Parigi in tenda, Milano all'addiaccio

Tende a Parigi (c) IerioggidomaniStamattina, mentre mi sgranchivo un po’ le mani approvando — o cassando o rimandando — nuovi blog, ho letto questo post di un siciliano a Parigi.

Certo, il post ha qualche piccolo erroruccio di grammatica (ma chi non ne fa!), qualche piccolo refuso (ne sono maestra!), ma parla di una realtà vera e inquietante: “le abitazioni” dei senzatetto nella grande, nella stupenda, nella scintillante Parigi — e la foto è la sua:

[...] cosi un giorno tre ragazzi stufi di rientrare a casa passando davanti gente che dormiva fuori, sull’asfalto o sui marciapiedi con i piedi gonfi dal freddo, hanno deciso di creare un grande accampamento di tende sul bordo del canal saint martin, nel centro di parigi. 250 tende, dove tutti potssono andare a dormire anche chi ha una casa e vuole capire cosa si prova a dormire sulla strada. l’iniziativa ha avuto un grande impatto mediatico e adesso sembrea che finalmente, sotto campagna elettorale per le presidenziali, il problema sarà preso in seria considerazione dai sempre più cari amici politici.

Anche a Milano, nella stupenda e suggestiva piazzetta della chiesa di San Carlo al Corso — in pieno centro, all’inizio di Corso Vittorio Emanuele vicino S. Babila — al riparo dei portici e sui gradini della chiesa, dopo le 21:30 si addensano i senzatetto. Poco prima delle 22 passa un’autoambulanza e distribuisce d’inverno una bevanda calda e coperte, qualcosa di fresco d’estate.

Ma veramente la città di Milano, elegante capitale della moda, del frivolo, del design, non potrebbe fare qualcosa di meglio?

In Asia di senzatetto è pieno. Solo a Delhi, l’ottimo Frontline nel 2005 ha calcolato non meno di 140.000 homeless.

Ma, almeno, lì fa più caldo. Qui, specie d’inverno, passando per le vie del centro viene voglia di regalare tutto, di spogliarsi di tutto, per dedicarsi a questo prossimo. Altro che alta moda.
Lo so, lo so, la moda è un’industria che fa girare molti soldi che danno lavoro a qualche milione di persone. Lo so anche che ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio. Però è tutto molto ingiusto e si vorrebbe fare qualcosa di più.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.