Errori e paradossi dei fratelli di carta o dei giornali e dei blog

Ho appena letto il post “Le castronerie dei giornali e il paradosso della rucola” sugli errori dei giornali(sti) cartacei. Gilioli dice che andrebbe riesumata in fondo al quotidiano la sezione “I nostri errori”, rifacendosi a Wittgenstein che riporta Filippo Facci su Macchianera.

Il motivo di Gilioli? Molto pratico e poco ideale: secondo lui “da quando i giornali vanno anche su Internet, la memoria delle loro castronerie resta eterna.” Bel principio di realtà. Molto giusto. Senza contare che ci sono persone come me, perennemente con la testa per aria — io che non vedo e non sento niente intorno — ma quando leggo qualcosa, anche per un attimo, me la ricordo per sempre, spesso verbatim. Anche su di un blog (vero Gilioli? E non sto zitta)

Il mio maestro supremo, Giuseppe Tucci, diceva che basta scrivere qualcosa (scientifico) di originale, ché poi l’errore nel particolare lo correggono gli altri. Andare avanti insomma, portare avanti la scienza. Certo, per chi fa ricerca è giusto. Ma per chi fa informazione professionale la precisione nel particolare è, secondo me, d’obbligo.

Come mai, però, non c’è un “I nostri errori” per i blogger o i fratelli di carta che fanno anche i blogger che criticano chi non ammette critiche agli errori?

1) Wittgenstein nel suo blog non ammette commenti e, quindi, esclude a priori le critiche ai suoi errori: se uno lo vuole criticare deve fare un post e linkarlo, un modo molto scaltro, devo dire, di evitare le critiche, accattarsi i link e non perder tempo a rispondere ai lettori (che a chi non piace o è troppo importante capisco possa scocciare: il tempo è denaro).

Devo dire che per me il blog senza commenti non è un blog, feed o no. E’ da patronizer, da pontificatore.

2) E ora vediamo il caso di Filippo Facci. Tempo fa, un mesetto o forse più, ho letto un suo lungo post che citava della storia con molti errori del particolare. Il post era ben fatto e abbastanza ben argomentato, ma gli errori erano imperdonabili, per uno storico, e alquanto grossolani. Almeno per me. Mi sono sentita di fare delle precisazioni — di segnalare gli errori — ma il blog non si chiudeva mai, una volta postato il commento. Non faceva mai il download. Così, al quinto o sesto tentativo, dopo che mi ha frozen tutto quanto, anche perché ero in biblioteca e la linea è un po’ più lenta, quando si mi si è proprio impallato il computer ho smesso di cercare di postare il commento e ho pure dovuto spegnere il computer. Era passata una buona mezz’ora.

In sunto: certo è il provider, non è colpa del fratello di carta, ma di fatto neanche Macchianera ammetteva commenti e, quindi, critiche agli errori.

Per i fratelli di carta che o tempora o mores sugli errori dei quotidiani: se loro nei loro blog non ammettono commenti fanno la stessa identica cosa di quelli che criticano. In pratica, non ammettono che venga segnalato un errore. Oppure la deontologia tanto sbandierata dei blog = quotidiano si applica in un senso e non nell’altro? Tutti i doveri ai blogger, tutti i diritti ai giornalisti di carta?:)

Oppure scambiano un blog per un quotidiano…
No amici miei, la filosofia è diversa.
E poi, appunto, da che pulpito viene la predica!

Per inciso, Macchianera è uno dei pochi blog che leggo e Neri lo sa, visto che l’ho criticato più volte..:) e anche Gilioli, che ha fatto un mea culpa giusto ma mal argomentato, citando le fonti meno adatte. Almeno una.



Commenti

  1. Non per discolparlo (non ne ha bisogno e sono certo io a doverlo fare) ma L.S., come si firma sempre, non è che non accetti commenti perchè non vuole critiche: è semplicemente che ha scelto questa modalità. Del resto non è che ci sia scritto nelle Tavole della legge che un blog debba avere commenti. E comunque, meglio lui che non li ha che chi li ha ma non risponde mai una volta ai suoi lettori-commentatori. E ci sono, voglia se ci sono. E per finire: non ha commenti ma se gli scrivi (a me è successo) ti risponde subito gentilissimo e magari ti cita pure sul blog. Questo per dire che le modalità per interagire con i lettori possono essere varie.

    Scritto da donMo, 5 anni, 2 mesi fa


  2. non credo donMo che sia uguale scrivere in privato e farlo in pubblico! Tutta un'altra cosa.

