Attacco dei Naxaliti a Chhattisgarh: tu che ne pensi Ernesto?

Ernesto Guevara detto CheNel Chhattisgarh non c’è solo la favolosa etnia i cui adolescenti praticano il rito del Gothul, ma anche il temutissimo gruppo dei comunisti Naxaliti, un gruppo ben più a sinistra della sinistra del Communist Party of India. Sono uomini e donne combattenti che si dichiarano disperati e pronti a tutto se le disparità fra i gruppi privilegiati degli Induisti, dei Parsi e gli altri gruppi e gli Adivasi e i Dalit non viene abolita — sia a livello governativo che economico, nell’amministrazione e nella gestione ordinaria del potere. Questo è il loro blog “ufficiale”, ammesso che abbiano qualcosa di ufficiale, dove è ovvio che i gruppi sono armati e combattenti. Basta vedere le foto.

I Naxaliti sono da sempre vicini ai Maoisti sia indiani che nepalesi, prima che questi ultimi diventassero un partito del governo ad interim e cominciassero a litigare con la Seven Party Alliance (SPA), la coalizione dei sette principali partiti che ha tolto il potere a re Gyanendra, per la torta delle elezioni di metà giugno.

Martedì però circa 100 Naxaliti armati hanno attaccato una stazione di polizia al villaggio di Ranipotili, nel ditretto di Bijapur, uccidendo 55 poliziotti. Gli abitanti del villaggio non si sono neanche avvicinati né hanno cercato di aiutare i poliziotti e sono arrivati solo la mattina dopo il massacro.

La settimana scorsa vi sono stati anche dei gravi scontri in Bengala, legati alla resistenza popolare contro la creazione di una Zona economica speciale (SEZ) a Nandigram. Queste zone hanno una legislazione economica diversa da quella del resto del paese e di solito sono create per attirare gli investimenti stranieri. In India le SEZ (questo è il loro sito) hanno preso a modello la Cina e sono a tutti gli effetti — dal punto di vista commerciale, fiscale e doganale — territorio straniero.

Ora dicono che i poliziotti superstiti del massacro da parte dei Naxaliti abbiano deliberatamente mandato i rinforzi in ritardo e che almeno 12 poliziotti fossero assenti dalla stazione di polizia. Avevano già chiesto, chi sa come mai, un giorno di permesso.

Nelle SEZ e nelle zone dove si addestrano i Naxaliti si verifica anche un altissimo numero di suicidi fra i poliziotti. Questo è un fenomeno ben conosciuto anche in Nepal dove, agli inizi della guerra civile, negli anni ’90, l’esercito del re spesso si rifiutava di andare contro i suoi stessi concittadini. Poi ci ha fatto il callo.

Ma l’India che fa? Parla parla di sviluppo sostenibile (questo è il documento che ha presentato alle UN già nel 1997!) però vuole imporre un modello di sviluppo occidentale a ritmi sostenutissimi e, soprattutto, non si cura dei suoi cittadini più marginalizzati?
Di questo passo i Dalit diventeranno come gli indiani d’America delle riserve. E diventeranno poliziotti solo i disperati che, altrimenti, morirebbero di fame e hanno poco o niente da perdere.



Commenti

  1. barricati dietro i nostri privileggi occidentali ci dimentichiamo del mondo che abbiamo nascosto dietro i grandi manifesti publicitari che promuovono un mondo perfetto.

    nel mondo ci sono ancora uomini che imbracciano il fucile per cercare di vedere rispettati diritti civili che dovrebbero essere logicamente acquisiti!

    Scritto da christian peritore, 4 anni, 11 mesi fa


  2. Brava Boh, sei stata tra i pochissimi che ne ha parlato in Italia. Forse, però (se posso) aggiungerei qualcosa sul Salwa Judum, che di questa guerra civile è secondo me l'aspetto pià agghiacciante. :-) buona giornata

    Scritto da alemaugil, 4 anni, 11 mesi fa


  3. Già Christian, peccato però il fucile!

    Ma so per esperienza che c'è gente che gioca al massacro e che va fermata con tutti i mezzi possibili. Io eviterei massacri e uccisioni di ogni genere ma so che delle volte non c'è modo, purtroppo. Non si può sempre avere il lusso di aspettare e di lavorare con mezzi diplomatici. E' questo il terribile.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  4. Alemaugil, puoi puoi… (e cmq tanto lo dici uguale!:))

    Ti spiego sulla mancanza, che (forse giustamente) fai notare:

    1) Non è finita qui, la guerra è aperta da anni, come ben sai. Come tutto quello che scrivo, va a puntate. (In fondo i miei temi son sempre i soliti)

    2) Non ho sempre tempo, e magari voglia, di scrivere attualità, ho tante cose che sono rimaste indietro delle mie, ma proprio tante da anni, impegni già presi da anni.

