Sensazioni volanti e sentimenti permanenti, l'India romantica e la rabbia

C’è una bella differenza fra i due, le prime sono vere, sì, ma se si aspetta un po’ spesso non sono più valide, si sono volatilizzate, svaporate o, magari, sono cambiate anche in toto. Le sensazioni volanti sono piacevoli o spiacevoli, talvolta sono fortissime, sono emozioni, ma in genere sono irrilevanti nel contesto generale della vita cosciente di un adulto. Sono effimere e si può tranquillamente fare a meno di viverle nel mondo esterno. Di solito, si vivono attraversandole come fosse un tunnel, meraviglioso o terrifico, caldo e accogliente o raggelante, intrigante o pauroso, ma l’adulto ne esce. E presto. Rimangono quasi sempre a livello di sogni: ci fanno vivere, ci danno la linfa vitale ma, se le prendiamo per totalmente vere e realizzabili fino in fondo, ci rovinano la vita.

E’ come per una persona che ci piace anche molto, ma per la quale non proviamo niente di profondo. Se quel desiderio lo prendiamo per amore o se cambiano immediatemente la nostra vita per lei, ci sbattiamo il muso — e anche forte. Per chi ha bisogno del kick emotivo, altrimenti si sente vuoto e morto dentro, va bene. Spesso, però, si rivelano un inutile masochismo e un sadismo verso il prossimo più vicino. Anche se pure questo spesso piace — a chi piace, ovvio.:)

Spesso le sensazioni e le emozioni non toccano la nostra coscienza e rimangono così, a livello elementare, animale: potenti ma volanti. Partono dalla sfera del cervello che sogna, che reagisce come un animale, e lì rimangono. Ci danno forza e vitalità se sono vissute come tali: si rivelano un disastro quando le si vuole trasformare a forza in qualcosa d’altro, o quando si uccidono e si scartano. Questo si chiama, infatti, rimozione, che è molto usata, anche volontariamente, da chi ha paura folle di soffrire e dai geek (qui un bel test in italiano per vedere se davvero siete geek).

Feelings are affective states of consciousness, triggered by physiological changes arising from both sensory perceptions and memories in comparison to internally stored norms or ideals. Thinking, or the active comparing and contrasting of data, involves mental states that symbolize physiological changes and can be perceived as such.

I secondi, i sentimenti veri, costruiti anche sulla realtà e non fermi alla pura fantasia, rimangono anche molto dopo che il fatto o la persona se ne sono andati. Sono profondi. Sono quelli che informano la nostra vita e, spesso, il nostro carattere.

Ecco, quando penso a delle cose dell’India non posso farne a meno, il retrogusto è lì, il sentimento è lì, forte e intatto: rabbia, senso di ingiustizia.

Vivevo a Delhi, avevo vinto il concorso del nostro MAE per lo scambio di studenti e studiosi fra ministeri. Mi hanno messo a lavorare nel dipartimento di Sanscrito della University of Delhi, pagata dall’Indian Ministry of Education. Studiavo diritto tradizionale induista e, in parte, musulmano.

La mia padrona di casa una sera mi ha invitato ad andare con lei a un matrimonio. Era davvero molto ricca e il figlio era un pediatra e il presidente dell’Ordine dei medici di tutta l’India. Aveva una casa enorme. Io avevo preso in affitto una stanza a pianterreno, buia e a nord (estremo lusso!) di circa 50 m2 nel suo bungalow con giardino, proprio davanti alla sede dell’università. Bastava attraversare la strada e arrivare al mio dipartimento, il che a Delhi non è male, visto che allora non c’erano né metropolitana né strade decenti, eccetto che in pieno centro, a Connaught Place.

Non era certo per carineria che mi aveva invitato, ma perché aveva paura di essere assalita dai ladri e io, bianca come la neve (per i loro standard: mi diceva che ero di pelle bianca come la neve, la bocca rossa come una mela e capelli neri come la torta al cioccolato: a modo suo era una bastarda poetica), facevo da spauracchio: non avrebbero preso di mira l’auto di una riccona con una bianca dentro. Oltre al suo autista, un pezzo d’uomo grande e molto silenzioso, forse muto, non so. Obbediva senza mai fiatare.

L’autista aveva una moglie e un bambino piccolo, ambedue impiegati in casa. Lei donna di pulizie, il bambino di 5-6 anni svolgeva 1000 incombenze. Non andava a scuola. In realtà era un mezzo schiavo perché il nonno si era indebitato con la famiglia dei ricconi per non so quale motivo e, non potendo saldare il debito, aveva “ceduto” il figlio, e lui a sua volta aveva dovuto “cedere” moglie e figlio. Appartenevano a lui e vivevano con lui.

