Cyberlaw o la legge in rete in Italia e in India

Voglio segnalare degli incontri sul diritto e l’informatica, a cominciare dai 4 sul Diritto penale dell’informatica che si terranno il 20 aprile al Palazzo di Giustizia di Torino.

Il tema del primo incontro di Torino è la condivisione in rete alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n. 149/2007 (quella del fine di lucro e il peer-to-peer).

Come sapete, l’altro dicembre sono tornata in India. Parlavamo e tenevamo un workshop in una conferenza internazionale (India – EU) che si teneva all’ILS Law College di Pune, la migliore università per gli studi giuridici dell’India.

Uno delle relazioni era tenuta da Prakash, un giovane docente (25-28 anni?) di Cyberlaw. Infatti lì c’è un Diploma in Legge informatica che si tiene in collaborazione con l’Asian School of Cyber Laws. Prakash dicono che sia un ex-cracker molto bravo. Pare che sia anche un ottimo avvocato, ma esercita poco per stare al computer. Si mangia un po’ le unghie, è bassino e magro come un chiodo, ha i capelli con un bel po’ di gel e, soprattutto, sembra timido e gnoccolone. Forse è solo loffio ma ti guarda con gli occhi sbarrati e ti chiedi se abbia mai visto una donna dal vero (voglio dire, in carne e ossa e non solo sul computer).

Appena ha aperto bocca si è trasformato in un giovane dio indo-greco. In effetti lo era, seduto davanti al suo computer, ticchettando alla velocità della luce con gli occhi neri che mandavano bagliori nella biblioteca di lusso dove stavamo — enorme, buia, fredda gelata — con le slide che scorrevano ancora più veloci dietro di lui. Spiegava in modo sicuro e assolutamente affascinante tutti i possibili modi per crackare i server che ospitano le carte legali dell’Unione Europea, illustrava perché non era così difficile e diceva tutto allegro che con una notte di lavoro si potrebbero accedere e esportare tutti documenti.

Quando parlava l’avvocato a capo dell’Ufficio legale della Comunità Europea strabuzzava gli occhi e cercava di prendere appunti. Prakash, invece, vedeva i nostri visi (occidentali) totalmente ignari e piatti, quelli di chi non ci capisce un accidenti. Ha cominciato a saltare le slide. Poi ha continuato a parlare a braccio. Infine, ha sparato 2 cavolate molto generaliste (che io capivo, ma che gli altri avvocati europei ritenevano difficilissime), ha troncato la presentazione e se ne è andato in gran fretta, dopo aver risposto a 2 delle 2000 domande che gli hanno fatto.

Ci guardava con la faccia di chi pensa: ma da dove vengono questi? Dal pleocene?

Il bello era che gran parte degli avvocati indiani (la maggior parte donne!) lo seguiva perfettamente, anche nelle cose tecniche. Poi, al rinfresco — e anche la sera a cena — un gruppetto di loro si è messo a parlare fitto fitto di problemi di server e dei vari possibili modi di attacco, di crawler e così via.

Ora io mi chiedo: il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma, Dott. Giuseppe Corasaniti, che è anche docente di informatica giuridica all’Università La Sapienza di Roma e che dovrebbe parlare nel primo incontro di Torino, sarebbe in grado di parlare peer-to-peer con un docente di diritto informatico che faceva il cracker? E i nostri docenti della stessa materia sono ferrati sia in diritto che in computer? Perché per insegnare in India è richiesto.

NB: Questa è un’ottima rubrica ragionata di risorse giuridiche in rete, incluso le leggi e le sentenze sul pluralismo in rete o Open Source. Sull’argomento l’ultima parola la detiene la WIPO o World Intellectual Property Organization, l’organismo dell’ONU che promuove la protezione della proprietà intellettuale negli Stati.

Cosa buffa: cliccate sulla parola incontri del Portale di informazione Giuridica che parla delle conferenze di Torino: sono dei link sponsorizzati che portano a un grande sito di incontri amorosi!:)
Mi pare molto più serio questo blog..

P.S. Ho appena finito di leggere il saggio di Giuseppe Corasaniti (Presidente del Comitato consultivo per il diritto d’autore) “Sanzioni penali sul diritto d’autore: proposte di riforma e tendenze normative europee”, pubblicato sulla rivista Il diritto d’autore, n. 77 (2007). Ha delineato in modo chiarissimo le varie “forme di aggressione alla proprietà intellettuale ed industriale” come quelle operate sull’open source da chi lo modifica senza chiederne l’autorizzazione a chi ha creato il software originario e/o da chi non rilascia a mette liberamente a disposizione degli utenti (tutti gli utenti, non solo i propri) le modifiche: perché attacca il diritto d’autore dell’autore del prodotto open source.



Commenti

  1. sentenza 149/2007 ? davvero ? ok siamo alla frutta … amarene !!!

    Comunque ricordo una cosa che mi diceva una formidabile donna oltre che tostissimo Procuratore della Repubblica a Roma :

    LEI–sai Hermans perchè sono un buon PM?
    IO–ehm…–con un pochino di imbarazzo !!!
    LEI–perchè sono stata un bravo avvocato… quindi rifletto prima su tutto quello che mi possono sollevare gli Avvocati quando porto avanti le ragioni di una imputazione!! E purtroppo i miei colleghi non hanno la stessa mentalità !!