    Infatti non sono Tavole della legge, io ho scritto "per me il blog senza commenti non è un blog, feed o no." Ho detto "per me". Io la penso così.

    Chi non risponde beh, un'altra scelta, ma almeno ognuno può dire la sua. In pubblico: che non è poco.

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  3. Errori… errori… non si potrebbe tornare alle matite blu e rosse?

    .:. hermans ji

    Scritto da hermansji, 5 anni, 2 mesi fa


  4. Ti seguo da un paio di mesi appena, ma stai rapidamente diventando una delle mie letture preferite (tanto che t'ho segnalato circa una settimana fa su Personalità Confusa, in apposito post dove si chiedeva di nominare i blog più interessanti tra quelli che già non fossero nel suo blogroll, con divieto di autosegnalazione).

    Circa il merito, Luca Sofri i commenti li aveva ad esempio sul fu Quattroeunquarto, e talora rispondeva pure. Ed è vero che alle mail risponde pressoché sempre con gentilezza e spesso segnala sul blog–ma senza link :)–il corrispondente, è capitato anche a me

    Però sono d'accordo con te, è una questione di accettare il confronto: levare i commenti o non abilitarli proprio dà un po' troppo l'idea di un ex-cathedra.

    Comunque se i giornali italiani seguissero l'esempio di quelli inglesi (e.g.: il Guardian) e mettessero in prima pagina un bell'occhiello con le rettifiche, non saeppe male, affatto.

    Scritto da Gilgamesh, 5 anni, 2 mesi fa


  5. Ecco, a proposito di rettifiche, sopra sarebbe appunto sarebbe e non saeppe, che come refuso è abbastanza interessante (typo thumb, lo definerebbe un mio amico) e non so proprio come sia venuto fuori :)

    Scritto da Gilgamesh, 5 anni, 2 mesi fa


  6. hermans, ma ci sarebbe chi i segni a matita li cancella, stanne pur certo!:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  7. Gilgamesh, che nome importante! Anche io ho cominciato a studiare il cuneiforme ecc., ma poi era troppo e ho smesso. Ora mi butterò sul più pratico giapponese.:)
    Bellissimo il nome Gilgamesh. Perché hai segnalato quella traduzione e non Pettinato?

    Grazie dell'apprezzamento cmq. Sei molto, molto carino..:)

    In effetti, e non faccio nomi per pietà cristiana, c'è un famoso giornalista che non si degna neanche a pagarlo oro (cioè, solo a pagarlo oro!) né in pubblico né in privato. Anche se magari ci hai avuto contatti di lavoro.

    Io i commenti li adoro. E pure le rettifiche.:)

    Grazie di lggermi, e di commentarmi…:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  8. Gilgamesh:
    "e non so proprio come sia venuto fuori :)"

    Ah, e io che pensavo che "saeppe" fosse una lectio difficilior intercalata con apparente noncuranza, ma in realtà con sapiente predeterminazione proprio perché pertinente all'argomento… :)

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 5 anni, 2 mesi fa


  9. Ma se togliamo la definizione di blog a wittgenstein cosa cambia? che e' come leggere il Sofri quando scrive per qualcuna delle sue tante collaborazioni. Non e' un blog? Probabile. Pero' non mi tange :-) Lo leggo, spesso, ma leggo con piu' piacere e attenzione blog appassionati, con commenti e utenti e tutto il resto. Pero' non pretendo l'infallibilita' e neppure la rubrica con gli errori, anche se una delle mie letture preferite e' www.regrettheerror.com :-)
    Insomma: uno scrive sul suo blog, lo fa con quel po' di passione o attenzione che ritiene giusti e se sbaglia? qualcuno glielo fa notare e si dialoga… per me e' una questione di reputazione, di credibilita', di onesta'… vabbeh! e' un periodo che non mi capisco neppure da solo :-)

    ciao, f.

    Scritto da francesco, 5 anni, 2 mesi fa


  10. Boh, io non è che me la cavi granché col cuneiforme, in realtà, anche se l'antico sumero ho provato a studiacchiarlo usando come testi di riferimento un paio di glossari redatti a Yale e ad Heilingenafen. In compenso col nihongo me la cavicchio, mi sono spinto fino a provare a comporre qualche haiku direttamente in giapponese (poi probabilmente se mi legge un madrelingua faccio la figura del solito gaikokujin). Anche io preferisco la traduzione di Giovanni Pettinato, che possiedo in versione cartacea, al lavoro di Thomas Porzano, ma non ne ho trovato una versione online da linkare, a suo tempo.

