Il mio intervento al giornale di Rai1: plagio, inganno o qui pro quo?

Stamattina il mio intervento sul giornale di Rai1 delle 8 e delle 8:40, sia per radio che in televisione, non è andato in onda. E non c’è online, forse lo metteranno dopo. Ho appena telefonato a Vincenzo Mungo, caposervizio alla redazione esteri del Giornale Radio Rai, perché ieri il giornalista che mi ha intervistato verso le 10 di sera si è presentato come tale, parlando alla velocità della luce. Non c’era. Il suo numero ovviamente è pubblico e si trova sulle Paginebianche.
Il suo nome e la sua qualifica ieri al telefono me li sono far dovuti far ripetere 3 volte e li ho messi per iscritto, tanto parlava veloce.

Mi hanno appena telefonato però per riferirmi che stanotte, al telegiornale TV su Rai1, la giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima senza citarmi: gli scandali che hanno coinvolto la Patil, le difficilissime elezioni, il fatto che Pratibha era governatore del Rajasthan ed è stata accusata di essersi impossessata di fondi pubblici e altre cosette, come l’aver coperto il marito che avrebbe istigato al suicidio una insegnante, e il fratello, che che avrebbe ucciso un poilitico, l’amicizia e il supporto di Sonia Gandhi, presidente del suo partito, il Partito del congresso, la frattura della coalizione di centro-destra che di fatto ha permesso la vittoria della Patil e così via. Il tutto in un minuto e mezzo, come mi era stato detto. In realtà ho parlato con quello che si è definito Vincenzo Mungo per oltre due minuti ma mi ha detto che avrebbe pensato lui a tagliarmi qualche decina di secondi.

Una cosa mi è sembrata strana: quando ho chiesto a Mungo, o chi si è spacciato per lui, quanto sarei stata pagata per la consulenza, dato che la Rai radiotelevisione svizzera paga bene (anzi, si scandalizzano se gli chiedi se pagano!), mi ha detto in tono oltraggiato che alla Rai solo chi collabora in modo continuato viene ricompensato, che io avevo collaborato per il Nepal l’anno scorso ma non significava niente, e così via. E quando gliel’ho chiesta, mi ha dato la URL del giornale radio di RAI1 dove sarei dovuta essere così velocemente che neanche registrando la telefonata avrei potuto capire. Fortuna che su Internet posso cercare le cose da me.

Insomma, ci sono delle cose su cui devo fare chiarezza, forse è solo un qui pro quo. Sono certa che dei giornalisti seri come quelli radiotelevisivi non si macchierebbero mai di plagio e non mentono e che, quando riuscirò a parlare con Mungo, mi spiegherà tutto.
Fortuna che il post sul mio intervento l’ho fatto ieri sera alle 22:39!
Vi terrò aggiornati.

(Sì mio caro, forse questo è pane per i tuoi denti)



Commenti

  1. Più che equivoca è oltremodo fuorviante l’affermazione "alla Rai solo chi collabora in modo continuato viene ricompensato" ? ossia ? Vi è in corso un contratto di lavoro tra la RAI e Boh?

    Tutte le collaborazioni autonome occasionali devono essere ricompensate a meno che le parti non abbiano stabilito concordemente il contrario . Per altro a volerne discutere non mancherebbe il fascino di addentrarsi nella questione se non si tratti piuttosto di una consulenza chiesta da un giornalista (a nome della Redazione) ad un esperto ed utilizzata poi per costruire il materiale da mandare in onda … ed anche qui la consulenza svolta deve essere retribuita.

    Per il resto penso che sia solo un malinteso e si metteranno a posto le cose.
    .:.

    Scritto da hermansji, 6 anni, 9 mesi fa


  2. Sì sì anche io lo penso. Ma il mistero che stamattina non è andato in onda alla radio c'è e rimane. Però sono certissima che si metterà a posto tutto, non dubito della serietà di RAI1 e dei suoi giornalisti, a cominciare dal direttore.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  3. Come mai tutta questa fiducia sulla serietà e professionalità dei giornalisti e del management della rai?