    Di questo terribile massacro volevo scrivere già mercoledì e giovedì, ho avuto tempo solo ieri. Anche perché, in qualche modo, mi fa male anche parlarne e faccio sempre tanta resistenza. Per questo mi occupo più dell'antico che del moderno.

    (Ma perché spiego sempre quello che faccio con Alemaugil??????:))

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  5. non sono affatto d'accordo con imbracciare un fucile. descrivo una realtà che sempre di più ci dimentichiamo. sicuramente persone come te e chi legge il tuo blog appartengon ad una elite che si interessa anche agli altri. tra queste c'é anche chi fa qualmcosa per gli altri. ma siamo pochi, troppo pochi. vivo a parigi e quando passeggio per le sue strade vedo il paraddosso in scena. sullo stesso marciapiede trovi la boutique di diamanti e ultimi accessori costosissimi alla moda, i senza tetto che si crepano di freddo e di umiliazione, i ragazzi che fanno campagna per una causa di beneficienza qualsiasi, e una massa di persona indifferenti a tutto vestita di gadget io trovo tutto ciò un'aberrazione sempre più difficile da accettare. percarità non sono contro renderci la vita più bella o a favore dell'austerità, la mia vita a testimonianza di tutto ciò. Ma dimenticarci di tutto il resto no! l'europa si sta imbarbarendo, spendiamo il nostro tempo a occuparci di lelle e corona perché spillano denaro a qualche potente e qualche vip, macchissenefrega! una società che mette in primla pagina queste velleità, dovrebbe essere una società che ha gia risolto e positivamente l'intolleranza, i senzatetto, la povertà, le mafie, la corruzione, le guerre… boh siamo sinceri ma che la figlia di silvio si fa fotografare con la mano morta e lui paga per non publicare … dico io in italia possiamo mai considerarlo come un problema serio! quando é in atto una guerra civile in campania - 24 omicidi dall'inizio dell'anno e 8 negli ultimi 16!

    Scritto da christian peritore, 4 anni, 11 mesi fa


  6. cioè Christian, fucile sì o fucile no? Non ho ben capito che ne pensi..

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  7. e visto che metti il che in prima
    permettetemi di citare camus non alla lettera ma nel significato
    il sentimento di rivolta all'ingiustizia é sempre un sentimento positivo
    la rivoluzione che ne scaturisce finisce sempre per corrompere l'ideale da cui é partita
    percui se durantre la rivoluzione francese si é scesi in piazza per difendere i diritti fondamentali dell'uomo, il primo tra tutti é il diritto alla vita, si é finiti col tagliare le teste!
    il sentimento di rivolta divende l'ideale
    la rivoluzione finisce con corrompere l'ideale
    L'uomo in Rivolta di Albert Camus

    lo stesso vale per i comunisti Naxaliti, che difendono il proletariato e massacrano 55 operai/salariati/poliziotti. Per difendere il loro ideale hanno distrutto 55 famiglie proletarie.

    Scritto da christian peritore, 4 anni, 11 mesi fa


  8. Approvo assolutamente.

    Devo anche dire, però, che aldilà della retorica della famiglia, perché la dignità dell'uomo è unica anche senza famiglia, si fanno delle scelte. Poliziotto vuol dire paga sicura, famiglia e certi rischi; rivoluzionari vuol dire fare la fame, vivere nel rischio (e senza una vera famiglia) e cercare di provocare certe cose per causare certe conseguenze politiche/sociali.

    Ambedue uccidono, specie in Asia, senza eccessivi problemi.
    E' proprio il metodo che è sbagliato, il fucile di qua e il fucile di là, per come la penso io. E' l'escalation di violenza. E' uccidere, e altro.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  9. ho incominciato scrivendoti al commento 5 con " non sono d'accordo con l'imbracciare un fucile"
    questa é la mia posizione personale, di christian che vive a parigi, che lavora nel cinema, che guadagna bene e che frequenta persone interessanti… (lo dico solo per esemplificare da non prendere sul serio)
    se vivessi nel Chhattisgarh, la mia posizione sarebbe diversa, la mia rabbia sarebbe diversa…
    intellettualmente dico meglio non imbracciare il fucile, ma se vedessi mia madre violentata da due guerriglieri o da due miliziani? cosa farei?
    se avessi tre figli e niente da fargli mangiare cosa farei?
    se ogni giorno dovessi subire l'umiliazione di tiene il fucile puntato contro di me, come ragionerei?

    non posso e non voglio commentare un atto disperato come quello di riunirsi e imbracciare il fucile per difendersi da chi ti schiaccia!
    preferisco dire che il governo indiano é un governo barbaro, ingiusto e che si appoggia su una concezione filosofica della società non per credo ma per interesse.

