E' tutto molto Zen

Hindu svastika (c) Wikipedia Ci risiamo. Gli attacchi di spam stanotte sono ricominciati. Vi ricordate di quando parlavo di Bubuntu Ubuntu Linux 6.06 Buddhist Edition, ecc.? Beh, sempre in tema di Buddhismo.

Qualche giorno fa, inoltre, Micampe mi ha segnalato questa bella, bella pagina intitolata Il dubbio, la metafora del viaggio… con indirizzo boh.it.

Sia la grafica che il contenuto de Il dubbio, la metafora del viaggio… sono l’apoteosi del vuoto: davvero Buddhista. Anzi, secondo me è molto Zen. La parola Zen deriva dal cinese Chan, la scuola che l’avrebbe originato, che a sua volta è la trascrizione fonetica di dhyana, la meditazione yoga, uno dei più alti gradini della pratica dell’Hathayoga, per esempio, e di altri tipi di yoga. Che poi lo Zen è una scuola giapponese che amo, che ho studiato all’università, di cui ho esercitato, con la guida di un maestro, la pratica più importante e che, se dovessi ritirarmi a vita privata (ancora più privata?:)), seguirei. Sì, vivrei una vita Zen.

Ovviamente praticherei la meditazione Zen fra giardinetti di rocce e macchie di verde, laghetti e ponticelli come questi (qui trovate le istruzioni per la meditazione, casomai vi venisse voglia di provare, oppure leggete la breve descrizione che dò fra poche righe…:)).

Ho già accennato allo Zen su Percorso Zen il 27 novembre 2004, Calcio e Zen l’8 dicembre 2004, sulla Blogbabel e Percezione, qualità e Zen, sempre sulla Blogbabel (che si chiamava ancora top100) e Etica, Ricerca scientifica e Zen e, ancora, Adriano, calcio e Zen. Questo rispettabile blog-san Orientalia4All è pieno di accenni allo Zen, qua e là.

Lo Zen, come tutto il Buddhismo, parla di un vuoto pieno di possibilità, di promesse, un vuoto pieno di suggestioni, un vuoto pieno, insomma. Un po’ paradossale e apparentemente contrastante come gli haiku, sapete, quei brevi componimenti poetici di sillabe determinate, pochissime, e solitamente di tre righe in tutto, che attraverso una pennellata di parole descrivono un’emozione, la negano e nell’ultima riga la riprendono, rendendola spesso un po’ paradossale (se ho capito bene un mio amico che ha vinto diversi Premi nazionali di Haiku finanziati dall’Ambasciata del Giappone e che era bruttino, lo ammetto a malincuore, ma era davvero bravissimo).

Anche lo URL del sito in mio onore mi pare assai carino, Boh, il mio nome da ben 15 anni:). Il colore della pagina, poi, somiglia al velo delle Madonne: azzurro, non un celestino scialbo né un blu deprimente, ma azzurro carico, intenso, molto spirituale. E portafortuna, come quello che usano, per esempio, in Marocco.
Insomma, voglio ringraziare chi l’ha fatta.
Niente da dire: quaggiù qualcuno mi ama!

Ma non è finita qui. Pochi giorni fa hanno vandalizzato il portone (in legno) di casa con un bel simbolo, lo svastika induista, un simbolo antico del sole, del Buddha prima che ne creassero l’immagine (perché il Buddha è il centro, è il sole dell’universo, è il re universale — e, comunque il simbolo c’era ed era ben noto prima del Buddha, che nacque nel V secolo a. C., perché non usarlo?)
Quando sono scesa per fotografare il portone lo svastika era già stato cancellato con grande solerzia, ahimé.

Insomma, mi sto rendendo conto di essere amata, seguita, corteggiata da un bel numero di persone e da molte parti. Forse qualcuna so chi è, o forse no (in puro stile de Il dubbio, la metafora del viaggio…) Per esempio, forse l’artista che ha creato la pagina Zen a me dedicata ha fatto apposta a mettere in mezzo un istituto scolastico e le persone che ci lavorano. Chi lo sa, ma è una buona ipotesi (ho studiato le evidenze giuridiche o prove e ci vado cauta).
In basso a sinistra della pagina c’è un saluto (falso? vero?) “ciao dario e ciao iticopernico !! XD”. Ho provato a fare una ricerchina su Google e sapete che viene? Questo indirizzo https://iticopernico.homelinux.com/users/login.php
è di un Istituto Tecnico Industriale di Ferrara ferratissimo nell’informatica. Bene, ora vi lascio all’arduo calcolo matematico: sta a vedere che i bravi studenti vogliono inguaiare il sysadmin dell’istituto? Potrebbe essere la loro “firma”.

Ma ora, come promesso, alcuni consigli.

Consigli lampo per la meditazione Zen o Zazen:

1) Sedete in posizione comoda ma non troppo su di un cuscino per terra, a gambe incrociate, davanti a una parete assolutamente bianca, a occhi chiusi, ed escludete il mondo fuori di voi. Meglio sarebbe su di una nuda stuoia di paglia intrecciata ma vabbè, siamo Occidentali!
2) cominciate a meditare con la mente vuota, così, senza un vero pensiero o immagine, fino a che non ci capite più niente, tanto non c’è niente da capire. Tempo minimo di meditazione, da 5 ore in su. Molti resistono anche 10-12 ore.
3) quando dopo un po’ vi afflosciate su voi stessi, non datelo mai a vedere, perché il maestro vi colpirà con una canna su di una spalla (neanche tanto piano) per farvi tornare ben dritto sul cuscino. E nanche un lamento, mi raccomando, altrimenti sarete espulsi.

Quando avrete la zucca un po’ vuota, ma solo a questo punto, scrivete l’ennesimo post pseudo-intellettuale su di un argomento trito e ritrito tipo lo iato fra blogger e giornalista e quanto il giornalista sia etico.:) Al contrario del blogger.

(Questo post sull’argomento giornalista-blogger intitolato “Since you are a blogger”, del 2005, del blog di Die Zeit. E’ in tedesco, mi spiace, ma è eccellente..)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.