    Scritto da Contessa Maria Pandora Pinkerton, 6 anni, 9 mesi fa


  4. che vuoi, è una presunzione di innocenza. Siamo o non siamo in una società garantista? Diritti civili.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  5. Giornalisti, vil razza dannata:)

    Scritto da donMo, 6 anni, 9 mesi fa


  6. si sistemerà, sono certa che sia un disguido.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  7. sono rimasto colpito da quello che ti è successo, spero con tutto me stesso che si risolvi al piu presto

    Scritto da Giovanni, 6 anni, 9 mesi fa


  8. Grazie Giovanni. Ho scritto al Direttore Rai1 Dott. Gianni Riotta spiegando l'accaduto, vediamo se risponde.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  9. I giornalisti sono i becchini della verità. E' una categoria che disprezzo altamente. Se fosse per me abolirei l'ordine (cosa che avviene in ogni paese civile ma non in questa di merda di italia). ciao

    Scritto da Airel, 6 anni, 9 mesi fa


  10. Airel, avviene così in ogni categoria professionale, e non solo, ci sono sempre squali o furbetti. Specie se la categoria ha un potere (vedi medici e avvocati).

    Anche i giornalisti hanno un grande potere in mano, quello di costruire la notizia e di fare informazione, e per questo hanno potere. Ogni tanto ce n’è uno/una furbetto. Mi pare "normale".

    Cmq in questa vicenda stiamo a vedere gli sviluppi prima di giudicare, aspetto la risposta di Riotta.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  11. Giusto approccio, aspettiamo gli sviluppi… Anche se l'amaro in bocca rimane indipendentemente dall'esito della vicenda.

    Scritto da ex-xxcz, 6 anni, 9 mesi fa


  12. Giudicare?! Chi giudica? La mia è una semplice constatazione. Non paragoniamo i giornalisti ai "veri" professionisti. Il medico ha un potere "vero", indipendente da noi. Il giornalista invece è un poveretto che falsifica, distorce, strumentalizza i fatti, e siamo NOI che glielo permettiamo, dando ascolto alle sue cazzate. Per questo l'ordine è assolutamente inutile, feticcio ipocrita di un epoca passata.

    Scritto da Airel, 6 anni, 9 mesi fa


  13. Enrica, sono abbastanza disgustato dal trattamento che ti hanno riservato! Dici di aspettare gli sviluppi, d'accordo, però che prima ti interpellino e poi guarda caso se ne escano con le cose che tu hai detto a loro senza citarti e il tuo intervento non esce… fa parecchio pensare!!!

    Scritto da Andrea Perotti, 6 anni, 9 mesi fa


  14. Ciao Enrica!

    Ho scoperto oggi il tuo blog alla ricerca su google di approfondimenti sulla vicenda di Sajani Shakya in Nepal.

    Ho letto giusto in tempo i tuoi ultimi commenti per il "malinteso" della tua intervista non andata in onda, mentre in onda andava solo il contenuto della stessa in forma anonima.

    Una buona fortuna che tu abbia pubblicato online il giorno prima il testo dell’intervista; una buona fortuna avere un blog ove trovare diecine di testimoni; una buona fortuna che tu sia una persona molto bene determinata (non conoscendoti mi è bastata una veloce visione a volo di uccellino fra i tuoi articoli per rendermene conto) ed a conoscenza delle cose del mondo.

    Poi mi chiedo: perchè mai le buone fortune arrivano sempre quando dobbiamo fronteggiare una fortuna non così buonina? Mi viene il forte sospetto che gli ostacoli siano il pane quotidiano necessari per temprare la nostra forza di volontà e la nostra resistenza.

    La mia solidarietà per te, ti comincio a seguire da oggi con interesse.

    Ciao.

    Marco

    Scritto da Marco cuorevivo, 6 anni, 9 mesi fa


  15. ex-xxcz: infatti l'amaro è rimasto già, la cosa è già sbagliata, e sono incavolata. Succede troppo spesso. Ciao!

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  16. Airel, l\’arrabbiatura è santa e giusta, ovviamente, ma il potere di chi sta negli organi d\’informazione e, soprattutto, di chi li possiede, c\’è.
    Ma quindi la verità è morta? Non c\’è una realtà della verità?
    Io credo che ci sia, sfaccettata ma c\’è.

