Pensierini sul LitCamp e la Fiera del Libro

palazzo granieri

NB: A presto il video. lo spero, almeno. A gentile richiesta specifico: Luca Conti non ha parlato, ma è stato pazientemente ad ascoltarmi tutto il tempo. E a ridacchiare, di tanto in tanto: noi sappiamo perché.:)

Tutto molto bello, tutto grande, elegante — anzi, grandioso — tutto ben organizzato: Palazzo Granieri che ci ha ospitato è splendido; Arseniobravuomo (ottimo il tuo thè fatto in casa, grazie!) e gli altri, come Pasteris, ma anche Effe che non so il nome del blog e un altro più basso, quasi biondo, serissimo, tutti gentilissimi e disponibili; il cibo di San Lorenzo sempre ottimo e abbondante, ché il link glielo fai volentieri; il personale del Circolo dei Lettori dove stavamo era molto sollecito, guardia inclusa, che ostentava una placida indifferenza.

Che dire? Tutto era, per me, un po’ troppo: le sale troppo grandi e troppo eleganti, dispersive, con sedie scomodissime fatte per signorine bon ton in cerca di un buon partito che stanno nei salotti sorseggiando il thè; faceva un caldo bestiale e qui nessuno ci poteva far niente, però magari a tenere le finestre chiuse e non spalancate che entrava il sole si stava un po’ meglio; tutti erano in fregola per farsi riprendere da Robin Good, gentile per carità (mi ha concesso di attaccarmi alla sua ciabatta, anche perché aveva monopolizzato uno o due prese su tre); chi era addetto a gestire noi barbari era un tantinello teso perché potevamo rovinare i decori; gli scrittori presenti facevano una cricca eslusiva e gelosa, anche se darebbero una mano per vendere due libri in più (qualcuno di loro, anche per pubblicare un libro!) ma se gli chiedi chi sono o se dici che li vuoi riprendere si mostrano così seccati che li manderesti volentieri a farsi stendere.

In ultimo, diverse blogstar hanno fatto solo una breve comparsa, ascoltando solo altre blogstar, ovviamente (che poi non c’erano, Luca è venuto tardi e non ha parlato e pure altri son rimasti a casa) — a me no non sia mai:) — e poi al buffet ho ascoltato uno di queste blogstar che diceva “sì sì non ti preoccupare, mi ha intervistato Robin Good e mi sono fatto vedere con Tizio che è appena arrivato, ho parlato a Caio e penso che mi farà almeno un link. Tutto secondo programma, stasera ti dico“.

Ecco, forse è questo che mi ha rovinato un po’ il tutto. In più ho fatto la mia presentazione con un’ora di ritardo, alle cinque passate, e se ne erano andati quasi tutti da un po’. E si aggiunge a questo un post livido.
Io faccio tutto con gioia, chi ha il dente avvelenato con me perché faccio un sacco di cose gratis et amore dei, a chi disturba, a chi si turba, ripeto che non mi sento meno professionale se lo faccio, anzi! Ho tante di quelle cose da dare e idee da realizzare, problemi da studiare, da investigare, vita da vivere e condividere, che se regalo non mi diminuisco, anzi, aumento: la cultura è una di quelle poche cose che se condivisa aumenta. E’ come l’amore.

Riporto le parole di Maistrello, che sono adattissime anche a me, su fare le cose con uno stile che ha stravolto il modo stesso di lavorare, oltre che di pensare, anche se, evidentemente, dà fastidio a qualcuno un po’ acido:

Ai margini dei grandi agglomerati commerciali della Rete sta emergendo un sistema di relazioni e di produzione dei contenuti che ha nella partecipazione spontanea e gratuita delle persone il suo motore.

Ecco, non mi sento ai margini. La rete, e la vita, la vivo con pienezza e quasi sempre in gratuità. Vivo una grande ricchezza di cose e relazioni, sto in progetti collaborativi bellissimi e gestisco e faccio diverse cose per amore, per puro amore di quello che faccio. Per passione, meglio dire. Questo non vuol dire che non voglio essere pagata per la mia professione, ma se non c’è modo di realizzare quello che voglio se non pagando di persona, lo faccio. Non mi sto a chiedere oddio chi pagherà? Oddio come farò se non ci prendo soldi, se non divento la prima in qualcosa, se lui o lei non mi ridanno esattamente quello che ho dato, se se se? Non faccio la pizzicagnola, un etto di prosciutto 3 Eu. E ho sempre trovato professionisti di primissima qualità (e, talvolta, con nomi prestigiosi) che hanno aderito con entusiasmo infantile a quello che facevo. E hanno prestato la loro opera gratuitamente.

Devo dire che ho prima ricevuto a piene mani, e poi ho sviluppato questa mentalità. Faccio molto di quello che faccio per il puro e semplice fatto che lo amo. E ho trovato maestri molto generosi, non meschini artigiani gelosi delle loro piccole cose ma artisti. E’ cominciato tutto in India, tanti anni fa. Lui dava e mi aiutava solo perché credeva in me e amava le stesse cose che facevo io. Anche se non si può certo dire che fosse ricco, ha condiviso con me la sua scienza da pandit e la sua sapienza, la sua casa, l’amicizia e il rispetto suo e di sua moglie, le risate dei suoi nipoti, il suo cibo, il suo giardino coi pappagalli.

Qualche anno dopo ho conosciuto un grande studioso che diceva sempre:

Ho tante idee che la mia vita non basterà a realizzarle, così le regalo ai miei studenti. Basta che le realizzino loro, anche se non mi citano, basta che sono fatte. Così la cultura va avanti.

E tanti altri così, che magari un giorno li racconterò.
Quindi ringrazio chi ha organizzato il LitCamp, che è stato un regalo, e tutti quelli che c’erano e con cui ho parlato. Anche se era evidente che per molti stare lì non era una gioia e una condivisione ma una specie di lavoro forzato. E ringrazio Gilgamesh, Herman, Luca, DElyMyth e tanti altri.

Mi ha fatto proprio piacere, dopo, andare alla Fiera del Libro. Ho parlato a lungo con il mio editore alto, bello, colto, intelligente e, sospetto, mezzo pazzo, ho girato un po’ lì dentro e ho ascoltato la musica russa dal vivo e poi sono andata a cena in una pizzeria di gente carina che conosco da anni. Che relax!

Non so se cominciare a prepararmi psicologicamente per il FemCamp. Quello di cui parlerò lo ho in testa, ma magari mi devo preparare all’ambiente. Chi sa come sarà stavolta.

(foto)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.