Libertà civili: anche gli adolescenti hanno dentro un po' di amore

Non volevo dire niente ma scoppio. Ho sentito due volte alle notizie di Rai2 che una ragazzina di 13 anni è stata costretta a disfarsi del bambino che aveva concepito dal fidanzato di 15.
Lo hanno deciso giudice e genitori, nonostante che lei avesse deciso di tenersi il piccolo. Si chiama Trattamento Sanitario Obbligatorio, è legittimato dalla nostra Costituzione e dovrebbe essere fatto contro la volontà del paziente ma nel suo interesse.

Ora lei è ricoverata in ospedale psichiatrico per aver manifestato più volte la volontà di togliersi la vita.
Ma non è disturbata psichicamente, io lo so, questo è dolore.
Puro, animalesco dolore. Per la violenza sul bambino che voleva e che già amava, che ha fatto per amore, e per la violenza subita da chi più dovrebbe amarla e proteggerla.
E rabbia, sono certa, quando si rimetterà dal dolore avrà una rabbia devastante. Spero per i genitori e non più per se stessa.

Non sono allibita dalla decisione e dal dispotismo dei genitori, perché di genitori deficienti sono circondata — Inshallah!
Sono allibita e un po’ schifata dalla decisione dei giudici. Avranno detto di averlo fatto per il bene della minore. Ma un’interruzione coatta della gravidanza (scusate, non riesco a pronunciare la parola) è meno violenta che allevare un bambino voluto e fatto per amore?

E poi, per millenni le donne hanno avuto bambini a quella età. Culturalmente è uno scandalo, ma, in fondo, non c’è niente di strano. Quante popolazioni nel mondo ancora si sposano e generano figli da adolescenti? Fino a pochi anni fa anche in India, in Nepal e in quasi tutta l’Asia era una pratica molto diffusa, tanto che in India sin dal 1929 c’è il Child Marriage Prevention Act. Eppure a New Delhi nel 2000 ho conosciuto due famose danzatrici, gemelle, che sono sposate allo stesso uomo e hanno un figlio “comune” di 14 anni di meno. Tutti felici e contenti. No problem.

Qui, nella nostra civilissima Italia, è stato leso un diritto sacrosanto della ragazzina, il suo diritto di scegliere per la vita, sopprimendo anche la vita del bambino che stava concependo. Due violenze in un colpo solo. Per il comodo dei genitori e della società che non vuole stare vicino a una mamma-bambina. Non hanno agito certo nel suo migliore interesse ma in quello degli “adulti” che ci sono dietro.

Vedremo come starà la piccola adesso, che benefici ne trarrà in futuro.
Il suo miglior interesse sarebbe stato avere il bambino, perché era la sua volontà e il suo desiderio. Certo, i genitori avrebbero dovuto mantenere e sostenere entrambi, per adesso: e allora? Come si dice, la casa azzecca quanto il padrone tiene: se ci mangiano in tre o quattro, ci mangia uno in più.

Mi piace riportare le parole del tutore dei minori Francesco Milanese del 26/11/2005, un uomo dalle idee chiare e senza peli sulla lingua:

O forse ci spaventa troppo l’idea che i nostri figli, come è giusto che sia, vivano le loro pulsioni e scoprano il corpo e il sesso? Potremmo ascoltarli di più e scoprirci dentro anche un po’ di amore?

Questo è amore, semplicemente amore. Che non ha età.
Peccato che gli “adulti” non l’abbiano riconosciuto.



Commenti

  1. Davvero molto ma molto ma molto ma molto triste la cosa. A occhio e croce (ma non vorrei essere un giudice troppo severo, anzi, non vorrei proprio essere un giudice) sembra che i genitori abbiano fatto questa scelta per preservare la loro, di salute, anzichè quella della figlia. Poveretta, mi piacerebbe abbracciarla.

    Scritto da donMo, 4 anni, 11 mesi fa


  2. sì infatti mi ha colpito molto. Non volevo dire niente, sai che non parlo di cronaca perché ci sono i giornalisti che lo fanno assai meglio di me, ma davvero mi è sembrato assurdo. Poverina..

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  3. E' una storia tristissima. Vorrei saperne di più, leggere almeno la sentenza completa del giudice…

    Scritto da Placida Signora, 4 anni, 11 mesi fa


  4. La cosa che mi sembra più giusta è che nessuno si prenda in carico sia la ragazza sia il bambino che dovevav nascere. Io ho conosciuto una signora che ha preso in affidamento un bambino e poi la mamma che era molto giovane: ha aiutato la ragazza a fare la mamma e le ha lasciato lo spazio per costruirsi la sua vita. Quando era fuori per studiare e poi per lavorare, era lei che accudiva il bambino. La mamma però tornava a casa e si teneva suo figlio. Questo un esempio di come si potrebbe fare. Se i genitori di lei non lo volevano fare, si poteva trovare qualcuno disposto a farlo, ad affiancare questa ragazza nel suo percorso. Oggi si cercano sempre e solo le scorciatoie e le le leggi che dovrebbero affermare dei diritti rischiano di torglierli invece che difenderli. Ciao Giulia

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  5. Placida, non ho cercato molto in rete ma sai che non ho trovato la notizia da nessuna parte? C'è di sicuro però.

    Giulia, penso anche io che avrebbe trovato qualcuno o qualcuna dispostissima ad aiutare lei e il suo bambino. Magari anche il ragazzo, che forse non è neanche stato ascoltato.

    Ma sono certa che questa scelta peserà per sempre sui genitori di lei, prima di tutto. Lo spero, almeno.

    Un problema ulteriore è: qual'è il limite dell'ingerenza dello stato nelle libertà individuali?

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  6. La mistificazione sta nell'affermare di voler proteggere il minore con questo intervento. Forse questa ragazza non sarebbe mai stata in grado di accudire un bambino, questo non lo possiamo sapere, perchè non basta dire di volere un figlio per essere automaticamente mamme. Il problema è che lei d'ora in poi avrà una ferita dentro che sarà molto difficile far rimarginare. Se si pensava quello, bastava farla affiancare da qualcuno: avrebbero salvato tutti e due, bambino e mamma. Ma conosciamo poco quella che la filosofa spagnola Maria Zambrano chiamava "l'intelligenza del cuore". I diritti dei bambini poi in realtà sono così poco rispettati…

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  7. sì è vero. Ma sei sicura Giulia he tante mamme 40enni siano mamme migliori? Eppure fanno figli, magari anche senza padri o quasi. C'è il patentino per essere una buona madre?

    Ciao Giulia

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  8. No, non dico che le quarant'enni siano mamme migliori, ma su loro nessuno dice nulla. Dico che se hanno tanti dubbi su una ragazzina l'aiutino e non le rovinivo la vita per sempre. Nella nostra società può essere difficile essere mamme così giovani, se non altro per il contesto. In altri paesi è normale. Io comunque conosco una ragazza che a diciasette anni è diventata una splendida mamma. Non si può generalizzare. Non lascerei sola una mma di quell'età col suo bambino: questo volevo dire, la farei sentire accompagnatae amata

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  9. "La mistificazione sta nell'affermare di voler proteggere il minore con questo intervento."

    Sono d'accordo con Giulia, e sono anche d'accordo con lei quando dice che si è creata una ferita devastante partendo dal presupposto di una risposta che nessuno ha.