    Un cosa sul tuo blog: la mano, nella pagina d\’informazione personale, non c\’è. Ciao buona giornata:)

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  17. Grazie Marco cuorevivo, sì, una fortuna nella sfortuna, forse comune, di aver incontrato una persona, chiunque essa sia (ma sicuramente del TG1, visto che le cose dopo poco sono andate in onda sul TG1) che mi ha saccheggiato.

    Hai sentito anche tu il TG1?

    Gli ostacoli ci sono certamente per crescere, ma questo è troppo. Qualche ostacolo si dovrà pur appianare.
    Però hai ragionissima \"una buona fortuna avere un blog ove trovare diecine di testimoni\": io ho trovato, e da tempo, degli amici, non solo dei testimoni! E anche dei lettori: talvolta critici, talvolta amichevoli, altre volte, appunto, amici.
    Questo dialogo e questa comunicazione sono una cosa bellissima. Non credi?

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  18. Boh mi dispiace ovviamente per quello che ti è successo e capisco come la cosa possa essere fastidiosa, ma temo tu abbia pochissime probabilità di ottenere una qualche forma di giustizia.
    Vedi un principio generale in questo tipo di interazione è che se io per parlare voglio la assicurazione che vada in onda o voglio essere pagato (anche se essere pagati per due minuti di conversazione mi sembrerebbe un poco bizzarro) lo devo dire prima e comunque la assicurazione della messa in onda non te la darà mai nessuno perché come tu ben sai le radio e le televisioni hanno problemi di tempi molto stringenti e i notiziari sono spesso stravolti da eventi che non possono essere previsti.
    Il fatto poi che qualcuno nel telegiornale della notte ti abbia parafrasato senza citarti oltre che essere un atteggiamento scorretto è anche estremamente stupido perché se aveva lì un nastro gratuito tanto valeva metterlo in onda.
    Credo comunque difficilissimo ottenere qualche forma di risarcimento perchè il tuo minuto e mezzo se contiene quanto dici nel post contiene di fatto informazioni sulla vita di Pratibha di pubblico dominio che possono essere trovate da chiunque su Google news.
    Intendiamoci non sto dicendo che tu non sia stata in qualche modo copiata, sto dicendo che non lo potrai mai dimostrare.

    Io mi metterei l’animo in pace e penserei una strategia da adottare per la prossima volta.

    dadda

    Scritto da Roberto Dadda, 6 anni, 9 mesi fa


  19. Certo che sono d’accordo con te, Enrica, sul fatto dei blog come cosa bellissima! Non solo per condividere e confrontare pensieri, non solo per rimanere in contatto con nuovi amici, ma anche per avere quel tipo di informazioni che ormai troppo spesso (la norma comune?) sono manchevoli, parziali ed occultano la parte scomoda (ad alcuni) della notizie.

    Come scrive bene anche Dadda anche se questa volta non dovessi cavare il ragno dal buco sarà una nuova tua esperienza (ed anche di noi tutti che ti leggiamo, vedi il bello della diretta?) in vista di future situazioni similari.

    Buona giornata a tutti. Ciao.

    Marco

    Scritto da Marco cuorevivo, 6 anni, 9 mesi fa


  20. Roberto, certo che l’ho detto prima. Anzi, lo hanno proposto loro l’intervista e la messa in onda, io ho chiesto info (chi era come si chiamava e quando/dove sarebbe stata la trasmissione ecc.) e ho detto che mi andava bene.
    Di soldi invece ne abbiamo parlato dopo. Ma collaboro spesso con la radiotelevisione svizzera in lingua italiana e sono sempre stata pagata, ho chiesto cone faceva per il pagamento, non quanto! Per me era logico che pagasse, visto che LUI mi ha cercato, LUi aveva bisogno di me e LUI mi ha offerto una prestazione professionale riguardante il mio lavoro. Ovvio che fosse pagata. Non sono amica di Mungo io.

    Sulle info, come ha detto Mungo, ho detto cose da un’angolatura particolare": non sono solo info, è un commento e un’analisi politica.
    Come saprai io scrivo anche di geopolitica asiatica e collaboro regolarmente alla più grande pubblicazione del settore. Anzi, proprio questi giorni devo annunciare il nostro ultimo lavoro.

    Vedi Roberto, i cellulari e le telefonate, ancorché da numero privato (vecchio vizio italico, ma non svizzero!) si rintracciano. Se un giudice lo ordina.