Stiamo per partire. La buona signora chiama il bambino e lo fa salire: dietro, nel bagagliaio chiuso. Senza neanche il finestrino. Lui senza fiatare entra, si rannicchia — perché non c’entrava bene — e sta lì, con un’aria di ineluttabilità sul viso. Protesto e la buona signora mi rimprovera aspra e mi dice che lui è abituato sin da piccolo. E se non mi va scendo.

Per le strade sconnesse sentivo le botte del corpicino alla carrozzeria. Quando siamo arrivati io corro dietro, per aprire, il padre immobile di pietra (mi pareva furioso ma non so, forse era una mia proiezione perché era silente come al solito) e la signora prima va a farsi un giro di saluti poi si degna di tornare, quando la vado a pescare fra le sue buone amiche. Infine, con calma, apre il bagagliaio. Solo lei aveva la chiave, che era diversa da quella dello sportello e dell’accensione.

Il piccolo, Ajit, era rosso e sbattuto. Mezzo impaurito e si vedeva.
Io ero furiosa.

Da allora ogni pomeriggio è venuto a casa mia di nascosto, quando la buona signora dormiva, mangiava i biscotti al pistacchio (che adoriamo entrambi) e al cioccolato, mai sentiti, e soprattutto studiava. Gli ho insegnato un po’ a leggere e scrivere in inglese e anche un po’ in hindi.

I molti mesi che sono stata lì in quella casa, quasi un anno, gli ho inculcato bene che avrebbe mangiato i biscotti che voleva, anche le barrette di cioccolato che ogni tanto compravo, se avesse studiato e avesse fatto un lavoro diverso dal padre. Ma ci divertivamo anche, nel silenzio del padre, l’occhio vigile della madre (che sapeva e taceva) e i sonni rumorosi della buona padrona di casa. Mi ha insegnato un mucchio di cose.

La mia profonda rabbia ha aumentato e consolidato il sentimento di ingiustizia verso le ingiustizie nel mondo, le iniquità nelle possibilità, che vanno combattute. E’ uno di quei sentimenti permanenti che ho dentro, profondi, e che se penso all’India, o al Nepal, fanno sempre da retrogusto. Pur nell’amore per quelle terre e quelle culture.

Due giorni fa un giornalista di computer, un sapientone che per amor di patria non nomino ma che dicono bravo — ci ha tenuto a farmi sapere che ha studiato pure a Stanford e ora insegna anche ad una famosa università di Milano — mi ha assai criticato, adducendo una lista di motivi. La ragione base era che, dopo che ha sentito un mio podcast sull’India, diceva che uno ha l’impressione che l’India sia un paese difficile, con pochi diritti garantiti, dove le donne non sono tutelate per legge, e così via. Insomma, secondo lui la mia era un’India brutta, scomoda.

Alla sua lista ho ribattuto punto per punto. Aveva mezza ragione su di una mia inesattezza (che non ricordo ma ci voglio credere), anche se mi ha proposto una inesattezza ancora più grande. Non pago, mi ha controribattuto con una marea di scemenze, anche sulle leggi (rifacendosi a una del 1957 emendata più volte).

Quando parlavo di canone estetico tradizionale mi ha detto che le donne indiane sono bellissime anche per noi occidentali, e anche al mercato! Insomma, neanche che significa canone ha capito, neanche quando mi sono rifatta a documenti scritti, letterari e artistici. Mi ha scritto un mucchio di volte e ha insistito fino alla nausea, invitandomi ad andare a fare le vacanze in Svizzera:), anche quando io, dopo la seconda email, gli ho detto che alzavo bandiera bianca, che mi arrendevo e che comunque ognuno era libero di vedere l’India, o l’Italia o l’Africa se è per questo, con gli occhi che voleva.

E lui ancora e ancora a insistere: voleva avere ragione a tutti i costi, come qualche volta i giornalisti di mezza tacca fanno (e quelli di tutte le altre categorie, beninteso, ma lui è un giornalista e così parlo di lui). Insistono con presunzione su ciò che conoscono solo in superficie, la tuttologia così’ di moda. D’altronde, è il loro mestiere sapere scrivere di tutto: ma da qui a pretendere di conoscere tutto, beh, ce ne passa!