    Placida e Boh non è possibile leggere una sentenza del giudice dei minori e spero che nessuno decida di farla circolare nonostante tutto almeno questo… si per il bene del "minore".

    "Ora lei è ricoverata in ospedale psichiatrico" complimenti imbottitela di farmaci e antidepressivi sicuramente quando il loro effetto sarà la ferita sarà ancora più grande… complimenti società di scimmie-uomo…

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  10. hemransji, io dicevo dell'articolo sul caso, non della sentenza. Figurati.

    Non mettevo in discussione la sentenza, ma la base del diritto che secondo me è stata lesa. Non è possibile determinare se una ragazzina è in grado di fare la madre senza il suo parere, la sua volontà e la sua collaborazione. Non contano solo giudici e psichiatri, conta innanzi tutto lei.

    Sarebbe diventata madre a 14 anni. Mia nonna Enrica a 15, ed è stata una madre incredibile, amatissima e quasi venerata e molto compianta dai 5 figli, e una moglie altrettanto amata. E lo aveva scelto lei.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  11. purtroppo in termini di base di diritto c'è ben poco da dire si è trattato di una vera è propria scelta… il classico bilanciamento di interessi tra chi non si considera vivo l"'embrione" e chi vivo lo e' la madre… la responsabilità della scelta è nel triangolo genitori… consulenti… giudice… hai ragione boh… non contano "solo giudici e psichiatri" conta innanzi tutto il minore… purtroppo… e chi mi conosce lo può testimoniare… lo ripeto sempre… il minore non partecipa al processo… è tagliato fuori… viene sentito solo attraverso quello che riportano gli "adulti"… il giudice non è neanche in grado di rendersi conto di che minore ha davanti… se quel minore è in grado di cambiare da A a Z… di crescere sviluppare tutte quelle capacità di un adulto nel tempo sufficiente a gestire la gravidanza… hai ragione in pieno…

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  12. forse non è in grado di maturare così tanto, ma certamente ci sarà stato chi si sarebbe volentieri preso cura di lei e del bambino, che l'avrebbe accompagnata e sostenuta.

    E poi il giudice può comunque ascoltare il minore, se nonlo fa è un babbuino. Non c'è tempo, ecc? In Italia mancano quasi 2000 giudici, perché non fanno più concorsi?

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  13. "perché non fanno più concorsi?" guarda boh… non solo "più" concorsi… ma concorsi non nozionistici… la società che bisogno ha di giudici nozionistici? occorre pratica della realtà e dei fenomeni sociali, occorre mettere da parte il consulente e cominciare a capirci qualche cosa della questione reale… la norma da una parte… il consulente dall'altra… il caso concreto al centro… altrimenti ?… la paralisi ed il giganteggiare della burocrazia

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  14. Intendevo dire conoscere i "motivi" della decisione. Magari ve ne sono di gravi e condivisibili, che so, la famiglia indigente che non può permettersi di allevare un altro figlio, la ragazzina magari già turbata psicologicamente per altri motivi, i genitori della ragazzina malati e quindi non in grado di prendersi cura di un nipotino…Chi lo sa. Bisognerebbe conoscere l'ambito familiare in cui quella decisione è maturata. Ciò non toglie nulla al fatto che sia stata una cosa straziante, che segnerà per sempre quella ragazzina.

    Scritto da Placida Signora, 4 anni, 11 mesi fa


  15. L'ha già segnata, ha tentato il suicidio più volte..

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  16. Infatti…

    Scritto da Placida Signora, 4 anni, 11 mesi fa


  17. Veramente terribile…non ci sono altre parole…

    Scritto da Vale, 4 anni, 11 mesi fa


  18. Ho trovato una notizia su TgCom (riconosco che non è la più autorevole delle fonti) che smentirebbe questa notizia –> TgCom

    Scritto da Vale, 4 anni, 11 mesi fa


  19. Mah, in rete ci sono anche notizie che confermano la cosa. Qui non si sa più cosa pensare e la mia (già poca) fiducia nella stampa sta crollando ai minimi storici.

    Scritto da donMo, 4 anni, 11 mesi fa


  20. Vale e donMo: infatti anche io ieri ho trovato ambedue le notizie, ma opposte.

    La cosa cmq è vera nel senso che succede neanche tanto infrequentemente, un ricovero o "una cura" coatta che hanno questo tipo di conseguenze.

    E sulla stampa, beh, io lo sapevo da anni che moltissimi giornalisti, anche quelli americani più accreditati o le testate più famose e considerate scientifiche, cambiano totalmente la realtà dei fatti.

    E' successo a me con una lunga intervista che è diventata una roba da denuncia. Eravamo io e un mio amico avvocato e, dato il prestigio e la "scientificità" della testata, che appartiene alla più famosa e vecchia scuola di giornalismo americana, non abbiamo registrato il tutto (come lui di solito faceva coi suoi clienti o amici, o anche con se stesso perché era famoso). Io volevo rileggere il tutto ma con banali scuse tipo che primo non si ritrovava il giornalista e poi non c'era più tempo il pezzo non l'ho riletto. Il mio amico mi ha detto che mi potevo fidare, erano davvero una testata vera, onesta, enorme, e gli ho dato retta. Purtroppo.

    Credo che dipenda dal giornalista, più che dalla testata o dalla categoria. Ci sono anche ottimi giornalisti che non cambiano le cose a loro piacere per un motivo o per l'altro.. Conosciuti anche questi, ma mai "sperimentati." :)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  21. Credo che ogni tanto sia anche la fretta di essere i primi a dare notizie sensazionali…e quindi non si fanno i dovuti controlli. Vedi ad esempio il recente caso di Erba…

    Scritto da Vale, 4 anni, 11 mesi fa


  22. Cara Boh
    con tutto il rispetto per il tuo umanissimo sdegno, scusami ma penso che con questo post ti sei comportata in modo non dissimile da quei "cattivi giornalisti" che tu spesso–e giustamente–bacchetti.

    La cosa in sè sembra grave e aberrante, così come la racconti tu. Però approfondire un minimo la notizia, conoscere almeno vagamente le motivazioni che hanno portato un tribunale dei minori a prendere una decisione così grave, secondo me è indispensabile prima di dare un giudizio tanto assertivo (… «sono certa», «…lo so…», «…il suo migliore interesse è…»).

    Non hai trovato la sentenza in Rete (neppure io) e questa ovviamente non è colpa tua, però in termini di deontologia giornalistica temo che leggere una sentenza sia una "condicio sine qua non" per commentarla (altrimenti meglio il silenzio).

    Nell'era del mitico Web 2.0 siamo tutti un po' giornalisti, cioè produttori di contenuti, sicché, secondo me, alcuni obblighi deontologici dei buoni giornalisti (tipo verificare un minimo, approfondire, fornire i due lati di ogni problema etc) è un dovere etico che forse si estende a chiunque produca buona comunicazione.

    Con questo, sia chiaro, non voglio esprimere alcun parere sul merito della questione (non avendo appunto gli strumenti e le conoscenze per maturare uno straccio di parere) ma vorrei solo mettere in discussione una questione inerente i meccanismi dell'informazione, che ormai non riguardano più solo i professionisti della stessa.

    Con amicizia e stima
    A.