    Mahaprasthana, pensa che giusto in giapponese, appunto, quella combinazione di fonemi ha un significato preciso (se vogliamo escludere il latino, con una p in meno), e vorrebbe dire però "aiuto, stupratore" ( ) che, insomma, pare un po' fuori luogo.

    Francesco, penso Giuseppe Granieri sarebbe d'accordo con te, soprattutto sul concetto di reputazione/credibilità che lui pesa come "autorevolezza" nel suo aggregatore ;)

    Scritto da Gilgamesh, 5 anni, 2 mesi fa


  11. Maha, te lo dico sempre, pensi troppo..!:)

    Gilgamesh, quanto ci hai messo a sapere un po' di giapponese? Sai che un mio amico (lettore) Iskandar che ogni tanto commenta vive in Giappone da un po', e mi sa che non ha alcuna intenzione di tornare?

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  12. francesco, non è per la definizione, è perché parlare di errori e mancanza di critica una che non ammette commenti nels uo blog mi pare il colmo!

    E' il bue che dice cornuto all'asino…:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  13. p.s. i ns amici intellettuali seri si scandalizzeranno che ho detto bue (ma solo per avvicinarlo all\'asino,s\'intende) a Luca Sofri…

    :)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  14. @Gilgamesh: accostare il GG a me e' un enormita' ;-) @boh: adesso forse mi sono capito meglio: e se fosse semplicemente che un blog è un post in cui si parla, quindi meglio se non si e' in troppi (credits: Gaspar, Maistrello) ma soprattutto se uno non vuole dialogare che continui a bloggare per chi vuole leggere e basta… non sara' un passo avanti rispetto ai ciclinprop o ai periodici patinati ma vabbeh, che faccia :-)

    Scritto da Francesco, 5 anni, 2 mesi fa


  15. Francesco, secondo me sei molto meglio, intanto ti dai meno arie e poi sei più spiritoso. Vuoi mettere?

    E poi certo, faccia pure, ci mancherebbe altro! Ma non critichi chi fa lo stesso, come i quotidiani… E poi per me in più si parla e meglio è. Non mi piacciono le sette per iniziati…:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  16. Sono d'accordo con Boh, criticare e non accetare critiche mi sembra scorretto o presuntuoso o non so cos'altro… Anch'io spesso non rispondo subito ai commenti perchè non posso stare troppo al computer, ma leggo le cose che mi scrivono e mi servono. Non è una scelta è necessità. Detesto anch'io le sette. Come vedete arrivo tardi alla discussione ma ieri non ero a casa e non ho potuto partecipare.

    Scritto da Giulia, 5 anni, 2 mesi fa


  17. La "Buca della Memoria" orwelliana rappresenta una minaccia per chi fruisce dell'informazione e una tentazione per chi ha interesse ha crearla e manipolarla, che evidentemente è avvertita sin dagli inizi del XX secolo. Fortuna che nel XXI secolo, perlomeno fino a quando potremo disporre di uno strumento tecnologico come Internet, la minaccia è, almeno in linea di ipotesi, scongiurabile: la differenza tra blogger e professionisti dell'informazione - come ho già avuto modo di dire - è a mio avviso proprio questa: i blogger fanno in tempo pressoché reale non un lavoro da giornalisti, ma piuttosto il lavoro che gli storici di solito facevano tradizionalmente a distanza di molto tempo dai fatti, e cioè il recupero, il controllo e la preservazione delle fonti.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 5 anni, 2 mesi fa


  18. Mahaprasthana, hai perfettamente ragione. Infatti i blog in assoluto migliori sono quelli degli storici o degli studiosi, di chi recupera, controlla e preserva le fonti. Giustissimo!:)

    Giulia, tutit abbiamo una vita, chi meglio e chi peggio, ma lo so che ci sei. E te ne ringrazio:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  19. io continuo a dire che non si deve pensare necessariamente ad un blog come ad un posto dove si fa informazione. Un blog è più un espositore di opinioni, come tale ha il diritto/dovere di essere fallace, di incamponirsi sulle proprie posizioni, di non accettare critiche se non lo si vuole etc.
    Insomma ognuno faccia un po' come gli pare… non penso sia necessario né utile stabilire delle regole comportamentali per un blog.
    Internet è bella proprio perché se una cosa non ti piace non la segui e nonostante questo non ne fa un dramma nessuno (a meno che non ci siano degli investimenti dietro).

