Appello per Daniele Mastrogiacomo contro il triplice atto criminale in Afghanistan

Daniele Mastrogiacomo (c) http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/Raccolgo con tutta me stessa l’appello dell’Imam della moschea di Roma per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo, rapito lunedì scorso fa in Afghanistan.
Ha detto Ala Al-Din Al-Ghoobaschi:

Vorrei sottolineare che l’Islam, come religione, nega questi atti perché è una religione di misericordia e clemenza. Mastrogiacomo è un giornalista andato a fare il suo lavoro, non a fare la guerra o a combattere, e il lavoro di un giornalista è molto importante per la comunità, perché ci fa vedere le sofferenze del nostro popolo fratello afghano.

Un appello sottoscritto da tutti, una foto dell’Espresso (Piovono rane). Le trattative sono in corso da quando i Talebani hanno scoperto che non è una spia.

Zahir Shah, l’ultimo re legittimo e democratico dell’Afghanistan (dal 1933 al 1973), ha vissuto in esilio in Italia per ventinove anni. Durante il Regime comunista (1978-1989) gli è stato proibito di tornare nel paese. E’ ritornato solo nell’aprile del 2000, mentre l’Afghanistan si trovava sotto il controllo della forza multinazionale, per aprire il Loya jirga. Questo è il Gran Concilio tradizionale pashto — la lingua delle etnie delle montagne — che si è aperto nel giugno dello stesso anno. Da centinaia di anni è il sistema diretto consultivo e decisionale, una specie di mega-assemblea che vede riuniti tutti i capi delle varie etnie.

Re Zahir Shah e la sua famiglia vivono a Roma e da sempre sono amici dell’Italia, e noi amici loro e dell’Afghanistan. I suoi parenti di primo grado hanno sposato anche delle donne italiane.
Abbiamo da decenni rapporti di collaborazione culturale col paese, addirittura dei siti archeologici aperti dall’IsMEO, voluti e diretti sin dagli anni ’60 da Giuseppe Tucci, che sono continuati fino ai nostri giorni, anche se musei e monumenti continuano ad essere sistematicamente attaccati e depredati dai Talebani (qui il documento che spiega la loro origine, nel settembre del 1994, che è precisamente afghana).

L’Italia da decenni accoglie e cura i bambini afghani vittime della guerra nell’ambito dei programmi della Croce Rossa, anche se il Ministero degli Affari Esteri parla solo degli aiuti “tattici”.

Anche per questo, per tutti i decennali legami politici, diplomatici, umanitari e culturali, il rapimento del giornalista Mastrogiacomo è particolarmente grave, non è solo un atto criminale contro un uomo e un professionista e un attacco alla libertà fondamentale al diritto di informazione, ma anche un attacco diretto al cuore dei rapporti di amicizia e collaborazione coll’Afghanistan.

Ha una triplice, terribile valenza:
1) è un delitto contro l’uomo
2) è un attacco alla libertà di stampa e alla professione di giornalista, quindi ai diritti umani
3) è un attacco volto a minare e spezzare gli ottimi rapporti e i legami fra Italia e Afghanistan.

Per questo dobbiamo far sentire tutti la nostra voce, amici blogger, per quanto piccola sia, perché tutti insieme è un po’ più forte. Dobbiamo esserci, è importante, per testimoniare per l’uomo, per la professione che esercita, per la cultura e i buoni rapporti internazionali.

Amici blogger, fate vostro sui vostri blog l’appello dei fratelli di carta, degli imam, di tutti i democratici, di tutti quelli che lavorano seriamente per i diritti fondamentali e per la pace!



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.