Elton, perché non canti e basta?



(Una stupenda versione live di Sorry seems to be the hardest word)

Ho letto sul blog di Bob (si firma così) che Elton John

vede nella rete e nei blog la causa di ogni male per l’umanità e propone la chiusura di Internet per cinque anni.

In USA già da anni il mezzo privilegiato per fare amicizia, di qualsiasi tipo, è proprio il Web. Che poi se ti conosci dal vivo ti piaci o no, ti deludi o no, stai insieme o no. Ognuno fa quello che vuole. Commette anche i reati, volendo.

Ma la rete è una grande occasione per tutti, o quasi, allarga le potenzialità di tutti, o quasi, democratizza il mondo, toglie tanto potere a chi non dovrebbe averlo e dà un briciolo di potere e di voce a chi non l’ha mai avuti. In Nepal, per esempio, la rete, e particolarmente i blog, sono stati dal 2002 al 2006 l’unica voce libera della gente. La rete crea posti di lavoro e toglie anche tanta solitudine, tanto isolamento. Svolge anche una funzione sociale.

E’ proprio la libertà il bello della rete, perché è un mezzo.

Se poi ci sono persone che stanno al computer 15 ore al giorno ogni giorno e si rintontoniscono (non faccio allusioni, diocenescampi e liberi), anche questa è libertà. Se si scaricano film, partite e canzoni, invece di comprarle, anche questa è libertà. Perché ognuno usa i mezzi di cui dispone come vuole, anche in modo illecito.

Quindi mi unisco a Bob: che Elton John canti ma che non pontifichi sul Web. Può farlo, certo, ma noi possiamo goderci le canzoni indimenticabili che ha creato e ignorare tranquillamente le sue parole.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.