Riotta risponde, copyright e lavoro

TG1Qualche giorno fa ho ricevuto un bel cartoncino beige con la riposta di Gianni Riotta, direttore del TG1.

Antefatto. Come sapete, il 21 luglio sono stata intervistata per telefono dal giornalista Vincenzo Mungo in merito all’elezione del presidente dell’India Pratibha Patil. La registrazione, mi ha detto, sarebbe dovuta andare in onda la mattina seguente su RAI1 sul giornale radio delle 8 e delle 8:40, ma così non è stato. In compenso, al TG1 (in TV, quindi) della notte stessa dell’intervista una giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima, molte delle quali non erano ancora (facilmente?) disponibili su Internet. Infatti le avevo sapute da amici che vivono lì. Con un accenno di analisi e previsioni politiche che dubito che un giornalista TV sappia fare, se non ha gli elementi per farle, a meno che non sia specializzato in politica indiana e sia davvero preparato sul tema.

Fatto. Il 23 luglio ho scritto a Riotta, sia per email che per raccomandata AR, chiedendogli spiegazioni.

Epilogo. Il 13 agosto Riotta mi ha inviato una lunga e cortese risposta dicendo, in sunto, che il giornalista non fa parte della loro redazione e quindi non può aiutarmi “in alcun modo”. Devo rivolgermi alla redazione del giornale radio. Mi ha anche ringraziato molto, ma non so di cosa. Insomma, lui non ha alcuna responsabilità e deduco che non sappia niente neanche dell’edizione del TG1 della notte. Il tutto con estrema cortesia e informalmente, dato che ha sbarrato l’intestazione del cartoncino.

Commento. E’ meglio non scavare a fondo nei meccanismi della Rai e della TV e, d’altronde, non ne ho i mezzi. Qualcuno, come Andrea Perotti, mi ha fatto notare che al giornale radio delle 8:40 sono stata correttamente citata. Soprattutto, sono stufa. Bugiole? Finto stupore perché ho chiesto l’onorario per un consulto, o intervista o come vogliamo chiamarla? (Roberto, se fossi stata un chirurgo medio-bravo nessuno si sarebbe stupito: come ti ho detto, 5 anni fa qui a Milano un chirurgo mi ha preso 250 Eu netti per 3 dico tre miunuti di visita e la segretaria non voleva farmi la ricevuta fiscale. Un’orientalista molto brava ha studiato forse meno? Il suo lavoro, quando è richiesto dai grandi media, vale meno?). Come ha detto Gilioli, in qualità di committente di collaborazioni giornalistiche e di ex collaboratore, “in Italia si gioca molto – anzi tutto – sull’ambiguità.” Ed è vero, lo posso testimoniare. Infatti il dott. Mungo era come stupito e lievemente scocciato che gli chiedessi “scusi, domande per cosa?” Credo che appena si nomina la sacra parola “RAI” (o “TV”) tutti si inchinano e tremano di timore misto a piacere. E se ne guardano bene dal fare domande.

Sul problema del copyright
segnalo il post “Indirizzi IP, diritto alla privacy e marketing“, che si riferisce a una discussione di qualche post precedente (leggete i commenti), e la sua continuazione ideale “Giornalismo e diritto d’autore“.

Ringraziamenti a tutti quelli che mi hanno aiutato in qualche modo in questa vicenda. Oltre ai sopracitati, Sgembo, Hermansji, Lawrence, Francesco, uno studente che vuol fare l’informatico, l’amico specialista di cose serie e i molti che mi hanno scritto in privato o commentato, dandomi consigli pratici e dritte, incluso Sergio Berisso che non ha un blog.

Lavoro. Ricordate l’offerta lavoro che ho fatto? Penso che la casa editrice abbia scelto la persona che lavorerà come redattore al corposo libro. Ho già risposto singolarmente a tutti quelli che mi hanno scritto ma lo ripeto in pubblico, perché sto continuando a ricevere email di persone qualificate, con ottimi curriculum, quasi tutti professionisti da anni nel settore (14 persone su 16). Un ramo difficile, evidentemente.
Il search è finito, almeno per ora. Ringrazio tutti, davvero.

Fra tutti questi argomenti c’è un filo conduttore che è non il diritto d’autore o la retribuzione ma il lavoro. La ricerca del lavoro, il rispetto del lavoro e per chi lavora, la correttezza e la trasparenza nel lavoro. Sono giunta alla conclusione che in Italia di ricerca del lavoro ce n’è tanta ma di rispetto, di correttezza e di trasparenza pochi. Forse voi lo sapevate già ma io, evidentemente, non lo sapevo. Forse mi stavo ancora illudendo o, più probabilmente, dum spiro spero.

(foto)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.