    Scritto da Alemaugil, 4 anni, 11 mesi fa


  23. Su uesto sono d'accordo. La voglia di commentare o via web o in televisione o nei giornali notizie di cui non sappiamo molto è un pericolo che l'informazione corre per inseguire le notizie, per essere i primi senza approfondirle. E così ci abituiamo a giudizi sommari, a interpretazioni affrettate. Soprattutto come agiornalisti abituate la gente a credere di sapere quando non sa nulla. Basta girare nei mercati ed ascoltare la gente per accorgersi quanto questo fenomeno sta dilagando. Basta ascoltare i ragazzi nelle scuole.

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  24. :\

    Scritto da jimmi, 4 anni, 11 mesi fa


  25. Alemaugil:

    Il dovere etico del blogger, a mio parere, quando è commentatore e non origine di una notizia come in questo caso, si limita alla buona fede: e la buona fede di Boh, nel riferire la notizia citandone espressamente la fonte (Rai2, tra l'altro, che ha una qualche consistente autorevolezza–almeno nell'immaginario comune–visto che rappresenta un servizio di informazione pubblico) non è mai venuta meno.

    Il dovere etico del rigoroso controllo delle fonti, semmai, doveva essere operato da chi sta a monte nella catena di generazione dell'informazione: un principio che vale in tutti i casi in cui dell'informazione si fa un uso rilevante, e non solo nel giornalismo (si pensi ad esempio alle informazioni che si suole definire di "intelligence" e sulla base delle quali si fondano decisioni quasi sempre drammatiche).

    Se si ripone fiducia nella fonte e ci si comporta di conseguenza non vedo quindi come si possa fare cattivo giornalismo nel commentare una notizia, con trasporto emotivo e con passione, in un blog.
    Cattivo giornalismo, semmai, è quello di chi ha usato ben più potenti media per dare una notizia non adeguatamente fondata che non poteva non sommuovere la pubblica opinione, inclusa l'opinione di Boh che leggiamo in queste pagine.
    E in quanto personale opinione, mi pare che le affermazioni assertive la cui presenza è stata debitamente stigmatizzata possano ben trovar luogo: io, ad esempio, non leggo tali affermazioni come la volontà di oggettivare il contenuto informativo della notizia, ma piuttosto come la necessità di Boh di dar corpo alla sua reazione emotiva.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  26. Alemaugil, grazie del commento e della tirata d'orecchi. Fatta da te almeno ha un senso!:)

    Non sono d'accordo con te almeno su 5 punti:

    1) non faccio giornalismo, non sono una gionalista, non pretendo né fingo di esserlo, non saprei esserlo, quindi non devo giustificarmi: ma sei tu, è il tuo mestiere, e quindi cerco di spiegarmi. Questo solo per chiarire…:)

    2) Non è il mio mestiere, scrivo quello che voglio quando voglio e se voglio, spinta da un qualsiasi sentimento. Non pretendo di fornire contenuti validi: ascolto una notizia al telegionale della radio, la riporto come tale (con tutti i limiti che forse ha) e dico quello che penso e sento. *Alla notizia. Non al fatto.*
    Se poi alcuni tuoi colleghi non sono affidabili, beh, non è mia responsabilità….:)

    Per esempio, tutti parlano dei famosi diari di Mussolini: hanno forse verificato se sono validi e veri? E sono in grado di farlo?

    Se noti, non ho dato né nomi né niente, che hanno dato (se pure incompleti): ho riportato un fatto che ho sentito dire e che altri (= giornalisti) hanno plausibilmente già verificato.

    Se facessi giornalismo, credimi, prima cosa andrei a vedere tutto, forse anche a sperimentare: e chi si fida di scienziati e giornalisti?:))) O degli altri quando raccontano, in genere.
    E poi cercherei di imparare il mestiere, che immagino non facile. Di ascoltare, e chiederei consigli ecc. ecc.

    2) la cosa, l'ho scritto chiaro e forte, l'ho sentita su Rai2, a due telegionali. Non mi permetto neanche di giudicare se è vera o no, ma è plausibilissima. In base a questo ho reagito. Non l'ho data io la notizia, in caso io l'ho diffusa!!!

    Un mio ottimo amico romano è stato ospedalizzato più volte (ricovero coatto) e ha subito diversi trattamenti medici, che l'hanno portato dalla dissociazione, vera, uno stato col quale forse è nato — cosa fastidiosa ma gestibile — alla paranoia totale e numerosi tentativi di suicidio. Non è mai stato ascoltato da nessun giudice. Aveva 21 anni la prima volta, ora è fisso a Santa Maria della Pietà col fatto che è autolesionista e suicida: cosa che ora in effetti è, ma non era.

    E' entrato in una spirale pazzesca aiutato da una madre (secondo me pazza da legare) e psichiatri in buona fede, ma con pessimo cervello: non sapevano in realtà niente della madre, ed era solo lei che parlava e raccontava. Ospedalizzazioni coatte un po' frettolose. E molto lesive, alla fine.
    Insomma, hanno risolto un problema grande causando un problema ancora più grande, enorme.

    3) Le sentenze si possono anche trovare, ma non metterei mai online una sentenza o la motivazione della sentenza o i particolari di questa, se riguardano un minore o se sono di tale gravità. Né ne parlerei.

    4) Forse se parlo così ne ho un'esperienza personale, in qualche modo, per qualche verso. Non è detto che debba dire tutto a tutti: come tu non dici certo tutto a tutti neanche quando fai un servizio, immagino.

    Io non dico mai le fonti, per esempio, se non è una cosa scientifica o se mi causerebbe un'infinità di guai (oppure, quando mi copiano, se non ho voglia di sporgere denuncia, perché alla fine si va lì: o faccio la figura della fessa o sporgo denuncia).

    4) Tu comunque, da giornalista, sei in grado di giudicare e ponderare una sentenza? Alla luce delle leggi vigenti e, in parte, della giurisprudenza.
    Scusa ma non credo!:) Se anche l'avessi letta, che cambierebbe rispetto al giudicare la motivazione?

    5) Quindi il procedimento è: leggo/sento qualcosa scritto da fonte presumibilmente fidata e sicura, giornalisti TV, se mi colpisce molto dico quello che penso/sento.
    Se il risultato di un aborto "terapeutico" è che la ragazza che lo subisce tenta più volte il suicidio perché il bambino lo voleva, non importa niente altro: l'outcome mi fa imbufalire, e lo dico.
    Per me è una doppia violenza, e lo dico pure.
    Lei voleva il bambino, per una qualsiasi ragione (irrilevante, di fronte al fatto di due vite violate) l'hanno fatta abortire, e sono certa che si senta violentata da morire. Appunto, da cercare di morire.

    Che i giudici lo abbiano fatto nel suo migliore interesse si presume perché la legge dice così, sancisce che decidano nel migliore interesse dal minore.
    Non possono averlo fatto per altro.
    Possono però permetterrsi di non ascoltare la minore, ma solo medici e genitori o tutori legali.

    Ciao ciao,

    Boh

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  27. Grazie Mahaprasthana Wayfarer , hai detto precisamente quello che ho detto io. Solo che stavo rispondendo e non ti ho visto!