Gli ho detto che mi pareva uno di quelli che s’improvvisa medico perché ha letto l’enciclopedia di medicina a casa.:) Poi non gli ho risposto più, non venisse a insegnare a me, né ad altri, con quelle argomentazioni farlocche, cosa è l’India. Forse sa le sue cose, forse: che si limitasse a pontificare su quelle.

Lui è uno di quei romantici entusiasti, quelli che in Oriente a loro va tutto sempre bene, dopo lo tsunami li vedevi in TV quasi sorridenti a contare quanti bei corpicini erano venuti a galla. Quelli che la conoscono bene perché sono amici di una famiglia di bramini a Benares. O hanno fatto due viaggi di due mesi nei posti più turistici, le città per gli occidentali.

L’India romantica degli splendidi, che a Milano sono fitti come i lupini nei cartocci che vendono allo stadio, a Roma.
L’India sempre bella dei bambini sorridenti e delle mucche placide e felici delle donne milanesi alternative al caviale. Ah!

Ma, ora che ci penso, forse il tizio di cui sopra ha un po’ ha ragione, ho un fondo amaro quando penso a certe cose che ho visto, che ho vissuto, che ho saputo. Sui bambini e non solo. Su vecchi, sugli animali, sul verde, su tutti. Su di me. E, soprattutto, mi arrabbio. E quando mi arrabbio agisco, non sto certo con le mani in mano. Sono la figlia dell’ultimo samurai e lo sono sempre, ovunque, con chiunque.

La mia è un’India scomoda, lo ammetto.
Il mio sentimento per l’India è anche questo, la rabbia profonda — e, perdonami mio caro, tu che hai fatto un annetto a Stanford e insegni pure all’università, insegnami a non averlo, se ci riesci. O se credi sia giusto. E se vuoi vedere l’India come un paradiso simile alla Svizzera, fa pure.

E qui c’azzecca annunciare un blog fresco fresco. E’ Red Force, del mio amico Mahaprasthana. Promette molto bene e mi piace molto quello di cui parla, di cui non parla quasi nessuno, e come lo fa. Sa bene quello che dice. Mi fa venire in mente la rabbia che, dentro dentro, ho ancora. E non solo se ripenso ai miei anni di Delhi. E’ una rabbia che mi piace, che mi dà vita. E’ un sentimento permanente quasi gioioso e me lo tengo ben vivo e ben stretto.

E’ una rabbia di lotta e d’amore.



Commenti

  1. Ciao Enrica. Non so chi sia questo fantomatico giornalista ma, dal tenore delle accuse che ti muove, una cosa mi sembra sicura: non è mai stato in India o, se ci è andato, ha fatto un giro solo nei vari Taj Mahal, Oberon, Umaid Bahwan Palace, isomma tutti quei bei 5 stelle ex residenze di Mahraja. Ho fatto due viaggi nel sub continente e mi sembra davvero difficile non vedere la povertà e l'ingiustizia sociale. O forse è possibile, a patto però di frequentare solo i grandi alberghi e le case degli indiani ricchi. La cosa che non capisco è a chi dovrebbe giovare presentare un India perfetta immagine del nostro mito indiano. Fin dal primo viaggio, ogni volta che raccontavo a qualcuno che ero stato in India la risposta era sempre la solita: "oh l'India che bello, mi piacerebbe tanto andarci…" ma poi, una volta che iniziavo a raccontare cosa avevo visto mi accorgevo che quello che descrivevo era molto diverso da quello che si immaginavano. In poche parole: troppo contrasto fra l'immaginario esotico dell'India-sogno e la cruda realtà del paese reale. Nell'ultimo viaggio, nel sud del paese, un episodio mi ha colpito. Eravamo ad Hampi ed abbiamo affittato delle moto per fare un giro "very very off the beaten tracks". Ad un certo punto abbiamo bucato una gomma, con un po' di fatica, spingendo, abbiamo raggiunto un piccolo villaggio dove farla riparare. In un attimo eravamo circondati da una folla di un centinaio di uomini e bambini curiosi e invadenti. Le solite domande insistenti: "where do u come from?" e via così. Non so perchè l'ho fatto, ma ho preso un bastoncino e ho iniziato a disegnare sulla terra rossa una specie di planisfero, così per fargli capire dov'è l'India e da dove vengo io. I bambini erano curiosissimi, ma un adulto non l'ha presa affatto bene e mi ha spinto via in malo modo urlando cose incomprensibili ma il senso era: non insegnare cose strane ai bambini, meglio se restano ignoranti. Una bella differenza con i giovani occidentalizzati conosciuti poco dopo a Bangalore! Ma tutti appartengono allo stesso paese. Ma se si hanno gli occhi (e il cuore) per vedere l'India è (anche) molto scomoda. Come diveva quella canzone? La verità fa male lo sai… Ciao e buona giornata Carlo Alberto

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  2. Ciao Carlo Alberto, il giornalista è un giornalista di computer che insegna pure alla Bocconi! Dovrebbe avere senso di reltà, invece ha solo molta fantasia. Ha visto l'India ocn gli occhi immaginari, mi sa.

