Ho già raccontato il setting del discorso di Ferruccio De Bortoli, Direttore responsabile de Il Sole 24 Ore. Ho letto che la sua nomina è stata fortemente voluta dal presidente della Confindustria, quel burlone di Luca Cordero di Montezemolo per cui i sindacati “rappresentano solo i fannulloni della pubblica amministrazione.” Quando l’ho ascoltato mi chiedevo cosa ci fosse di comune fra i due, e pure con Mario Draghi, governatore di Bankitalia, e ora lo so. Sembra che si copino l’un l’altro su molti punti.
Nel suo discorso del 15 maggio De Bortoli ha parlato della crescita dell’economia italiana e del PIL italiano del 2%, dell’uso del cosiddetto tesoretto inferiore a quello dell’Europa, del deciso peggioramento del livello di vita (che scoperta grandiosa!) e del fatto che questa finanziaria ha superato di molto la correzione di Maastricht. Che ci farà Prodi col disavanzo?
Il punto centrale è stato che le piccole e medie imprese pagano molte più tasse ora che nei governi precedenti per il diverso regime di ammortamento e l’auto-aggravio fino al 100%. Questo è un punto che ho tradotto: le piccole e medie imprese pagano fino al 100% in più di tasse col governo Prodi rispetto al governo Berlusconi. Questa finanziaria le ha colpite particolarmente, le piccole e medie imprese
si sono sentite molto trascurate, specie quelle del nord. Hanno pagato l’elevato costo del rinvio di alcune scelte, per esempio la riforma del sistema delle pensioni. Il disegno di legge Lanzillotta che delega al governo il riordino dei servizi pubblici locali è il paradigma della difficoltà di riforma di questo governo.
Applausi soffocati ma soddisfatti. La gente si muove tutta contenta sulla sedia.
La situazione politica dell’opposizione però è molto brutta, c’è una evidente pochezza di proposte. Si dovrebbe attuare il federalismo fiscale col traferimento di competenze dal centro alla periferia. Perché i costi della sanità sono stati abbassati in Lombardia e aumentati nel Lazio e altre regioni del sud. Di fatto la Lombardia paga per altre regioni. Di fatto, il sud è pieno di amministratori dello Stato che sostanzialmente fanno poco.
Ecco che c’era dietro a tutto: nel discorso di Montezemolo i sindacati rappresentano solo i fannulloni della pubblica amministrazione, in quello di De Bortoli i fannulloni della pubblica amministrazione si trovano nel sud (ergo, i sindacati rappresentano il sud e non il nord). Questa mi è nuova ma di cavolate se ne sentono tante in giro, una più o in meno non fa differenza.
De Bortoli ha continuato sottolineando la centralità dell’impresa. Il suo giornale porta avanti
le istanze delle imprese contro l’ansia di contenerle dei cattolici e dei comunisti. L’Italia è un paese di consolidata pace sociale e ci vuole uno Stato snello ed efficiente. Le piccole e medie imprese sono frenate dallo Stato e si sentono estranee allo Stato.
Tiriamo le somme:
1) il sud è pieno di fannulloni e sfrutta il nord,
2) i sindacati rappresentano gli sfruttatori
3) l’Italia vive nella pace sociale. (Sì sì, vedremo quando ci sarà in Italia lo stesso numero di immigrati che c’è in Francia o in Germania!).
4) Le imprese sono vessate dalle tasse e invece devono stare al centro dell’attenzione del Governo.
5) L’opposizione non ha una proposta di governo alternativo valida: questo Governo fa un po’ schifo, quello di prima di più. (E qui siamo tutti d’accordo. Mi chiedo se possiamo mettere a capo del governo qualche blogger di buona taglia…)
Mi pare che Montezemolo e De Bortoli, e pure Draghi, abbiamo molti punti in comune. Che abbiano un progetto politico preciso?
6) Ah, e il razzismo verso il sud non esiste.
p.s. Ho appena letto su L’Espresso che altri si chiedono che ne farà Prodi e il Ministro Padoa Schioppa del tesoretto. Cominciano a chiederselo in tanti.


Per me De Bortoli e Draghi hanno in comune il fatto di essere due gran begli uomini ;-D Riguardo al progetto politico preciso…mah. Il termine "preciso" in Italia è sempre molto relativo, e muta col variar del vento (e delle correnti politiche). I punti dall'1 al 4 li sento ripetere (esattamente uguali) in ambiente industriale dal 1970; solo che prima non venivano esposti così pubblicamente, ma solo nelle cene fra amici. ;-*
Scritto da Mitì, 4 anni, 7 mesi fa
Ciao cara Mitì.:)
Che siano begli uomini non c'è dubbio, come non c'è dubbio che il potere, la cultura, la sicurezza di sé aumentino il fascino. Gente che apre bocca, magari per dire delle scemate, o delle banalità, e pare oro colato. I giornali le riportano, i giornalisti le commentano e pure io e tanti altri ci facciamo un post.