    Quanto a "non leggo tali affermazioni come la volontà di oggettivare il contenuto informativo della notizia, ma piuttosto come la necessità di Boh di dar corpo alla sua reazione emotiva" beh, in effetti ho detto subito che scoppiavo!:)

    Ma forse Alemaugil mi voleva un po' rimproverare perché ho parlato dell'intervista sul maledetto supercitato e troppo letto magazine…:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  28. jimmi riporta il link che è tutto falso!

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  29. Buongiorno di nuovo :-)

    Boh, non intendevo né rimproverarti né tirarti le orecchie, ma provare a focalizzare l'attenzione su un aspetto (che poi è il punto 1 della tua risposta, da cui in parte discendono anche gli altri). E cioè: nella società dell'informazione orizzontale (blog, reporting diffuso, Web2, User generated contents etc etc) siamo così sicuri che i produttori di comunicazione non professionali siano totalmente deresponsabilizzati e non debbano autoporsi una serie di norme deontologiche per produrre buoni contenuti?

    Se la membrana tra giornalismo professionale e blog va assottigliandosi sempre di più (come mi pare evidente) non sarebbe cosa buona e proficua che chiunque faccia comunicazione (con o senza tesserino in tasca) ponesse a se stesso delle regole per fare buona comunicazione?

    La cosa ovviamente trascende questo post e riguarda il nocciolo della comunicazione via Web e della sua qualità.

    Spesso i blogger (alcuni) si divertono a sbugiardare gli strafalcioni e le castronerie dei giornalisti professionisti: fanno benissimo e così facendo costituiscono un utile stimolo- nonché un giusto sputtanamento per le cialtronerie pubblicate. Tuttavia, secondo me, poi sbagliano se poi difendono i propri eventuali errori con l'alibi del "ma io non sono un giornalista".

    Il fatto è, penso, che il "giornalismo" in senso stretto non esiste più: esiste la comunicazione diffusa, prodotta da professionisti e non. E credo che tutti coloro che la fanno–se vogliono farne di qualità–abbiano convenienza (per sè e per la crescita civile di tutti) a sottoporsi ad alcune noiose rotture di scatole, tipo quel minimo di verifica e di approfondimento necessari e precedenti l'opinione più o meno assertiva, più o meno di pancia.

    Altrimenti i blog diventano fuffa, come diceva qualcuno, e non credo che questo sia nell'interesse di nessuno- Tranne di qualche mio collega culturalmente assai attempato. Il quale godrebbe assai nel sentire motivazioni del tipo "io non sono un giornalista", "l'ho sentito al Tg2 quindi ho pensato che fosse vero", perchè queste argomentazioni danno ragione a chi sostiene a spada tratta i muri tra una comunicazione professionale e non.

    Questo blog, invece, produce comunicazione di ottimo livello, benché non sia professionale, ha parecchia gente che lo legge, ha commenti di statura mediamente assai più alta di tanti altri altri–compreso il mio, Boh, lo so :-)–e quindi finisce per avere anche una qualche responsabilità sociale e civile.

    Lo stesso discorso vale per tanti altri blog, che ormai fanno comunicazione (e quindi hanno impatto sociale, civile) come e più dei mainstream media.

    Quindi mi sono permesso di utilizzare questo piccolo infortunio di Boh per lanciare ai blogger (quelli bravi: degli altri non m'importa) una specie di warning: occhio, ragazzi, che qui siamo tutti comunicatori, e quindi tutti abbiamo le responsabilità che ne discendono. L'alibi del "non sono giornalista" è roba vecchia, superata dalla comunicazione orizzontale. Perchè–giornalisti o meno che siate–qui (intendo dire qui nella blogosfera) in molti vi leggono, come e più che nei giornali cartacei. E leggendovi si fanno un'opinione. Quindi avete delle reposnabilità culturali e civili anche voi. Non sottovalutatele.

    Scritto da Alemaugil, 4 anni, 11 mesi fa


  30. Devo dire una cosa: grazie della discussione, seria, interessante e molto civile. Una discussione che aiuta a pensare e a vedere e rivedere le proprie opinioni, a verificare ciò che pensiamo motivandolo. Anche solo per questo è un bel blog, ce ne fossero tanti! Quindi complimenti Boh e grazie Giulia

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  31. Alemaugil, lo ribadisco invece: non sono una giornalista professionista! Non per questo non ho doveri etici (non deontologici però), questo è vero.

    1) Certo che ho responsabilità sociale e civile. Certo, ovvio. Non me ne scordo mai, qualsiasi cosa faccia. Specie se "pubblico", ma non solo in pubblico.
    Vuoi dire che sono socialmente nociva se, in pratica, ho scritto contro la decisione di far abortire una ragazzina di 13 anni che voleva il figlio avuto dal fidanzato?

    Proprio per questo, lo dicevo ieri a hermansji, che si occupa professionalmente di legge e sa benissimo quanti e quali casi ci sono del genere in Italia, ho scritto su questo caso, oltre al fatto che scoppiavo di rabbia sdegno e un tantinello schifo. Infatti lui, che sa bene la situazione, mi ha detto: "se il blog serve anche a qualcosa, perché no?"

    2) Sulla professionalità dell'informazione e della scienza: tu per esempio sei un giornalista ma non un orientalista o studioso professionista d'Oriente: però scrivi spesso e volentieri sull'Oriente ma su cose un po' più specialistiche, che non puoi sapere, ti affidi in buona fede agli specialisti. Corretto, facessero tutti come te!

    Io ho fatto uguale. Per l'informazione mi sono affidata ai professionisti, che avranno verificato la notizia prima di darla e ripeterla, immagino, il commento è mio e molto, molto personale. Non fingo neanche di essere impersonale o oggettiva, come moltissimi blogger fanno. Io sono completamente soggettiva, fino a prova contraria!:) L'ho detto che stavo scoppiando..

    Ma forse soggettiva lo sarei anche se fossi giornalista, se mi venisse richiesto o se fossi editorialista, per esempio. Mi spiego: faccio un distinguo molto netto fra il fatto, la realtà e l'interpretazione di questa. La realtà esiste, anche i buddhisti lo sanno. Poi ci sono le varie intepretazioni: io dico la mia, altri diranno la loro. Io la realtà la vedo dal mio punto di vista. Dovrei verificare le notizie che voi giornalisti dite, una per una?? Non è mio compito, né mio dovere.

    Se so che è falsa, come spesso l'ho saputa (come nel caso di un vs giornalista, Raimondo Bultrini, sul quale ho pubblicato una lettera aperta di Torri http://orientalia4all.net/post/replica-allarticolo-di-repubblica-india-la-rivolta-dei-bramini-contro-gli-intoccabili), l'ho fatto, ho scritto. Oppure ho pubblicato cose di altri.

    Questa interpretazione di questo fatto particolare è anche ben fondata. Ribadisco che l'informazione l'ha data un giornalista della RAI2, e in buona fede l'ho creduta. Ma, anche se non fosse vero, sarebbe valida ugualmente perché di decisioni giudiziali prese fra specialisti molto lesive al soggetto per il quale, in teoria, si prendono, ce ne sono a bizzeffe.
    E ho basato la mia interpretazione su questo. Più etico di così ci scrivo un trattato..:)

    (Ci sono decisioni giudiziali, prese fra giudice e psicologo, anche molto meno gravi, tipo un bambino di mia conoscenza che sta esattamente 15 gg a casa del padre e 15 dalla madre — io dico la luna nera e la luna bianca — che non vivono neanche vicinissimi, con le conseguenze spesso ridicole che questa divisione salomonica comporta.:) Decisione del giudice quando i genitori si sono separati.)