    Ciao Roberto e grazie:)

    boh

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  21. marcocuorevivo, vuoi dire che almeno è servito da lezione agli altri? Beh, in effetti hai ragione..:)

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  22. mi permetto di far osservare ad Airel che frasi come
    E\’ una categoria che disprezzo altamente. Se fosse per me abolirei l\’ordine
    mi permetto di rispondere a Roberto Dadda oppure Non paragoniamo i giornalisti ai \"veri\" professionisti

    sono giudizi e non voglio dilungarmi sulla qualità e modalità espressiva dei medesimi …

    ho visto anche l’interessante contributo di Roberto Dadda e mi permetto anche qui qualche osservazione
    anche se essere pagati per due minuti di conversazione mi sembrerebbe un poco bizzarro
    anzi è del tutto congruo con le modalità del mezzo, in campagna elettorale gli studi legali (ed io ho fatto la mia gavetta in uno di questi) raccoglievano i ricorsi e le richieste di rimborso per 20 secondi di mancata messa inonda … la questione non è la durata … rapportata alle righe di un quotidiano … ma la qualità del contributo … è quello che si paga … un contributo di 15 secondi di audio sull\’allarme di un passeggero sull\’aereo che sta impattano contro le torri gemelle … sarà pur sempre lungo 15 secondi ma avrà un suo valore è costo … così gli spazi pubblicitari e così via … dovremmo ragionare in questi termini invece … la notizia ha una sua dialettica del mezzo ben precisa … così allo scritto chiediamo non solo di informarci ma anche di coinvolgerci ed evocare … ad un contributo audio chiediamo di informarci, coinvolgerci ed evocare il tutto attraverso l’uso della timbrica … non è l’occhio a percepire … strumenti diversi … modalità diverse di rilevare l’importanza di una notizia …
    il tuo minuto e mezzo se contiene quanto dici nel post contiene di fatto informazioni sulla vita di Pratibha di pubblico dominio che possono essere trovate da chiunque su Google news.
    Intendiamoci non sto dicendo che tu non sia stata in qualche modo copiata, sto dicendo che non lo potrai mai dimostrare.

    ecco anche qui bisogna considerare che un opera dell\’ingegno tutelabile non è quella dal contenuto originale … altrimenti con la ripetibilità umana qui avremmo ben poco da dichiarare proveniente da un autore … molto adatto è il modo di dire niente si crea , niente si distrugge tutto si trasforma … infatti quella che viene tutelata è la forma espositiva ed il modo nel quale la notizia viene riportata … se dunque Boh può provare che sua è la forma espositiva . sua è la modalità in cui i dati sono stati aggregati . uniti . presentati . mischiati tra loro … Boh ha dimostrato la paternità del suo lavoro di ricerca e di studio…

    .:.

    Scritto da hermansji, 6 anni, 9 mesi fa


  23. hermansji, ti ringrazio! Ho anche parlato anche delle difficoltà delle elezioni, per la prima volta in India, che sono state tenute sotto stretto controllo dalla commissione elettorale indiana (cha ha emanato un ordine con il quale si diceva di assicurare la corretta identificazione dei votanti, ha ordinato le riprese video dello spoglio e ha vietato ai parlamentari i telefonini nei seggi!), dell’amicizia di Pratibha con tutta la famiglia Gandhi a cominciare da Indira Gandhi, dall’appoggio di Sonia Gandhi e varie altre cosette, tutte cose che non erano state dette neanche dalla BBC e da Reuters. E che non si trovavano "assemblate" in rete.
    In un paio di ore o meno dubito che i giornalisti TV abbiano saputo tante cose messe insieme da tante fonti che non erano neanche su Internet!

    Inoltre l’analisi politica è mia e dubito che un giornalista degli esteri, cioè un tuttologo del mondo, che per forza ne sa poco o niente della complessità della situazione indiana, possa fare alcuna forma di analisi e previsione. Si limiterà a delle banalità scontate, dicendo che Pratibha è il primo presidente donna in India e così via. Cioè quello che hanno detto tutti, blog e giornali, sulla vicenda.

    Posso provare che i dati erano miei, che mi hanno telefonato due volte da RAI1 e altre cose che non sto a dire qui, adesso. Lo dirò in sede opportuna.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  24. Salve,

    anch´io non amo la categoria dei giornalisti, in particolare italiani, ma ovviamente la rispetto. Faccio inoltre un distinguo tra telegiornalisti (che teoricamente sarebbero completamente rimpiazzabili da automi), giornalisti e opinionisti (progressivamente sempre meno rimpiazzabili da macchine).