    Quanto alle castronerie che scrivono i giornalisti, se fossero intelligenti, utilizzerebbero internet come mezzo di confronto con i propri lettori. Al limite di una castroneria è più facile parlarne su internet con coloro che realmente sono interessati, piuttosto che riproporla sotto forma di errata corrige.

    Scritto da jaco, 5 anni, 2 mesi fa


  20. Ma io non so se sia proprio vero che i blog migliori siano quelli degli studiosi, sicuramente sono importanti, ma io girando un po' qua e un po' là , ho letto blog bellissimi dove si parla di libri, di sentimenti, di idee ed opinioni. Sono cose diverse una dall'altra oppure io non ho capito niente di cosa è un blog. Se uno non è uno storico o uno studioso nel senso stretto del termine allora non è un blog che può interssare. In questo caso forse ho ragione a pensare da un po' di tempo di smettere. Vorrei sapere il vostro parere in modo sincero

    Scritto da Giulia, 5 anni, 2 mesi fa


  21. Non smettere, io il tuo blog ogni tanto lo leggo, è scritto bene e ci sono cose carine. Poi ovviamente vale sempre la regola "fai quello che ti rende felice" se tenere aperto il tuo blog ti piace, continua a farlo senza preoccuparti se è interessante per gli altri o meno.

    Scritto da jaco, 5 anni, 2 mesi fa


  22. Per me ho un bel quaderno e una bella penna con cui scrivo. Un blog credo che debba essere anche scambio di idee, di modo di vedere la vita e la realtà e perchè no anche di sentimenti. O è solo una vetrina in cui ti specchi?

    Scritto da Giulia, 5 anni, 2 mesi fa


  23. Giulia, non penso che il discorso del "bel blog" come l'ho inteso c'entri qualcosa col tuo discorso. Come ti dissi già quando ti chiedevi se tenere aperto il tuo blog o no, se ti piace e ti fa felice in qualche modo, per scambio per quello che vuoi, perché no?
    Concordo con jaco! (gli dò troppo ragione mi sa..:))

    In rete c'è enorme libertà, ed è questo il bello!

    Ognuno ha il suo blog e lo tiene per le sue ragioni.

    Ma, certo, come in un giornale (come infatti è nato il web-log), c'è quello ben fatto e quello mal fatto, quello bello graficamente ma insipido, quello patinato fatto per soldi, quello che è solo un diario per "intimi" — che si seleziona da sé, dopo un po', diventando per amici e parenti — e quello come questo, che è soprattutto un luogo di incontro sul mondo circostante e pian piano, senza pubblicità e sbandieramenti né marchette in giro, diventa un posto dove decine di migliaia di lettori leggono e (qualche rara volta) commentano. Anche, troppo, in privato (purtroppo! quello sì che è un lavoro..:) devo aprire anche la mail..)

    Certo, in privato ho avuto la fortuna di conoscere bellissima gente, in un modo o nell'altro, ma non posso essere sommersa da mail perché ho anche qualche cosa da fare. Ma quando, come in questo periodo, ho poco da fare, mi piace eccome.
    Mi piace, chiacchierare e vedere le cose e sapere come la pensa la gente e cercare di conoscere e capire la realtà intorno, mi piace un sacco.

    Ovvio che io la vedo con gli occhi di un'orientalista, sono i miei occhi. Ma è sempre perché mi piace e sono così. I tuoi occhi sono diversi, quelli di Jaco o di Hermans o di donMo, o di Agatina (una mia lettrice fedelissima) ancora diversi.

    Però il concetto di "bello" c'è anche nel blog, credo. E c'è a diversi livelli: grafico, di contenuti, di comunicativa, di informazione, di formazione ecc. ecc.

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  24. p.s. c'è anche a livello di scrittura il bel blog, e non solo in quelli letterari.
    Insomma, ci sono diversi parametri da considerare.

    Per quanto mi riguarda, i parametri sono essenzialmente due: la verità/veridicità di quello che scrivo (quindi, anche, informare su cose che raramente si leggono sui giornali, o da un altro punto di vista), e ci metto anche me stessa, e il feedback di chi legge. Io, e voi di là. La relazione che c'è e, in primis, l'oggetto della relazione, che sia memoria delle fonti, che sia commento e così via, che siano gli accadimenti della mia vita quotidiana. Tutto vero e verace. Certo, coi miei occhi…

    Se poi qui non ci si diverte, pazienza: ci sono migliaia di blog divertenti in giro!:) sotto diversi punti di vista.