    Cmq grazie dell'avvertimento, che detto da te accolgo molto volentieri, vista la serietà con cui lavori e, quindi, la tua autorevolezza. Non mi pareva proprio di aver un grande impatto sociale come comunicatore ma, in effetti, ho diversi lettori e, visto che tu dici che lo ho, starò ancora più attenta.

    Se è così, sono ancora più felice di aver commentato la notizia della ragazzina, perché:
    1) di fatti così ce ne sono troppi in Italia (vero hermansji?)
    2) ha offerto l'occasione di parlare della comunicazione professionale e non
    3) ha offerto l'occasione a tutti di sentire come la pensi: almeno ora sappiamo che rispetti i blogger!
    bene bene….:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  32. p.s. Alemaugil: \"piccolo infortunio di Boh\"? ahahah, si vede che sei un giornalista: l\'infortunio lo hai creato tu!:)))

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  33. Giulia, grazie a te che sei così carina da leggermi!:) e non leggi solo quei cattivoni di giornalisti di carta come Alemaugil.. :)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  34. Scusate l'intromissione, lasciatemi però espimere un parere… diciamo dall'altra parte della barricata…
    io farei un distinguo tra la "notizia" e quello che "deriva" dalla notizia…

    La notiza è stata riportata da Rai2 quindi da una fonte "accreditata".

    Boh stessa chiarisce quanto segue, scusate la deformazione professionale ho fatto la "massima" del pensiero di Boh : "Non volevo dire niente ma scoppio. Ho sentito due volte alle notizie di Rai2 che una ragazzina di 13 anni è stata costretta a disfarsi del bambino che aveva concepito dal fidanzato di 15. […] Sono allibita e un po' schifata dalla decisione dei giudici. Avranno detto di averlo fatto per il bene della minore. Ma un'interruzione coatta della gravidanza (scusate, non riesco a pronunciare la parola) è meno violenta che allevare un bambino voluto e fatto per amore?"

    Mi sembra palese che Boh non guardi alla notizia in quanto tale ma sproni una riflessione sulla notizia dal profondo dell'indignazione per quanto altri hanno accreditato come accaduto.

    E' vero… sacrosanto quanto affermato da Alemaugil "Se la membrana tra giornalismo professionale e blog va assottigliandosi sempre di più (come mi pare evidente) non sarebbe cosa buona e proficua che chiunque faccia comunicazione (con o senza tesserino in tasca) ponesse a se stesso delle regole per fare buona comunicazione?"

    A me pare sia sfuggita una briciola, ossia che in questo caso non si è fatto ne sensazionalismo e neppure giornalismo… si non si è fatto giornalismo… ma si è aperta una riflessione… e grazie ai "blog" si è aperta una riflessione senza aver bisogno di scomodare "illustri noti" che poco hanno da insegnare e comunicare… anzi si è cercato di fare
    una riflessione di qualità coinvolgente un "modo di essere" quello dei minori in rapporto agli adulti… per il quale magari anche con la forza congiunta di persone che se ne occupano sul piano pedagogico come Giulia… potrebbe aprirsi un post nuovo… lontano dalla cronaca… ma vicino alla realtà…. realtà per cui il caso di cui si discorreva è solo una "nota iniziale" del tema… anche diverso da come narrato da Rai2…. non sarebbe stato "giuridicamente" nuovo anzi… chi si dedica alle questioni riguardanti i minori potrebbe raccontare la sua esperienza e non finire più…

    Alemaugil ha ragione "occhio, ragazzi, che qui siamo tutti comunicatori, e quindi tutti abbiamo le responsabilità che ne discendono."

    Anche Boh ha ragione, e soprattutto le sue riflessioni non erano volte ad indurre in errore chi leggeva sul contenuto della sentenza mentre quelle dei giornalisti della Rai2 erano di ben altro tenore…

    Alemaugil ha ragione sul piano "profesionale" e Boh sul piano "etico"… la notizia l'hanno fatta i giornalisti di Rai2 mentre la riflessione derivante dalla notizia l'ha aperta Boh, con una domanda molto seria a cui, nessuno di chi ha partecipato sul blog ha saputo dare una risposta… quindi la rilancio … correggendola solo in parte :

    ma in casi di contrasto tra la volontà di un minore e quella degli adulti "un'interruzione coatta della gravidanza è meno violenta che allevare un bambino voluto e fatto per amore?"

    ps. ma visto che si è parlato di comunicazione e di controllare la fonte come la mettiamo con i giornalisti che pur avendo la sentenza tra le mani (dunque la fonte) lanciano affermazioni come "non è reato scaricare materiale coperto dal diritto d'autore lo dice la cassazione", "la vittoria del p2p" ? io trovo che queste siano le notizie nocive… giusto in questi giorni mi è toccato rispondere a domande di ragazzi che avevano messo su "server" per "condividere" materiale coperto dal diritto d'autore convinti che fosse legale… queste sono le "notizie nocive"… non mi sembra che la riflessione di boh abbia generato fenomeni "emulativi" sconfinanti nell'illegalità… anzi ha toccato le note profonde di ogn'uno… e qualche volta riscoprirla una coscienza ed un cuore nella "società" non guasta

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  35. Credo (credo) che il nocciolo del problema sia tutto nel fatto che con quel post Boh non volesse fare informazione (come si ostina a pensare Alemaugil) ma semplicemente esprimere un'opinione. C'è una bella differenza, mi pare. Mi spiace parlare di me, ma tanto ci siamo lo faccio un po'. Io sono un po' sdoppiato: collaboro con un settimanale da ormai molti anni e bloggo. Quando scrivo per il mio giornale certo che le fonti le controllo, eccome. Ma se poi mi va di esprimere un'opinione -sia su carta, ma specialmente sul web- mi fido di chi quella notizia l'ha riportata. Se poi non fosse vera, ciò non toglie che il ragionamento di fondo sia valido. Esempio terra terra: non ero a Galloro a fare gli auguri al cardinal Martini per i suoi 80 anni, ma ho visto che la stampa ha riportato la notizia che Martini avrebbe detto: "La famiglia, più che difesa, va promossa". Io commento dicendo che sono più d'accordo con lui che con Ruini che dice che va più difesa che promossa. Non è vero che Martini lo ha detto? Pazienza. E poi anche questo è un blog un po' sdoppiato, nel senso che Boh fa pure informazione, ma un conto è se scrive di Vedanta (per dire) e allora uno si fida perchè lei è un'autorità, ma se esprime un'opinione su di una notizia di cronaca, lei si è fidata di chi l'ha riportata e noi ci fidiamo con lei.

    Scritto da donMo, 4 anni, 11 mesi fa


  36. Mi pare che qualcuno da qualche parte abbia voluto costruire un caso con un bel titolo "La falsa coscienza del blogger e l’alibi del non giornalista"… davvero curioso… mi pare che tutto questo meriti una riflessione a parte…. :)

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  37. hermansji: chi????? ma quando, ora? (certo che mi sembra che appena uno tira fuori la testa dalla sabbia, qui ti sparano..:))

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  38. il post è inseito nel suo blog da Alemaugil

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  39. hermansji: ho visto ho visto…

    A me sembra che Gilioli si sia ritirato, visto che non suscitava grandi consensi, nella sua turris eburnea. E va bene, che ci possiamo fare?:)

    Tra l'altro i commenti non gli si postano. Forse è meglio così..

