Ragazze lavavetri al centro di Milano

Andando a comprare i biglietti del treno per lo ZenaCamp in un’agenzia di viaggio a Cinque Giornate c’era un certo ingorgo di traffico. Il semaforo era verde ma il furgone — guidato da un ragazzo — non partiva. Ho visto un uomo in scooter che strabuzzava gli occhi e si aggiustava il casco. Altri guardavano incuriositi.

Due ragazze bionde, finte ma va bene uguale — coda di cavallo, occhiali scuri, maglietta bianca scollata, borsina a tracolla, minigonna davvero a filo, calze fine color carne (effetto nudo) e stivali chiari con tacco — si avvicinavano alle auto, petto fuori e pancia in dentro e, con fare provocante, brandendo una spatola lavavetri, si mettevano a lavare i parabrezza. Sembravano facessero tutt’altro ma l’effetto era carino.

Ovviamente era una pubblicità. Fra questa e le mucche strane che invadono il centro, beh, non sono un’esperta, ma mi sembra molto più azzeccata!

Chi sa se il Sindaco Moratti farà come Cofferati nell’ottobre del 2005, quando a Bologna volle limitare con controlli e multe i lavavetri agli incroci?
Eppure, secondo un sondaggio (serio), i cittadini di Bologna hanno apprezzato il gesto del loro sindaco perché la legge va fatta rispettare sempre a da chiunque, proprio come a Milano la gente ha apprezzato le multe ai carretti dei cinesi a Chinatown. Mi chiedo se apprezzerebbe le multe a SUV, Jeep e così via che dal tardo pomeriggio sono parcheggiate in terza fila in Piazza S. Babila.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.