano dare le notizie estere in anteprima? I blog non fanno solo chiacchiericcio?

Confrontate il mio titolo, “La morte della storia o l’altra faccia della guerra“, col titolo de La stampa, “L’altra guerra in Iraq: ci rubano la storia“. Sono potenti e meravigliose coincidenze linguistiche, non credete? Dare un titolo doppio semanticamente e morfologicamente simile!

Ogni tanto mi chiedo, specie per quello che riguarda le notizie dall’Asia e quelle culturali: noi, i giornali, che ce li compriamo più a fare? Anche i blog dei giornali, che li apriamo a fare?
La maggior parte dei blogger sta in flirt permanente con i giornalisti che hanno un blog, sperando nell’articoletto su carta stampata, nella citazione o, almeno, nel link.

Per carità, la carta stampata è sempre carta stampata e per i concorsi, per esempio, ancora ha il suo valore. Anche se, in realtà, quando nei concorsi universitari italiani decidono che devi vincere un concorso lo vinci comunque, anche con un solo articolo minore apparso su di una pubblicazione a carattere nazionale o locale, e vinci un posto di professore di prima fascia, cioè ordinario; se decidono che non devi vincere puoi avere centinaia di pubblicazioni nelle migliori riviste scientifiche internazionali, essere citato nei migliori libri, aver pubblicato libri originali e di estrema difficoltà e valore scientifico ma non vincerai neanche il posto di lavavetri dei cessi dell’università — quindi, anche sul valore delle pubblicazioni cartacee nei concorsi, è tutto molto, molto relativo. I parametri per vincere un concorso universitario in Italia non sono certo i titoli scientifici, l’esperienza, la capacità di insegnare bene e delle prove concorsuali ben fatte.

Ora anche nel diritto la carta stampata è stata equiparata al “mezzo informatico” ma mi rendo conto, con rammarico, che sta diventando sempre più obsoleta e che molti giornalisti, troppi, ne sanno meno di noi, gente comune, su temi specifici. Né si informano all’istante, non sono più all’avanguardia. E scopiazzano i blog.

Sarebbe bello fare una lista degli articoli su temi specifici venuti molto dopo i post e sarebbe bello pubblicarla sui blog e sui giornali, con copia al presidente dell’Ordine dei Giornalisti, così vede come stanno davvero le cose e, magari, i suoi protetti si svegliano un po’.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.