    La gestione dell´informazione costituisce certamente una forma di potere, il quarto secondo alcuni, un po come il plasma é il quarto stadio di aggregazione della materia.

    Dopo aver espresso la mia solidarietá per Boh (un giornalista robot non ti avrebbe mai fregato perche non puo violare le tre leggi della robotica http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_leggi_della_robotica), vorrei pure esprimere la mia indignazione (giusto per dirne una) sulla marginalitá che é stata attribuita oggi alla notizia della liberazione delle infermiere Bulgare da parte delle due maggiori testate online italiane, il Corriere e la Repubblica. Se in questo momento andate sul sito della BBC noterete come non solo tale notizia sia prima in prima pagina, ma come la BBC abbia giustamente dedicato un serio approfondimento della tematica visto il non trascurabile dettaglio che le infermiere sono state TORTURATE per confessare il fatto assolutamente falso e dell´infezione volontaria da parte loto di 440 bambini con virus HIV. Tale fatto di grande rilevanza internazionale (anche per le implicazioni politico-culturali) é sulla Repubblica dato a 3/4 di pagina mentre sul Corriere é addirittura un trafiletto invisibile nella categoria esteri.

    Per non parlare poi della (a mio parere tremenda) involuzione della qualitá del giornalismo televisivo in cui, a parte il caso del tg4 spudoratamente vergognoso, abbiamo assistito a una estetizzazione e personificazione estrema di fatti e notizie, quasi che apparire (in piedi!) con acconciature nuove ogni giorno e tacchi alti sia condizione necessaria per fare del buon giornalismo!
    Auspico davvero che un giorno siano dei robots asettici, non troppo umanoidi e ben programmati a gestire l´informazione.
    Il quarto potere va ridimensionato. Potere ai contenuti. Potere ai generatori di fatti, non agli intermediari.

    Scritto da ProgressForum, 6 anni, 9 mesi fa


  25. In effetti c’è "una estetizzazione e personificazione estrema di fatti e notizie", eccome! ma io non ho niente contro i giornalisti, anzi o molti amici, però questa volta il Signor Mungo o chi per lui ha passato il limite.

    E poi sì, potere ai contenuti, a chi fabbrica contenuti, non la notizia. Cioè, contenuti della la notizia, non il sensazionalismo in sé per sé. e, ovviamente, chi ruba.

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  26. Premesso che sono assolutamente d’accordo sulla sgradevolezza dell’accaduto continuo a ritenere che sia impossibile dimostrare nulla e che la tua reazione sia un poco spropositata rispetto all’evento.

    Una intervista telefonica di due minuti in Italia (non so cosa succeda nella sublime svizzera, ma so che quando mi telefonarono per un commento al black out della borsa dopo le torri a me non si sognarono nemmeno di offrire una ricompensa!) in Italia dicevo una intervista del genere sarebbe considerata come tale e le interviste di norma non si pagano. Anche la assicurazione della messa in onda non è mai possibile, l’unica cosa che io chiedo sempre è di risentire il testo se fanno tagli perché tagliando si rischia di modificare anche pesantemente il senso di una frase.

    Del resto francamente non saprei bene cosa chiedere per un commento di due minuti…

    Le telefonate non sono registrate, o se lo sono lo sono illegalmente, per cui anche nella improbabile idea che un giudice chieda i tabulati verrebbe solo a sapere che tu hai parlato due minuti, ma nulla del contenuto trapelerebbe.

    Faccio anche fatica a considerare tanto negativo riservarmi il diritto di dare il proprio numero telefonico a chi pare a me, magari in svizzera lo divulgano di abitudine, ma non getterei anche questa croce sull’italia: in fondo dal paese che con i conti cifrati tiene segreti i titolari dei conti correnti forse in questa materia abbiamo ben poco da imparare.

    Sono molto curioso di vedere se e cosa ti risponderà la rai, ma ho buoni motivi di credere che ti sentirai dire che si tratta di notizie di pubblico dominio e a quel punto non hai alcuna possibilità, credo, di dimostrare il contrario.