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  40. Giulia sì grazie ho visto: un po' scorretto, ma forse Gilioli ha avuto paura ehm, visto che aveva un po' sparato mirando un po' alto!:)

    Grazie cmq Giulia.:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  41. devo dire che anch'io l'ho trovato un po' scorretto, ma è tipico un po' di un certo stile

    Scritto da Giulia, 4 anni, 11 mesi fa


  42. turris eburnea… o no… spero che risponda al mio dilemma di giurista… sono davvero curioso di sapere come si possa pretendere il rispetto di codici deontologici da parte di chi non è iscritto ad un ordine… io sono iscritto a quello degli avvocati e tale ordine mi impone tra le tante di spiegare alla gente il diritto… e lo faccio volentieri… i giornalisti non mi pare che si mettano a spiegare le quisquiglie con altrettanto spirito…. ma forse chi si arrocca sulle torri potrebbe smentirmi… :(

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  43. Riporto un commento fatto sul blog di Alemaugil, che forse è di interesse.

    Premetto che mi sembra assodato che i blogger, in quanto tali, siano voce della pubblica opinione, e non già di un’attività giornalistica amatoriale o professionistica che sia, e in tale veste sono liberi di esprimere qualunque opinione loro aggradi, e nei modi che preferiscono.

    Detto ciò, che mi pare concordi con la sostanza di ciò che altri commentatori hanno già evidenziato, vorrei contibuire con una considerazione che si aggiunge, a fortiori, ai loro condivisibili argomenti e cioè la seguente:

    BOH SI E’ COMPORTATA IN MANIERA INECCEPIBILE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA DEONTOLOGIA GIORNALISTICA.

    Vediamo perché confrontandoci direttamente con le norme di etica professionale che potete leggere qui http://www.odg.it/barra/etica/etica.htm ed in particolare con la “La Carta dei doveri del giornalista” che nella sua quarta sezione tratta per l’appunto “Le fonti”.
    Iniziamo con i due paragrafi d’esordio (le lettere di indicazione dei paragrafi sono mie aggiunte per chiarezza):

    “Le fonti
    a) Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle SUE fonti, per accertarne l’attendibilità e per controllare l’origine di quanto viene diffuso all’opinione pubblica salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti.
    b) Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza”

    Va notato che il punto a) è posto a tutela della pubblica opinione e impone al giornalista che faccia uso delle SUE fonti di accertare l’attendibilità e l’origine di quanto è destinato ad essere diffuso all’opinione pubblica.
    Si tratta ovviamente di una misura atta a prevenire che l’opinione pubblica possa essere raggiunta da informazioni inattendibili, false, infondate, di provenienza ignota o comunque maipolate, ed è altrettanto ovviamente una misura che va adottata prima della diffusione all’opinione pubblica delle notizie stesse.

    Si noti che ho messo in evidenza l’espressione “le SUE fonti”.

    Infatti, un giornalista può attingere una informazione anche da altri canali diversi dalle sue fonti di prima mano: può attingerle difatti da qualsiasi altra fonte anche secondaria o addirittura da altri mezzi di informazione quando la notizia abbia già raggiunto la pubblica opinione: vediamo quindi quali sono gli obblighi del giornalista in questi altri casi:

    “c) In qualunque altro caso il giornalista deve sempre rispettare il principio della massima trasparenza delle fonti d’informazione, indicandole ai lettori o agli spettatori con la massima precisione possibile.
    d) L’obbligo della citazione della fonte vale anche quando si usino materiali delle agenzie o di altri mezzi d’informazione, a meno che la notizia non venga corretta o ampliata con mezzi propri, o non se ne modifichi il senso e il contenuto.”

    Come si vede, in qualunque altro caso in cui l’informazione non venga attinta direttamente dalle sue fonti di prima mano, incombe sul giornalista l’obbligo di citare o indicare la fonte, obbligo che permane anche quando si usino notizie attinte da altri mezzi di informazione, ma non anche l’obbligo di controllare la fonte a meno che non si ampli la notizia con altre notizie.

    Va detto che è un principio di piena ragionevolezza: la responsabilità del controllo dell’attendibilità dell’informazione grava su chi l’attinge all’origine ed è in contatto con la fonte primaria, mentre chi non l’attinge all’origine è obbligato a citare da chi l’ha attinta a sua volta, ma non di controllarla o di fare verifiche sulla fonte (del resto, come si vede da quanto è detto nel punto b) ciò è assolutamente ovvio; la fonte primaria, infatti, può ben essere anche sconosciuta a tutti quanti se richiede di rimanere riservata–e pertanto inverificabile–tranne che naturalmente a chi è in diretto contatto con essa: è pertanto su quest’ultimo soggetto e solo su di lui che grava l’obbligo deontologico di verifica e controllo dell’attendibilità della notizia, come è evidente dalle norme citate).
    Si noti altresì che rispettando le norme deontologiche si risale comunque, se necessario, alla fonte ed al responsabile della generazione della notizia.

    Ciò detto, vediamo come si è comportata Boh: ha citato l’origine della notizia (Rai2) come previsto dalla norma c) e come peraltro previsto anche dalla norma d) essendo Rai2 un mezzo di informazione, tra l’altro di massa.

    Naturalmente, non gravava su di lei, e verosimilmente neppure su Rai2, l’obbligo di controllare la veridicità della notizia, ma semmai sul soggetto in diretto contatto con la fonte originaria come prescrive la norma a).

    Deontologicamente, pertanto, Boh si è comunque attenuta alle norme etiche cui devono soggiacere i giornalisti, non commettendo nessun errore né alcuna scorrettezza deontologica, anche nella denegata ipotesi in cui si voglia tener valido il principio che i blogger, quando pur solo commentano una notizia, siano soggetti a norme etiche analoghe a quelle dei giornalisti.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  44. Ottimo punto "Mahaprasthana Wayfarer" sono curioso di sapere se per caso siamo colleghi … :)

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  45. Grazie Mahaprasthana Wayfarer della lunga e molto ben fondata argomentazione!:)

    Già, me lo sono chiesta anche io se per caso fossi collega di hermansji…

    Toglimi una curiosità, perché "Pellegrino della grande dipartita"?:) Sei buddhista?

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  46. bah.. mi pare che il punto qui non sia se e quanto boh si sia comportata in maniera giornalisticamente corretta.

    Il punto è che in Italia è possibile costringere una minore contro la sua volontà all'interruzione di gravidanza "nel suo interesse".

    Il punto è che in Italia la prospettiva di una vita aderente agli standard occidentali è considerata prioritaria rispetto al concepimento di una nuova vita

    Il punto è che in occidente stiamo perdendo il senso dell'essenziale.

    A rischio di essere banale mi sento di poter affermare che potremmo tranquillamente fare a meno di molte delle cose che ci circondano a favore del recupero di certi valori che invece vanno perdendosi.