E poi se sono arrivati dove sono arrivati qualche qualità l'avranno, pure, no? Magari la nascita, il nome, le conoscenze, non so. La fortuna..
Che i punti 1-4 siano gli stessi questo proprio non lo sapevo. Io sono cresciuta nel sud fannullone, nobile e decadente.:) Questa è la mia cultura di riferimento. Pensa che nessuno dei miei due nonni lavorava, non ne aveva bisogno. Ma qui ho conosciuto gente della loro epoca, ne ho sentito parlare, che egualmente non ne aveva bisogno ma lavorava molto, molto sodo. Per fare più soldi!
In realtà i miei amministravano le loro cose (anzi, a dire la verità lo facevano le mie nonne perché sono le donne che lo devono fare, che "comandano" in casa:) e decidono sui soldi), e, cmq, il punto era che non avevano alcuna ansia di accrescere denaro o beni.
Qui invece, come dice una signora che ahimé conosco molto bene (con patrimonio di diverse decine di milioni in euro contanti, proprietà ecc.), parlando di sé, i soldi non bastano mai.
Se non le bastano a lei..! E spinge il marito a lavorare sempre di più.
Mi pare che questa sia la mentalità corrente..
Certo, questi punti 1-4 se li potevano risparmiare di dirli in luogo pubblico. Non c'è più ritegno..:)
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa
Anche nel "vecchio Piemonte" (e in Liguria) sino alla metà degli anni 60 vi erano molti come i tuoi nonni. Persone che vivevano amministrando proprietà (da terreni alle case: i cosiddetti immobili, insomma) che appartenevano alle loro famiglie da generazioni. E come dici giustamente tu, non vi era la smania di aumentare il ricavato, ma solo il desiderio di mantenerlo uguale. Come uguale rimaneva lo stile di vita, con una particolare ripulsa all'ostentazione. E così erano in fondo gli industriali prima generazione, sempre legati al "concreto". Poi l'economia è divenuta sempre più cosa astratta (basata cioè su pezzi di carta che certificano "partecipazioni") e diversificata; uno che un tempo fabbricava solo scarpe (o auto o poltrone o quel che vuoi), ora si dedica contemporaneamente anche a motori, giornali, moda, carburanti, discoteche, ospedali, libri, alimentari…E politica. Basta guardare nelle varie holding (la fanno ancora la Guida Monaci? Era una lettura interessantissima già anni fa ;-)i nomi dei componenti; trovi di tutto e il contrario di tutto. E spesso quei nomi sono "ubiqui"… Ritegno è una parola che fra un po' sparirà dai dizionari ;-D
Scritto da Mitì, 4 anni, 7 mesi fa
Mitì, non lo sapevo.. Io del nord conosco un po\' solo Milano, e bene solo un certo ambiente. Ho visto che Genova è diversa ma, sai, in due gg che vuoi capire?:)
E pure il Piemonte mi pare diverso, ma anche lì solo Torino, 1-2 giorni e via.
Però ritegno sparirà davvero, e pure buon gusto e stile. E sì che il Dux Montezuma dovrebbe averlo! Ma come si permette questa gente di affermare certe cose, che poi le legittimizza per tanti, tanti altri?
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa
Ora anche Torino e Genova sono cambiate, cara. Ma sino a pochi decenni fa erano soprattutto così…:-*
Scritto da Mitì, 4 anni, 7 mesi fa
El Cordero e Draghi in comune hanno di essere stati compagni di scuola, in qualche occasione perfino di banco, a quanto si dice.
De Bortol, quasi coetaneo,i conosce entrambi da tempo, per lavoro e per interessi comuni e prima che tutti e tre assurgessero ai rispettivi ruoli attuali, sono stati anche visti a cena tutti e tre insieme in più di un'occasione, e spesso nello stesso posto, discreto e fuori mano.
Diciamo che se il loro fosse un vero sodalizio, potrebbe mirare a mandare "fora di bal" la generazione dei settantenni che tutt'ora ha saldamente in mano le leve e i bottoni, e far finalmente largo ai ggiovani cinquantenni.
Inoltre baci, per entrambe :)
Scritto da Gilgamesh, 4 anni, 7 mesi fa
Mitì! peccato che il mezzo "denaro" sia diventato un valore inattaccabile e messo sopra tutto, che veicola anche affetti e relazioni..:(
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa
Gilgamesh, buona domenica!:)
Non sapevo di questa fratellanza. Non sapevo di questa fraterna amicizia.
Ma è ovvia, evidente, si sente. Hanno lo stesso stile.. Che è tutto, è stile di pensiero e di azione!
Un bacio alla piccola Emma.:)
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa
Ciao Gilga, bacio a te e alle tue 2 splendide donne! :-)**
Scritto da Mitì, 4 anni, 7 mesi fa
vengo dal blog di axelweb… sono venuta a trovarti. Monto interessante il tuo blog Ciao :)
Scritto da aradia - il pane e le rose, 4 anni, 7 mesi fa
grazie aradia, sei molto gentile:) ciao
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa
1) beh sui sindacati concordo. La maggior parte delle strutture sindacali presenti in un'azienda sono cmq asservite all'azienda, per cui completamente inutili.