    Scritto da christian peritore, 4 anni, 11 mesi fa


  10. il poliziotto é l'emblema. la famiglia il riscontro. la famiglia non é retorica, é una realtà che poi si usi come retorica é un'altro discorso. ma non é il mio discorso. 55 tra famiglie, fidanzate, fratelli, figli o anche amici sono rimaste orfane di un caro. e questo caro é stato ucciso per un ideale che probabilmente difende anche loro. proletari in divisa. per me é solo un modo di notare ancora un volta il contrasto tra il motivo di partenza e l'arrivo. sono d'accordo con te, imbracciare il fucile non é la soluzione giusta. l'india é l'orfana sperduta e confusa di Gandhi.

    Scritto da christian peritore, 4 anni, 11 mesi fa


  11. Il governo indiano è come tutti gli altri governi, purtroppo: ha un'agenda e la rispetta, a costo di tutto e tutti.
    Non c'entra, credo, con la civiltà. E' agenda politica. E' politica.

    Hai ragione, noi parliamo dal comodo delle ns case nelle ns belle città e coi ns diritti civili più o meno rispettati. Bisognerebbe vedere lì come uno diventa.

    I Naxaliti si sono messi sempre al di fuori della legalità, pensano che non ci sia altro modo. Forse non è così. Ma capisco anche io che difronte a certe cose estreme, come una violenza su tua moglie o una tortura su tuo marito, le reazioni possano essere altrettanto estreme.

    E' il fucile che non andrebbe preso, punto e basta.
    La non violenza è un valore e i valori si tengono sopra tutto.
    Non è solo un mezzo.

    Se fosse solo un mezzo si abdicherebbe alla non-violenza se fa comodo: invece no, è un valore e ci si sacrifica anche, per questo. Di valori ce ne sono pochi, per me, almeno io ne ho pochissimi, ma per questi darei la mia vita.
    Quasi l'ho data, infatti, per difendere i miei, e non una volta sola.

    Certo, se la devono sudare, la mia pelle la dò a carissimo prezzo, non sono esattamente prona al sacrificio né a porgere l'altra guancia…:)
    Nè ho voglia di accettare ingiustizie. Infatti alla fine ho vinto sempre io.

    Nel caso dei Naxaliti, forse ci sarebbe stato un altro modo di risolvere le cose, ma hanno milioni di attenuanti, certo.

    Ma di fronte al massacro di 55 persone ci sono attenuanti? Questa è la mia domanda.

    E ancora, davvero il governo indiano non ha altri mezzi percorribili?

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  12. L'ideale della non violenza deve essere , se non ricordo male quello che diceva Gandhi, attivo non passivo, è comunque azione, è rischio. Essere non violenti e fare solo qualch manifestazione può essere utile forse, ma non in certi contesti. Anch'io penso che non so come reagirei in certe situazioni. Mi è bastato vedere come vive tanta gente in Brasile, vedere come vivono i bambini, come ci sia il più assoluto menefreghismo per farmi tante e tante domande. Io posso non rispondere, rimanere nel dubbio, ma intanto tanta gente muore e non ha tempo di aspettare che arrivi un'altra vita. Unpost stimolante il tuo Boh. la domanda che ci dobbiamo porre è come diventare più attivi.

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  13. Hai ragione Giulia, ma la non-violenza di Gandhi era attivissima ma nel perdono! Diceva che la vera non violenza è disobbedienza civile, ma perdonando.
    E diceva, appunto, anche andando incontro alla morte.

    ANche io ho visto e ho vissuto situazioni allucinanti, è difficilissimo resistere e non diventare più violenti dell'aggressore. E, come ti ho detto, uso tutti i mezzi leciti per difendermi e per essere attiva. Molto attiva, anzi.