    Ma tu sai bene che se qualcuno vuole vedere una cosa o una persona in un dato modo, non c'è santo che tenga. La vedrà così.

    E quelli che si dilettano al computer, cioè che ne sono anche appassionati oltre che lavorarci, spesso hanno gli occhi foderati di prosciutto e le orecchie ben tappate alla realtà: per loro la realtà è una cosa che creano loro stessi, da soli, senza verità oggettiva. Come si fa al computer, infatti: apri un programma, costruisci un sito, prendi i dati che ti piacciono o ti servono e li rielabori. La verità della realtà non resiste perché ogni giorno, quasi ogni ora, la creano come piace a loro sul computer: e per loro è vera ed è solo quella.
    Come per le alternative al caviale, non hannomai visto e conosciuto altro, per loro l'India è quella. Romantica, esotica, comoda.

    ma quello che ti è capitato non è neanche tanto infrequente. Non solo nelle campagne sono gelosi della loro cultura e del loro relativo isolamento ma, giustamente, non vogliono che i figli sognino un mondo inaccessibile.
    Più di tutto, ho notato che hanno paura che l'Occidente e i nuovi modelli, imposti anche dal governo, guastino le loro culture e il loro senso di identità.

    Per questo, anche, ci sono dei movimenti nazionalisti così forti, oltre al BJP ovviamente.

    A Bangalore come a Pune i ragazzi, specie all'università, sono più occidentali di me..:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  3. "A Bangalore come a Pune i ragazzi, specie all'università, sono più occidentali di me..:)

    Eh eh, verissimo! A B'lore mi ha fatto ridere (e pensare) il fatto che io fossi vestito "all'indiana" con uno splendido kurta e loro erano in jeans e lacoste.. io mangiavo samosa e loro pizza-hut o Kentucky fried "children" (a proposito di spanglish..).
    Vero quello che dici a proposito del difendere la loro cultura anche se, dalla mia parte del "muro delle idee", tenere nell'ignoranza un bambino mi sembra un crimine. Ma so bene che sarebbe sbagliato giudicare con il mio metro culturale e posso solo prenderne atto. Forse è per questo che l'India mi è piaciuta così tanto nonostante che spesso non ci sia "niente" da farsi piacere (alludo a smog, caos, povertà, ecc.). E' così lontana e diversa dal nostro mondo che è una formidabile palestra per la mente. O la si rifiuta categoricamente, accettando quindi le immagini stereotipate e preconfezionate, oppure obbliga ad aprirsi e vedere il mondo con occhi diversi, anche se quello che vediamo non ci piace. Se non non mi spiego proprio la voglia di tornarci.
    Sulla finzione che diventa realtà attraverso la mediazione dei giornalisti ce ne sarebbero da dire di cose!! Non ti nascondo che è uno dei miei pensieri ricorrenti nel mio "blog interiore".
    Ho letto che sei stata a Torino recentemente e ne hai anche parlato bene! Grazie, per anni le falsità "Torino grigia" e "torinesi falsi e cortesi" sono passate, appunto, per la realtà..
    CA

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  4. Carlo Alberto, un nome più torinese di te in effetti non c'è!

    Già, si chiama rimozione, rifiutare di vedere la realtà. E' tipica dei "bambini grassi", sai, il viziatello o la viziatella diturno. Cmq il giornalista insegna alla Bocconi, non dico il nome per carità cristiana, e forse sarebbe meglio che parlasse delle sue cose e basta. Poi, ovvio, in separatissima sede con i suoi intimi può ribadire 100000000 volte i concetti che gli piacciono. Ognuno ha il diritto di vedere quello che vuole e, d'altronde, se esci per cercare la cassetta delle poste che devi imbucare una lettera, la trovi al volo. E vedi solo quella.