    Giusto per dire che hai ragione Boh… l'esperienza nel settore anche dalla parte diciamo dei cattivi… porta i suoi frutti… ma in italia tranne quei quattro gatti mi pare che ci sia un buco di esperti… non per essere polemico… ma giusto così mi pare di aver letto che uno "esperto"… che scrive anche in "modo professionale"… sul suo curriculum abbia scritto alla voce competenze informatiche :
    "So usare ZoneAlarm"

    ps. la parola "cracker" mi ha messo nostalgia :(

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  2. ahime', siamo un po' una nazione da terzo mondo, cosi' fuori dai tempi, siamo rimasti cosi' agli anni 70 e nulla pare muoversi … beh quasi nulla. P.S.: io detesto l'espressione "terzo mondo" ma e' purificante vedersela ritorcere contro, immagino che il docente di Cyberlaw/hacker indiano abbia pensato una cosa del genere "ma questi vengono dal terzo mondo?". E' rassicurante vedere che c'e' un certo rimescolamento nel mondo, ieri eri primo, oggi sei terzo, domani chissa', soprattutto domani saranno altri a definire le parole con le quali verremo etichettati … lamer? stiffy? ;-)

    Scritto da paolo, 4 anni, 10 mesi fa


  3. In effetti @Paolo non a caso qualcuno tempo fa parlava di SudEuropa… già ventilando nuovi confini !!

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  4. ciao Paolo!:) ben ritrovato. Sì piace anche a me il rimescolamento.
    Quando apri anche un blog in italiano?? Dai..

    ciao anche a te hermansji, ma noi non ci siamo mai persi:)

    Hai assolutamente ragione, per conoscere a fondo una cosa bisogna sperimentarla. O per lo meno entrare nella mentalità di chi commette illegalità, illeciti o soprusi. Per combatterli.

    Il mio grande mentore e amico, l'Avv. William Homans, che è stato in galera in USA per aver difeso i diritti (primo fra tanti) dei rimpatriati del Vietnam che non volevano ripartire o di quelli che si rifiutavano proprio di partire (chi va in galera per difendere i diritti civili del cliente qui in Europa?:)), e al quale è stato intitolato un Tribunale del Massachusetts, ha salvato dalla galera un giovane mafioso americano, figli di italiani. Adolescente ma già delinquente.

    Il patto coi genitori era che studiasse e praticasse il suo studio, non pagato, facendo dei lavoretti tipo fotocopiare, andare alle PPTT ecc. I genitori sono morti (il padre ammazzato), lui lo ha adottato "spiritualmente" e professionalmente, quando se ne è andato Marc ha ereditato lo studio.

    Homans diceva sempre che era bravissimo in criminal law/mafia e che come lui non c'era nessuno nella East Coast. Che la conosceva a fondo.

    A me pareva molto furbino. Diciamo troppo. Però è l'unico che alla commemorazione ha pianto per Homans, oltre me (non i figli, né alcuna delle sue tre mogli) e ora dicono sia un abilissimo PM specializzato in mafia.

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  5. Guarda Boh… ci sono grandi Avvocati anche in Italia… forse non tutti esperti di informatica ma sicuramente "geniali a trovare cavilli"… ehm… io non ho detto niente ovviamente… bocca cucita!! :)

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  6. hermans, me l'ero immaginato………..!:)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  7. ;)

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  8. "sull'open source da chi lo modifica senza chiederne l'autorizzazione a chi ha creato il software originario e/o da chi non rilascia a mette liberamente a disposizione degli utenti (tutti gli utenti, non solo i propri) le modifiche: perché attacca il diritto d'autore dell'autore del prodotto open source."

    Pensa quello che cercavo di mettere in zucca (con rispetto ovviamente) a Ludo dalle parti di Qix.it… pare che mi debbano citare in nota all'articolo ma si siano dimenticati di farlo… questa è una ingiustizia uno propone una difesa sul web… e ti rubano subito la strategia :)

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  9. hermansji, tutti hanno il diritto di credere a quello che vogliono, che sia vero o no. Anche io per tanti anni ho creduto vere cose che invece erano false (per non ammettere una realtà che mi disturbava e addolorava troppo).

    Cmq, se non scoccia a Ludo, che è il danneggiato, perché deve scocciare a te o a me??:)

    Quanto alle tue tesi, beh, leggi Corasaniti e anche l'articolo di Maria A. Caruso, "Diritto d'autore, libertà di fruizione delle informazioni e open source", sempre sullo stesso numero della rivista. Sotto altri punti di vista e con altre sfumature ribadisce Corasaniti.

    Insomma hermansji, vacci a parlare con Corasaniti! Visto che certamente tu ne capisci di più di comp, potresti anche fare qualcosa con lui. Non mi sembra una cattiva idea… =)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  10. E' solo un difetto caratteriale e professionale quello di voler aggiustare le cose tutto qui… pace ?

    Scritto da hermansji, 4 anni, 10 mesi fa


  11. certo anche io le aggiusterei. Ma tu, da avvocato, potresti agire nel migliore interesse di persone che non vogliono fare il loro interesse?

    Pace? sempre!:)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.