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  25. sono profondamente convinto che un blog é uno spazio libero nel quale esprimersi liberamente, dev'essere uno spazio avulso da qualsiasi controllo di una qualsiasi autorità. Solo moderazione spontanea con interventi di altri blogger. sono convinto che i blog sono un'informazione libera e indipendente pur non essendo "autorevoli" media ufficiali. Un'informazione a la carte. in un blog si offre l'opinione sulle informazioni non l'informazione, pertanto non vi é nessuna obligazione etica o morale su quello che si scrive.

    Scritto da permettetemi, 5 anni, 2 mesi fa


  26. Io credo che non esista una definizione di blog ma che ogni blog con le sue particolarità o stranezze o come volete chiamarle… con tutti i suoi aspetti che si amano e si odiano… che tutti i blog e tutti i blogger contribuiscano alla definizione di blog.

    Penso anche che tutti i blog informano di qualcosa… pure quelli intimisti o quelli votati al "cazzeggio" dicono qualcosa… condivisibile o meno…

    Condivido però l'opinione di chi non ha ben chiaro perchè certi blog non prevedano commenti o certi blogger non rispondano ai commenti… io personalmente mi sentirei uno che parla da solo… voi no? La comunicazione prevede tre elementi : emittente, messaggio e ricevente!!

    @Gulia su perchè torni a dire "smetto" ? hai un bel blog scrivi cose interessanti è ti commentano in molti… su su

    Scritto da hermansji, 5 anni, 2 mesi fa


  27. ma siciliano, io direi che l'obbligo etico o morale ci sia sempre. Almeno per me. Blog o no, ovunque, sempre, con tutti. Con me stessa.

    Però che siano assolutamente liberi è ovvio, non siamo pagati da nessuno! Già questo ci rende liberi..

    E poi, Hermans, chi critica chi non accetta critiche ma poi non si fa criticare mi fa un po' ridere…:)

    Giulia ma perché ti chiedi ancora se smettere?? fffffffffff……..

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  28. sentirsi in obligo é ben diverso dall'essere in obbligo.
    in uno sbazio aperto e libero non devono esserci obligazioni morali o etiche.
    quello che piace a me forse non piace a te. basta questo per metterci difronte aqll'impossibilità in un blog di essere sottoposti ad un'entità morale superpartes che possa obbligare moralmente o eticamente qualcuno a scrivere o non scrivere qualcosa.
    l'esempio pratico é fornito da bolscevico stanco, condannato a 10mila euro di multa per diffamazione.
    in un blog la ricerca e la gestione più adeguata della libertà nasce spontaneamente dai commentatori, anch'essi liberi.

    detto ciò, cerco disperatamente e pieno di curiosità, mettendo il mio mac di sbiego, di lato e sottosopra di vedere chi c'é dietro il flash ma non ci riesco mai! :-)

    Scritto da christian peritore, 5 anni, 2 mesi fa


  29. Christian, hai ragione sul poter fare o sentirsi di fare, e il dover fare.
    Infatti, un blog non è una testata giornalistica e gode di una libertà che non ha questi.

    Che è il tuo mac? Tra parentesi, sei tu che fai le foto che pubblichi sul tuo blog? Sono bellissime.

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  30. volevo dire, però, che il blog per essere tale ha tre particolarità: deve essere su Internet (ovvio), deve essere aggiornato periodicamente (un limite non c'è ma è nato come diario online) e deve avere i feed.

    Oltre questo, nessun altro "dovere". Può anche non avere i commenti, rimane un blog. Ma se chi lo tiene poi si scaglia, forse solo per fare un po' notizia, contro i quotidiani che non ammettono critiche, beh, è un po' ridicolo. O fatto ad arte.
    Insomma, mala fede o buona fede, ma paradossale!:)

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  31. il mio mac… é la marca del pc, apple. non son qui in francia si dice cosi , ma forse e solo un francesismo. si le foto sono mie. grazie. vorrei fare un blog o un sito con le mie foto se hai delle piattaforme fa consigliarmi te ne sarei grato.

    Scritto da christian peritore, 5 anni, 2 mesi fa


  32. Christian, non so ma io ho consigliato wordpress e si sono trovati bene, vero donMo?

    Scritto da boh, 5 anni, 2 mesi fa


  33. ciao fabrizio volevo dirti che sei grande

    Scritto da alessia, 5 anni, 1 mese fa


  34. volevo anche dirti che hai meritato di vincere a sanremo continua così ciao un bacione

    Scritto da alessia, 5 anni, 1 mese fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.