    A Pune a dicembre una ragazza al ristarante del nostro albergo (racconto in diretta da lì, qui sul blog) ha bevuto ben 6 boccali grandi di birra, credo siano un litro ognuno. Era abituata. La nonna non sapeva né leggere né scrivere e filava l'arcolaio, come aveva insegnato Gandhi. Lei aveva il cellulare, la nonna non aveva neanche il telefono fisso e la luce, in un villaggio del Gujarat. Avrebbero messo il computer pubblico con fax ecc nel suo paesino. Ma lei non aveva l'acqua potabile in casa. E così via..

    Di Torino ho parlato bene perché mi sono trovata molto bene..

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  5. p.s. Certo che ci sono scippatori e strafatti ovunque però, specie alla stazione, sono
    arrivata col buio ed era davvero pericoloso. Mi sono piazzata vicino a un militare anziano in mimetica, sperando che fosse onesto..

    A parte questo mi sono trovata davvero bene, ogni volta che ci sono stata.:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  6. "A Pune a dicembre una ragazza al ristarante del nostro albergo (racconto in diretta da lì, qui sul blog) ha bevuto ben 6 boccali grandi di birra, credo siano un litro ognuno." heh, si vede che è stata anche lei al Salone della birra :-))))

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  7. MI piace quello che dici sulla rabbia. E' forse la stessa rabbia che sento anch'io, perchè del mondo non mi piace siforare solo ciò che mi può dar gioia, ma anche quelo che mi inqiueta e mi interroga. E' una rabbia che mi mette in moto, che mi spinge a dire quelo che penso, che sento, che mi spinge a studiare e ad approfondire. Non posso parlare con voi dell'India perchè non ci sono mai stata. Per questo a volte mi sento un po' tagliata fuori dalle vostre discussioni, ma penso che quello che hai scrito vale per tutte le situazioni in cui ti imbatti e decidi di non chiudere nè occhi nè cuore e con loro di aprire la tua intelligenza per capire. Sì anch'io sento rabbia, una rabbia che è di lotta e di amore.

    Scritto da Giulia, 5 anni, 1 mese fa


  8. Mi fa piacere che tu ti sia trovata bene a Torino, si vede che non è poi così brutta come la si dipinge. Il problema è che per anni molte persone hanno creduto allo slogan Torino=Fiat=brutta città industriale, e una falsità, a forza di ripeterla, diventa una verità.. Ora smetto perchè, con un nome come il mio, sembro troppo di parte :-))

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  9. Torino. Le immagini che ho visto sembrano quelle di una città meravigliosamente bella! vorrei andarci appena trovo una buona occasione!

    Scritto da christian peritore, 5 anni, 1 mese fa


  10. Giulia…..!:)

    Carlo Alberto, un mio amico genio dice: una cosa la ripeti 3 volte, diventa mantra e poi sembra vera!:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  11. Bravo Christian! Non oggi che (finalmente) piove, allora si che è veramente grigia! :-(

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  12. Quel gran genio del tuo amico (per parafrasare Battisti) ha ragione. Io non riesco a togliermi la sensazione che questo valga per molta (dis)informazione che ogni giorno ci bombarda..

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  13. Christian, te lo assicuro che è bella. Grigio? Non è vero perché in centro (conosco solo quello) le strade sono larghe abbastanza perché entri luce. Purtroppo non ho mai visto la periferia. San Salvario diciamo è periferia, cioè è marginalizzata. Ma per motivi "etnici". E' bella pure quella però.

    I torinesi veri, quelli che ho conosciuto io, sono lenti nelle amicizie (cioè ci mettono anni), sono molto chiusi, ma se ti accettano e se pensano che tu sia corretta sono amici veri. Ci puoi contare. Un po' montanari insomma..:)

    Superficialmente falsi e cortesi gli altri? Forse, ma chisseneimporta, mica me li devo sposare. Che siano professionali e che siano cortesi basta e avanza!:)

    Carlo Alberto, sì, una marea di informazioni spesso errate e di professionisti dell'informazione talvolta assai carenti.

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  14. beh no dai, giusto per spezzare una lancia a favore di quelli che lavorano con il computer. Non generalizziamo. Io ci passo gran parte della mia giornata ma non mi sognerei mai di commentare qualcosa che non conosco, oppure inventarmi una realtà alternativa.

    L'unico contatto che ho con l'india è un bel libro di cucina indiana che ogni tanto sfodero per far colpo con qualche cenetta alternativa :) ( e non credo cmq che i miei piatti cucinati da un indiano vero avrebbero neanche lontanamente lo stesso sapore)

    Esistono persone presuntuose e non, tutto qua. Non credo dipenda da che lavoro fai.

    Quanto all'ingiustizia sociale è una cosa che fa veramente arrabbiare anche me.