I sindacati strutturati fanno invece sono vere e proprie strutture politiche che sfruttano il fascino che la parola sindacato ha sulla massa per fare loro stessi azione politica.
2) Sul SUD fannullone. Le persone normali quelle che faticano facendo il meccanico, l'idraulico, l'ingegnere, il capo d'azienda si fanno un mazzo come una casa per riuscire a portare avanti le loro attività. La nostra classe politica (quella del Sud) è invece particolarmente inetta completamente incapace di fare alcunché e decisamente fannullona. L'ho scritto da me. Quest'anno in Calabria ci sono 2 bandiere blu che se rapportate alla lunghezza delle coste calabresi è veramente ridicolo come poche cose al mondo. Basta farsi un giro per le nostre coste per avere sotto gli occhi quanto è inetta la nostra classe politica.
- Le imprese: 6 anni fa circa ho avuto la bella idea di mettermi in proprio. Ad oggi non ho ancora finito di pagare al governo quello che non ho mai guadagnato. Date retta a me il governo non se li fa due conti. E' completamente pazzo e pretende dalla gente soldi che non gli potrà mai dare.
- Infine c'è un trattamento completamente diverso riservato alle grandi aziende rispetto a chi si barcamena fra una tassa e l'altra. Le grandi aziende hanno canali privilegiati, hanno agevolazioni, hanno potere persino sullo stato e sulla contrattazione. Senza voler parlare del diverso rapporto con le banche (ma questa è un'altra storia). Le piccole aziende e i lavori autonomi invece sono vessati, non hanno nessuna alternativa se non quella di stringere i denti e andare avanti.
Lasciatemi stare che con il governo attuale, quello precedente, i poteri forti sono veramente incarognito :)
Scritto da jaco, 4 anni, 7 mesi fa
Sulle tasse e le piccole aziende si sa, hai perfettamente ragione.
Sui sindacati di categoria pure, mi ricordo anni fa che quando una persona che conoscevo davvero molto bene, Gran Capo in una multinazionale, voleva licenziare qualcuno (per es una generalmente brava ma diventata non molto produttiva causa maternità da "vecchia"), si metteva d'accordo coi sindacati: loro lasciavano passare il licenziamento, anche se appoggiavano la sua ricollocazione in un'azienda minore e meno competitiva, e lui in cambio assumeva qualcuno sotto loro segnalazione.
I sindacati hanno la loro agenda, che non sempre è quella dell'interesse del lavoratore. Ah, che nostalgia dei sindacati americani che scioperano poco ma, quando lo fanno, piegano letteralmente il paese e costringono la controparte a cedere su tutti i fronti. Durissimi. O quelli indiani, se pure con altri metodi, anche più duri. Qui quelli di categoria mi sembrano un po' annacquati e hanno delle forme di lotta che alla fin fine nuocciono (come quelli dei trasporti) e fanno incavolare la gente: ma davvero ottengono diritti?
Ora carissimo mio jachetto, sul sud e il nord, l'ho già raccontato ma lo ri-racconto: quando sono andata a chiedere soldi per una conferenza internazionale (venuta molto bene, tra l'altro), con studiosi bravi da USA e India e un libro in preparazione, ho chiesto i soldi a Provincia e Regione Lombardia, fra le altre. Alla Provincia la allora consigliera che si occupava di immigrazione e culture altre (era a capo Ombretta Colli, Forza Italia che affondi!, che mi mandò da lei) mi disse che esattamente un quarto del budget andava a finanziare e sponsorizzare il suo libro!
Che faceva tutto il giorno? Si dedicava a quello e a intrattenere piacevoli conversazioni coi politici a livello statale per sponsorizzarlo, viaggiava per omaggiare col suo libro i vari ministri, ecc.
1/4 del budget complessivo è tanto.
Nel suo ufficio una profusione di fiori freschi da rimbambire per l'odore.
Intanto, sotto la Colli e lei a tutte le organizzazioni degli immigrati e delle donne, incluso la storica Libreria delle donne, avevano tagliato i fondi. Caput.
E così via. Ho visitato un po' di uffici qui in Lombardia, mi hanno rimbalzato tutti da lei, che mollemente mi ha detto che ovviamente la Provincia ci teneva a sponsorizzare la conferenza, ma senza sborsare una lira. I soldi per la cultura servivano a lei.
Del suo marchio politico, ovviamente, ci ho pulito le infradito che calzavo. Troppo comodo prendersi il merito senza cacciare un soldo né aiutare con l'organizzazione o gli alberghi.
Mi sa che sud o nord, le amministrazioni sono esattamente le stesse: un po' ladre (a mio parere) e fannullone.
Scritto da boh, 4 anni, 7 mesi fa