Scoperta antica arte buddhista in Nepal

Buddhist artQuesto week-end metterò online il famoso video (aiuto!) ma questa notizia non si può tacere.

Un gruppo di studiosi di vari discipline e di esploratori dal Nepal, dagli USA e dall’Italia ha scoperto 12 grotte, affrescate con delle stupende immagini del Buddha, che risalgono al XIII secolo. Le grotte si trovano a circa 4.300 metri di altezza vicino Lo Manthang, l’antica capitale del Regno di Mustang, nel nord-ovest di Kathmandu, all’antico confine col Tibet. La cultura, infatti, è buddhista tibetana.

E’ incredibile come la BBC News parli di questa scoperta come di un “meraviglioso segreto”: macché segreto d’Egitto, in tutto il Nepal himalayano e il Tibet vivere nelle caverne, dato il clima non proprio mite d’inverno, era normale, specie per i sadhu! Ma anche per i fedeli “semplici”, che chiamavano dall’India i migliori artisti a produrre le immagini sacre. Anche nelle grotte si incontra Dio, o Buddha, o Allah. E l’arte religiosa orientale è sempre anonima (con qualche rara eccezione).

Quindi, unite vita nelle caverne + fede buddhista + artisti famosi ma anonimi = murali buddhisti!

La scoperta delle grotte coi murales è avvenuta a marzo, quando il team internazionale è riuscito ad arrivare alle caverne rompendo il ghiaccio. Lo Manthang, infatti (qui un po’ di foto su Google), è l’antica capitale del piccolo regno del Mustang, adagiato sul range dell’Himalaya e attraversato dalla Kali Gandaki e i suoi affluenti. E’ tuttora uno staterello semi-indipendente con un re, Jigme Palbar Bista (nato nel 1930), la cui famiglia risale alla fondazione del regno, a metà del 1400.

Del team che ha fatto la scoperta partecipano degli studiosi italiani. Infatti, il Mustang è stato la meta di una delle più famose spedizioni di Giuseppe Tucci, quella del 1952 (di cui ho un po’ parlato qui). Era partito da Kathmandu e si era inoltrato nell’alta valle del fiume Kali Gandaki fino a Lo Manthang. Ma ne parlerò qui. Ora non ho tempo di raccontare, aiuto aiuto! Questi blog tematici o storico-biografici, come disse Matteo, sono molto time-consuming e la spedizione di Tucci è troppo bella e originale per essere liquidata in due parole frettolose.

La scoperta, oltre ad essere una rivelazione in sé, ha mostrato come minimo 5 cose:

1) che Tucci era un genio, razionale e intuitivo, che ha spostato i limiti della scienza;
2) che il lavoro coordinato degli scienziati di varie discipline è indispensabile, specie nell’archeologia;
3) che la diplomazia del Nepal, dell’Italia e degli USA ha funzionato bene — infatti, si è dovuta mettere d’accordo per i permessi di lavoro, la collaborazione della gente del posto, e così via, anche quando c’era la guerra fra Maoisti ed esercito reale;
4) che la cultura apre le strade agli accordi fra paesi, come lo stesso Tucci diceva a Gentile, anche a quelli economici e politici;
5) e, anche che, tutto sommato, questi guerrilleri maoisti non erano così terribili!

(La foto sopra è presa dalle grotte e si trova qui)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.