    Sarebbe bello un giorno mettere i poveri al posto dei ricchi per vedere che cosa succede.

    Scritto da jaco, 5 anni, 1 mese fa


  15. Di Torino posso parlare perchè ci abito da quando sono nata. Sì è una bella città, non è particolarmente vivace, ma si vive bene. Io ci torno volentieri quando vado i giro, perchè è riposante. C'è molot verde e, quando c'è il sole, è vero è luminosa. Io sono una torinese di nascita e non d'origine come quasi tutti, non sono molto lenta bnelle amicizie, ma se una persona mi piace, a detta dei miei amici, sono amica vera. Però ieri sono stata a Roma e devo dire che al di là di quello che dicono in tanti, quando sono lì non me ne amdrei più ed anche lì ho amci veri…

    Scritto da Giulia, 5 anni, 1 mese fa


  16. Brava (ma, posso? come mai boh?) hai fatto centro: siamo montanari. Chiusi di certo, un po\' diffidenti, ci vuole del tempo per scioglierci.

    Il momento migliore per visitare la mia città è adesso, fino a maggio. Se avete la fortuna di beccare una giornata luminosa (magari il giorno dopo la pioggia, oppure quando tira il fohen) allora potrete vedere le montagne ancora bianche al fondo delle vie, vicine da poterle toccare. Salendo alla vedetta alpina del Monte dei Cappuccini lo sguardo può abbracciare quasi 400 km di Alpi, dalle Marittime al Monte Rosa.
    Mmm, non avevo detto basta?! Si capisce che sono innamorato della mia città…
    Certo, arrivando in treno, purtroppo s\'incontra il lato peggiore, the wrong side of the road..

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  17. Pare che boh si sia arrabbiata :) !!!

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  18. jaco, vuoi dire che cucini indiano per far colpo sulle alternative italiane?:))) ahahahah

    in effetti i presuentuosi sono davvero tantissimi. Pensa che una mia parente acquisita, casalinga di lusso, 3 anni fa voleva insegnarmi cos'è la lingua vedica!:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  19. Giulia, Roma per è me è la città dove mi sento più a casa, e dove ho abitato di più in assoluto, però sono stata davvero bene a TO. Per essere una città del nord è accogliente, e poi è davvero bella!

    In effeti sìl, mi sono arrabbiata hermansji..:) si vede?

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  20. è una rabbia di lotta e amore? :-)

    Scritto da Carlo Alberto, 5 anni, 1 mese fa


  21. sì, esatto! Sono di mare e non di monti ma la rabbia è altrettanto forte, credimi. E attiva.

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  22. peccato boh che tu sia di mare… uffi ti facevo mezza abruzzese… con qualche briciolino di montagna nelle vene… un tantino… pochetto :)

    però questi giornalisti come se la tirano… sembrano quasi quasi come gli avvocati :) (certo non raggiungolo quella perfezione…. quella là insomma ci devo lavorare ancora…) … io però non ho detto niente si intende… :)

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  23. beh sì la nonna Enrica era abruzzese. Ma il mare dell\'Abruzzo dove lo metti?
    I monti mi piacciono molto, il verde di più, ma mi sento a posto solo al mare. Mi rilassa e mi fa dormire. Mi fa sognare..:)

    Ma tu devi dartele un po\' di arie dai! Altrimenti come fai a far vedere che sei uno che conta? Uno ammanicatissimo?
    (Io mi sono già scordata di quello che tu non hai detto..:))

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  24. dici devo far vedere che sono "ammanicatissimo" ? allora forse dovevo firmarlo il secondo contratto per stare tra i vip di torino… tutto spesato… lì io… con un mio tavolinetto a firmare le copie vendute e quelle regalate… ringraziare … e ringraziare ed aspettare che qualche ovvietà mi venisse in mente per dirla in modo intelligente … ed invece niente pure offrendomi il 27% di diritti d'autore… anche quest'anno vi siete salvati un libro inutile in meno sugli scaffali… la firmetta… non l'ho messa…

    vabbè Boh… ti passo il mare … infondo una briciolina di Abruzzo scorre dentro di te… :)

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  25. ps. boh posso fare i saluti a casa? era da un tuo post scorso che dovevo farli ma poi avevo rimandato ora mi sà che è meglio che saluti !!! Stanno aspettando questo momento da tempo… lì ho fatti attendere… allora ecco ho scritto due cose… per l'occasione… scusate… prova prova… funziana… vi arriva la mia voce ? Thanks lameroni that have created this place that resembles me so much everything beautiful essential www.hermans.it !!! Thanks !!! I love you!!!