    Credo che su tanti argomenti la "cultura" occidentale dovrebbe fare un passo indietro.

    Scritto da jaco, 4 anni, 11 mesi fa


  47. jaco, grazie di aver sottolineato quello che, forse, non ho detto con sufficiente chiarezza. E' precisamente quello che penso e che sento.

    Grazie ancora:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  48. Jaco:
    "Il punto è che in Italia è possibile costringere una minore contro la sua volontà all'interruzione di gravidanza 'nel suo interesse'."

    Beh, Jaco, mi permetto sommessamente e bonariamente di farti notare che non è affatto così, e che costringere una minore contro la sua volontà all'interruzione di gravidanza, 'nel suo interesse' o nell'interesse di chicchessia, non è cosa ricompresa neppure nei poteri dell'Autorità Giudiziaria: anzi, ed al contrario, configura piuttosto la forma aggravata un reato di caratura già di per sè piuttosto grave (ossia quello previsto e punito dall'articolo 18 della legge n. 194/1978, con l'aggravante specificata all'ultimo comma dello stesso articolo).

    Giova forse ricordare che l'interruzione di gravidanza in Italia è esclusivamente volontaria e regolata, sia per le minori che per le adulte, da una sola, storica legge: la legge 194 del 22 maggio 1978, o, più semplicemente, la "194", che vi invito a leggere qui: http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l194_78.html

    Va altresì notato, tra l'altro, che la "194" regola anche il cosiddetto "aborto terapeutico" (art. 4 e oltre il 90esimo giorno artt. 6 e 7), l'aborto della minore (art. 12 commi 2 e 3) e persino l'aborto dell'inferma di mente (art. 13).

    Per inciso, a proposito dell'art. 13 mi pare che vada stigmatizzato il fatto (che noto generare perplessità diffusa e non poca confusione) che è giuridicamente e fattualmente impossibile ciò che alcuni ritengono, ossia la possibilità, anche teorica, che si possa procedere ad un trattamento sanitario obbligatorio per operare un'interruzione di gravidanza coatta.
    I trattamenti e gli accertamenti sanitari obbligatori infatti, secondo le vigenti disposizioni che si fondano sugli'artt. 33, 34 e 35 della legge 180/78, successivamente inclusi nella legge 833/78 che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale, sono proposti per ragioni terapeutiche dai sanitari e tradotti se del caso in ordinanza dell'autorità sanitaria locale (di regola il sindaco o il medico provinciale) che va convalidata dall'Autorita Giudiziaria.
    Si noti che il secondo comma dell'art. 32 della costituzione stabilisce che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" e che il trattamento sanitario obbligatorio è consentito quando ricorrono simultaneamente le seguenti circostanze:
    1) il malato non è in grado, anche temporaneamente, di intendere e di volere (basta peraltro poco per entrare in questa categoria; è sufficiente mettere in atto un comportamento autolesionistico anche in maniera lucida–si pensi a chi tenta il suicidio);
    2) il malato rifiuta di sottoporsi a trattamenti indispensabili a cura della patologia di cui soffre e necessari per assicurargli la sopravvivenza o evitargli danni non reversibili e permanenti al suo stato di salute (sorta di attuazione coatta del diritto alla tutela della salute sancito dal primo comma del'art. 32 della costituzione) o per tutelare la collettività (si pensi ad alcune malattie trasmissibili per contagio);
    3) almeno un medico che ha in cura il paziente attesta le condizioni 1) e 2) e propone il TSO;
    4) il sindaco, preso atto del parere dei sanitari, ordina il TSO;
    5) il Giudice tutelare, presa nozione del provvedimento di cui al punto 4) e delle motivazioni di cui al punto 3) conferma l'applicazione della misura coercitiva.

    Ciò detto vediamo se questo corpus di norme e procedure è applicabile all'interruzione di gravidanza.
    Facciamo i possibili casi:

    a) adulta capace di intendere e volere, con gravidanza fisiologica;
    va da sé, direi, che il tso è inapplicabile per mancanza del requisito 1), per non dire del requisito 2) (la gravidanza non è una condizione patologica);
    b) minore capace di intendere e volere, con gravidanza fisiologica;
    il tso è inapplicabile per mancanza del requisito 1) e 2), come sopra; si procede con l'assenso di chi esercita la potestà o la tutela tranne negli altri casi previsti dall'art. 12 comma 2 della 194: è comunque la minore che decide l'interruzione dato che l'Autorità Giudiziaria può solo autorizzare o non autorizzare l'interruzione in caso di mancanza dell'assenso dei soggetti detti sopra, e non certo prescriverla in maniera coatta (!) (si legga l'art. 12 della legge 194 che si cala nel caso di cronaca in questione).
    c) adulta o minore incapace di intendere e volere, con gravidanza fisiologica;
    a parte il fatto che ovviamente manca il requisito 2) per il tso, nel caso vanno seguite le procedure disposte dall'art. 13 della 194; da notare la circostanza del tutto peculiare: la donna può sempre presentare la richiesta di interruzione di gravidanza, anche se interdetta, se la presenta il suo tutore la deve confermare la donna stessa, e in ogni caso va valutato l'atteggiamento tenuto dalla donna anche se la richiesta è presentata dal marito;
    d) adulta o minore capace di intendere e volere, con gravidanza a rischio;
    il tso è inapplicabile per mancanza del requisito 1), si procede se necessario anche dopo i 90 giorni secondo l'art. 6;
    e) adulta o minore incapace di intendere e volere, con gravidanza a rischio;
    anche in questo ultimo caso, niente tso: la procedura dell'art. 13 della legge 194 ricomprende infatti anche le domande di interruzione di gravidanza a rischio di cui all'art. 6 della legge, esplicitamente richiamate nel comma primo dell'art. 13 medesimo.

    Credo che da questa breve disamina delle norme emergano tre evidenze lampanti…

    I) l'autorità giudiziaria può intervenire per impedire un'interruzione di gravidanza, o per consentirla appoggiando la volontà della gestante solo quando detta volontà, come nel caso delle minori o delle inferme di mente, espressa naturalmente a favore dell'interruzione non è di per sé sufficiente per procedere all'interruzione stessa.
    II) in nessun caso il vigente ordinamento contempla normativamente o pone in qualsivoglia modo in capo all'autorità giudiziaria la potestà di prescrivere un'interruzione di gravidanza coatta a una gestante, neppure se minore o inferma di mente.
    III) a più forte ragione e in parziale conseguenza del punto II) i principi, peraltro molto generali, degli artt. 33 e 35 della legge 833/38 che riguardano il trattamento sanitario obbligatorio non sono in nessun caso applicabili alla materia relativa all'interruzione di gravidanza, poiché superati in ogni possibile caso dalle disposizioni tassative della legge 194/78 (artt. 4, 6, 12, 13 ecc.).

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  49. sono qui, ma ho l'influenza e sono più morta che viva.:) non mi viene mai, non sono abituata..:)

    IL TSO non è così infrequente né difficile da porre in atto, l'ho visto coi miei occhi. In teoria sì, in pratica no.
    E in ogni caso indurre una tredicenne ad accettare qualcosa e a farlo proprio pure non è difficile.

    Forse la notizia è davvero una bufala, ma i giornalisti della RAI allora sono davvero al minimo storico della professionalità!!