    Però non sarò mai come l'aggressore, stanne certa. La cosa peggiora che possa capitare è diventare come le persone che disprezzi! E' rinunciare alla propria identità.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  14. Per quanto possa condividere e apprezzare le degne motivazioni, sono un intransigente oppositore dei metodi violenti anche laddove vengono posti al servizio delle più nobili cause. L'esperienza mi convince che un bene duraturo non può mai essere frutto della menzogna e della violenza. Anche se la mia convinzione è una pia illusione, si ammetterà che è un'illusione affascinante.

    Scritto da Gandhi, 4 anni, 11 mesi fa


  15. Sono d'accordissimo con te. La rabbia non dovrebbe trasformarsi in violenza ma in energia, in forza che è coraggio di andare contro, e coraggio vuol dire non cadere nella trappaola dell'occhio per occhio, non potrei identificarmi con l'aggressore. Qualche volta poi l'aggresore è talmente abile che non è visibile, ma c'è. Qualche volta a determinare ciò che vediamo intorno a noi è l'indifferenza che è una forma nascosta di aggressività, e stare con chi determina certe situazioni.

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  16. Caro Gandhi, anche io penso che non si costruiscono cose belle facendo soffrire gli altri, con la violenza diretta o indiretta e con gli inciuci.

    E poi Giulia sì, c'è il passive aggressive che è l'indifferente, ed è una violenza terribile, oppure quello che finge di fare il buonino cercando al contempo di distruggerti, ed è la peggiore violenza: però non bisogna diventare come loro. In nessun caso.

    Avrebbero, oltre tutto, vinto sulla nostra identità, oltre che sull'ideale e sulla pratica: anche io credo che un bene duraturo non possa essere mai essere frutto della menzogna e della violenza. Lì per lì chi li usa vince, ma è una vittoria di Pirro.

    Però la volpe si caccia nella sua tana…

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  17. p.s. povere volpi, è solo un proverbio argentino, io vieterei la caccia!

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  18. Anch'io vieterei la caccia. Ma cosa vuoi dire che la volpe si caccia nella sua tana?

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  19. che si deve andare a scovare dove sta, sul suo terreno e il suo territorio!

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  20. Non è molto facile

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  21. no assolutamente, ma vincere non è mai facile… Devi essere migliore e/o più fortunato di chi perde.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  22. donMo, come ti ho scritto, il tuo annuncio lo puoi mettere nel post giusto? Grazie:)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  23. Ma qual è il post giusto???

    Scritto da donMo, 4 anni, 10 mesi fa


  24. quello veg! o degli animali, ce ne sono..:)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  25. Boh, ma io sono un pigro felino… non farmi fare 'ste cose:)

    Scritto da donMo, 4 anni, 10 mesi fa


  26. ma come io scorrazzo avanti e indietro nel tuo blog perché mi ricordo di una cosa e tu, che hai un motore di ricerca su in alto, non lo fai???????? Shame on you…:)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  27. Fatto. Proprio perchè sei *tu*. Poi dì che non ti voglio bene:)

    Scritto da donMo, 4 anni, 10 mesi fa


  28. :)))

    (sì sì, donMo cerca di rabbonirmi….. ma la cattiveria l'aveva detta però! CATTIVO)

    hai visto che a lato tanto si leggono gli ultimi commenti e la gente se li va a vedere.

    Beh vabbé facciamo pace va.
    :)

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  29. Affare fatto:)

    Scritto da donMo, 4 anni, 10 mesi fa


  30. Cosa ne penserebbe il nostro Ernesto?

    Certo sarebbe innanzitutto sorpreso di quanto accaduto dopo la sua morte a quell'India che visitò nel 1959, per guadagnare consenso e riconoscimento internazionale alla Rivoluzione Cubana.
    Non credo però che si meraviglierebbe tanto dell'esistenza dei Naxaliti, ideologicamente affini a lui e agli altri Comunisti Rivoluzionari di inclinazione maoista: anzi, secondo me non si meraviglierebbe affatto di loro, quanto piuttosto della deriva dell'India, divenuta, come la Cina, serbatoio di sfruttamento della forza lavoro da parte dei paesi a più avanzato sviluppo capitalista.
    Si meraviglierebbe delle magliette, delle bandiere, dei berretti e di tutto il merchandising con la sua effige (cioè con l'effige dell'abusata foto di Korda, per intenderci) prodotto a dieci centesimi a pezzo negli opifici del Tamil Nadu, del Karnataka o dell'Uttar Pradesh, per poi essere rivenduto ad almeno 25 pounds a Notting Hill.