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  26. boh, non ci crederai ma la cucina indiana fa molto "atmosfera" :)

    Scritto da jaco, 5 anni, 1 mese fa


  27. ripensandoci, penso che se la propinassi a te, verrei abbondantemente deriso per il resto della serata:)

    Scritto da jaco, 5 anni, 1 mese fa


  28. jaco, sì lo so che la cucina indiana fa atmosfera…:) Infatti la moglie di un mio prof la cucinava sempre, le ho anche riportato un Kg di spezie dal Nepal perché diceva che sono afrodisiache..:)

    Però si è separata ugualmente perché ehm non erano abbastanza afrodisiache. Quindi, atmosfera e roba afrodisiaca o no, se hai voglia bene, altrimenti non c\'è atmosfera che tenga..

    Cmq, quanto alla cucina indiana, a me piace già che un uomo cucini per me!:) roba mangiabile, ovvio, e calda. Se è pseudo-indiana meglio, è un\'attenzione in più!:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  29. hermans, peccato per il libro, credo che il 27% sul venduto neanche Umberto Eco lo prenda! Ma non si scrivono libri né per soldi né per utulità: si scrivono perché non se ne può fare a meno…:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  30. @boh ti preciso due cose riguardo il mio rifiuto a pubblicare :

    1) non è una questione di soldi (il precedente contratto era 6% e mi stava forse meglio di quest'ultimo visto che non preveda piccoli capestri );

    2) è una questione di cuore… si andiamo a finire sempre per quel coso che pompa sangue per i fatti suoi.

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  31. la rabbia a volte aiuta. aiuta ad andare avanti e fare qlc di diverso, di migliore, aiuta a nn omologarsi ad una società che si sa sempre + appiattendo in cui i pensieri + importanti sono appunti quelli di quei scemi che per un annetto a stanford ne fanno un cv intero o una filosofia globale di vita e di insegnamento…\'ma fatemi il piacere\'!!!!quanto sono stufa di questa arroganza…regna ovunque davvero. e se uno nn sta zitto e fa sì con la testa inizia una guerra, aperta o fredda, che nn finisce +.

    giusto per dire la mia sui commenti su torino..beh, io la amo.città geograficamente messa al pnto gusto tra fiumi, montagne e anche poco + di un\'ora dal mare.gente falsa e cortese?mah…dicerie dei milanesi che sono sì falsi ma nn cortesi!il cibo è un po\' pesante ma se volete fare i turisti nn vi basta un w.e. per vederla tutta….commenti da una che nn è di parte perchè nn ci sono nè nata nè cresciuta ma l\'ho semplicemente scoperta da adulta. bella.

    Scritto da sole, 5 anni, 1 mese fa


  32. beh io quanto a stare zitta e fare sì con la testa non ci penso nemmeno un po'.

    però spesso taglio, non c'è neanche gusto a parlare con uno come il giornalista impegnato di cui sopra…:)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  33. Ciao, Boh spero vorrai farmi passare questo commento. Se qualcuno volesse aderire all'iniziativa di aiuto per comperare una tenda più grande per questo senza tetto metto il link di riferimento :
    acmedelpensiero.blogspot.com/2007/03/pro-santo-nuova-iniziativa-verso-un.html

    .:. hermans ji

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  34. Ciao, Boh spero vorrai farmi passare questo commento. Se qualcuno volesse aderire all'iniziativa di aiuto per comperare una tenda più grande per questo senza tetto metto il link di riferimento :
    acmedelpensiero.blogspot.com/2007/03/pro-santo-nuova-iniziativa-verso-un.html

    .:. hermans ji

    Scritto da hermansji, 5 anni, 1 mese fa


  35. Ciao, finalmente ho trovato tempo e modo di leggere questo tuo post con l'attenzione che merita.

    Posso dirti che capisco bene i tuoi sentimenti in merito. Io ho girato un po' il Rajasthan (Jaipur e dintorni, prevalentemente, ma mi sono spinto anche a ovest fin quasi al confine col Pakistan, e a nord fino al Punjab e ritorno) e assistito a scene che certo non collimano con la visione "romantica" e/o patinata dell'India. Ti ringrazio per la segnalazione del blog di Mahaprasthana (se ricordo bene dovrebbe significare "partenza senza ritorno") che mi accingo a leggere.

    Se mai dovessi risentire il sapientone, prova a segnalargli questo post, pubblicato su Buràn, una rivista online della quale ho curato l'impaginazione (c'è anche il link all'originale in inglese) e poi senti che ne pensa.

