Attacco dei Naxaliti a Chhattisgarh: tu che ne pensi Ernesto?

Ernesto Guevara detto CheNel Chhattisgarh non c’è solo la favolosa etnia i cui adolescenti praticano il rito del Gothul, ma anche il temutissimo gruppo dei comunisti Naxaliti, un gruppo ben più a sinistra della sinistra del Communist Party of India. Sono uomini e donne combattenti che si dichiarano disperati e pronti a tutto se le disparità fra i gruppi privilegiati degli Induisti, dei Parsi e gli altri gruppi e gli Adivasi e i Dalit non viene abolita — sia a livello governativo che economico, nell’amministrazione e nella gestione ordinaria del potere. Questo è il loro blog “ufficiale”, ammesso che abbiano qualcosa di ufficiale, dove è ovvio che i gruppi sono armati e combattenti. Basta vedere le foto.

I Naxaliti sono da sempre vicini ai Maoisti sia indiani che nepalesi, prima che questi ultimi diventassero un partito del governo ad interim e cominciassero a litigare con la Seven Party Alliance (SPA), la coalizione dei sette principali partiti che ha tolto il potere a re Gyanendra, per la torta delle elezioni di metà giugno.

Martedì però circa 100 Naxaliti armati hanno attaccato una stazione di polizia al villaggio di Ranipotili, nel ditretto di Bijapur, uccidendo 55 poliziotti. Gli abitanti del villaggio non si sono neanche avvicinati né hanno cercato di aiutare i poliziotti e sono arrivati solo la mattina dopo il massacro.

La settimana scorsa vi sono stati anche dei gravi scontri in Bengala, legati alla resistenza popolare contro la creazione di una Zona economica speciale (SEZ) a Nandigram. Queste zone hanno una legislazione economica diversa da quella del resto del paese e di solito sono create per attirare gli investimenti stranieri. In India le SEZ (questo è il loro sito) hanno preso a modello la Cina e sono a tutti gli effetti — dal punto di vista commerciale, fiscale e doganale — territorio straniero.

Ora dicono che i poliziotti superstiti del massacro da parte dei Naxaliti abbiano deliberatamente mandato i rinforzi in ritardo e che almeno 12 poliziotti fossero assenti dalla stazione di polizia. Avevano già chiesto, chi sa come mai, un giorno di permesso.

Nelle SEZ e nelle zone dove si addestrano i Naxaliti si verifica anche un altissimo numero di suicidi fra i poliziotti. Questo è un fenomeno ben conosciuto anche in Nepal dove, agli inizi della guerra civile, negli anni ’90, l’esercito del re spesso si rifiutava di andare contro i suoi stessi concittadini. Poi ci ha fatto il callo.

Ma l’India che fa? Parla parla di sviluppo sostenibile (questo è il documento che ha presentato alle UN già nel 1997!) però vuole imporre un modello di sviluppo occidentale a ritmi sostenutissimi e, soprattutto, non si cura dei suoi cittadini più marginalizzati?
Di questo passo i Dalit diventeranno come gli indiani d’America delle riserve. E diventeranno poliziotti solo i disperati che, altrimenti, morirebbero di fame e hanno poco o niente da perdere.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.