    O, forse, si meraviglierebbe di quel che è oggi la realpolitik dell'asymmetric warfare: i Naxaliti, disposti a far uso di qualsiasi arma e che usano in mancanza di meglio persino fucili britannici d'antiquariato del periodo coloniale, ricevono armi dai Servizi Segreti Pakistani, interessati a dar supporto a chiunque crei problemi d'ordine interno al loro avversario storico; con quelle stesse armi i Pakistani hanno armato i Talebani, ed i Talebani con quelle stesse armi e servendosi di due reclute arabe hanno ucciso il 9 settembre 2001, due giorni prima dell'attacco alle Twin Towers, Massud Ahmad Shad, il "Leone del Panshir" che sempre dichiarava, come i Naxaliti, di avere come propri modelli di riferimento proprio Mao e Che Guevara.

    Spesso, seguendo le tracce di sangue che ogni arma utilizzata lascia dietro di se, si percorrono vie che portano a destinazioni sorprendenti, come si vede.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 10 mesi fa


  31. Mahaprasthana, infatti la mia argomentazione era: il Che si sarebbe stupito dell'India! Un tempo vicina all'URSS, e vicina-nemica della Cina, ma di sinistra.
    Dalla liberalizzazione economica la sua politica di sinistra è cambiata in toto.

    Ricordo bene l'uccisione di Massud, una tragedia.
    E i Naxaliti, come Massud e come gli ex-Maoisti nepalesi (che io l'ho scritto nel 2003 che più che maoisti erano democratici riformisti, anche se ai tempi era una rivoluzione per il Nepal), dicevo che loro erano maoisti del primo Mao: certo non maoisti della Rivoluzione Culturale.

    Certo che se si segue la scia di sangue delle armi di scoprono tante cose: è come per il conto in banca della gente, a seguirlo si capisce se uno è onesto o no, chi ama chi, chi protegge chi, come uno vive e così via. Tutto molto brutto..

    Due cose utili, sangue e soldi: ma finito lì. Non bisognerebbe spargerli né fare sacrifici né tanto meno commettere cose ingiuste per averne o spargerne (= usarne) più dello stretto necessario. Eppure si spreca tanto.

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  32. Bah, faccio un paio di riflessioni ad alta voce, premettendo che secondo me l'argomento di questo post porta direttamente in un bel vicolo cieco. Tuttavia:

    1) Bisognerebbe definire cosa è violenza. Ovvero, i Naxaliti compiono un eccidio che ne testimonia in maniera ineccepibile la volontà violenta

    2) E' violento anche un governo che esercita la propria volontà sul popolo, non perché da esso amato e rispettato ma proprio in nome di un'autorità costituita che è essa stessa in molti casi considerabile violenza

    Per cui in questo caso abbiamo due violenze a confronto. Non mi ricordo quale filosofo ha dichiarato che non esiste altro arbitro possibile che la guerra per dirimere questioni politiche che non trovano un accordo. E purtroppo penso che questa affermazione sia tristemente vera.

    Da qui il passo al vicolo cieco di cui alla premessa è tristemente corto. A mio avvisto bisognerebbe trovare un arbitro migliore delle guerra e questo potrebbe essere costituito dalla creazione di un organismo mondiale a cui siano universalmente riconosciuti poteri sovrani sulle azioni dei governi.

    Tuttavia non credo che sia una soluzione semplice…

    Scritto da jaco, 4 anni, 10 mesi fa


  33. Boh:

    Sono contento della tua conferma perché mi pareva proprio quello il senso del titolo del tuo post.
    Il paradosso è che paesi di tradizione socialista come l'India, o addirittura ancora nominalmente esponenti del socialismo reale come la Cina, mantengono vivo il capitalismo occidentale fornendo la manodopera a basso prezzo, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, marxianamente indispensabile a innescare il ciclo di produzione e di remunerazione del capitale.

    Anzi, addirittura la Cina e l'India e l'Asia nel suo complesso sono i primi creditori del debito pubblico statunitense e, in parte, europeo; sono il motore–e questo Marx non credo avrebbe mai potuto immaginarlo perché ai suoi tempi questo strumento finanziario tardocapitalistico non esisteva–centrale e indispensabile del mercato dei derivati finanziari.

    Non sono personalmente né marxista né marxiano, e ho sempre letto Marx come economista, come fosse Ricardo o Keynes senza considerare le implicazioni politiche e quanto ne consegue. Credo però che chi dice che il proletariato, la massa di coloro che altro non hanno da vendere se non la propria forza lavoro per non morire, sia scomparso si sbagli di grosso: si è, piuttosto, spostato in altre periferie del Mondo.