    Io prenderei la cosa molto più serenamente…

    bob

    PS certo che mi sento un cretino quando penso alle interviste di ore che ho rilasciato per esempio a Mediamente senza chiedere una lira, ma non sono svizzero e in fondo sto bene così…

    Scritto da Roberto Dadda, 6 anni, 9 mesi fa


  27. Ciao Roberto, il punto non sono i soldi.
    1) E\’ il copyright, la paternità delle ANALISI di geopolitica, di politica, sociali ecc. ecc.
    2) Se uno fa dei patti, li rispetta. Noi li abbiamo fatti, e i patti sono contratti, dalla loro parte non sono stati rispettati.

    (In ogni caso dimmi, per una visita specialistica di esattamente 3 dico tre da un certo medico, molto bravo ma non a livello internazionale — mentre io nel mipo campo lo sono — la bellezza di 5 anni fa qui a MI mi hanno preso 250 Eu netti. E la segretaria non voleva farmi la ricevuta deducibile.
    Tu paghi i minuti di lavoro o la capacità, la professionalità e tutto quello che c\’è dietro, in una parola l\’expertise?
    E poi dimmi, è male parlare di soldi? Sembri scandalizzato!
    Allora tutti i professionisti dovrebbero operare pro bono? O solo noi orientalisti? Nota che tu non sei un libero professionista ma un impiegato, per quanto di alto livello: io sono una libera professionista. Tu quando insegni all\’università, come libero profesisonista evidentemente, lo fai pro bono? Non credo)

    Ciao:)

    Scritto da boh, 6 anni, 9 mesi fa


  28. Enrica io faccio anche il professionista e ti assicuro che mi faccio pagare perché penso che sia assolutamente corretto: anche io sono considerato a torto o a ragione un esperto, ma continuo a pensare che una cosa sia un prestazione professionale, una cosa un intervista, per le interviste estemporanee non credo sia uso comune essere pagati, a meno che non lo si dica prima.

    Se un medico davvero ti ha chiesto una cifra del genere per una prestazione di tre minuti e non voleva nemmeno fare la fattura la soluzione è semplice: esiste un ordine dei medici al quale puoi presentare un ricorso, anche se francamente faccio fatica a immaginare una visita di tre minuto, tempo a malapena necessario per chiedere a un paziente cosa ha…

    resto molto curioso della risposta della rai…

    bob

    Scritto da Roberto Dadda, 6 anni, 9 mesi fa


  29. Roberto, ti dirò di più: avevo uno zio (notaio) che faceva gli expertise di Corot.
    Per avere il suo illuminato parere di qualche minuto prendeva diversi milioni molti anni fa, 30 o più. E sentenziava al volo,

    Il medico: gli ho chiesto senza problemi, diciamo imposto, la ricevuta fiscale. Eravamo in 30 e passi in sala d’aspetto, si è sbrigato dalle sette a quando, presumo, è andato a cena. E’ molto bravo e credimi, in pochi minuti valuta le cose.
    Anche mia sorella, che è anestesita, valuta in pochi minuti anche una situazione molto complessa. Certo, lo fa solo in ospedale e non in privato (non fa prestazioni fuorei dell’ospedale).

    Quanto ai soldi, sui quali tu sembri tanto puntare il dito, quando paghi o fai pagare ti rimane una specie di ricevuta della transazione, e questa è l’unica traccia che rimane di una tua prestazione professionale così aleatoria.
    Sono sempre problemi di copyright.

    Cmq non preoccuparti che Riotta risponderà, prima o poi. O così spero:)