    नमस्ते,
    Gilgamesh

    Scritto da Gilgamesh, 5 anni, 1 mese fa


  36. Ciao namastè anche a te! Bentornato…:)

    Spero di non risentire il sapientone, dico la verità, e mi chiedo anche: ma sulle sue cose sarà così come sulle mie? Povera Italia….!!!

    Ho letto il post che hai segnalato, molto vero. Vero.

    Mahaprasthana sì, significa questo. Lui è molto bravo ed è molto competente. Da specialista, da competere coi migliori blogger specializzati nelle varie discipline. Io non lo conosco di persona ma è raro "conoscere" qualcuno che davvero sappia profondamente quello di cui parla, appunto..:)

    Ma tu fai il grafico che curi l'impaginazione? (se lo puoi dire, ovvio…)

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  37. No, in realtà sono un analista di sicurezza :) Professionalmente mi occupo di robe come pen-test, vulnerability assessment, system security hardening e via così.

    Però avendo una buona conoscenza di HTML, Java e compagnia cantante, la redazione di Buràn, come già in precedenza quella di sacripante! m'han chiesto di fargli da webmaster (e trattandosi di riviste letterarie online, questo si traduce essenzialmente nell'impaginare la "rivista"). Il grafico, nel caso di Buràn, è Hobbs/Alessandro Niccolai, davvero bravo, mentre per sacripante! il progetto grafico era curato da Buba/Georgia Spaccapietra, bravissima fotografa e persona squisita.

    Scritto da Gilgamesh, 5 anni, 1 mese fa


  38. beh fai una cosa importantissima! Chi sa quanto guadagni, in USA prendono un bel po' di soldini..:)

    immagino che li aiuti, perché no? E poi conosci la saga di Gilgamesh:) voglio dire, devi essere davvero in gamba!

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  39. Ciao \"Boh\" sono finita sul tuo blog per caso ed e\' una scoperta piacevole che mi sta mettendo energia e rabbia in corpo allo stesso tempo. Energia per quello che leggo e quello che tu sei e fai e rabbia per non essere capace di fare altrettanto quando avrei potuto, e ancora potrei… Vivo in Cina, ho una grande passione per l\'India e il Nepal e\' il paese d\'origine del mio amore…ti inizio a leggere solo oggi ma scrivi con l\'energia che mi sta mancando e quindi credo che continuero\' e chissa\' che prima o poi anch\'io riprenda i miei studi buddhisti e indologici lasciati qualche anno fa dopo la laurea in lingue orientali a venezia… per ora ti saluto e ti auguro buon proseguimento di viaggio… Namaskar!

    Scritto da Monicindia, 5 anni, 1 mese fa


  40. Ciao carissima!:) Grazie per essere così in sintonia con me!
    Vivi in Cina? Dai raccontaci!!!
    Come mai? Che fai? Il tuo amore è nepalese? Hai studiato alla Ca' Foscari?

    Hai una vita bellissima, mi pare, devi raccontarci:)

    A presto ti aspetto,

    Scritto da boh, 5 anni, 1 mese fa


  41. Ciao
    si, ho studiato alla Ca' Foscari…sono certa che conoscerai alcuni dei miei prof.
    Sono venuta in Cina prima in borsa di studio , 1 anno, poi per lavoro, ormai vivo qua da 5 anni, sono a Canton, nel sud.
    Suona tutto molto esotico ma alla fine anche qui si puo' cadere nella monotonia e ritrovarsi a fare la vita che si farebbe altrove, solo con kili di inquinamento in piu'!!
    Tu sei stata in Cina? se dovessi programmare viaggi fammi sapere, avrei piacere di conoscerti. (ora poi c'e' volo diretto Ktm–Canton)
    Hai vissuto in Nepal per tanto tempo o ci vai solo per alcuni periodi?
    Il mio amore e' nepalese, del Tarai pero' quindi origini indiane come tu sai.
    Qui ho principalmente amici nepali quindi direi che sono abbastanza inserita anche se non parlo piu' di qualche parola in nepali!

    La mia tesi di laurea e' stata sulla divinita' buddhista Hariti, ne hai mai sentito parlare?! (c'e' un suo 'tempietto" all'interno dello Swayambunath in Ktm)

    Magari poi ti racconto meglio…

    ora ti saluto, vado avanti a leggere "brick lane" di Monica Ali (scrittrice bengali)

    ciao ciao

    Scritto da Monicindia, 5 anni, 1 mese fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.