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  50. Ah, scusate… subito non mi ero accorto che la padrona di casa e un gentile commentatore mi facevano delle domande dirette.

    Rispondo subito.

    Boh ed Hermansji:
    1) No, non sono collega di hermansji, ma considero l'apprezzamento un complimento, grazie.

    Boh:
    2) Mi piacerebbe risponderti, leggermente alterando Gandhi: "Certo, sono buddista. Sono anche ebreo, musulmano, cristiano, indù e sikh."
    La verità, però, è che mi sono sempre mancati la scienza e il coraggio di fare con sincerità un'affermazione del genere.
    In ogni caso, è più alle peregrinazioni di Yudhishtira all'epilogo del Mahabharata che questo pseudonimo fa riferimento, che non a rimandi buddisti.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  51. Mahaprasthana, hai letto il MBh? :)

    Lo hai in CD-ROM oppure nella bellissima edizione di Pune? Io ero emozionatissima a dicembre quando ho intervistato il figlio di uno degli editor al BORI, e ho trascorso delle ore lì..:) E' un posto stupendo e stare con tutti i pandit che lavorano su mansocritti, bevedno il the, come molti anni fa, è stato davvero una bella esperienza. Dà pace.:)

    Insomma ora ci devi raccontare, dai..:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  52. Boh:
    "Forse la notizia è davvero una bufala"

    Credo lo si possa concludere, nel senso che vi è stato verosimilmente un pesante travisamento dei fatti. Non si vede infatti come l'Autorità Giudiziaria possa stabilire di procedere ad una interruzione di gravidanza contro la volontà della minore.
    Che poi la ragazza possa avere la volontà succube di quella di altri, questo può naturalmente accadere, data la giovane età, ma il fatto è che la notizia è uscita in origine come una decisione imposta ex imperio, cosa che non mi pare compatibile con quanto previsto dall'ordinamento vigente, che prevede tutt'altro.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  53. hmmmmmm.. "cosa che non mi pare compatibile con quanto previsto dall'ordinamento vigente, che prevede tutt'altro". lasciamo perdere e stendiamo un pietoso velo su quello che l'ordinamento prevede, come viene recepito e applicato…:)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  54. Mahaprasthana Wayfarer, continuo ad apprezzare la logicità dei tuoi interventi e quindi sono ancora più curioso di sapere la tua professione… però scusami alcune puntualizzazioni :

    1) una norma per non essere vigente deve essere espressamente abrogata altrimenti è viva nell'ordinamento… non a caso i fenomeni di desuetudine sono esempi da manualistica nei casi concreti si usa tutto anche i "relitti" storici pur di rafforzare una tesi;

    2) non solo l'autorità giudiziaria può intervenire per impedire un'interruzione di gravidanza, o per consentirla ma anche l'amministratore di sostegno (ed infatti non mancano prese di posizione autorevoli della magistratura per identificare con quest'ultima figura anche il salvaggente per quei casi limite tipo "testimone di geova e trasfusione indispensabile" oppure "asportazione di arto in cancrena su paziente che è dissenziente");

    3) in più di un caso furono i Pretori ad ordinare persino che venissero "legate le tube" a donne "adulte" affette da
    moderati problemi psicologici impedendo dunque loro di gestire sessualmente il proprio corpo (certo oggi alcune modi di pensare sono mutati e molti medici accusano l'uso distorto del TSO fatto in passato ma questo è
    avvenuto anche e non solo in Italia dietro la maschera del "bene sociale");

    4) la legge 194 è una legge contraddittoria mentre promuove la vita permette l'invasione nel concetto di salute
    di valutazioni presuntivamente obiettive ma di fatto soggettive come il pericolo psichico… aperture per altro criticate
    dalla medicina legale ma mai tamponate;

    5) l'autorità giudiziaria se non ha direttamente la "potestà" la possiede "indirettamente" perchè ogni volta che si dimostri l'incapacità in capo alla diretta interessata (sia adulta che minore) di compiere scelte a proprio beneficio queste scelte le assume, espropriando il diritot di decidere, l'autorità giuridiziaria, indirettamente dunque e per mezzo di una fittizia ricostruzione della volontà che di fatto non c'è e non viene esteriorizzata… maggiormente volontà costruita se è confermata dal parere di specialisti.

    6) quando la norma parla di procurato aborto punisce la condotta ingiustificata e con volontà contraria della donna, non punisce chi sceglie l'aborto a seguito di una ricostruzione della volontà che manca… e nel rispetto delle maglie aperte dalla legge 194.

    Scritto da hermansji, 4 anni, 11 mesi fa


  55. Anche a me sembra un perfetto caso in cui si è anteposto il bene comune della società (oltre all'egoismo di dover evitare di badare ad un bambino) al bene della bambina. Spero che comunque non cresca covando odio per i suoi genitori.

    Scritto da Lawrence Oluyede, 4 anni, 11 mesi fa


  56. Bene comune non so: perché una ragazzina non dovrebbe avere un figlio? Meglio di una quarantenne che magari gli viene con la Sindrome di Down!
    Magari la salute è dei genitori…

    Però sai che sembra che la notizia si auna bufala creata dai bei tomi dei giornalsiti di carta?:)

    (NB: Lawrence! Sei tu? Scusa ma qui è tutto nero e ti confondo..!:)
    Finalmente hai un blog, non lo sapevo. Altro che danze, programmazione e belle fanciulle…..:) qui si lavora quasi…!)

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  57. Hermansji:
    Ho risposto sul tuo blog per non andar qui fuori del tema… :)

    Boh:
    Beh, il Mahabharata è una delle mie prime letture, sin da quando scopersi da bambino la Bhagavad Gita tra i libri di mio nonno, ormai molto tempo fa ahimé.

    Non possiedo l'edizione critica del B.O.R.I., i cui volumi ho veduto (e toccato) una sola volta e che peraltro non saprei apprezzare appieno, non essendo un filologo e tantomeno un sanscritista. Ne ho però e-text derivati, e alcune traduzioni.

    Sarebbe una pace che mi piacerebbe sperimentare quella di un soggiorno al Bhandarkar, anche come mero curioso naturalmente, e vedere di persona i 20000 manoscritti serviti a stabilire il testo critico: non credo potrà mai avvenire, ma sono comunque cose che è bello immaginare di poter fare, se non in questa vita, nella prossima…

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


  58. bello che sai tutte queste cose da bambino, io ho imparato da quando avevo 16 anni, già tanti!

    Il MBh c'è in e-text in sanscrito l'edizione critica taroccata, solo testo, poi quella con note che l'istituto stesso vende (a mi pare 30 Eu circa).

    Non capisco perché non potresti andare a Pune e all'istituto, che poi sono gentilissimi. E' un viaggio come un altro, se dici che lo leggevi da bambino ne saranno felici!:)
    E' gente intellettualmente sofisticata ma emotivamente semplice, cioè più di noi.

    Scritto da boh, 4 anni, 11 mesi fa


  59. Boh:
    "Non capisco perché non potresti andare a Pune e all'istituto"

    Beh, a dire tutta la verità, innanzitutto dovrei prima riuscire a rialzarmi da questo letto. Posto pure che vi riesca, non credo ne avrei comunque materialmente più il tempo.

    Scritto da Mahaprasthana Wayfarer, 4 anni, 11 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.