Arrivo tardi a RItaliaCamp?

Arrivo in ritardo, lo so, ma alla Bicocca c’ero anch’io. Sabato 31 marzo ho partecipato a RItaliaCamp e quindi, ma senza alcun merito, allo sforzo, all’organizzazione, alle discussioni, alla protesta contro il portale ufficiale del turismo italiano. Alle chiacchiere.

Sono stata più che altro fuori, a guardare, a odorare l’aria, a capire con le antenne alzate, perché era l’occasione che era importante, la capacità di riunire e mobilitare tante persone, più delle presentazioni (se pure ne ho sentite due, una di Davide e mezza di Bru, che mi parevano molto ben fatte). Eppure, nonostante lo sforzo, il lavoro, l’energia di chi ha organizzato, le persone non erano tante.

Ero presente anche al cibo — grazie Tombolini per le ottime cose e abbondanti, formaggi salumi pomodori ripieni di tonno acciughe salsine olio buono pane fresco dolcetti vino bianco e rosso e così via.

C’ero alle foto che ho fatto, ché magari qualcuno protesta che son brutte. Ma più che altro ho visto, e apprezzato quasi con tenerezza, lo sforzo vero, serio, appassionato, di un bel gruppetto di amici per fare qualcosa di buono e di concreto. Il risultato invece, a parer mio, è stato un po’ deludente. Nonostante fosse tutto, come dire, quasi perfetto. A parte la connessione che almeno per metà giornata era scarsina.

Nonostante che Bru, Davide, Jtheo, Mauro e altri ce l’abbiano messa tutta a raccogliere sponsor, organizzare le tre sessioni, fare le presentazioni, parlare con la (scarsa) stampa presente, affettare il salame e aprire i panini, e così via. E nonostante che la pagina e il wiki del progetto siano davvero ben fatti, intelligenti, con idee, contenuti, bella grafica — azzurro Italia — e tutto. Nonostante che la pagina sia ospitata su Second Life, e chi più ne ha più metta.

1) I motivi principali del successo a metà, secondo me, sono semplici: tutto molto rigido, troppo serio. Quasi a disagio. E poco concludente. Tutto si dovrebbe fare così, cosa deve avere un portale, sarebbe meglio che, e così via. All’atto pratico è stata aggiornata la pagina dell’RItaliaCamp, ma le persone più importanti per un progetto alternativo di qualità, a mio avviso, sono state neglette. E sono chi fa video di qualità, perché il portale del turismo che c’è è senza video! Un assurdo, l’immagine è molto più evocativa ed efficace della parola (la sigaretta rossa sbarrata, anche per chi non conosce il simbolo, è tutto un programma e vale 1000 parole). Un portale del turismo italiano senza video è un assurdo. La nostra Italia è bellissima da vedere, i paesini, le campagne (penso a quelle semi-sconosciute e belle quasi da far male alle colline delle Marche), la luce particolare del sud, che non c’è a nord, i parchi, le sabbie finissime di certe spiagge che in USA sarebbero a pagamento (ci sono stata più volte). E’ per questo che i turisti vengono, perché a leggere o ad ascoltare la nostra cultura o vedere la nostra danza o comprare i nostri giornaletti si può farlo anche dal Giappone, dal Nepal o dall’Africa.

Un mio conoscente coreano aveva imparato l’italiano studiando i libretti d’opera. Quando gli ho chiesto perché non andava in Italia, stavamo in Nepal, mi ha detto “a fare che? le opere le ascolto e le leggo anche da qui”. Magari con una bella immagine del foyer della Scala (quella di sopra l’ho presa qui) o del palcoscenico nuovo nuovo sarebbe venuto, gli sarebbe venuta la voglia di ascoltare le sue amate opere lì. O un americano — gli americani sanno tutto di Assisi — vedendo, che ne so, i luoghi di San Francesco, magari veniva a visitare l’Umbria.

2) Era un BarCamp, doveva essere molto informale, i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi. Eppure tutto era ingessato, quasi istituzionale. Sarà stato che parlavano di quello che mancava a un progetto governativo?

3) Poi, se si vuole essere presi sul serio la stampa deve essere invitata: e ottima e abbondante. Sì lo so che c’è una pagina apposita per la stampa da dove scaricare i comunicati nei formati più diversi, c’è una persona addetta ai contatti, ecc. Eppure sull’evento non ho trovato una grande eco sulla stampa, né nazionale né cittadina. Avrebbe dovuto essere invitata, e tanta. La migliore, la piccola, la media, di destra e di sinistra. Anzi, specie di destra, visto che il portale è, diciamo, di sinistra. Perché? Perché i politici vogliono essere eletti o rieletti, hanno bisogno di voti e sanno che quello che dice un grande settimanale o un quotidiano e, ovviamente, la TV, influenza moltissimo l’opinione pubblica. Se la gente — molta gente, non un manipolo di blogger — dicesse convinta

Oooooh! Il portale italiano per il turismo è davvero incompleto! Ma chi l’ha fatto? Hanno speso tutti quei soldi?? Non è possibile, che spreco. Non votiamoli più questi ché sprecano solo i nostri soldi!!

beh, prima che i politici spendano altri miliardi a gogò, buttandoli letteralmente dalla finestra, per un portale o un progetto così carente, beh, ci penserebbero. E chi lo dice alla gente, alla massa dico? La stampa, i fratelli di carta. I giornalisti dei grandi media. Fanno il loro lavoro e hanno tutto l’interesse a venire; noi faremmo il nostro interesse a invitarli e trattarli bene, dare a loro, e non al BlogoVip di turno, l’importanza che hanno. Poi le Blogostar presenzialiste rimangono, per carità. Coccoliamoceli/le, linkiamoli/le, citiamoli/le ad ogni pié sospinto, anche quando dicono un sacco di cavolate: ma quando c’è bisogno di fare cose in grande, parliamo con ‘sti benedetti giornalisti!

Io faccio la mia proposta concreta.
I prossimi giorni spero di riuscire a mettere qui qualche minuto di video che dico io, che dovrebbero entrare nel nuovo portale sul turismo. Video di riprese aeree dell’Italia.

Ora basta, la pagina c’è, il lavoro del portale alternativo dicono sia appena iniziato. Io, per fortuna, non posso che guardare e dire la mia, ché non so fare altro. Ma certo, se fate un portale alternativo, o se trovate chi vi sponsorizza, mettete i video e utilizzate le pagine delle regioni e dei comuni che già ci sono e, spesso, sono pure ben fatte. C’è già molto in giro, e di qualità. Con tutti i soldi che ha speso il nostro governo si sarebbe potuto fare il portale e una bella casa di accoglienza per i senzatetto milanesi. Che in 10 anni in questa città sono aumentati. Altro che quella roba.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.