Il RomagnaCamp è stato un BarCamp?

Enrica by Flod Concordo con quello che ha scritto Pensiero Atipico, aka Samuele il fotografo in shorts, e con Palmasco, che fa delle foto professionali da togliere il fiato e ho conosciuto pochi minuti prima di partire: il RomagnaCamp non è stato un vero e proprio BarCamp, nel senso che la parte delle relazioni e delle discussioni è stata sommersa dal cazzeggio. Almeno quando c’ero anch’io, dal pranzo di sabato alla notte. Non credo però che sia dovuto alla formula BarCamp che non è più valida, in Italia, ma ad altri fattori.

Gli interventi c’erano, eccome. Ma c’era anche, in abbondanza, il cielo terso, l’aria calda piacevolissima, la brezza dal mare, la spiaggia larga e ancora intoccata, grazie alle dune che hanno permesso che il bosco di pini marittimi rimanesse vivo, vegeto e profumato (vero Minimarketing?), c’era il fresbee e il sorriso di Fullo, c’era Giovy che scattava foto e raccontava delle vere chicche sui suoi clienti e mi ha fatto ridere non poco, Tiziano che ha camminato lungo la spiaggia con me senza stancarsi, c’era il gruppetto degli intellettuali e venditori rigorosamente unito con Sergio in testa, la sua allegra moglie e il loro pargolo che gattonava, Antonio Sofi che girava e chiacchierava amabilmente, Nicola Mattina tutto asciutto (si vede che la moglie senza più pancia l’ha ispirato) che sorrideva, girando col suo microfono e i suoi armamentari, Susan tutta bella abbronzata che girava fra spiaggia e tavoli in prendisole, Delymyth con gli occhiali da sole da vamp geek che anche lei scattava a ripetizione con una macchina cosmica e mi ha offerto di dormire nella sua camera (grazie!), Theo che era davvero molto, molto sexy in pantaloncini corti ed è stato tutto il tempo a giocare coi figli di Cristian Conti, Elena senza aggettivi che era una perfetta padrona di casa e girava di qua e di là preoccupandosi che tutto fosse a posto, Surreale (in bocca al lupo!) e Giorgio (come si chiama il tuo blog?) che hanno fatto il bagno per 2 ore due: insomma, sorrisi, chiacchiere, dolci onde, giochi sulla spiaggia, mogli mariti e bambini che circolavano, abbracci e baci.
Come si fa a impegnarsi in cose serie? Come si fa a interessarsi di cose profonde?

Si sta lì, si sta bene, ci si spande e sparge in tanto spazio, in riva al mare, in uno degli ultimi weekend estivi, in assoluta libertà. Per questo è stato un BarCamp poco conferenza e molta libertà: a me è piaciuto tanto così. Chi voleva partecipare alle presentazioni o dire la sua poteva farlo. Io non ne avevo voglia e ho preferito chiacchierare con un po’ di amici e passeggiare sul lungomare. Chiamiamolo social network, rete sociale o cazzeggio collettivo, non so.

(foto di Enrica al BarCamp fatta da Flod, che ne ha tante altre bellissime)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.