    L'East End miserabile che nella Londra di Marx arrivava alla Isle of Dogs, oggi ha traslocato nelle province indiane o cinesi, dove tutt'oggi accadono vicende dickensiane da prima rivoluzione industriale: mi ha urtato, ad esempio, il tono vagamente paternalistico simile a quello delle 'vicende esemplari di carità' che si leggevano in terza pagina sui quotidiani del XIX secolo, che mi pare il Corriere oggi utilizzi per riportare questa notizia, che credo avrebbe di molto addolorato il Che.
    Se non altro, grazie a lui, la sanità a Cuba è di eccellente livello tuttora e si può ben dire, perlomeno, che se si trovano nel mondo bambini in quelle condizioni "ninguno es Cubano".

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 10 mesi fa


  34. Jaco, infatti sono due violenze estreme a confronto perché il governo indiano purtroppo ha deciso di imporre a ritmi accelleratissimi il capitalismo occidentale dagli inizi anni '90 ad un paese che era il 95% ad economia agricola, e semplice, e molto felice, te lo assicuro, anche quando per i nostri parametri ci sarebbe stato assai poco da ridere.
    Altro che sostenibilità.

    E sai bene come gli indiani siano miti, docili e pazienti, ma se si arrabbiano si arrabbiano e, in più, se credono in un ideale sono pronti a lottare e morire pur di raggiungerlo e realizzarlo. E per loro l'ideale c'è, e il bisogno assoluto pure. Un mix micidiale. Il governo sta prendendo misure certamente sbagliate, non li piegherà. A meno di non ucciderli tutti, ma di un Naxalita che uccide ne sorgeranno 10…

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


  35. Jaco: Lo stesso Partito Comunista Maoista Indiano, ideologicamente molto vicino ai Naxaliti, ha un programma che prevede la conquista del potere politico con la lotta armata, fedele all'assioma di Mao secondo il quale il potere autentico è quello che discende "dalla canna del fucile". Niente di strano, quindi, data la loro impostazione ideologica che abbiano impugnato le armi: è una conditio sine qua non del loro stesso programma…

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 10 mesi fa


  36. Boh:

    Credo anch'io che l'India, paese che conosco poco devo dire, fosse più felice nelle sue ristrettezze secolari di paese agricolo fino agli anni '80, che non nella sperequazione di opulenza e miseria del modello (iper)capitalistico attuale.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 10 mesi fa


  37. Personalmente sto incominciando a pensare che il modello di crescita occidentale sia totalmente errato.

    E' da un po' che penso che questa nostra smania del tutto occidentale di voler forgiare a tutti i costi la nostra esistenza sia fuori luogo.

    Poiché non riesco completamente a liberarmi dai modelli comportamentali che mi sono stati inculcati dalla politica, dalla chiesa, dalla società europea, potrei ridurre la mia affermazione a: "penso che interpretiamo la necessità di forgiarsi la vita con troppa enfasi".

    Il mio primo impatto con modelli di società diversi dal nostro ha formato in me l'opinione che riuscire a vivere con le sole cose essenziali fosse per molti versi un atteggiamento positivo.

    Eppure il mio carattere decisamente occidentale ha sempre cercato nel tempo di portare, a chi non le aveva, quelle che io ritengo delle migliorie. In alcuni casi mi sono reso conto che alcune migliorie sono essenziali.. per cui ho rivisto la mia opinione formulandola come "una moderata capacità di adeguare l'essenziale alle nostre necessità è quanto di meglio ci si possa aspettare".

    Infine ho mentalmente aderito anche se non completamente al concetto di "siediti e aspetta". Vale a dire "inutile affannarsi a costruire cose del tutto inutili. Quello che ci serve ci è stato già dato, o ci sarà dato". Credo che abbia a che fare con una qualche religione, ma in me è autoindotto.

    Ora quest'ultimo concetto è decisamente estremistico, me ne rendo conto. E non è né giusto né sostenibile. Tuttavia riflette la mia personale voglia di uomo occidentale di aderire ad una crescita economica più lenta.

    Francamente non mi spiego perché tutto il mondo vada nella direzione contraria. Sarà merito/colpa del marketing?

    Scritto da jaco, 4 anni, 10 mesi fa


  38. colpa dei soldi, percepiti non più come mezzo ma come fine..

    Scritto da boh, 4 anni, 10 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.