    Scritto da boh, 6 anni, 8 mesi fa


  30. Buongiorno Boh e perdonami il ritardo. Il mio parere, derivato da una certa esperienza sia dall\'una sia dall\'altra parte della barricata (cioè sia come ex free lance sia come committente di collaborazioni) è che in Italia si giochi molto - anzi tutto - sull\'ambiguità. Le case editrici committenti il più delle volte sfruttano la scarsa attitudine italiana a parlare subito - cioè PREVENTIVAMENTE - di soldi, quasi che fosse una cosa volgare e poco elegante stabilire un compenso prima della prestazione d\'opera. In America, lo sai meglio di me, questo non succede: se A chiede a B un servizio prima gli dice se e quanto sarà pagato. E se non lo dice ci pensa B, senza alcuna timidezza, a chiederlo. E\' assolutamente ovvio. Da noi invece A glissa e B il più delle volte si vergogna a chiedere quanto e come verrà pagato. ed ecco l\'ambiguità di cui si approfittano molti editori (non tutti, in verità, ma molti sì). Insomma, io ne faccio una questione di abito mentale e invito tutti - grandi firme e sconosciuti free lance - a CHIEDERE SEMPRE QUANTO SI VERRà PAGATI PRIMA DI APRIRE BOCCA O ACCENDERE IL PC. Liberarsi dalla convinzione (eredità cattolica?) he parlare di soldi sia male, perché se non ne si parla prima poi seguono… i plagi. Ciao.

    Scritto da alemaugil, 6 anni, 8 mesi fa


  31. Grazie del commento e bentornato dalle vacanze:)

    Io, dico la verità, non ho parlato prima di soldi perché sono sempre stata pagata, poco o tanto che fosse (e anche pochissimo), e mi pare normalissimo esserlo. Infatti a Mungo ho chiesto QUANTO (e non SE): lo avevo dato per scontato!

    A meno che la persona sia amica/o oppure mi dica subito; guarda non posso pagarti, oppure non voglio, oppure noi non lo facciamo, ti va ugualmente?

    In questi casi di solito dico ok, è il mio lavoro e io mi sento in dovere, per etica verso il mio lavoro e non verso la gente, intendiamoci, di fare al meglio: rispondere, analizzare, oppure correggere, suggerire. In poche parole, dare il meglio e fare il meglio di quello che so e posso, perché penso che la mia sia una specie di missione. Portare il bello è una missione, quello che faccio è bello, quando la gente sta bene è più bella, e io cerco di condividere questo bello e di portarlo su questa terra. Mi fa piacere dare piacere, le mie cose mi danno piacere e presumo che lo diano agli altri.:) Oppure se chiedono credo che ne abbiamo bisogno, e allora dò senza indugi.

    Hai perfettamente ragione che i soldi sono una garanzia di copyright comunque, la retribuzione protegge il tuo lavoro, è una garanzia di lavoro.

    Certo, Mungo lo conosco (non personalmente ma è amico di un amico vero, studioso e giornalista iscritto all’ordine), è un ottimo giornalista e lo so, di esteri ne capisce davvero, le sue domande erano molto ben informate, ma questa mossa non me l’aspettavo. A parte i soldi, le bugiole.
    Come non mi aspettavo che Riotta non rispondesse.

    Un mesetto fa a una ragazza pubblicista che vedo sempre in biblio dicevo delle cose, l’argomento, le idee + riferimenti bigliografici, e poi me le sono ritrovate scritte pitte pitte sul tuo settimanale, a firma sua ovviamente!
    Mi lamento degli studiosi ma anche il tuo ambientino non è male mi sa.
    Vabbè, tu non c’entri..
    :)
    E cmq è una cavolata, sono stata espropriata di ben altro che di 2 minuti di illuminato parere!

    Scritto da boh, 6 anni, 8 mesi fa


  32. Enrica mi dispiace per quello che è successo ma devo constatare che in Italia questo genere di vigliaccate accade spesso in molti campi professionali. L'unica raccomandazione che posso darti per le prossime consulenze è di seguire il consiglio di alemaugil, cioè l'approccio all'americana (soldi, quanto e come ben prima della cosiddetta "intervista"). Ti frutterà meno "interviste" o apparizioni in radio/tv a breve come esperta della materia ma francamente non penso che tu abbia bisogno di tutta questa pubblicità, o no ? E se poi volessi farti pubblicità sui media regalando commenti ed analisi geopolitiche sarebbe una tua scelta e non frutto di "furbizie" altrui. Vincenzo Mungo (o chiunque fosse quel giornalista RAI … nome omen direbbe qualcuno) sarà anche esperto, preparato e competente in materia ma rimane sempre un piccolo uomo.

    Scritto da Sergio Berisso, 6 anni, 8 mesi fa


  33. Hai ragione Sergio, il punto è che a me piace quello che faccio e regalo comunque, spesso e volentieri. Ma voglio saperlo prima e voglio sapere che fine fa quello che dò. Ciao ciao

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 7 mesi fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.